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Porcini cinesi: la truffa è servita

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Il titolo dell’operazione è significativo : Por-Cina. Il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato 5 quintali di funghi porcini, pari a circa 6 mila confezioni di prodotto essiccato proveniente dalla Cina e destinato a approdare sulle tavole degli italiani per le festività natalizie. Continua

Ghiri, tassi e marmotte in salsa: i piatti proibiti degli italiani

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De gustibus non disputandum est. I latini avevano ragione a sostenere che i gusti non si discutono, in particolare a tavola. Certo, tutto si può tollerare purché dal piatto tra polente e salse non facciano capolino animali “proibiti”.
Tassi, ghiri, marmotte, scoiattoli, istrici e pettirossi: gli italiani catturano, cucinano e mangiano proprio di tutto. E senza badare a spese. Continua

Due corpi senza vita a Livorno. E senza nome dal Natale 2004

Guardie della Forestale in azione | Ansa
Era il Natale 2004 quando i corpi senza vita di un uomo e di una donna vennero ritrovati nella pineta di Marina di Cecina, in provincia di Livorno. Distesi l’uno al fianco dell’altra, quasi abbracciati, sotto la tettoia di una magazzino utilizzato dal Corpo Forestale dello Stato come deposito di attrezzi.
A scoprire i due cadaveri, solo poche ore dopo la loro morte, un funzionario della Forestale durante un controllo. L’uomo si avvicinò lentamente, convinto che i due stessero ancora dormendo; la posizione dei corpi faceva pensare che si fossero avvicinati per ripararsi dal freddo di quella notte in cui la temperatura era scesa al di sotto dello zero. A coprirli solo abiti leggerissimi, inadatti a una notte d’inverno all’addiaccio. Intorno a loro, solo una bottiglia di acqua mezza vuota, foglie secche e il silenzio della pineta deserta.
Ma quando il funzionario si fece più vicino, non ci mise molto a capire che, in realtà, i due corpi erano senza vita: il volto dell’uomo era segnato un grumo di sangue che usciva dalla bocca mentre il viso di lei era rivolto verso quello del suo compagno. Addosso ai due nessun documento, nessuna indicazione, neppure un anello con inciso un nome per poter risalire alla loro identità, al loro paese d’origine. Lui: un uomo di circa 40 anni con una folta barba, capelli ricci e castani. Lei, molto più giovane 25-30anni al massimo, con capelli castani tagliati cortissimi. Erano molto magri: in due non superavano gli 80 chili. “Forse sono due clochard” fu sulle prime il pensiero dell’uomo che li ha ritrovati.
Un dubbio che a distanza di tre anni, non ha trovato ancora una spiegazione e anzi è diventato un vero mistero per la polizia del commissariato di Cecina. Un mistero che sembra non avere una soluzione. Le indagini, coordinate dal pm Giuseppe Rizzo della Procura della Repubblica di Livorno, hanno spinto gli agenti a ricercare indizi e testimonianze nell’ambienti dei senza fissa dimora e persino nella comunità degli Elfi della montagna pistoiese, nel comune di Sambuca. Niente, nessuna traccia.
Nessuno che li abbia mai visti e che si ricordi di quei volti. Senza esito anche il riscontro con l’Interpol che risale ormai a dodici mesi fa, al gennaio del 2007. Insomma, un vero e proprio giallo quello della pineta delle Gorette. Nessuno che abbia mai fatto una denuncia di scomparsa, in Italia e eppure all’estero. Durante l’autopsia che ha escluso l’omicidio e anche l’ipotesi dell’avvelenamento, su i corpi sono stati ritrovati i segni di una vecchia abbronzatura. Probabilmente i due conoscevano già quella pineta e quella spiaggia. Forse ci erano già stati qualche mese prima durante l’estate e forse erano voluti ritornare proprio lì, tra i pini e la macchia mediterranea, per lasciarsi morire. Tante domande, tantissimi dubbi ed interrogativi. Possibile che nessuno abbia mai notato quei due? Strano, ma pare sia così. Sembrano essere apparsi e scomparsi nel nulla. Nella cittadina di Cecina, che dista solo poche centinaia di metri da dove sono stati ritrovati i cadaveri, nessuno li ricorda e nessuno dice di averli mai visti.
Dei due, forse amici o forse amanti, i cui corpi sono ancora conservati all’obitorio di Livorno in attesa di un nome e di una sepoltura, rimane dopo tre lunghi anni, solo un fascicolo con scritto sopra “24/12/2004″. Il giorno del ritrovamento.

Ma dove vai, forestale in bicicletta?

Il Corpo forestale dello Stato perlustrerà i parchi in mountain bike
Dai fuoristrada alle biciclette. Il Corpo forestale dello Stato cambia mezzo e filosofia. Lo fa per un motivo semplice, quasi banale, uno di quelli che fa esclamare “Vero! Perché non pensarci prima?”. Le auto inquinano e spaventano la fauna selvatica. Per questo i boschi, d’ora in poi, si sorveglieranno in bici. E per questo è stato appena presentato (dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro) un protocollo d’intesa tra Corpo forestale dello Stato e Federazione ciclistica italiana e sono entrate in funzione le prime “pattuglie velomontate” della Forestale.

Si tratta di un nucleo sperimentale che avrà il compito di tutelare il patrimonio ambientale all’interno delle aree protette, delle riserve naturali statali, dei parchi nazionali e urbani. Ambienti naturali di estrema fragilità, in cui la presenza umana andrebbe sempre adattata ai delicati equilibri dell’ecosistema. A questo primo nucleo, impiegato nel parco di Villa Borghese a Roma e nella Pineta di Castelfusano a Ostia per collaudare i mezzi e gli equipaggiamenti (le guardie avranno infatti una tuta speciale), si aggiungeranno presto altre pattuglie in mountain bike in tutti i presidi territoriali del Corpo forestale dello Stato.
Il Corpo forestale dello Stato perlustrerà i parchi in mountain bike

Spifferi dal Transatlantico
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Uno contro tutti, di Carlo Puca
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Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
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Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
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