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Business in buona fede: Santa Natuzza degli affari

Un uomo tiene tra le mani la confezione di una delle statuette dedicate a Natuzza

Un uomo tiene tra le mani la confezione di una delle statuette dedicate a Natuzza (Foto Eligio Paoni)

“Prima Lourdes, poi Fatima, ora Paravati” dice Pasquale Barone, sacerdote colto e diffidente, in un raro momento di enfasi. Sta mostrando ai fedeli il Rifugio delle anime, lo scheletro della chiesa, a forma di cuore, capace di accogliere 3 mila persone al chiuso e 15 mila all’aperto. Ed ecco pure il centro congressi dal tetto in legno, la struttura per i malati terminali, la casa d’accoglienza per i diseredati, il percorso della Via Crucis. Tutti luoghi dai nomi gai e giocondi: Villa della gioia, Ospiti della speranza, Villaggio del conforto, Viale della misericordia, Viale della salvezza
Così che Natuzza, la mistica del popolo, che ha recevuto le stimmate e il dono della veggenza, l’analfabeta che comunicava con i morti, possa risultare contenta nell’aldilà. “Da lì” secondo l’opinione del vescovo di Mileto Luigi Renzo “ci guarda e ci protegge” dopo che lei, “la Mamma”, se n’è andata il 1° novembre, a 85 anni d’età: “Morta già santa nel giorno dei santi”. Continua

Odifreddi, il dio degli anti Dio

Piergiorgio Odifreddi al Festival della Matematica

Piergiorgio Odifreddi al Festival della Matematica

L’ultima impresa di Piergiorgio Odifreddi è un’opera musicale scritta insieme con Nicola Piovani. S’intitola Epta, sette in greco, perché “il numero irrazionale di volte in cui la quinta (3/2) sta nell’ottava (2) è bene approssimato nel rapporto 4/7, nel senso che sette quinte sono quasi uguali a quattro ottave e questo è il motivo per cui la scala comune ha sette note”. Continua

Lotta all’evasione, Prodi cerca alleati. In alto


“Scambiatevi un segno di pace. E ricordate fratelli e sorelle, pagate le tasse: lassù qualcuno vi osserva”.
La nuova strategia del governo per recuperare l’evasione fiscale potrebbe passare anche dalle oltre 25 mila parrocchie italiane. Ad augurarselo è il premier Romano Prodi, che ha lanciato un appello direttamente da Famiglia Cristiana (qui l’intervista), settimanale cattolico, da sempre di tendenze progressiste: “Abbiamo recuperato 10 miliardi di evasione fiscale - ha detto il presidente del Consiglio - ma dobbiamo fare tutti il nostro dovere di contribuenti, perché tutti possano pagare meno tasse”.
E allora che cosa c’è di meglio se non la predica della domenica per raggiungere tutto il popolo degli evasori o presunti tali: commercianti, medici, artigiani, liberi professionisti, agenti immobiliari, parrucchieri e perché no, anche grandi imprenditori. D’altronde se come dice Prodi su 40 milioni di contribuenti sono solo 300 mila quelli che dichiarano più di 100 mila euro di reddito, è evidente che qualcosa, qui sulla terra, proprio non va. E tutte quelle pellicce sfoggiate sui primi banchi delle nostre chiese da signore ingioiellate? Quei macchinoni tedeschi parcheggiati fuori dalla parrocchia? “Ci vuole un cambiamento di mentalità - spiega il capo del governo - a partire dagli educatori, scuola e Chiesa compresa. Perché quando vado a messa questo tema, che pure ha una forte carica etica, non è quasi mai toccato nelle omelie?”
E non sarebbe una novità. Il tema della giustizia economica ricorre frequentemente nelle Sacre Scritture. “Rendete a tutti ciò che è dovuto, a chi chiede la tassa, la tassa; a chi chiede il tributo, il tributo; a chi chiede timore, tale timore; a chi chiede onore, tale onore”, era l’esortazione di San Paolo apostolo in una lettera ai Romani. E non è forse lo stesso Gesù in persona - lo racconta il discepolo Marco - che diceva agli ebrei vessati dalle tasse imposte da Roma: “Rendete a Cesare le cose di Cesare, ma a Dio le cose di Dio”?

Per il momento dal Vaticano ha risposto solo Monsignor Domenico Calcagno, segretario dell’Apsa, l’ente che amministra il patrimonio della Santa Sede. “Le tasse - ha detto salomonicamente il porporato - vanno pagate”.
Magari, la prossima volta, prima del condono fiscale, si potrà fare un estremo tentativo con il sacramento della Santa Confessione.
Ite missa est. E mi raccomando, fratelli e sorelle, non scordate l’acconto Irpef.

I cattolici annullano l’unione di fatto tra Ds e Margherita

Roma, Piazza San Giovanni, il 12 maggio 2007
Non è ancora nato, eppure il Partito democratico già non piace ai cattolici. Con buona pace di chi vede nella nuova formazione politica l’incarnazione del verbo “cattocomunista”.
Il dato è emerso da un sondaggio commissionato dalla Margherita all’Ipsos e lascia poco spazio a dubbi: i numeri sanciscono che i cattolici praticanti stanno abbandonando il centrosinistra a vantaggio del centrodestra. Le intenzioni di voto sono crollate dal 44 per cento del febbraio del 2005 al 26 per cento del giugno di quest’anno. Nello stesso periodo i cattolici che scelgono il centrodestra sono passati dal 36 al 52 per cento.

Se non una debacle, quanto meno un campanello d’allarme per la formazione politica in via di costituzione, visto che il potenziale elettorato è per la gran parte credente.
Vero, l’indagine è stata svolta quando ancora mancavano le candidature margheritine per il Partito Democratico (Rosy Bindi e Enrico Letta), che più di altre potrebbero intercettare i voti del popolo della Chiesa, ma dal sondaggio esce chiara la richiesta di discontinuità rispetto alle scelte del governo in carica. Il 52 per cento dei cattolici praticanti di entrambi gli schieramenti chiede una politica “chiaramente alternativa” rispetto a quella dell’esecutivo Prodi. A salvarsi, a sinistra, è solo Walter Veltroni. La candidatura a leader del Pd del sindaco di Roma è vista positivamente dal 54 per cento dei praticanti, impegnati nella vita parrocchiale.

Nelle opinioni dei credenti non sembra avere molto peso l’orientamento del Vaticano: pur condividendo per l’iniziativa del Family day (solo il 7 per cento dei praticanti lo ritiene un segno di chiusura), i cattolici non sono per la linea dura contro le coppie di conviventi.
Eppure il dato fa riflettere. E discutere, soprattutto gli esponenti Dl, eredi del Ppi. Dall’emorragia del voto cattolico, secondo Luigi Bobba, il Pd deve trarre una lezione e un nuovo corso: “Per risalire la china nel consenso tra i credenti non si può non tenere conto delle due intuizioni contenute nel Manifesto Rutelli: cambio di rotta nella linea del governo e alleanze di nuovo conio”. Mentre per il prodiano doc Franco Monaco, l’indagine Ipsos è “Curiosa. O meglio curiosa la sua interpretazione tirata per i capelli: i cattolici, disamorati dal governo, entrati in sofferenza verso il centrosinistra con la fecondazione assistita e il family day e preoccupati per l’egemonia della sinistra laica, tiferebbero per Veltroni e invocherebbero alleanze di nuovo conio”. Conclusione: “Indovinello: chi ha commissionato l’indagine? Che preluda a una lista Teodem per Walter?”.

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