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Fini e Veltroni se le dicono di santa ragione. A colpi di denunce dei redditi

Walter Veltroni, leader del Pd, e Gianfranco Fini, numero uno di An | Ansa
Si accendono i primi fuochi e volano le prime parole pesanti nella campagna elettorale 2008. Protagonisti dello scontro Gianfranco Fini e Walter Veltroni. Che se le sono dette di santa ragione sui soldi (stipendio, diaria, pensione) dei parlamentari. Argomento tabù, finora. Cioè fino a quando, qualche mese fa, il club anti-casta non lo ha tirato fuori dal limbo.
Casus belli? Prima la proposta lanciata dal segretario del Pd di ridurre gli stipendi dei parlamentari, poi la pubblicazione da parte di Montecitorio e Palazzo Madama dei redditi di deputati e senatori. Così la giornata politica è stata caratterizzata dai botta e risposta tra leader ed esponenti politici dei diversi schieramenti. Il più duro, appunto, quello tra Veltroni e Fini, a colpi di denunce dei redditi.
Parlando in Piemonte, il candidato premier del Pd, ha sollevato lo scandalo rappresentato dai sostanziosi compensi percepiti dai parlamentari a fronte di un paese in cui tanti elettori devono stringere cinghia e denti per arrivare a fine mese.
Una proposta subito criticata dalla Sinistra Arcobaleno che lo ha accusato di fare propaganda senza aver mai fatto nulla di concreto per ridurre certe spese: “Veltroni si è dimenticato che proprio i suoi parlamentari si sono opposti all’approvazione delle proposte di legge che sono depositate in Parlamento, a partire da quelle di Rifondazione Comunista”, gli rimprovera il giovane capogruppo di Prc Gennaro Migliore.

Ma chi ha fatto saltare i nervi (anche questa una prima volta) all’ex sindaco di Roma, è stato il leader di An, che scorgendo nei tabulati resi noti dal Palazzo i 296 mila euro lordi dichiarati da Veltroni, a Porta a Porta, non si è lasciato sfuggire l’occasione: “Ci deve essere un limite alla propaganda”, ha esordito. “C’è una cosa che mi indigna, e voglio mettere da parte il politicamente corretto: chi è quel pensionato di 52 anni che percepisce 5.216 euro di pensione ogni mese? Credo che gli italiani debbano saperlo”. Il “privilegiato, manco a dirlo è il candidato premier democratico, che, ironizza Fini magari “dirà che li manda in Africa, ma non può dichiarare cose così ipocrite. Il suo è un caso emblematico di faccia tosta”.
E stavolta super Walter incassa e non gradisce. A metà del suo tour elettorale si trova costretto a rispondere alle accuse, venendo meno alla linea di non replicare agli attacchi: “Ho usato i soldi delle mie pensioni per fare del bene al prossimo”. Il leader del Pd afferma di aver cercato di rinunciare al vitalizio, “ma non si poteva. Allora ho fatto una cosa: ho speso i soldi delle mie pensioni per le cause in cui credo”. Il numero uno di An, dice insomma, “ha perso un’occasione per stare zitto”. Poi, tentando di rientrare nel clima di “fair play”politico, chiosa: “Potrei dire molte cose sullo stile di vita di molti leader del centrodestra, ma non lo farò. Dico soltanto che quei soldi li ho usati per fare del bene al prossimo”.
Spiegazione tardiva, insiste Fini: “Se Veltroni, prima di avanzare la sua proposta, avesse premesso di essere un cinquantaduenne che percepisce 5.216 euro di pensione nette, non avrei detto nulla. Ma questa sua risposta dimostra che l’ho preso col sorcio in bocca”.
Dulcis in fundo la nota diffusa dall’ufficio stampa del loft di piazza Sant’Anastasia con cifre dettagliate per far sapere che “Fini guadagna il doppio di Veltroni”, per aver ricoperto anche la carica di vicepremier e ministro degli Esteri. Ma se Veltroni ha versato “più di 100mila euro per progetti e associazioni del volontariato” nella fattispecie, 25mila euro alla Caritas, 25mila a Sant’Egidio, 25mila all’Amref per una scuola in Africa, 25mila per un progetto di sostegno a ragazzi autistici, segnala il Pd “siamo certi che l’onorevole Fini, guadagnando il doppio del segretario Pd, avrà certamente contribuito con cifre doppie delle sue ad aiutare chi è meno fortunato e che sarà in grado di documentarle al più presto”.
Ora, stando ai redditi pubblicati, non sembra che Fini guadagni il doppio di Veltroni: il reddito imponibile del numero uno di An è di 146mila euro (solo 17mila euro dell’indennità di parlamentare sono tassabili, diaria e rimborsi per le spese il collegio no) contro i quasi 300mila dell’ex sindaco. Che nella sua dichiarazione dei redditi deve conteggiare anche i tanti diritti d’autore, avendo l’ex sindaco fatto, in questi anni, anche lo scrittore.

