Leggi tutte le notizie su:


curve

In coma farmacologico per una sciarpa della Juve

Tifosi della Juventu

Il giornalista, scrittore e tifoso bianconero Giampiero Mughini ha preferito non commentare. Dagli studi di Controcampo, alla notizia dell’aggressione di un sostenitore juventino da parte di alcuni ultrà del Bologna, ha provocatoriamente chiesto: “Volete un commento? Forse mi occupo di bestie?”
Insomma, l’ennesimo atto di violenza legato al calcio è avvenuto nel dopopartita di Bologna-Juve che i bianconeri hanno vinto per 2-1. Un risultato maturato senza contestazioni.
Un modenese di 44 anni, supporter della Juventus, è stato ricoverato in ospedale in condizioni gravi dopo essere stato colpito alla testa da una sassata. La premessa del ferimento, in via della Certosa, la strada vicino allo stadio che scorre lungo il cimitero monumentale.
L’uomo stava tornando verso la propria automobile camminando al fianco del figlio sedicenne, che portava al collo una sciarpa bianconera. Una colpa da punire o un trofeo da conquistare nella logica della tifoseria violenta: un gruppetto di “sostenitori” del Bologna ha cercato di strappare quella sciarpa e il padre è intervenuto per difendere il figlio. Ne è nato uno scontro, al termine del quale l’uomo, colpito alla testa, si è accasciato al suolo.
I primi a soccorrere il ferito sono stati gli agenti della Polizia municipale che hanno poi fatto intervenire il personale del 118. Nella notte un’ambulanza è corsa all’ospedale Maggiore è l’intervento è stato classificato in “codice 3″ quello che segnala una condizione di gravità. Una testimonianza ha riferito che il ferito era intubato e non cosciente.
L’uomo è poi stato ricoverato in prognosi riservata e consegnato alle cure dei medici mentre i cronisti sono stati trattenuti nell’atrio. A loro è sembrato di capire che non ci fosse pericolo di vita.
In ospedale anche la Polizia per acquisire altri elementi utili alle indagini scattate subito nella caccia ai violenti che rischiano l’arresto in base alle nuove norme sulla flagranza differita. E dopo questo fatto tanto pericoloso quanto stupido potrebbe rischiare divieti pure la tifoseria del Bologna.
Paradossale perchè la partita è filata via liscia in campo e sugli spalti, senza gli episodi contesati che negli anni scorsi avevano infiammato gli animi rossoblù. I soliti cori offensivi e uno scontro verbale in tribuna i soli episodi focosi di una serata controllata senza problemi da un robusto servizio di ordine pubblico. Ma l’assenza di polemiche e la vittoria tranquilla di una Juve che ha più che altro sfruttato la modestia degli avversari non sono bastate a calmare i cervelli di chi ha pensato di strappare la sciarpa a un ragazzo di 16 anni e che poi ha colpito il padre sotto i suoi occhi.

Guerriglia dopo la morte di Sandri, arrestati ultrà di estrema destra

L'assalto allo stadio Olimpico di Roma da parte di centinaia di ultrà .<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]
Associazione per delinquere, devastazione, lesioni, porto di oggetti atti ad offendere. Per questi e altri reati contestati venti ultrà di estrema destra, in prevalenza laziali, sono stati arrestati stamani. Il gruppo di persone è accusato di diversi episodi di violenza politica avvenuti nella capitale.
A cominciare dagli scontri dell’11 novembre scorso dopo l’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri, per cui è scattata anche l’aggravante del terrorismo; alla rissa provocata a Villa Ada, nel corso di un concerto del gruppo di sinistra della “Banda Bassotti”, quando una ventina di persone a volto coperto ed armati di bastone fecero irruzione durante l’esibizione ferendo due persone.

Spedizioni punitive contro tifoserie ostili, aggressioni di extracomunitari, l’attacco ad un centro rom, la progettata partecipazione agli incidenti campani per l’emergenza rifiuti, le irruzioni nei centri sociali frequentati da giovani di sinistra. È contemplato anche nell’ordinanza di custodia cautelare. L’ideazione dell’assalto ad un accampamento rom da parte di alcuni degli indagati risalirebbe ai giorni successivi all’omicidio di Giovanna Reggiani. Fu la morte di Gabriele Sandri a “dirottare” le attenzioni del gruppo criminale.

