
Ecco l'immagine della campagna pubblicitaria del Corriere della Sera
Prendetevi un attimo di pausa dal lavoro per un rapido giochino.
Guardate la foto d’apertura, per qualche secondo. Adesso fate lo stesso con quella qui sotto.

Ecco l'immagine da "cartolina" di Bergamo Alta scattata poche settimane fa
Vediamo quanti secondi ci mettete a scoprire l’intruso. Continua
Dove navigano gli internauti? Panorama.it ha fatto una selezione delle notizie principali (e più curiose) comparse oggi pomeriggio sui siti online dei quotidiani italiani. Continua
di Giuseppe Cruciani
Ha ragione da vendere Ernesto Galli della Loggia, quando sul Corriere della sera se la prende coi «tre pilastri dell’immobilismo» nella società italiana e cioè «il privilegio, il corporativismo e la demagogia». Continua


di Giovanni Fasanella
Ha evocato addirittura la Stasi, Piero Ostellino. Sì, il famigerato servizio segreto della Germania comunista che riusciva ad ascoltare e intercettare ogni sospiro grazie alle cimici nascoste persino nelle camere da letto delle abitazioni private. E così l’editorialista del Corriere della sera se l’è presa con i magistrati del caso Ruby: Continua

Ferruccio De Bortoli ed Eugenio Scalfari
C’è chi usa gli sms, chi si sfoga con i commenti su un blog e chi si prende direttamente a ceffoni. Ci sono tanti modi di litigare, ma non a tutti è concesso di farlo attraverso gli editoriali. E sui due giornali più diffusi d’Italia. Come, nelle ultime settimane, stanno facendo Eugenio Scalfari (ex direttore de La Repubblica e Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere. Continua

Giro di poltrone nel giornalismo italiano. Via libera da parte del patto di sindacato di Rcs Mediagroup alla nomina di Ferruccio De Bortoli alla direzione del Corriere della Sera. Dopo le riunioni del sindacato di controllo e del consiglio di amministrazione, è ora in corso quella del board di Rcs Quotidiani.
De Bortoli lascia la direzione de Il Sole 24 Ore, il cui consiglio si è riunito per ringraziare De Bortoli “per il lavoro svolto” e nominare il suo successore che sarà l’attuale direttore del Tg1 Gianni Riotta. Non si conosce ancora il nome di quello che sarà il suo sostituto nel telegiornale della prima rete.
Milanese, 56 anni (li compie il 20 maggio), una carriera ai vertici della carta stampata, De Bortoli, che lascia la direzione del Sole 24 Ore, ha già diretto il quotidiano di Via Solferino dal maggio del 1997 al 2003.
Laureato in giurisprudenza alla Statale di Milano, De Bortoli è giornalista professionista dal novembre 1975. Nel ‘73 ha cominciato a lavorare per il Corriere dei Ragazzi, dove è rimasto come praticante per un paio d’anni, per passare quindi al Corriere dell’Informazione dove è stato articolista fino al 1978. Nel 1979 l’approdo al Corriere della Sera, per occuparsi soprattutto di economia, sindacato e attualità politica.
Successivamente De Bortoli è stato caporedattore dell’ Europeo e del Sole 24 Ore. Tornato al Corriere nel 1987, con la qualifica di caporedattore dell’economia e commentatore economico, e’ stato nominato vice direttore nel dicembre del 1993.
Poco più di tre anni dopo è arrivata la nomina al vertice giornalistico del quotidiano di via Solferino, che ha lasciato il 14 giugno del 2003 per far spazio alla breve esperienza di Stefano Folli. Successivamente ha assunto l’incarico di amministratore delegato di Rcs libri e vicepresidente dell’Assiciazione Italiana Editori (Aie) e, dopo un periodo da editorialista per la Stampa, la direzione del Sole 24 Ore.
”Grazie ma ho deciso di restare dove sono, a fare il giornalista”: così lo scorso 9 marzo De Bortoli aveva declinato l’invito di ricoprire il ruolo di presidente della Rai, andato poi a Paolo Garimberti.
E’ anche presidente della Fondazione Pier Lombardo-Teatro Franco Parenti e della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Onlus.
Il palermitano Riotta è quasi coetaneo di De Bortoli (è nato nel ‘54), era al Tg1 dal 13 settembre 2006. Figlio di Salvatore, redattore del Giornale di Sicilia, ha iniziato a lavorare come giornalista a 17 anni, corrispondente per il Manifesto e collaboratore delle pagine culturali del Giornale di Sicilia.
Passa a scrivere per la Stampa e poi, dal 1988, per il Corriere della Sera da New York, dove succede a Ugo Stille. A via Solferino è stato anche vice direttore.
Negli Stati Uniti ha frequentato la Columbia University dove si è laureato in giornalismo. Ha insegnato all’università di Bologna e fa parte del consiglio di Facoltà del corso di cultura italiana a Princeton, dove ha insegnato Comunicazione. Nel 1993 ha condotto la serie tv Milano, Italia succedendo a Gad Lerner.
Per la sua attività giornalistica è stato insignito del Premio E’ giornalismo, del Premiolino e di numerosi altri riconoscimenti tra cui il premio Ischia.

