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Più risorse agli atenei virtuosi, ecco l’Università della Gelmini. La classifica

Aula universitaria
Più risorse agli atenei virtuosi, fondo premiale del 7% e tagli al 20% dei corsi inutili.
Si chiedeva, da più parti, nei mesi scorsi (mesi caldi, di proteste e manifestazioni, come raccontano queste GALLERY: qui, qui e qui) che il sistema universiatario venisse radicalmente cambiato, rivoltato, rivoluzionato (come diceva un sondaggio di Panorama della fine del 2008)? Si invocava la meritocrazia (a tutti i livelli: tra i professori, tra i ricercatori, tra gli studenti) come criterio di valutazione degli istituti italiani? Si pretendeva, legittimamente, più effcienza e meno sprechi?

Meritocarzia ed efficienza grazie all’Anvur
A queste richieste risponde il pacchetto Università varato dal Cdm. Che dà via libera alla nuova e super partes Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (Anvur, che sostituisce e unifica Cnvsu e Civr, i due comitati di valutazione attualmente esistenti, e sarà composto da un presidente, un Collegio dei revisori dei conti e un Consiglio direttivo, i cui membri saranno nominati dal presidente della Repubblica e resteranno in carica per 4 anni non rinnovabili).
“Se vogliamo rispondere alla crisi” puntualizza il ministro Mariastella Gelmini, presentando il provvedimento “si parte dalla scuola, dall’università con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai problemi, che non mancano e che hanno bisogno di soluzioni rapide ed efficaci”.
Le rilevazioni prodotte dall’Anvur (fatte sulla base di standard qualitativi di livello internazionale, anche con riferimento ai livelli d’apprendimento degli studenti e del loro inserimento nel mondo del lavoro) saranno determinanti per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario alle università e agli enti di ricerca che raggiungeranno i risultati migliori (sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente dalla CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) riceveranno più fondi.
Con il nuovo provvedimento il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (525 milioni di euro) è distribuito in base alla qualità della Ricerca e della didattica. In particolare i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, mentre un terzo in base alla qualità della didattica.
Con le nuove misure del pacchetto università verrà inoltre “avviata una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea”, che prevede “il taglio di quelli inutili”. Misura che metterà un freno alla “proliferazione di insegnamenti” avuta negli ultimi anni, che “non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro”.
Una sforbiciata che negli ultimi mesi ha già prodotto la chiusura del 20% dei corsi inutili, ma “con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente”, dice soddisfatta gelmini.

L’eccellenza negli atenei
Ma già da quest’anno, ed è la prima volta in Italia, il Miur ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Da una prima analisi della situazione emerge che l’Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le università migliori in base ai nuovi parametri. Trento, secondo il ministero, “pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, presenza di molti progetti assegnati dal programma nazionale di ricerca”. Quindi si meritano i premi monetari: in arrivo a Trento 6 milioni di euro in più, al politecnico di Milano 8 milioni.
Ma è andata bene anche ad altri atenei: Bologna segna un più 5 milioni di euro, Padova un più 4. Mentre per Trieste, Firenze e Siena l’erogazione della quota di fondi vincolata alla qualità (pari al 7% del totale) è stata sospesa in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso. Meno finanziamenti, invece, sono destinati ad altre 27 università (quasi tutte nel Mezzogiorno) che non hanno raggiunto gli standard qualitativi previsti. A Foggia viene tolto 1 milione di euro, a Macerata 1,13 milioni.
Ma è quasi tutto il sud a soffrire: tra i centri formativi “negativi” c’è tutto il panorama dell’Università meridionale: nessun ateneo è considerato degno di un aumento dei fondi, anzi è previsto un taglio che arriva anche al 3% dei fondi del 2009. Solo l’Università del Sannio (+0,76%), il Politecnico di Bari (+0,26%) e l’Università della Calabria si salvano.
Gli atenei virtuosi
Reclutamento di professori e ricercatori
Con la direttiva firmata oggi dal ministro Gelmini si avviano le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. Riguardo ai concorsi per ricercatore “ogni titolo scientifico dovrà essere valutato separatamente e specificamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi. Viene inoltre richiesto, per i settori scientifici, il ricorso a valutazioni di indici oggettivi e a sistemi di valutazione internazionali, come il Peer review: la valutazione anonima di illustri accademici internazionali. “In questo modo, si dovrebbero ridurre i margini di arbitrio delle commissioni”.
Infine, sono stati sbloccati 1.800 concorsi per professore e ricercatore. La direttiva sottoscritta poche ore fa avvia le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori dei ricercatori, dove prevale il sorteggio. I membri delle commissioni verranno sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. E la valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale.