La maggior parte dei destinatari delle misure restrittive sono pregiudicati. Molti di loro sono stati raggiunti da Daspo, il provvedimento amministrativo che vieta l’ingresso negli stadi. Alle 11.30 è prevista una conferenza stampa in procura, a piazzale Clodio.

L’ideazione dell’assalto ad un accampamento rom da parte di alcuni degli indagati risalirebbe ai giorni successivi all’omicidio di Giovanna Reggiani. Poi la morte di Gabriele Sandri “dirottò” le attenzioni del gruppo criminale. La maggior parte dei destinatari delle misure restrittive sono pregiudicati. Molti di loro sono stati raggiunti da Daspo, il provvedimento amministrativo che vieta l’ingresso negli stadi.
Decisive per inchiodare gli ultrà sono state le intercettazioni telefoniche. In una di queste, una delle persone arrestate afferma: “Andiamo a menare qualche Rom. E questa volta non si tratta di assaltare un centro sociale o prendere qualche pullman di tifosi napoletani sull’autostrada, dobbiamo fare sul serio”.

Il VIDEO servizio:

Roma, la marcia degli ultrà per i funerali di Gabriele Sandri

L'omaggio dei tifosi di tutta Italia a Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso da un poliziotto in un autogrill sull'A1
“Raccomando a tutti i tifosi di vivere il loro dolore in maniera corretta, in maniera cristiana, se sono credenti, in memoria di Gabriele, per affetto per Gabriele che vive in Dio, di non fare nessun gesto, di non approfittare di una situazione celebrativa per aggiungere problemi a problemi. Non si ottiene giustizia con la violenza, questo è sicuro”.
Sono parole accorate quelle usate da don Paolo, il parroco che a mezzogiorno di mercoledì celebra i funerali di Gabriele Sandri, nella Chiesa San Pio X alla Balduina (zona nord di Roma).
La raccomandazione del prete pare non sia scontata: a dare l’ultimo saluto a Gabbodj, ucciso domenica da un colpo di pistola sparato da un poliziotto in un autogrill sulla A1, ci saranno infatti molte delegazioni di ultrà, provenienti da diverse città d’Italia. Molte tifoserie organizzate di serie A, B e C hanno infatti dato la loro adesione e saranno presenti. E la preoccupazione delle forze dell’ordine, dopo la guerriglia urbana che ha messo a ferro e fuoco una buona fetta della capitale, è comprensibilmente alta. La polizia, nel pomeriggio di martedì ha compiuto più di un controllo nel quartiere e nelle strade vicine a via Attilio Friggeri, dove si trova la chiesa dei funerali.
Da lunedì è infatti partito, soprattutto via internet, un intenso e veloce tam tam tra le curve più calde del nord, che stanno radunando le proprie delegazioni. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, parla con il legale della famiglia Sandri dopo essersi recato nella camera ardente di Gabriele Sandri a rendere omaggio alla salma
I funerali saranno un momento di raccoglimento, ma la presenza degli ultrà assume anche un significato politico e di testimonianza, ancor più della presenza alle esequie dei vertici del calcio italiano, di tutta i giocatori e i dirigenti della Lazio, dei politici cittadini e nazionali (molti dei quali - da Fini a Veltroni alla Melandri - hanno fatto visita anche alla camera ardente del giovane laziale, mischiandosi tra le migliaia di cittadini comuni). Intanto in segno di lutto il sito tifonet, il portale che raccoglie informazioni sulle tifoserie di tutta Italia, ha deciso di continuare ad auto-oscurarsi.
Un segnale simile anche dalla giunta comunale di Roma, che ha proclamato per oggi, dalle 12 alle 14 il lutto cittadino. Per l’occasione gli edifici del Comune di Roma, delle società, delle aziende, delle istituzioni e delle fondazioni comunali esporranno a mezz’asta la bandiera con i colori cittadini.

