
Non si farà il Referendum sulla Legge Elettorale (Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)
di Annalisa Chirico
La montagna ha partorito il topolino. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili entrambi i quesiti referendari in materia elettorale promossi dall’inedito asse Di Pietro-Parisi, con il sostegno di Nichi Vendola e Romano Prodi. Un giorno e mezzo di camera di consiglio per decidere la sorte del referendum appoggiato da 1 milione e 200mila firme, espressione di un diffuso malcontento popolare nei confronti di una legge elettorale definita, per ammissione de suo stesso autore, una “porcata”. Continua

Palloncini rosa in favore del Referendum. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Il rigetto della Consulta dei due quesiti proposti dal comitato promotore del referendum per abrogare la legge Calderoli arriva in Transatlantico come una doccia fredda. Sì, perché fino a questa mattina le indiscrezioni che circolavano tra i parlamentari erano quelle di una bocciatura a metà , decisione che avrebbe lasciato più tempo al Parlamento per riunirsi attorno ad un tavolo e mettere a punto una nuova riforma. In verità auspicata da tutti, ma su cui solo pochi hanno lavorato con convinzione. È uno stesso deputato del Pdl molto vicino ad Alfano a raccontare in buvette che sul tavolo convocato qualche giorno fa dal suo partito sono state buttate solo chiacchiere e non è stato dato alcun indirizzo operativo. Continua

Il presidente della Corte costizionale De Siervo
Il presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo ha dichiarato stamane, nel corso dell’annuale conferenza stampa a Palazzo della Consulta, che «è denigratorio e gravemente offensivo sostenere che i 15 giudici della Consulta giudicherebbero sulla base di loro asserite appartenenze politiche». Una sottolineatura forte, e forse irrituale, che appare come una risposta non tanto agli attacchi del premier alla Consulta (che sono cessati dopo il nì della Corte al legittimo impedimento) quanto ai duri giudizi espressi ieri da Palazzo Chigi sulle cosiddette «toghe rosse» che stanno indagando sul caso Ruby. Continua


Foto di repertorio di un'aula di un tribunale (Apcom)
E sono tre. A sollevare i dubbi sulla costituzionalità della legge 40 del 2004, quella sulla procreazione artificiale, che “vieta il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo” (ossia da un donatore esterno), dopo quello di Firenze e Catania ora c’è anche il tribunale di Milano: violerebbe, secondo i giudici del capoluogo lombardo, l’articolo 3 della Costituzione, che stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, e le norme che tutelano la famiglia. Continua


La sala gialla della Consulta
Sapete come andrà a finire la vicenda del «Legittimo impedimento», la legge che ieri la Corte costituzionale ha in parte salvato e in parte cassato? Che nei tre processi in corso a Milano contro Silvio Berlusconi è elevato il rischio che presto si torni davanti alla stessa Consulta. La parziale bocciatura della norme, infatti, ha restituito ai giudici la sindacabilità degli impedimenti del premier a presenziare alle udienze processuali che lo riguardano. Così si rivedranno probabilmente quei minuetti già visti in passato: con i pm e i giudici pronti a contestare alla difesa un consiglio dei ministri «non proprio così urgenti». Non è una balla: Continua
La Corte costituzionale ha respinto parzialmente (12 sì, 3 no) la legge sul legittimo impedimento (qui il testo della legge), bocciandone alcune parti della legge e fornendo un’interpretazione restrittiva di altre. In particolare, per i processi a carico del presidente del Consiglio (Mediatrade, Mills, Mediaset), saranno i giudici a valutare, caso per caso, l’indifferibilità della concomitanza dell’impegno istituzionale con l’udienza cui sarà chiamato il premier, nell’ottica - anticipa l’Ansa - di un ragionevole bilanciamento tra esigenze della giurisdizione, esercizio del diritto di difesa e tutela della funzione di governo, oltre che secondo un principio di leale collaborazione tra poteri.
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La Corte Costituzionale durante una seduta
Quale sarà il giudizio della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, il nuovo scudo che dall’aprile dello scorso anno tiene lontano il premier Berlusconi dalle aule del tribunale, dopo la bocciatura del “lodo Alfano”? La Consulta si sarebbe dovuta esprimere lo scorso 14 dicembre, ma si è deciso di spostare la data, che coincideva col voto di fiducia al governo Berlusconi. Oggi si apre l’udienza pubblica. Continua

Ugo De Siervo dal 10 dicembre è il nuovo presidente della Corte costituzionale, Eletto a scrutinio segreto dai 15 giudici della Consulta, il primo atto di De Siervo è stato quello di nominare Paolo Maddalena come suo vice. «Io e Maddalena siamo un po’ gli ultimi dei Mohicani, perché è la terza volta che decidiamo su cause delicate» ha detto De Siervo, facendo riferimento a due precedenti decisioni che la Corte ha preso sul lodo Schifani e sul lodo Alfano, e su quella relativa al legittimo impedimento. Ma De Siervo ha soprattutto annunciato il rinvio a gennaio dell’udienza sul legittimo impedimento, Continua