E nella Camera paralizzata va in scena il primo sciopero della storia

la buvette della Camera dei deputati
di Angela Bianchi
Data storica per Montecitorio, quella del 20 febbraio. Lo sciopero è arrivato anche nel regno degli onorevoli, presieduto per di più da un ex sindacalista come Fausto Bertinotti. Al ristorante interno hanno incrociato le braccia, causando molti disagi, i dipendenti della società che da circa sei mesi gestisce il servizio dopo l’esternalizzazione decisa dall’ufficio di Presidenza per ridurre i costi.
I 70 dipendenti della Onama spa (che fa parte di un gruppo britannico) reclamano una serie di adeguamenti salariali per la particolare natura del loro lavoro che essendo legato all’attività parlamentare non sempre ha degli orari prestabiliti e prevede l’obbligo alla reperibilità 24 ore su 24. La trattativa si è bruscamente interrotta quando l’azienda ha offerto 20 euro di aumento, giudicati insufficienti.
I dipendenti, in gran parte del servizio lavaggio verdure e stoviglie, si sono astenuti dal lavoro e le pietanze sono state distribuite su piatti di plastica.
La vicenda avrà comunque una coda in tribunale: l’azienda – annuncia Barbara Tomassi della Filcams Cgil – in sostituzione degli scioperanti ha infatti chiamato personale esterno. Prima dell’esternalizzazione, la ristorazione era affidata al personale interno di Montecitorio, impegnando un’ottantina di addetti.
Dopo l’esternalizzazione una quarantina sono stati poi spostati ad altre mansioni all’interno della Camera mentre gli altri sono rimasti ad occuparsi del servizio buvette e catering interno.

Quirinale, Napolitano riduce le spese. E taglia i corazzieri


Diminuiscono i costi del Quirinale. Nel 2008 si spenderanno 240 milioni di euro: 800 mila euro in meno rispetto all’anno precedente. E il presidente Giorgio Napolitano taglia anche il numero dei Corazzieri, reggimento storico risalente al Regno d’Italia, che è stato ridotto di oltre il 10 per cento in un anno, passando da 267 a 237 unità. In totale si risparmieranno 3,5 milioni rispetto a quanto era stato previsto per il triennio 2007-2009, rimanendo entro il tasso di inflazione programmata dell’1,7%.

L’unico comparto che registra un aumento è quello pensionistico (passa da 76,1 milioni dell’assestato 2007 a 78,2 milioni nel 2008, il 32,46% della spesa complessiva). “L’obbiettivo di una riduzione in valore assoluto della spesa”, si legge in una nota del Segretario Generale del Quirinale Donato Marra, “è stato conseguito attraverso misure strutturali, quali la progressiva riduzione del personale di ruolo, comandato, distaccato e a contratto, con il mantenimento del blocco del turn-over immediatamente disposto all’inizio del settennato; la cessazione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato; la soppressione di alcune indennità; la revisione e razionalizzazione dei documenti di bilancio e delle procedure di spesa e l’avvio della riorganizzazione amministrativa interna”.

Queste misure hanno portato nel 2007 ad una riduzione di 177 persone a vario titolo impegnate nell’amministrazione della Presidenza della Repubblica. Al 31 dicembre 2007, rispetto alla corrispondente data dell’anno precedente, il personale di ruolo risulta di 945 unità (meno 42), il personale comandato e a contratto di 97 unità (meno 11), mentre il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza ammonta a 962 unità di cui 267 corazzieri (meno 124).

”La diminuzione delle spese” si legge ancora “riguarda sia le retribuzioni del personale, che passano dai 139,7 milioni di euro del bilancio assestato 2007 a 138,7 milioni di euro nel 2008, sia le spese per beni e servizi che registrano una forte diminuzione percentuale del 7,5 per cento, passando da 25,8 milioni di euro a 23,9 milioni di euro”. Insomma, una chiara inversione di tendenza.

