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L'avvocato David Mills
Torna a bomba il tema della prescrizione dei reati. E presto la polemica tornerà a divampare. Ieri, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, il primo presidente della Cassazione Ernesto Lupo ha ricordato una raccomandazione dell’Ocse sulla necessità di «un adeguato prolungamento dei termini di prescrizione» in tema di corruzione. E anche il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, chiede di limitare i casi di prescrizione. «I reati che destano effettivo allarme sociale siano giudicati» ha detto Vietti «e non finiscano nell’oblio a causa di un meccanismo della prescrizione che premia l’imputato a scapito della pretesa punitiva dello Stato e delle ragioni delle parti offese». La soluzione di Vietti è fermare la prescrizione «quando il giudice stabilisce che il processo va fatto». Continua
Ieri (almeno a parole) è caduto un tabù giudiziario, e non è più una bestemmia proporre una Corte disciplinare che giudichi le inadempienze dei magistrati italiani, separata dal Csm. Continua

Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Michele Vietti (ANSA/GIUSEPPE GIGLIA)
La guerra tra pocure fa fermata cambiando le norme. È quanto afferma il vicepresidente Michele Vietti in un’intervista a Panorama, domani in edicola, in cui spiega che occorre «modificare la norma residuale prevista dal codice di procedura penale per cui, in mancanza di altri criteri, è competente la procura che iscrive per prima nel registro degli indagati». Continua

Questa settimana la Camera dei deputati tornerà a occuparsi dell’emendamento leghista approvato in commissione Giustizia, quello che vorrebbe modificare sostanzialmente la legge che dal 1988 disciplina la responsabilità civile dei magistrati. Fino a oggi, in 23 anni, i magistrati condannati per «dolo o colpa grave» sono stati 4 (sì, sì, avete letto bene: quattro!). La nuova norma prova a ampliare i limiti della responsabilità , allargandola alla «violazione manifesta del diritto». E lo fa in base a una sentenza della Corte europea di giustizia, che cinque anni fa ha condannato l’Italia proprio perché la nostra legge sulla responsabilità civile dei magistrati non contempla questa fattispecie.Un anno fa la Commissione europea ha avviato una provedura d’infrazione e da allora minaccia sanzioni.
C’è chi ripone grandi speranze in questo provvedimento, sostenendo che la responsabilità civile dei magistrati diventerà più facile da provare. Io, invece, sono molto scettico. Perché Continua

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e Walter Veltroni (FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO)
A parte alcune (finora) isolate prese di posizione, il Partito democratico ha risposto con un «niet» alla proposta di riforma della giustizia varata il 10 marzo dal consiglio dei ministri. Eppure…. eppure nelle linee guida della riforma - soprattutto nella parte di revisione delle norme costituzionali (separazione delle carriere, sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura, moderazione del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, responsabilità civile dei magistrati) - stanno principi non soltanto condivisi, ma spesso fatti propri da alcune passate iniziative legislative del Pd e dei suoi uomini migliori. Come mai questo no preconcetto, Continua


Toghe rosse all'inaugurazione dell'anno giudiziario - foto di repertorio (Ansa)
Che il premier sia da almeno 15 anni oggetto di una «particolare attenzione» da parte di alcuni pm, ossia da quando è sceso in politica nel 1994, e che le sue vicende giudiziarie rischino di far cadere il governo, in particolare dopo l’ultima inchiesta sul caso Ruby della procura di Milano in cui è accusato di prostituzione minorile e concussione, ormai lo sanno anche i sassi. Ma che ormai lo scontro politico si sia trasformato in battaglia a suon di carte bollate, querele, denunce, minacce di denunce è una novità degli ultimi giorni che rischia di trascinare il Paese in un conflitto istituzionale permanente. Continua


La sede del plenum del Consiglio superiore della magistartura
Vorrei farvi leggere la lettera che Ambrogio «Gino» Cartosio, un magistrato palermitano aderente alla corrente moderata di Magistratura indipendente, ha scritto ai suoi colleghi per annunciare le sue (amare) dimissioni dalla Direzione antimafia della procura dove lavora da oltre 18 anni. La lettera, che è un documento drammaticamente interessante sui metodi adottati dal Consiglio superiore della magistratura per selezionare i magistrati da promuovere a incarichi direttivi, è stata spedita lo scorso 31 luglio, dopo che il Csm aveva negato a Cartosio una promozione a procuratore aggiunto che invece gli era dovuta, ed è oggetto anche di un’intervista a Cartosio, pubblicata sul numero di Panorama in edicola da oggi. Continua


Ma dov’erano loro, i comandanti, mentre le correnti (organizzate) spazzavano la tolda della nave in tempesta e lo scambio tra favori (e favoriti) saliva come schiuma oltre la linea di galleggiamento? Carlo Federico Grosso, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura dal 1996 al 2000, oggi dichiara, candido, che «nel Csm il peso delle correnti è assolutamente asfissiante e lo era già quando ne facevo parte». Poi aggiunge, a scanso di equivoci, che «sovente il Csm non è stato insensibile alle sirene dei partiti, alle interferenze, agli scambi». Continua