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Due ragazzi afgani ospiti nel centro d'accoglienza
Tra chi ha seguito da vicino le vicende dei profughi afgani nella capitale (quelli nella “buca” della Stazione Ostiense e quella che ha coinvolto anche i minori, trovati a dormire sui vagoni del treno c’è anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso. Panorama.it ha raccolto la sua versione, per capire quale sia stato il ruolo effettivo del Comune e per sentire quali siano i progetti futuri per l’accoglienza e la tutela dei profughi. Anche alla luce del Rapporto annuale del sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR 2008-2009), presentato qualche giorno fa dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), insieme al Ministero dell’Interno. Continua

Due operatrici CRI nel centro CARA di Castelnuovo
Ecco dove sono finiti gli afgani della “buca” di Roma, o almeno gran parte di loro.
Non dormono più alla Stazione Ostiense insieme ai topi, ma in una camera riscaldata del centro di accoglienza dei richiedenti asilo C.A.R.A (Centro accoglienza richiedenti asilo), nei pressi del Comune di Castelnuovo di Porto, a pochi chilometri dalla capitale. Continua
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Tre ragazzini afgani che vivono nella "buca", all'Ostiense di Roma
La Stazione Ostiense sembra una cattedrale in mezzo ad un esteso deserto. Sarà anche per questo che il quartiere è conosciuto come la Piramide.
La mattina c’è qualche passante che si trascina sui marciapiedi, con poca voglia di iniziare la giornata.
Bizzarro: ad attirare l’attenzione, sono le scritte colorate di un centro commerciale. Dall’esterno sembra abbandonato, ma all’interno due commessi puliscono il pavimento, circondati dagli addobbi natalizi. “Questo centro è penalizzato” dice la donna. “Perché i giornalisti vengono da queste parti a fare domande? Cosa c’è da dire ancora? Bisogna intervenire, e nessuno lo fa!”. Continua

Insulti allo Stato italiano, alla prefettura e poi calci e pugni alle forze dell’ordine. A Massa un gruppo di circa 60 profughi somali ed eritrei ha protestato per il permesso di soggiorno. Una manifestazione non autorizzata che si è trasformata in uno scontro tra gli stranieri e gli agenti della polizia.
I profughi, sbarcati a Lampedusa l’estate scorsa e ospitati nel centro di accoglienza della Croce Rossa della cittadina toscana dal 3 agosto, di prima mattina hanno protestato davanti al palazzo del Governo e poi invaso la strada principale della città sdraiandosi sull’asfalto e annunciando lo sciopero della fame.
Gli agenti della polizia di Stato e i carabinieri hanno chiesto ai manifestanti di sciogliere il corteo che non era autorizzato ma sono stati aggrediti. Due i feriti nelle forze dell’ordine tra cui un dirigente della questura toscana colpito con un calcio alla schiena. Ventotto i manifestanti che, al termine della protesta, sono stati portati negli uffici della squadra mobile di Massa e per quattro di loro potrebbe scattare anche l’arresto.
Per cercare di trovare una soluzione sono intervenuti il vicesindaco Martina Nardi, alcuni politici locali e l’ex senatore di Rifondazione comunista e presidente di Marmo e Macchine, Mario Ricci. Ricci, secondo le forze dell’ordine, si sarebbe schierato con i manifestanti e avrebbe insultato gli agenti e contestato l’operato degli stessi.
Ma sugli scontri di Massa è intervenuta anche la parlamentare del Pdl, Isabella Bertolini: “La sinistra aizza gli immigrati a Lampedusa e le conseguenze cominciano a vedersi anche nel resto d’Italia. La manifestazione non autorizzata di Massa ne è la prova. Qui si scherza con il fuoco. Non si possono tollerare illegalità .
Ai responsabili di questa manifestazione non autorizzata non deve essere concesso alcun beneficio. Non si possono infrangere le norme e pretendere di fare i padroni a casa d’altri. Non deve assolutamente passare il concetto che qualunque persona può farsi beffe delle leggi del nostro Paese”.
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di Giampaolo MusumeciÂ
Il centro della Croce Rossa di Jesolo, in provincia di Venezia, ha aperto le sue porte per ospitare 45 immigrati minorenni, trasferiti da Lampedusa nel pomeriggio del 7 gennaio.
I minori, tutti non accompagnati, erano sbarcati nella settimana di Natale nell’isola siciliana dopo viaggi su barconi provenienti dalle coste libiche e molti di loro hanno affrontato un mare “forza 7″ e alcuni tra i peggiori sbarchi che Lampedusa ricordi.
