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Daniela-Santanché


di Pietrangelo Buttafuoco
Con Daniela Santanchè, nata Garnero, si fa un’anticamera lunga, ma così lunga da diventare esperienza assai piacevole. È come stare su un ottovolante perché lei non dimentica il visitatore, anzi se lo porta con sé, lo mette in corte, anzi lo scorta. Lo protegge nel frattempo che lei è nel bel mezzo di un frullato abitato da sottosegretari, da un vicepapa assai supponente e da ministri (uno, in particolare, in pullover délabré assai chic, degno di un futuro premier). Uno che la chiamò «Maga Circe». Continua

C'era anche Daniela Santanché tra i manifestanti PdL davanti al palazzo di Giustizia di Milano
Il Popolo delle Libertà si mobilita davanti al Palazzo di giustizia di Milano. Non un’adunata oceanica ma 150 persone, guidate da Daniela Santanchè («Io cambierei il nome di questo palazzo, lo chiamerei ‘il palazzo di ingiustizia’, dove c’è una minoranza della magistratura militante che vuole sovvertire il voto popolare e far cadere Silvio Berlusconi»), che alzano cartelli e scandiscono slogan contro la «magistratura politicizzata» rappresentata dal duo Bocassini Bruti Liberati. Alla manifestazione ha partecipato anche Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi, il gioielliere milanese ucciso dai Pac di Cesare Battisti nel ‘79. Il gruppo di Piero Ricca, agit-prop e provocatore professionale, organizza subito una contromanifestazione davanti agli altri manifestanti.
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Alberto Torregiani era presente alla manifestazione PdL
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Paolo Pellegrini, avvocato, inveisce contro i partecipanti alla manifestazioni PdL
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C’era anche Daniela Santanché alla manifestazione PdL di Milano
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C’era anche Daniela Santanché tra i manifestanti PdL davanti al palazzo di Giustizia di Milano
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Davanti al Palazzo di Giustizia di Milano
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L'onorevole nella piscina del Twiga Club, a Forte, di cui è socia con Briatore
di Romana Liuzzo
«IL CENTRODESTRA è proprio in gamba. Siamo riusciti a fare tutto da soli: maggioranza e opposizione. La sinistra? Non esiste più. A rappresentarla ci pensano Gianfranco Fini e Italo Bocchino». Fuor di ironia: «Il primo dovrebbe mettersi da parte, visto che non concorda nemmeno più sul programma da lui sottoscritto; il secondo credo abbia preso un colpo di calore». A questo punto, «un’alleanza con Pier Ferdinando Casini sarebbe auspicabile». Irrompe al Twiga Beach di Forte dei Marmi come una diva dalla falcata decisa: cappello da cowboy, abiti da rivista patinata e truccatrice al seguito («Soltanto per togliere un po’ di stanchezza dal viso»). Continua
- Tags: Alessandra-Mussolini, Anna-Finocchiaro, Camera, capo, Daniela-Santanché, femminismo, leader, Livia-Turco, Mara-Carfagna, Michela-Brambilla, panorama in edicola
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Solo per aver ricordato la lapalissiana verità che “il potere resta maschio” le hanno dato della “agnosa”. Chi: i maschi? No, le femmine. E tutte di rango. Figuriamoci di cosa avrebbero accusato Mara Carfagna (Pdl), ministro delle Pari opportunità , se invece avesse detto che il potere è, sì, maschio, ma l’invidia resta femmina.
E dire che il ministro, complice anche il clima natalizio, era stato molto carino con le sue sorelle di sesso. Tanto da sottolineare: “Le donne sanno aprirsi al dialogo con più garbo, ma a parlare di riforme sono i vertici dei partiti, composti da maschi“. Continua

Daniela Santanchè, leader del Movimento per l’Italia
“Pe-do-fi-lo!” È brutto a dirsi, ma era una conclusione abbastanza prevedibile. Un programma-contenitore televisivo domenicale con pubblico abituato ai patemi dei tronisti non è luogo tra i più adatti per una disputa di alta teologia. Anche se gli intenti sono dei piú nobili.
