
Franco Nicoli Cristiani sce dalla Caserma dei CC di Brescia dopo l'arresto (Credits: ANSA/FILIPPO VENEZIA)
“Prima Filippo Penati, oggi Nicoli Cristiani. Comincio a pensare che il posto di Vice Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia porti sfortuna, per non dire di peggio…..”
E’ la prima sorridente reazione dell‘Europarlamentare della Lega Nord, Matteo Salvini, uno che conosce molto ma molto bene il mondo politico lombardo, alla notizia dell’arresto per corruzione e traffico illecito di rifiuti di Franco Nicoli Cristiani, l’attuale Vice Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, che aveva da poco preso il posto di Filippo Penati, anche lui finito al centro di un’altra inchiesta per il medesimo reato. Continua

Franco Nicoli Cristiani (Ansa)
Traffico organizzato di rifiuti illeciti e tangenti dal valore di milioni di euro. Con queste accuse sono finiti in carcere il vice presidente del Consiglio della Regione Lombardia, Franco Nicoli Cristiani, il coordinatore dello staff Arpa (Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente) della Lombardia, Giuseppe Rotondaro e otto imprenditori del Gruppo Locatelli. Continua


La lettura dell’estate sotto l’ombrellone per i vertici del Partito democratico rischia di diventare il codice etico approvato nel 2008 e in particolare l’articolo 5, quello sulle «condizioni ostative alla candidatura e obbligo di dimissioni». Infatti l’elenco di uomini del Pd coinvolti in inchieste della magistratura sembra un bollettino di guerra da aggiornare giorno per giorno. Continua


Amano le donne, anche quelle «a gettone». Hanno fiuto per gli affari, dalla finanza alla sanità, dai trasporti alle energie rinnovabili. Guidano contromano e veleggiano in barca. Cercano soldi per il partito e le sue fondazioni. Sono soprattutto liguri, umbri e pugliesi. E tutti hanno dovuto fare i conti con la giustizia. Sono l’eletta schiera dei dalemiani doc, i fedelissimi di Massimo D’Alema. Un cerchio che assomiglia sempre di più a un cappio. Continua

Da sinistra: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il cardinale Velasio De Paolis, il vicepresidente della Camera Antonio Leone, Gianni Letta e il ministro Angelino Alfano, durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2011 presso la Corte dei Conti, oggi 22 febbraio 2011 a Roma
«Non appare indirizzato a una vera e propria lotta alla corruzione il disegno di legge governativo sulle intercettazioni, che costituiscono uno dei più importanti strumenti investigativi utilizzabili allo scopo». Nella parte del discorso inaugurale sull’anno giudiziario 2011 dedicata alla lotta alla corruzione il procuratore generale Mario Ristuccia boccia senza appello il Ddl intercettazioni ma boccia anche alcuni decreti legislativi del passato che, a suo dire, avrebbero reso complicato il contrasto ai fenomeni corruttivi. Tra questi la legge Cirielli del 2005 che, nell’aver dimezzato i termini di prescrizione per il reato di corruzione da 15 a 7 anni e mezzo, «ha avuto come risultato che molti dei relativi processi si estingueranno poco prima della sentenza finale». Continua

di Romana Liuzzo
A prima vista è quello di sempre, deciso e determinato, pratico e concreto. Come deve essere, appunto, l’«uomo del fare», il capo chiamato di volta in volta a coordinare soccorsi e interventi per ogni tipo di emergenza. Ma se lo spingi a parlare delle sue figlie, delle figlie testimoni delle cronache di questi giorni, allora Guido Bertolaso non regge più. E scoppia a piangere. Continua

«Tu non hai capito niente! Tu devi far fare sempre a me…». Il tono della telefonata è quello della tempesta appena passata. Antonello Colosimo, consigliere della Corte dei conti e vice alto commissario per la lotta alla contraffazione, ride. Grazie al suo intervento, forse arriverà un po’ di ossigeno per la società di Francesco Piscicelli, l’imprenditore che si compiaceva per i nuovi appalti che sarebbero stati assegnati con il terremoto dell’Aquila.
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Grand commis di Stato, politici di primo e secondo piano, alti magistrati, funzionari pubblici, personaggi in odor di mafia, imprenditori rampanti, escort e massaggiatrici: sono i protagonisti del «sistema gelatinoso» che ha messo sotto accusa gli appalti dalla Protezione civile.
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