I ragazzi sono per lo più egiziani, ma anche nigeriani, marocchini, somali, eritrei, quasi tutti maschi (solo tre le ragazze), di età media intorno ai 15 anni. Il più giovane è un marocchino di 11 anni. Il gruppo inizialmente doveva essere composto da 80 ragazzi, in accordo con il Viminale. La trattativa intercorsa tra comune di Jesolo, Prefettura e Ministero dell’Interno ha determinato la riduzione del numero di ospiti. I giovani potranno soggiornare nella struttura della Croce Rossa, molto ben attrezzata e dotata di grandi spazi comuni, fino al 31 marzo prossimo. Due giorni fa, Francesco Calzavara il sindaco leghista della cittadina veneta, aveva espresso al Ministro dell’Interno Roberto Maroni perplessità : “Avevamo dato la disponibilità di massima ad accettare un gruppo soprattutto femminile che non superava i 12-13 anni”. Poi, quando il piano aveva previsto l’arrivo di 80 ragazzi, molti dei quali vicini alla maggiore età , allora era scattato il veto di Jesolo. Il timore era dovuto alla scarsa controllabilità di ragazzi quasi adulti. Ieri la soluzione: numero dimezzato ed età “limitata” ai 15 anni. L’ipotesi di accoglienza aveva poi suscitato diverse prese di posizione a livello locale, con annunci da parte di organizzazioni di destra di una protesta in occasione dell’arrivo dei ragazzi. E infatti ieri mattina, davanti alla sede jesolana della Croce Rossa, si è svolto un presidio della Fiamma Tricolore che ha protestato e distribuito volantini contro la scelta del Comune di ospitare i giovanissimi immigrati. Un altro presidio è stato annunciato per sabato prossimo al porto di Venezia, dove ogni settimana vengono scoperti nuovi arrivi di migranti, nascosti nei camion e provenienti per lo più dal porto greco di Patrasso.
L’arrivo dei giovani immigrati si è comunque svolto senza problemi, e nei tempi previsti. E con la soddisfazione di Calazavara: “La vicenda si è conclusa come avevamo prospettato. Jesolo si dimostra capace di accogliere e dare ospitalità ”.
“La difesa e la tutela dell’infanzia è per noi priorità assoluta” ha sottolineato Francesco Rocca, commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, che ha gestito totalmente l’operazione. E così quella appena trascorsa, è stata la prima notte dei 45 ragazzi nel nuovo centro.
Operazione importante, ma che rimane una goccia in un oceano, quello dell’immigrazione dei minori. Le stime, in assenza di statistiche precise, parlano di 7mila minorenni non accompagnati che ogni anno raggiungono il nostro paese. Sono per lo più maschi, e di età media attorno ai 15 anni. Arrivano dal nord Africa, dall’Albania, ma anche e in misura crescente, da Iraq e Afghanistan. Il centro di prima accoglienza di Lampedusa, denunciava Save The Children due settimane fa, ne accoglieva quasi 200, ed è attrezzato per ospitarne una settantina. Il destino dei giovani migranti dipende da chi incontrano una volta arrivati in Italia. Malavita e sfruttatori sono in agguato, le loro tele sempre più stringenti. Prostituzione, accattonaggio, furti: i modi in cui impiegare i giovani migranti sono tanti. Recuperarli, una volta entrati nei giri malavitosi, è assai difficile.
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Segna profondo rosso il bilancio di previsione 2007 della Croce rossa italiana. Nei conti presentati dal presidente nazionale Massimo Barra c’è un buco di oltre 17 milioni di euro.
Quattrini che i 19 comitati regionali (e forse anche parte dei 102 comitati provinciali) dovranno tirare fuori per sanare il disavanzo. Recita il bilancio: “Il Comitato centrale per raggiungere il pareggio a sua volta ha previsto in entrata un contributo straordinario da parte delle Unità territoriali di euro 17.616.527″.
Oltre ai tagli della Finanziaria 2007, la Croce rossa doveva ancora scontare le ingenti spese internazionali ereditate della gestione di Maurizio Scelli. Ma dal bilancio salta fuori che in passato, per far quadrare entrate e uscite, sono stati adoperati metodi non proprio virtuosi.
Dopo i rilievi della Corte dei conti, un’ispezione del ministero dell’Economia e le osservazioni del collegio unico dei revisori, adesso la presidenza Barra ha fatto un po’ di pulizia contabile. Però c’è chi fa osservare che nel 2007 sono più che raddoppiate le spese per gli organi dell’ente: da 245.320 euro a oltre 530 mila euro.
In totale, su poco meno di 208 milioni di euro di uscite, circa 156 milioni sono quelli destinati alle spese obbligatorie per il mantenimento e la gestione dell’ente.