Costi della politica: Prodi taglia le ali ai giornalisti

Il premier Romano Prodi parla con i giornalisti sull'aereo che li porta a Bruxelles al rientro dal viaggio in Kazachistan (ottobre 2007)
di Angela Bianchi
Prodi in persona avrebbe firmato oggi una direttiva che riguarda i viaggi dei giornalisti al seguito del presidente del Consiglio, dei ministri e dei presidenti delle Camere. Secondo il tam tam che sta attraversando i Palazzi romani, d’ora in poi i giornalisti che usufruiranno dei voli di Stato, finora gratuiti, dovranno versare 300 euro se si tratta di un volo interno, 600 se in un paese europeo e 900 extra europeo. Giro di vite con l’obiettivo di ridurre i costi della politica. Resta da capire se la direttiva riguarderà anche i viaggi del Capo dello Stato.

Finanziaria 2008: ecco che cosa prevede

Ecco punto per punto cosa prevede la Finanziaria 2008 in discussione al Senato
FISCO E FAMIGLIA
- ICI, SCONTO FINO A 200 EURO: Scatterà dal prossimo anno un nuovo sconto Ici per la prima casa. Sarà pari all’1,33 per mille della base imponibile, con tetto pari a 200 euro per tutti.
- SCONTO AFFITTI: Arriva lo sconto Irpef per gli inquilini in affitto, pari a 300 euro per chi ha reddito sotto i 15.493 euro e 150 euro per chi non supera il doppio di questo importo. Sconti maggiori sono previsti per i giovani tra 20-30 anni che vanno a vivere da soli.
- CARO MUTUI, AUMENTA SOGLIA DETRAZIONE: Aumenta del 10% la detrazione Irpef per i mutui sulla prima casa.
- RISTRUTTURAZIONI ED ECO CASE: Vengono prorogati ancora per il 2008 gli incentivi per le ristrutturazioni immobiliari e il bonus energia del 55% su pannelli solari a nuove caldaie.
- FIGLI: Vengono rifinanziati gli sconti Irpef sulle spese sostenute per le rette degli asili nido, ma arrivano controlli sulle detrazioni dei figli a carico.
- RICCOMETRO ANTI FURBI: Il Riccometro (Isee) diventa a prova di furbi. Sarà compilato on-line dall’Agenzia delle Entrate.
- FARMACI: Il medico di base avrà l’obbligo di prescrivere per i medicinali di fascia C (a totale carico del consumatore) il solo principio attivo del farmaco.
FISCO E IMPRESA
- SCONTRINI, STOP A CARTELLI GOGNA: La chiusura di negozi che non hanno staccato scontrini non sarà accompagnata dal cartello-gogna che spiega il perche’ della serranda abbassata.
- PER AUTONOMI FORFAIT FACILE: Per i lavoratori autonomi marginali, con ricavi inferiori ai 30.000 euro, arriva una tassa forfait del 20% che assorbe anche l’Iva e toglie numerosi adempimenti. Nuove norme facilitano la scelta di questo regime.
- TASSE IMPRESE, CALA ALIQUOTA: Cala dal 33 al 27,5% l’aliquota dell’ Ires (imposta sui redditi delle società), ma arriva un regime meno conveniente su accantonamenti e interessi passivi. La norma è a saldo zero per il 2008. Tra le novità è previsto uno sconto per i mancati incassi che un’impresa può indicare per il ritardato pagamento di forniture dalla Pubblica amministrazione. Torna per le imprese la possibilità di rivalutare i terreni.
- IRAP DAVVERO REGIONALE: Cala l’Irap sulle imprese, dal 4,25 al 3,9%, con benefici soprattutto per i piccoli. Lo Stato, inoltre, dice addio alla gestione dell’Irap che diventa un’imposta davvero regionale, sia per la dichiarazione (dal 2008) sia per i versamenti (dal 2009).
- BONUS PER ASSUNZIONI AL SUD: Ritorna il credito di imposta automatico per i nuovi assunti nel Mezzogiorno. Sarà di 333 euro, salirà a 416 euro in caso di occupazione femminile e sarà piu’ basso per i part-time.
- MINISTERO VIGILERÀ SU PREZZO PASTA: niente Mr.Prezzi ma un osservatorio del ministero delle politiche agricole che vigilerà sì, ma solo sui prezzi degli alimenti.
- TABACCAI, TELECAMERINE E BANCOMAT: Per aumentare la sicurezza dei tabaccai arriva un credito d’imposta sui costi per istallare apparecchiature bancomat e telecamerine (pari all’80% del totale, fino ad un importo di 3.000 euro).
LAVORO E SANITÀ
- VIA TICKET NEL 2008: Con una spesa di oltre 800 milioni e’ stato finanziata la cancellazione dei ticket sanitari sulla diagnostica anche nel 2008.
- ASSUNZIONE PRECARI P.A.: Si prevede un ‘assunzione di una parte dei precari della Pubblica Amministrazione che hanno un contratto a tempo determinato o un contratto di collaborazione (Co.co.co). Devono superare una selezione ed aver lavorato almeno per tre anni nel quinquennio precedente al 28 settembre 2007. Anche per i nuovi concorsi è prevista una riserva pro-precari dei posti.
COSTI DELLA POLITICA E RISPARMI
- TAGLIO MINISTRI: Viene introdotto un limite al numero dei ministri, ma scatterà solo con il prossimo esecutivo. La nuova norma ritorna ai 12 ministri della legge Bassanini e stabilisce un tetto massimo di 60 componenti del governo, tra ministri e sottosegretari ed entrerà in vigore con il prossimo governo.
- ORGANI COSTITUZIONALI: Camere e Quirinale, Cnel e Csm: non c’è la norma ma si autolimiteranno gli aumenti di spesa sotto il tasso di inflazione programmatico, che è dell’1,7%.
- TETTO STIPENDI MANAGER PUBBLICI: Non potranno guadagnare più dello stipendio del primo presidente di Cassazione, salvo 25 eccezioni per le quali è prevista una deroga.
- STRETTA SU DERIVATI: Arriva un vademecum per gli enti locali messo a punto dal Tesoro tramite decreto per evitare la sottoscrizione di prodotti finanziari a rischio.
- COMUNITÀ MONTANE E COMUNI: Diminuiscono le comunità montane. Ad esempio non potranno più essercene in riva al mare. E c’è una stretta anche sui compensi degli amministratori comunali: niente stipendi ma solo gettoni di presenza, con rigide incompatibilità per chi ricopre altri incarichi. Vengono poi cancellati molti enti intermedi, come gli Ato per la gestione di acqua e rifiuti. Stop alle missioni facili degli amministratori locali: i rimborsi saranno contenuti e saltà l’indennità di missione.