Che le prostitute paghino le tasse come qualsiasi altra categoria. E come accade senza scandalo in altri (civilissimi) Paesi europei tra cui la Spagna, la Svizzera, il Belgio, l’Olanda, la Germania. La Commissione tributaria della Lombardia ha deciso, con una sentenza che non mancherà di far discutere, che anche le lucciole devono destinare una parte del proprio reddito alle finanze pubbliche. Il fatto è che i controlli del Fisco si fanno via via più sofisticati e chi non è in grado di giustificare il proprio tenore di vita rischia di essere chiamato dall’Agenzia tributaria a produrre una documentazione adeguata. È accaduto a molti sedicenti nullatenenti, ma anche a una bella di notte, tale M.L, che, pur professandosi disoccupata, risultava proprietaria (secondo un controllo incrociato sulle compravendite di case presso l’Agenzia 3 di Milano) di un lussuoso appartamento di 130 metri quadri nel cuore del capoluogo lombardo, di altri due monolocali in città , di altri tre tra Corsico e Baggio. E a completare il patrimonio - scrive stamani il Corriere della Sera - due autovetture del valore, secondo i detective delle Entrate, di un miliardo e 605 milioni di vecchie lire. Tutti beni acquistati, secondo l’Agenzia, grazie a quello che viene definito, a torto o a ragione, come il mestiere più antico del mondo. Risultato: la signora (che in primo grado aveva ottenuto l’annullamento della sanzione) dovrà pagare una multa di 70 mila euro per aver presentato una dichiarazione dei redditi non veritiera risalente al 1998. Domanda del cronista del Corsera: “Si è mai vista una prostituta che rilascia la ricevuta?”. Per ora no, ma, come cantava Dylan, i tempi stanno cambiando. E se alcuni Paesi europei sopracitati hanno scelto di legalizzare il mercimonio sessuale, altri (come l’Iran, la Cina, gli Stati Uniti, l’Irlanda) continuano a considerare di fatto illegale (e quindi inesistente per il Fisco) quest’antica attività lavorativa. A questa lista si aggiunge anche la Thailandia, epicentro del turismo sessuale dove però le autorità - in base a un decreto del 1996 - continuano a vietare la prostituzione. Almeno sulla carta: le apparenze sono preservate.
LEGGI ANCHE: Il forum - Il dossier prostituzione
di Angela Bianchi
Con una telefonata affettuosamente chiarificatrice si è chiusa la querelle aperta da Peppino Caldarola contro Paolo Mieli e il suo Corriere della Sera. “Se Veltroni e Berlusconi vincessero le rispettive sfide, finalmente cambierebbe anche il giornalismo politico in Italia”, aveva scritto nel suo blog il deputato del Pd - uno dei pochi della vecchia guardia diessina ad essere voluto da Veltroni in persona nella direzione del nuovo partito. Sarà forse per questo che Mieli s’è preoccupato per la veemenza delle parole scritte, seppur su un anonimo blog, dal vecchio amico. L’ex direttore dell’Unità si è infatti scagliato contro quel giornalismo “maneggione”, che “inventa” le notizie, tipico del “mielismo”: “Un giornalismo immischiato nelle tentazioni di comando assoluto che viene dai luoghi del potere che conta”.
Ieri la telefonata chiarificatrice: “Mi vuoi veder disoccupato?”, è stato l’ironico esordio del direttore del Corriere della Sera. Pace dunque fatta, anche se le accuse restano.