Il VIDEO: irruzione Idv in sala stampa e la Gelmini lascia:

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Gli studenti infiammano Torino al G8 degli Atenei. Scontri Onda-polizia

guerriglia

Scoppi, fumogeni, il rumore degli elicotteri che sorvolano l’area del castello del Valentino: a Torino scene di guerriglia urbana, per il vertice internazionale dei rettori delle Università organizzato dalla conferenza dei rettori, ribattezzato G8 universitario. Bilancio drammatico: 19 feriti, 2 Carabinieri e 17 agenti di Polizia. Tra i manifestanti si contano invece tre feriti, due intossicati e uno studente con un trauma facciale. Due manifestanti di nazionalità italiana sono stati fermati e portati in Questura, dove in questo momento si sta valutando la loro posizione. A quanto riferiscono gli studenti che hanno partecipato al corteo, i due fermati sarebbero giovani provenienti da Milano. I feriti si stanno facendo medicare negli ospedali cittadini. Molti di loro hanno riportato contusioni e irritazioni a causa dei gas lacrimogeni.
“Noi il G8 lo blocchiamo” sullo stesso ritmo di “Noi la crisi non la paghiamo”. Il corteo di studenti e antagonisti si è mosso scandendo questi slogan. E altri, contro il ministro Gelmini. In un’atmosfera carica di tensione anche per gli scontri di ieri. E alla fine quello che si temeva è accaduto: dopo che le prime linee del corteo degli studenti sono entrate in contatto con le forze dell’ordine, sono divampati gli scontri. Incappucciati e con i caschi in testa, a volto coperto, molti con i bastoni in mano e con davanti lo striscione della manifestazione sorretto da pannelli di plastica i manifestanti hanno tentato di sfondare i blocchi delle forze dell’ordine per raggiungere il Castello del Valentino dove era in corso il vertice dei rettori.
Una sassaiola ha raggiunto le forze dell’ordine che hanno risposto con una carica e lanci di fumogeni. Numerosi i cassonetti rovesciati, anche nelle vie laterali. I manifestanti si sono quindi dispersi e polizia e carabinieri sono tornati a formare un cordone per impedire l’avvicinamento al Castello. I dimostranti sono poi tornati davanti a Palazzo Nuovo dove il corteo si è sciolto.
Preceduto da una grande onda di cartapesta con sopra un surf e dallo striscione “Un’altra volta, un’altra Onda voi il fallimento del presente noi l’anomalia del futuro” il corteo era partito pacificamente in tarda mattinata. I giovani hanno distribuito tra i manifestanti un bigliettino con un numero di telefono da chiamare nel caso necessitassero di “supporto legale”. Lungo il corteo erano presenti persone che indossano una pettorina arancione con la stessa scritta e il relativo numero di telefono
Un gruppo di manifestanti ha incatenato il cancello di una banca in Corso Vittorio Emanuele con un lucchetto sbandierando lo striscione “L’Onda non pagherà questa crisi”. In precedenza c’erano stati lanci di uova e petardi e accensione di fumogeni contro un’altra banca. I manifestanti hanno anche protestato davanti alla sede di un’agenzia di lavoro interinale, sempre con fumogeni e con scritte sulle vetrine mentre dall’interno venivano abbassate le serrande.
E mentre fuori sulla città piovevano uova, pietre e lacrimogeni, al Castello del Valentino si chiudeva il G8 dell’Università - oltre 40 rappresentanti delle Università di tutto il mondo - con una dichiarazione che verrà portata alla presidenza del Consiglio in occasione del G8 dell’Aquila di luglio. I rettori che hanno partecipato al G8 confermano la disponibilità al confronto con gli studenti. Nella conferenza stampa finale del vertice svoltasi proprio mentre fuori stavano verificandosi gli scontri, a prendere la parola è stato per primo il rettore del politecnico di Torino, Francesco Profumo, che già ieri aveva avanzato una disponibilità all’incontro. “Credo ci sia un malessere generale tra gli studenti nel quale mi riconosco” ha spiegato “per questo siamo disponibili ad avviare un confronto consapevoli che le questioni che loro pongono sono anche le nostre”.
“Il nostro spirito non era quello di barricarci” ha aggiunto il rappresentante della commissione italiana Unesco Giovanni Puglisi “proprio perché c’è un interesse comune di discussione, tuttavia è necessario il rispetto delle regole e della legalità mentre quanto è accaduto fuori è qualcosa che sta al di fuori delle regole della normale dialettica. Discussione non significa scontro e se questo si radicalizza allora si finisce per mettere i temi di confronto in secondo piano”.

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