Dalla Casta alla beffa: la Finanziaria si rimangia le promesse antispreco

Il parco delle auto blu
La Casta, il libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, ha terremotato la politica negli ultimi mesi. Dopo l’uscita della bibbia antispreco dei due giornalisti del Corriere della Sera, c’è stato un rincorrersi di politici e amministratori locali a promettere tagli ai costi della politica. Prima della presentazione della Finanziaria il governo aveva annunciato un pacchetto di riduzione dei costi della politica del valore, a regime, di 1,3 miliardi. Ma nella manovra che è in discussione in questi giorni al Senato i risparmi certi e quantificabili sono fermi a 419 milioni.
Un esempio? Prima dell’estate erano state promesse riduzioni almeno del 20% sui numeri dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali. Anzi, sembrava che le circoscrizioni, tranne nelle grandi città, sarebbero state del tutto abolite. E le comunità montane? Nel libro di Stella e Rizzo, se ne citano anche a livello del mare. Basta andare a rivedersi le dichiarazioni di qualche settimana or sono: sarebbero quasi scomparse. Ma le uniche cose ad essere davvero sparite davvero sono le norme che riformavano le comunità.
D’altra parte sugli enti inutili non è andata tanto meglio. Il disegno di legge del ministro per l’Attuazione del Programma, Giulio Santagata, censiva più di trecento enti inutili, proponendone il taglio di almeno un terzo. Risultato? I tagli ci saranno per poco più di una dozzina di società. Resterà invece l’Ente italiano risi.
Attacca duro il senatore di Forza Italia, Giuseppe Vegas, che a Panorama.it lancia l’allarme: “Il vero costo della politica è il governo. Al Senato le modifiche chieste dalla maggioranza in commissione hanno portato aumenti di spesa nel triennio nell’ordine dei 5,9 mld euro. Sono tutte tasse in più che i cittadini dovranno pagare”. Poi l’ex viceministro all’Economia del governo Berlusconi, aggiunge: “Si sono rimangiati soprattutto i tagli che erano previsti alla finanza decentrata. Quindi regioni, province e comuni non effettueranno i tagli”. E ancora: “E’ stata indebolita la norma sulle comunità montane: che quindi continuano ad esistere. Mentre si era parlato di soppressione”. Poi Vegas parla di una norma che giudica ridicola: “Ma lo sapete che hanno fatto passare la riduzione del numero dei ministri? Ma dal prossimo governo…”. Proprio su questo punto replica a Panorama.it Cesare Salvi, presidente del gruppo di Sinistra democratica al Senato, e uno dei primi critici del sistema dei costi della politica con il libro Il costo della democrazia, scritto con Massimo Villone: “È stato approvato il ritorno alla legge Bassanini sul limite al numero dei ministri. È normale che si applichi dal prossimo governo, altrimenti sarebbe stata una sfiducia a quello in carica”.
Poi Salvi prosegue ad enumerare le norme secondo lui positive presenti in Finanziaria sulla riduzione dei costi: “È stato inserito un tetto alle retribuzioni del settore pubblico e para pubblico. Non potranno superare quella del primo presidente della corte di Cassazione, più o meno 270 mila all’anno”. E sugli enti locali infine spiega: “Non aveva significato ridurre il numero dei consiglieri. Mi sembra un bene che sia stato ridotto il numero degli assessori nelle giunte e che sia stata abolita l’indennità che è stata sostituita da un gettone di presenza”. Insomma, tutto bene? No. Tanto che Salvi esclama: “Diciamo che sono soddisfatto al 40%. Non è tutto quello che avremmo voluto. Ma è un inizio”.

