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Parla il cacciatore di mafiosi: Cosa nostra è diventata cosa mia

L'arresto del boss mafioso Domenico Raccuglia

L'arresto del boss mafioso Domenico Raccuglia

“Se il ministro Renato Brunetta volesse dare un’occhiata alla produttività della Squadra catturandi di Palermo, non avrebbe nulla da ridire, anzi. Tutti i latitanti che ci hanno assegnato li abbiamo presi. Siamo forse l’ufficio pubblico con la più alta produttività del Paese”.
Al sovrintendente di polizia I.M.D. piace molto scherzare. Soprattutto da quando, il 15 novembre, insieme con i 55 colleghi della sua squadra ha messo le mani su Domenico Raccuglia, detto “il Veterinario”, latitante da quasi 15 anni. Leggi l’intervista esclusiva

Sposa in chiesa la figlia di Riina. La madre ai curiosi: “Lasciatela in pace”

Il matrimonio di Lucia Riina, figlia minore di Totò Riina

La sposa è stata accompagnata all’altare dal fratello uscito da poco dal carcere. L’unico maschio della famiglia libero. Il capofamiglia, in tutti i sensi, è rinchiuso nella galera milanese di Opera dal 1993, si chiama Totò Riina.

Oggi a Corleone si è sposata sua figlia Lucia, nella chiesa dell’immacolata. A officiare la messa un frate, Giuseppe Gentile, che si è rivolto duramente ai giornalisti presenti in chiesa: ”Lasciate stare questa ragazza, lasciatela in pace, non ha nulla di cui riscattarsi. Vi siete mai chiesti se sta soffrendo? Io vi dico che porta un segno e la vostra presenza non fa che ricordarglielo”. Particolarmente critica coi giornalisti la madre della sposa, Ninetta Bagarella: “Che ci fate qui? Potevate evitarvi questa sceneggiata”.
Anche il sindaco di Corleone, Antonio Iannazzo, ha difeso la privacy della famiglia: ”Ogni commento, ogni nostro intervento sarebbe un’intromissione nella sfera privata di due ragazzi che in paese non hanno mai dato problemi e che sono due cittadini come gli altri e vanno rispettati.

Un atteggiamento diverso da parte mia non sarebbe corretto né moralmente né istituzionalmente”. Lo sposo, Vincenzo Bellomo (ironia della sorte: porta lo stesso nome trovato sulla carta d’identità trovata addosso a Riina il giorno dell’arresto, uno degli alias usati dal boss durante la sua latitanza) ha pubblicamente ringraziato “tutti i familiari che oggi sono qui con noi” e “mio suocero, Salvatore Riina”.

La mafia è battibile. Storie di chi le ha fatto gol

Un campetto di calcio
Era stato costruito tre anni fa su terreni confiscati alla ‘ndrangheta. Ma i vandali lo avevano distrutto: un segnale di predominio sul territorio.
Impraticabile, il campetto di calcio non è più stato usato. Almeno fino a poche settimane fa, quando a Rizziconi, otto mila anime in provincia di Reggio Calabria, è stato rimesso a nuovo. E inaugurato. Uno spazio per i ragazzi dove stare insieme e inseguire un sogno: diventare un campione del pallone e liberarsi dalla marcatura asfissiante della malavita.
Storia di Calabria che non si arrende. E che per la seconda volta ha dato un calcio alla criminalità. Una metafora usata anche da don Luigi Ciotti, presidente di Libera, il giorno dell’inaugurazione: Siamo qui per dare un calcio alle mafie. Questa partita giochiamola insieme, ognuno con il suo ruolo e le sue responsabilità.
Una storia di riscatto. Una come tante - che spesso rimangono sotto silenzio - nate dai terreni e dai beni confiscati alla criminalità. Nel 2006 sono stati più di 7000 gli immobili strappati al patrimonio delle cosche, su tutto il territorio nazionale. Di questi 3377 sono stati assegnati ad altre finalità e sono state 227 le associazioni e le cooperative sociali che vi hanno avviato una realtà produttiva dando, un lavoro e un’opportunità ai giovani.

Dalla costa calabra, attraversando lo Srtetto, si arriva in Sicilia. Dove, questa estate, 400 ragazzi lavoreranno in terreni che una volta appartenevano ai boss, fra Corleone e Canicattì. Il progetto, una testimonianza di cultura della legalità e dell’antimafia, si chiama LiberArci dalle Spine, proprio come uno dei campi della legalità di Libera. Per la serie E!StateLiberi!. Ragazzi tra i 17 e 30 anni, provenienti principalmente dalla Toscana, dalla Puglia, Liguria e Lazio.
E ci saranno pure volontari stranieri: trenta giovani americani della Syracuse University che visiteranno i campi per due settimane, dal 27 giugno al 2 luglio. Non sarà solo un tour turistico. Anche qui, si farà gol alla criminalità!

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Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
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