
Polizia Municipale di Napoli
Arredavano e ristrutturavano le loro abitazioni con i soldi del Comune. Due funzionari del servizio Politiche sociali del Comune di Napoli avevano escogitato un metodo veloce ed economicamente vantaggioso per vivere da nababbi preservando l’importo della propria busta paga: fatturare le spese all’amministrazione comunale partenopea. Continua

Roberto Formigoni
«In lista li mette il partito, i voti glieli dà la gente, a me arrivano come primi degli eletti e anche per questo li nomino assessori. Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni avrebbero avuto le carte in regola, eppure nel 2010 non li ho confermati in giunta. Sarà mica un caso? Col senno di poi, non si sarebbero dovuti neanche candidare…». Così si esprime Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, in una lunga intervista che affronta temi di attualità ma anche intimi, che il settimanale Panorama pubblica nel numero in edicola da domani, giovedì 26 gennaio. Continua

Franco Nicoli Cristiani sce dalla Caserma dei CC di Brescia dopo l'arresto (Credits: ANSA/FILIPPO VENEZIA)
“Prima Filippo Penati, oggi Nicoli Cristiani. Comincio a pensare che il posto di Vice Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia porti sfortuna, per non dire di peggio…..”
E’ la prima sorridente reazione dell‘Europarlamentare della Lega Nord, Matteo Salvini, uno che conosce molto ma molto bene il mondo politico lombardo, alla notizia dell’arresto per corruzione e traffico illecito di rifiuti di Franco Nicoli Cristiani, l’attuale Vice Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, che aveva da poco preso il posto di Filippo Penati, anche lui finito al centro di un’altra inchiesta per il medesimo reato. Continua

Franco Nicoli Cristiani (Ansa)
Traffico organizzato di rifiuti illeciti e tangenti dal valore di milioni di euro. Con queste accuse sono finiti in carcere il vice presidente del Consiglio della Regione Lombardia, Franco Nicoli Cristiani, il coordinatore dello staff Arpa (Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente) della Lombardia, Giuseppe Rotondaro e otto imprenditori del Gruppo Locatelli. Continua


La lettura dell’estate sotto l’ombrellone per i vertici del Partito democratico rischia di diventare il codice etico approvato nel 2008 e in particolare l’articolo 5, quello sulle «condizioni ostative alla candidatura e obbligo di dimissioni». Infatti l’elenco di uomini del Pd coinvolti in inchieste della magistratura sembra un bollettino di guerra da aggiornare giorno per giorno. Continua


Amano le donne, anche quelle «a gettone». Hanno fiuto per gli affari, dalla finanza alla sanità , dai trasporti alle energie rinnovabili. Guidano contromano e veleggiano in barca. Cercano soldi per il partito e le sue fondazioni. Sono soprattutto liguri, umbri e pugliesi. E tutti hanno dovuto fare i conti con la giustizia. Sono l’eletta schiera dei dalemiani doc, i fedelissimi di Massimo D’Alema. Un cerchio che assomiglia sempre di più a un cappio. Continua

Da sinistra: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il cardinale Velasio De Paolis, il vicepresidente della Camera Antonio Leone, Gianni Letta e il ministro Angelino Alfano, durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2011 presso la Corte dei Conti, oggi 22 febbraio 2011 a Roma
«Non appare indirizzato a una vera e propria lotta alla corruzione il disegno di legge governativo sulle intercettazioni, che costituiscono uno dei più importanti strumenti investigativi utilizzabili allo scopo». Nella parte del discorso inaugurale sull’anno giudiziario 2011 dedicata alla lotta alla corruzione il procuratore generale Mario Ristuccia boccia senza appello il Ddl intercettazioni ma boccia anche alcuni decreti legislativi del passato che, a suo dire, avrebbero reso complicato il contrasto ai fenomeni corruttivi. Tra questi la legge Cirielli del 2005 che, nell’aver dimezzato i termini di prescrizione per il reato di corruzione da 15 a 7 anni e mezzo, «ha avuto come risultato che molti dei relativi processi si estingueranno poco prima della sentenza finale». Continua

di Romana Liuzzo
A prima vista è quello di sempre, deciso e determinato, pratico e concreto. Come deve essere, appunto, l’«uomo del fare», il capo chiamato di volta in volta a coordinare soccorsi e interventi per ogni tipo di emergenza. Ma se lo spingi a parlare delle sue figlie, delle figlie testimoni delle cronache di questi giorni, allora Guido Bertolaso non regge più. E scoppia a piangere. Continua