Anche perché a “discutere” poi si invitano l’intransigente Daniela Santanché - leader del Movimento per l’Italia - e un professionista delle risse televisive a sfondo religioso come l’imam Ali Abu Schwaima di Milano (due animi facilmente infiammabili, moderati da Vittorio Sgarbi, seduto su un seggiolone da arbitro da tennis, in versione pompiere). Continua

di Matteo Spina
Dal servizio fotografico a Villa Certosa sperava di intascare 1 milione e mezzo di euro, invece si è beccato una denuncia per interferenze illecite nella vita privata da parte di Silvio Berlusconi. I suoi presunti scatti bollenti non hanno suscitato l’interesse sperato. È successo al fotogiornalista sardo Antonello Zappadu, già noto per essere l’autore di alcune immagini prese illecitamente al presidente del Consiglio nell’estate del 2007.
In contatto, per altre ragioni professionali, con un cronista della redazione di Panorama, Zappadu, nel dicembre 2008, si era rivolto al collega per proporre all’attenzione del giornale una serie di foto rubate dell’interno di Villa Certosa, residenza sarda del premier. Nessuno se ne interessò fino allo scorso 26 maggio. In quella data, infatti, vista l’attenzione dei media nei confronti della vita privata di Berlusconi, Zappadu è rientrato in contatto con il collega offrendo di vendere al giornale parte delle sue 700 immagini.
Si tratta di foto scattate fra il maggio 2008, in occasione della visita dell’allora primo ministro della Repubblica Ceca Mirek Topolanek (giunto in Sardegna con la famiglia e lo staff), e il dicembre 2008, quando il presidente del Consiglio era a Villa Certosa per le vacanze di Natale. In una foto si riconosce Topolanek intento a tuffarsi, nudo e solo, nella piscina antistante una stanza. In altre si vedono ragazze che prendono il sole o fanno la doccia vicino alla piscina, in altre ancora gruppi di donne, vestite, sotto una tettoia all’aperto.
Il presidente del Consiglio è pressoché assente da quel repertorio. Quando compare, è in abiti da lavoro mentre sbarca dall’aereo o a passeggio nel suo giardino.
Per tutto questo il fotografo chiedeva 1 milione e mezzo di euro, parlando di un già raggiunto accordo con il direttore del settimanale Gente, Monica Mosca. Secondo la sua versione, Mosca, insieme con il gruppo editoriale Hachette-Rusconi, sarebbe stata disposta a pagare quella cifra per divulgare le immagini sul settimanale italiano, oltre che sul francese Paris Match. Quella somma, forse, non era sufficiente. O forse del tutto fasulla, visto che la stessa Mosca, interpellata da Niccolò Ghedini, legale del premier, specifica di aver da subito mostrato il suo disinteresse nei confronti di quel materiale.
Dopo l’ultimo tentativo di vendere il servizio la direzione di Panorama ha avvisato i legali di Berlusconi. L’avvocato Niccolò Ghedini non solo ha deciso di non far sborsare 1 euro per bloccare la possibile pubblicazione del materiale, ma ha consigliato al presidente del Consiglio di adire le vie legali.
Il 27 maggio Silvio Berlusconi ha denunciato il fotografo e ha scritto alla procura della Repubblica di Roma e al garante per la protezione dei dati personali affinché procedano al sequestro del materiale illecitamente prodotto.
- Tags: Bari, caso-Noemi, Daniela-Santanché, foto, libero, premier, privacy, scontro, Silvio Berlusconi, veronica-lario, Villa-Certosa
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“Debbo constatare con amarezza che la mia vita privata viene continuamente strumentalizzata ed utilizzata mediaticamente a fini politici”. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è costretto a intervenire di nuovo, nella tarda serata di ieri, per parlare delle sue vicende familiari. E lo fa a pochi minuti di distanza dall’appello del figlio Luigi che, tramite l’Ansa, chiede anch’egli di non essere strumentalizzato e non essere coinvolto da giornali e politica in queste vicende. “Sono intervenuto per l’attacco a Silvio Berlusconi nel suo ruolo di padre” spiega Luigi “e non per schierarmi contro mia madre, non voglio prendere le parti nè dell’uno nè dell’altra”, dice ancora, seguito dal padre che definisce “irrilevanti ed inaccettabili” le “illazioni e insinuazioni” apparse oggi sulla stampa”.