Il VIDEO servizio:

La serie A quasi tutta compatta: “Davanti alla morte bisogna fermarsi”

Cristiano Doni giocatore dell'Atalanta cerca, invano, di calmare i tifosi bergamaschi dopo gli incidenti sugli spalti per i quali la partita con il Milan è stata rinviata
“Dieci minuti di ritardo sull’inizio delle partite sono poca cosa, la protesta doveva essere più forte, forse era meglio non giocare”, dice l’allenatore del Torino, Walter Novellino. “Quel che è successo è gravissimo, forse dieci minuti di ritardo non bastano: dovevamo rinviare tutta la giornata di campionato”, chiarisce il tecnico della Fiorentina, Cesare Prandelli. E, allo stesso modo, la pensano la maggior parte degli allenatori di serie A che ieri, dopo le partite della 12esima giornata, hanno detto la loro sulla morte del tifoso della Lazio, Gabriele Sandri.

Ma forse la dichiarazione più importante è quella del presidente del Catania, Antonio Pulvirenti, testimone, il 2 febbraio scorso, dei tragici avvenimenti che portarono alla morte dell’ispettore capo della Polizia, Filippo Raciti, ucciso negli scontri del post-partita tra gli ultrà etnei e quelli del Palermo. Allora, in pochissimo tempo, il commissario straordinario della Figc, Luca Pancalli, decise la sospensione immediata delle gare. “In questo ambiente” ha commentato Pulvirenti “ci sono due pesi e due misure. Sarebbe stato giusto fermarsi”. Molti degli intervistati hanno sostenuto la tesi che davanti alla morte, seppur accidentale e avvenuta lontano da uno stadio di calcio, ci si doveva fermare, mettendo lo spettacolo, almeno per una volta, ai margini e lasciando spazio alla riflessione e al dolore.

C’è chi, invece, è rimasto più cauto nell’analizzare la giornata. Il tecnico della Juventus, Claudio Ranieri, ha spiegato che la decisione è stata presa, molto probabilmente, per motivi di ordine pubblico, per evitare cioè che i tanti tifosi accorsi nei vari stadi italiani reagissero in modo incontrollabile alla notizia della sospensione del campionato. Lo stesso Ranieri ha poi però ammesso: “Ci stiamo abituando ai bollettini di guerra e questa è la cosa più triste”.

E che ci sia stata una discussione anche in seno alle istituzioni, sulla possibilità di fermare la serie A, lo ha confermato anche il presidente della Federazione italiana gioco calcio, Giancarlo Abete: “Sì, avevamo pensato anche a fermare il campionato. Ma se non l’abbiamo fatto non è per insensibilità: ci siamo assunti la responsabilità della decisione”, ha precisato il presidente federale, senza entrare nei retroscena delle lunghe telefonate con il ministro dell’Interno Giuliano Amato e con il capo della Polizia Antonio Manganelli. “È un lutto per tutto il calcio italiano”, ha aggiunto poi lapidario lo stesso Abete, ammettendo, probabilmente, che la vita e, in questo caso la morte, vale più di ogni altra cosa.

Partecipa al FORUM

n

n

Dopo la morte del giovane tifoso della Lazio Gabriele Sandri il campionato di calcio, secondo voi, va fermato?

Tifoso ucciso, ultrà uniti contro un nemico comune: la polizia

L'assalto allo stadio Olimpico di Roma da parte di centinaia di ultrÃ
Gli ultrà di tutta Italia hanno lanciato il tam tam per riunirsi a prescindere dalla fede e scegliere la linea contro il comune nemico: la polizia. E i primi risultati si sono visti a Bergamo, Milano e Roma (messa a ferro e fuoco dalla guerriglia urbana, con assalti a caserme, commissariati, al Coni e allo stadio Olimpico).

Un clima che purtroppo non stupisce gli analisti del ministero dell’Interno: da alcuni anni (basti ricordare il clamoroso sodalizio contro natura tra tifosi romani e laziali, durante il derby dell’aprile 2005: qui il video) nel sottobosco ultrà proliferano sigle trasversali, da Acab (All cops are bastards tutti i poliziotti sono bastardi) a Bisl (Basta infami, solo lame), che hanno messo nel mirino le forze dell’ordine.