LA SCHEDA: Che cosa prevede la Finanziaria

Cofferati e il firma e fuggi dei suoi consiglieri

Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati
Prima le polemiche sulla sua ricandidatura nel 2009, poi i problemi nella maggioranza con la sinistra radicale. Ora, Sergio Cofferati deve fare i conti anche con un’altra emergenza: l’attivismo dei suoi consiglieri comunali. Nell’ultimo anno, gli stipendi degli eletti a Palazzo d’Accursio sono infatti aumentati di 165 mila euro. A volerlo, inutile dirlo, sono stati proprio loro, i consiglieri. È così che dopo quella, incompiuta, dei trasporti privati, è scattata la “liberalizzazione” delle sedute comunali: abolito il numero massimo di due gettoni di presenza al giorno, i consiglieri possono riunirsi quante volte sembra loro più opportuno. Più sedute, più stipendio dunque, che ha causato un vero e proprio “firma e fuggi” (l’obbligo di firma ad inizio della riunione è necessario per ottenere l’indennizzo).
Ora, il presidente del consiglio comunale, Gianni Sofri, è corso ai ripari ed ha così elaborato un vero piano per “moralizzare l‘attività dei rappresentanti cittadini”, che prevede doppia firma (sia ad inizio che a fine riunione) e un tetto massimo di presenze di ogni eletto ad un numero limitato di commissioni per evitare casi di sospetta ubiquità.
Ma finora, a parte i buoni propositi e qualche anticipazione, non è accaduto nulla. Anche perché, l’ultima parola spetterà proprio agli attivissimi consiglieri, che dovranno decidere se presenziare (e guadagnare) un po’ meno.

LEGGI ANCHE: Le spese pazze della Regione Sicilia nel mirino della Corte dei Conti

Le spese pazze della Regione Sicilia nel mirino della corte dei conti

Quadri, vernissage e inaugurazioni, ma anche necrologi, messaggi di cordoglio e annunci mortuari. La Regione Sicilia non bada a spese. Il rendiconto generale del parlamentino isolano per il 2006 è una specie di piccolo prontuario dei costi inutili. Tanto da non passare inosservato neppure alla Corte dei Conti, che pur approvandolo in linea generale, ha puntato l’indice su certe voci di spesa.
Come ad esempio quella dell’acquisto delle tele di tale Antonello Blandi che sono costate alle casse siciliane più di 22.000 euro. La Corte rimprovera alla Regione di averle acquistate senza “alcuna valutazione in ordine all’utilità e congruità della spesa”, rincarando la dose sull’eccesso dei costi. E a proposito della serata di presentazione del libro La Sicilia di Maria Grazia Cucinotta: il profumo della memoria (in questo caso, sono stati sborsati 10.000 euro) denuncia come “non risulta effettuata alcuna valutazione sugli esiti attesi dalla realizzazione del progetto e sulla congruità” delle spese.
Ma i notabili isolani non si sono fermati a tagli di nastro ed inaugurazioni. L’ufficio di gabinetto dell’Assessorato al Territorio ha fatto di più. In occasione della morte di un parente di un dipendente del proprio dipartimento, ha pensato bene di far pubblicare un compunto necrologio sul giornale locale. Pagato (salato), neanche a dirlo, integralmente dalla Regione. “Attività di comunicazione istituzionale”, l’hanno chiamata i dirigenti, che non hanno però convinto l’algida Corte. Bufalino avrebbe di certo sorriso: dalla sua Sicilia, che per lui era innanzitutto “terra di luce e di lutto”, non si poteva che aspettarselo.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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