“I miei tre figli più giovani” commenta il Cavaliere, in conferenza stampa a Bari: “non hanno in alcun modo preso posizione rispetto alla separazione dei genitori e d’altronde io non desidero che lo facciano. Credo che l’amore e l’educazione che hanno ricevuto dalla loro madre e da me abbiano consentito loro di crescere bene e di munirsi di quella dose supplementare di equilibrio richiesta in una condizione di particolare visibilità familiare. Credo altresì” conclude “che nessuno debba permettersi di interpretare arbitrariamente il loro apprezzabile riserbo”.
Nel pomeriggio di ieri Berlusconi era già intervenuto, sempre da Bari, per commentare una lunga intervista rilasciata da Daniela Santanchè a Libero. L’ex di An aveva attaccato Veronica Lario dicendo di essere a conoscenza del fatto che la moglie del presidente del Consiglio ha un compagno. “Sono spiaciuto che si portino sulle prime pagine dei giornali situazioni che dovrebbero attenere esclusivamente alla vita di una famiglia. Tutto qui”, ha detto il premier. Nessuna smentita e nessuna conferma.
Solo, una difesa a spada tratta della sua privacy, su un fatto che, in ogni caso, ha puntualizzato, riguarda esclusivamente la vita della sua famiglia. Punto e basta. Ma è un fatto che per la seconda volta il presidente del Consiglio, nei giorni in cui sulle pagine dei giornali si infittiscono interviste, retroscena e foto sul caso Noemi e sulle presunte invitate alle feste di Villa Certosa: “Con questa intromissione nella vita privata di una persona si è toccato il fondo: nessuno può accettare che da fuori casa tua un fotografo possa scattare delle immagini. Del resto io quelle foto le ho viste, sono inutili e secondo la valutazione di un giornale della Mondadori non valevano nemmeno diecimila euro”.
Berlusconi, nella veste di presidente del Consiglio, quasi commenta la vicenda in terza persona. Prova a farne una questione di privacy che riguarda un po’ tutti i cittadini. Perché “di pettegolezzi”, dice il portavoce Bonaiuti, “la gente ne ha le tasche piene”.
E allora meglio concentrarsi su altro (ricostruzione Abruzzo, piano casa, misure anti crisi da discutere iniseme a Obama a metà giugno). Il resto della giornata pugliese è un lungo bagno di folla per le vie del centro. C’è una contestazione organizzata, ma neanche in campagna elettorale si era vista tanta gente. È tutto uno stringere mani e un applaudire, con il Cavaliere praticamente assediato dai sostenitori. “Diecimila”, giura Raffaele Fitto. Indicandolo, mentre gli era a fianco durante la conferenza stampa, il premier sottolinea: “Ho una squadra di governo di ragazzi e ragazze, non minorennni, di cui dovremmo essere orgogliosi”. Quando vado in Cdm” aggiunge “trovo gente giovane, non come prima, piena di entusiasmo. Una squadra con spirito positivo”.
Via le prostitute dalle strade, ma di case chiuse o di quartieri a luci rosse non se ne parla. In un’intervista a Panorama in edicola da venerdì 19 settembre, il ministro per le Pari opportunità , Mara Carfagna, è categorica: “Noi siamo un paese cattolico. Non sarebbe pensabile quello che avviene in alcune città europee”.
E aggiunge: “È importante chiarire che il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei ministri, vieta la prostituzione in luoghi pubblici. Ognuno in casa propria fa ciò che vuole. Ma non saremo noi a creare dei ghetti. Non sarà il governo ad autorizzare quartieri a luci rosse. Anche per questioni di ordine pubblico e di decoro”. Poi risponde a chi, come Daniela Santanchè, lancia l’idea delle cooperative autogestite dalle prostitute: “Non è un aspetto che ci interessa regolamentare. Il governo ora si pone il problema di eliminare questo scempio dalle strade, per salvaguardare i cittadini e anche le lucciole costrette a vendere il proprio corpo”.
E con la sinistra (per esempio Livia Turco che l’accusa di aver dato vita ad un regolamento perbenista e ipocrita), taglia corto: “Non accetto critiche da chi ha governato per anni senza mai tentare di risolvere il problema”.
Prostituirsi non sarà reato e nemmeno rivolgersi al sesso mercenario. Ma non lo si potrà fare più per strada. Siete d’accordo con le misure il contenuto del ddl Carfagna?