Un’alleanza di cui anche le anime più agguerrite del tifo laziale fanno parte. Gli amici di Gabriele Sandri firmavano sul blog del dj il loro amore per la Lazio con lo slogan: “Only white shoes”, quello dell’ala più radicale della curva Nord. La loro sigla è “In basso a destra”, un gruppo formato dai reduci della temuta “Banda de noantri”: in tutto una quarantina di ultrà duri e puri sempre pronti allo scontro. Si tratta di una costola minoritaria della curva Nord, dominata dal gruppo ultrà degli Irriducibili. In comune le due frange hanno l’ideologia. Sono tutti di estrema destra e la loro simbologia è quella fascista: aquile romane, fasci littori, busti di Mussolini. Per ora gli Irriducibili mantengono il controllo della curva, anche grazie a un marchio riconosciuto, rafforzato da una radio e da una linea d’abbigliamento. Negli ultimi anni i suoi leader Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, Fabrizio Toffolo e Yuri Alviti, sono finiti al centro di diverse inchieste giudiziarie (finendo anche in carcere), compresa quella sulla scalata alla proprietà della Lazio, portata avanti dall’ex bandiera biancoceleste Giorgio Chinaglia contro il presidente Claudio Lotito (odiato dagli ultrà).

Vicende che hanno indebolito gli Irriducibili (qui un loro video storico): i negozi sono rimasti pochissimi, il sito è praticamente inattivo. Anche se resta simbolicamente on line una canzone la polizia ed è stato aperto un blog (che oggi rende “onore a Gabriele”). Le disavventure e la vocazione affaristica di questa costola della curva laziale hanno portato alla ribalta l’altro gruppo “In basso a destra”. Sui muri cittadini i loro slogan si confondono con quelli del movimento politico di estrema destra “Base autonoma”, firmati da celtiche e svastiche.

Divisioni interne a parte, tutta la tifoseria della Curva Nord è costantemente sotto i riflettori per vicende di cronaca più o meno drammatiche. Per esempio poco più di un mese fa 66 persone (compresi tre minorenni) sono state denunciate per possesso d’armi: stavano partendo per Bergamo con coltelli cacciaviti e persino qualche machete. Non basta. La storia degli ultrà laziali è piena di scontri e feriti come si può leggere su uno dei loro siti. Si va dalle coltellate ai tifosi dell’Arsenal a quelle riservate agli ultrà bianconeri (proprio quelli con cui Sandri e i suoi amici si erano scontrati questa mattina).
Un momento degli scontri fra tifosi e polizia a Bergamo dopo l'uccisione di Gabriele Sandri
Su Internet i tifosi biancocelesti ricordano con malcelato orgoglio le conseguenze di un’amichevole del 31 agosto 2002 con i bianconeri: “Danni per centinaia di migliaia di euro, decine di locali del Coni devastati, tre tifosi juventini accoltellati, due funzionari di polizia contusi e uno intossicato dal fumo sviluppatosi dalle due autovetture, una della polizia e una dei carabinieri, date alle fiamme insieme a due furgoni di gadget e panini nel piazzale sotto la Nord”.

Per far capire l’aria che tira in curva, su un altro sito, ultrasmad.com (il cui slogan è: “Ciò che viene fatto per amore avviene sempre al di là del bene e del male”) si legge: “Onore a Gabriele il dj. Guardie assassine: 10-100-1000 Raciti”. Ma i tifosi della Lazio non si segnalano solo per l’ideologica ricerca dello scontro fisico (in nome di arditismo fascisteggiante), ma anche per il contenuto dei loro striscioni, spesso razzisti e antisemiti, come quello esposto in un derby del 2001: “Squadra di negri… Curva di Ebrei”.

E sul blog di Sandri, un amico, spiega meglio il concetto: “Noi odiamo tutti… mondo di merda”.

Il VIDEO servizio:

Il VIDEO della guerriglia urbana a Roma, da YouTube:


GALLERY 1. Scontri tra ultrà e poliziotti
GALLERY 2. Serie A ancora a lutto: chi era Gabriele Sandri
LEGGI ANCHE: Muore un tifoso laziale, la polizia e il calcio nella bufera - Gabriele Sandri, la prima passione era la musica, non la Lazio - Quando la violenza si sposta fuori dagli stadi. Partecipa al FORUM

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!