
(Ansa)
di Andrea Monti
In principio fu la scuola. Negli ultimi anni la politica italiana si è spaccata più volte sull’esposizione del crocifisso nelle aule: polemiche nate dalle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, che prima (nel 2009) ha parlato di “limitazione del diritto dei genitori a educare i figli in conformità con le proprie convinzioni”, poi (nel marzo di quest’anno) ha fatto retromarcia, riconoscendo che le nostre autorità “hanno agito nei limiti e nel quadro di cui dispone l’Italia”. Continua
- biker
- Mercoledì 9 Novembre 2011


Una foto di archivio del 18 Settembre 2003 di un custode che appende una croce all'interno di un'aula di una scuola (Ansa)
Esporre il crocifisso nei luoghi pubblici è in contrasto con i princìpi della laicità dello Stato e, quindi, con la Costituzione? Difficile dare una risposta univoca a questa domanda. Perché di interpretazioni ve ne sono almeno due: quella affermativa della Corte europea per i diritti dell’uomo; e quella negativa della Cassazione. Continua


Una foto di archivio del 18 Settembre 2003 di un custode che appende una croce all'interno di un'aula di una scuola (Ansa)
Sembrava quella dell’Italia una battaglia contro i mulini a vento. Ora lo è sempre di meno. Continua
- Tags: aula, Corte Europea diritti dell'Uomo, crocifisso, giudici, laicità, panorama in edicola, ricorso, scuola, sentenza, Soile Lautsi, Strasburgo, Vladimiro Zagrebelsky
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Il palazzo della Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo
Il palazzo della Corte europea dei diritti dell’uomo si trova a Strasburgo, in Alsazia, tra i ponti dell’Ill, affluente del Reno (qui la MAPPA). È in cemento armato e vetro per fare entrare la luce del sole che qui, di solito, è avara. Dentro non si vedono crocefissi, bandiere o altri simboli. Continua

Guai a chi toglie il crocifisso dalle aule scolastiche.
Stavolta i sindaci “sceriffi“ sono scesi in campo non contro i kebabbari o il burkini - il costume delle donne musulmane che lascia scoperti soli viso e piedi - ma per difendere i simboli del cristianesimo. Anzi, secondo alcuni di loro, le radici cristiane della cultura italiana, che l’Europa vorrebbe negare per non offendere chi non crede in Gesù e nel Vangelo. I soliti, rigidissimi, primi cittadini del Carroccio, commenterà qualcuno. Macché: alla “crociata”, adesso, partecipano anche i dirigenti e i bravi amministratori di sinistra. Continua