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cronache in nero

Roma: l’ossimoro dello stupro «amichevole»


''Carabiniere - stupratore - assassino - lo Stato stupra'' e' stato scritto con vernice nera su un muro nei pressi della caserma dei carabinieri del Quadraro alla periferia di Roma, 5 marzo 2011. In questa caserma una ragazza ha denunciato di essere stata violentata, mentre era in stato di fermo sarebbe, da tre carabinieri e un vigile urbano ora indagati. Stamattina un gruppo di donne, attiviste dei centri sociali e dei collettivi femministi, ha protestato con un sit-in seguito da lancio di uova

''Carabiniere - stupratore - assassino - lo Stato stupra'' è stato scritto con vernice nera su un muro nei pressi della caserma dei carabinieri del Quadraro alla periferia di Roma, 5 marzo 2011. In questa caserma una ragazza ha denunciato di essere stata violentata, mentre era in stato di fermo, da tre carabinieri e un vigile urbano

È la notizia di cronaca di questa settimana. A Roma tre carabinieri e un vigile urbano sono indagati per violenza sessuale su una donna di 32 anni originaria di Crema. Sono accusati di aver abusato di lei mentre era detenuta in caserma per un furto di vestiti. Nei casi di stupro succede spesso che, in assenza di testimoni, gli inquirenti non possano contare su prove oggettive. Da qui la difficoltà di ricostruire i fatti, partendo dalle versioni dei presunti violentatori e della vittima, inevitabilmente opposte. I medici che hanno visitato la donna dopo la denuncia non hanno riscontrato segni evidenti di violenza. Ma è parere degli esperti che almeno una vittima di stupro su cinque non presenti questi segni. Non è quindi scontato che una donna violentata ottenga giustizia e molte di loro, anche per questo, non denunciano. Continua

Il caso di Yara: silenzio stampa e blackout della speranza


I genitori di Yara Gmabirasio (Credits: Kika)

I genitori di Yara Gambirasio (Credits: Kika)

Solo due giorni prima del ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio il cronista Cesare Zapperi rifletteva sul fatto che da quando, il 15 gennaio scorso, era stato chiesto il silenzio stampa sulla vicenda, i riflettori dei media si erano spenti su Brembate. Fin dal giorno della scomparsa della 13enne, il 26 novembre, giornali e tv avevano dedicato a questa storia un’attenzione altissima, per certi versi eccezionale, se si considera che sono decine i minori che ogni anno spariscono nel nulla. Poi è arrivato il blackout. Continua

Nuovi arresti ad Avetrana: qualcosa non torna


Cosima e Valentina Misseri, madre e sorella di Sabrina, la cugina di Sarah Scazzi

Cosima e Valentina Misseri, madre e sorella di Sabrina, la cugina di Sarah Scazzi

I nuovi arresti del fratello e del nipote di Michele Misseri  sono avvenuti quasi quattro mesi dopo la confessione del presunto assassino. E  sei mesi dopo l’omicidio di Sarah Scazzi. L’accusa di «soppressione di cadavere», diversa da quella più comune di «occultamento», permette le misure cautelari come il carcere, se necessarie. Ma in questo caso viene il dubbio che la decisione sia un tentativo (tardivo) di ottenere una confessione. Continua

Noi, pentiti di aver testimoniato contro la ‘Ndrangheta


Uno dei boss di n'drangheta arrestato a Reggio, il luglio scorso

Uno dei boss di n'drangheta arrestato a Reggio, il luglio scorso

Dopo l’articolo su Francesco Dipalo, il testimone di giustizia sparito il giorno di Natale e poi tornato spontaneamente nella località protetta dove vive con la famiglia, hanno contattato Panorama.it altre persone che fanno parte del programma di protezione previsto per chi denuncia i mafiosi di cui è stato vittima. Le loro storie, poco conosciute, aiutano a capire le difficoltà che devono affrontare dopo aver testimoniato contro la criminalità ed essersi messi nelle mani delle istituzioni che dovrebbero proteggerli e reinserirli in un contesto sociale nuovo, in luoghi segreti. Rossella è una donna di 46 anni, da 18 lei e la sua famiglia vivono questa realtà. Continua

Il mistero di Francesco Dipalo e la condizione dei testimoni di giustizia


Dei testimoni di giustizia, cioè delle persone che denunciano i mafiosi di cui sono vittima e che rientrano in uno specifico programma di protezione (da distinguere dalla figura del collaboratore di giustizia), si parla poco. È per certi versi logico, visto che appunto vivono in località protette e in segreto. Ma questo comporta che le loro condizioni di vita, spesso difficili, non sono conosciute e non finiscono sui giornali. Anzi, se hanno la forza di lamentarsi e di denunciare i disservizi (nel migliore di casi) che subiscono, rischiano di passare per rompiscatole. La vicenda di Francesco Dipalo, il testimone di giustizia scomparso il giorno di Natale senza portare con sé soldi, cellulare né auto, è un esempio importante. Continua

Yara è scomparsa nel nulla: qualcosa non torna


Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate Sopra (Bg) scomparsa il 26 novembre 2010

Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate Sopra (Bg) scomparsa il 26 novembre 2010

Il caso di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa da casa a Brembate Sopra, vicino a Bergamo, lo scorso 26 novembre, potrebbe sembrare simile alla prima fase del giallo di Avetrana. Ci sono però importanti differenze. Intanto, mediatiche. Nonostante gli inviati di tv e giornali presidino Brembate, non possono che ripetere “le ricerche continuano”, riferendo i fatti e gli aggiornamenti. Continua

Centro-nord: dove comandano le mafie

Blitz anticasalesi a Modena del marzo scorso: il procuratore della Repubblica di Bologna Roberto Alfonso (d) e il comandante provinciale della Guardia di finanza generale Piero Burla

Blitz anticasalesi a Modena del marzo scorso: il procuratore della Repubblica di Bologna Roberto Alfonso (d) e il comandante provinciale della Guardia di finanza generale Piero Burla

Camorra e ‘ndrangheta, soprattutto, si espandono in territori considerati fino a ieri sconosciuti. Di mafia al Nord si è parlato molto di recente e le operazioni di polizia degli ultimi mesi hanno dimostrato che si tratta di una realtà radicata. L’ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia ha descritto questa penetrazione. Anche regioni apparentemente poco appetibili per le cosche però sono ormai coinvolte. Continua

Da Erba ad Avetrana, la bella criminologa dalla parte dei “mostri”


Roberta Bruzzone

Roberta Bruzzone

“Meglio avere a che fare con gli assassini che con i giornalisti”, “Se sei bella ma non sei una escort vanno tutti in crisi in Italia, certo averlo saputo prima che per fare il mio lavoro bastavano occhi azzurri, capelli biondi e fisico ‘lussureggiante’ me li risparmiavo tutti gli studi fatti, le specializzazioni e i continui aggiornamenti in giro per il mondo”. Roberta Bruzzone sfoga la propria amarezza sulla pagina di Facebook a lei dedicata, che ha più di 2 mila adesioni (il suo profilo ha oltre 4 mila amici). Da quando la criminologia, bella ed elegante, ha fatto la propria apparizione sulla scena di Avetrana, è finita nel frullatore mediatico. Continua

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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