
Forse credeva di violare i registratori di cassa come Ibrahimovic viola le porte avversarie. Aveva messo a segno tante rapine quasi quanti i gol dello svedese in campionato: diciotto, però in soli tre mesi (ma secondo gli investigatori il numero potrebbe essere più alto). Danilo De Rosalia, rapinatore 24enne palermitano, in comune con il suo idolo calcistico aveva i colori sociali: una tuta nerazzurra dell’Inter, che indossava spesso, quando si intorduceva nei negozi con il suo complice Michele Manzo, 26 anni, pregiudicato come lui. Svaligiavano di tutto. Supermercati, tabaccherie, farmacie. Armati di coltelli, minacciavano i commessi e si facevano consegnare l’incasso.
Diciotto colpi accertati, ma i carabinieri sospettano che l’attività andasse avanti da più tempo. A tradire i due rapinatori, però, è stata la passione calcistica di De Rosalia: la stessa tuta dell’Inter che aveva indossato più volte in occasione delle sue azioni criminali l’aveva addosso quando si accingeva a rapinare un supermarket. Prima di essere bloccato dai carabinieri, che hanno messo fine alla sua carriera.
- Lunedì 23 Marzo 2009
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati













