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Via libera al pacchetto sicurezza

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni

Il Consiglio dei ministri ha approvato il pacchetto sicurezza messo a punto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni.   Il pacchetto si compone di un decreto legge ed un disegno di legge. Le misure contenute nel provvedimento vanno dalla possibilità di espellere tempestivamente anche i cittadini comunitari non in regola al ripristino dell’arresto in flagranza differita per i tifosi violenti, fino al potenziamento dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata e alla liberalizzazione delle connessioni internet. Nel pacchetto anche misure di sicurezza urbana come una stretta contro la prostituzione su strada e l’accattonaggio. «Il pacchetto sicurezza - ha spiegato il premier, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa - era uno dei cinque punti del programma di rilancio dell’azione di governo che ha ottenuto un’ampia fiducia in Parlamento». Continua

La Cei: “Più attenzione ai precari, ammortizzatori sociali modesti”

Il Card. Angelo Bagnasco
Dopo il Papa, il capo dei vescovi. Le gerarchie ecclesiastiche suonano un solo spartito sui temi dell’immigrazione e della crisi economica. In linea con la dottrina sociale della Chiesa. L’assemblea generale della Cei, conferenza episcopale italiana, si è aperto con un lungo intervento del presidente il cardinale Angelo Bagnasco. (A questo link disponibile il testo integrale) Lungo e deciso nel mostrare lo scetticismo della Chiesa sulle soluzioni adottate sinora dalla politica nei confronti dei lavoratori e degli immigrati. La crisi, innanzitutto, “dalla quale non siamo affatto usciti” osserva l’arcivescovo di Genova, “sta producendo i suoi effetti sugli strati più deboli della popolazione”. Per questo è giusto “ricordare che i lavoratori non sono una futile zavorra”: il loro ”patrimonio di conoscenze e esperienze” sarà la ”base da cui ripartire”, una volta superata la crisi. E per superarla, serve un ”fisco più equo” e attenzione alla ”fascia dei precari”, che nell’ultimo decennio ha ”fornito un apporto decisivo alla riduzione della disoccupazione” e per i quali ”gli ammortizzatori previsti sono davvero modesti”. Per Bagnasco, in linea con quanto detto ieri dal Pontefice, “è inconcepibile una visione del lavoro solo mercantile, quasi fosse una qualunque merce di scambio sottoposta alla legge della domanda e dell’offerta”. Poi il capo dei vescovi riprende l’attacco al governo sul ddl sicurezza e sull’approccio all’immigrazione. “Apprezziamo le correzioni” dice, “al provvedimento, ma non ha superato tutti i punti di ambiguità”.
Le critiche di Bagnasco vanno soprattutto ai respingimenti degli irregolari in mare, definti pratica controversa che ha provocato uno “sconcerto unanime” tra le comunità ecclesiastiche: ”il valore incomprimibile di ogni vita umana e la sua dignità, i suoi diritti inalienabili” vanno riconosciuti sopra tutto. “A chi povero o perseguitato si presenta sulle nostre coste è questo il diritto da riconoscere”; ci sono poi, ma in seconda battuta, gli altri valori, e Bagnasco li elenca: “legalità, affrancamento dai trafficanti, salvaguardia del diritto di asilo, sicurezza dei cittadini, libertà di vivere dignitosamente nel proprio paese ma anche” sottolinea, “libertà di emigrare”. Al presidente della Cei e indirettamente al ministro Sacconi che ieri ha chiesto una moratoria dei licenziamenti risponde Emma Marcegaglia: ”Noi stiamo facendo tutto il possibile: i dati dimostrano che gli imprenditori italiani stanno facendo più degli altri colleghi europei”. Così interviene il presidente di Confindustria a margine dell’inaugurazione della mostra ‘Steel Life” a Milano, interviene a proposito dell’appello lanciato dal cardinale. ”Stiamo facendo la nostra parte - ha proseguito Marcegaglia - faremo il possibile, servono gli ammortizzatori sociali e la cassa integrazione in deroga: su questo fronte - ha concluso - siamo impegnati”.
Ma nella lunga prolusione il presidente della Cei non ha affrontato solo temi sociali: anche educazione e bioetica sono finite sotto la lente del successore di Ruini.  ”Il mondo adulto non può gridare allo scandalo” sostiene, “esibire sorpresa di fronte alle trasgressioni più atroci che vedono protagonisti giovani e giovanissimi, e subito dopo spegnere i riflettori senza nulla correggere dei modelli che presenta ed impone ogni giorno”. ”Molti ritengono praticamente impossibile l’opera dell’educazione, vi rinunciano in partenza”, rimarca Bagnasco, che invita genitori ed insegnanti a non cedere a un ”atteggiamento di resa”, a non rinunciare in partenza al compito educativo, anche se a ”molti adulti oggi sembra un risultato già soddisfacente riuscire a trasmettere appena le regole del galateo, come a scuola le nozioni principali delle singole materie” ma “educazione non è solo istruzione”. Non è mancato il riferimento alla Bioetica, nella prolusione del porporato: “La chiesa” sostiene, ”non può tacere il rischio strisciante di eugenetica che potrebbe insinuarsi nel nostro costume a causa di interpretazioni della legge 40/2004, che forzosamente vengono avanzate sul piano della prassi come su quello giurisprudenziale”. Mentre sul tema dell’alimentazione forzata, “Non c’è contraddizione tra mettersi il grembiule per servire le situazioni più esposte alla povertà” dice il Cardinale, “e rivolgere ai Responsabili della democrazia un rispettoso invito affinché in materia di fine vita non si autorizzi la privazione dell’acqua e del nutrimento vitale a chi è in stato vegetativo. una questione di coerenza”.

Sicurezza e immigrati: dal premier stop alla politica delle porte spalancate

Il governo alla Camera

Approvato il ddl sicurezza dalla Camera (ora andrà al Senato) il premier, Silvio Berlusconi, esce dall’Aula e conversa con i giornalisti in Transatlantico dicendosi “soddisfatto per l’approvazione di una legge lungamente approfondita e assolutamente necessaria perché dobbiamo affrontare questo fenomeno dell’immigrazione con tutto il buon senso necessario per non lasciare la situazione che si era instaurata con i governi della sinistra”. Una sinistra che per il Cavaliere incentivava “l’immigrazione clandestina con le frontiere spalancate”. E allora ecco spiegata la fiducia sul ddl sicurezza che “è un segnale, un deterrente, per non trasformare l’Italia nell’approdo di molte persone che sarebbero venute in Italia e in Europa senza avere le necessarie possibilità di accoglienza”.
Poi risponde anche al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che aveva parlato in mattinata di rischi di xeonofobia dicendosi “da sempre contro la xenofobia. Da parte nostra - ha aggiunto Berlusconi – c’è sempre stato un atteggiamento di netto contrasto nei confronti di ogni espressione di xenofobia”. Ma Berlusconi smentisce anche di aver ricevuto critiche dalla Cei: “Non sono a conoscenza di queste critiche”, anzi dice di parlare spesso con i vertici della Conferenza Episcopale e ho sempre trovato un’accoglienza positiva da parte loro”.
E allora l’Italia avanti con la linea dei respingimenti: “Lo fanno anche gli altri paesi. I respingimenti” ha detto il Cavaliere “sono nell’ambito delle direttive europee, sono necessari per quella deterrenza senza la quale non si riesce a superare l’empasse che era stata costituita precedentemente dalla sinistra”. E quindi, come annunciato ieri dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, la linea italiana sarà quella di far sì che i richiedenti asilo facciano richiesta in Libia e non una volta approdati sulle nostre coste. Tanto più, sottolinea il presidente del Consiglio, “che la Libia ha avuto la presidenza del Consiglio dei diritti umani dell’Onu. In Libia c’è l’Onu, quindi non vedo perché non si possano identificare i migranti nel Paese africano”.
Berlusconi poi, rispondendo indirettamente al segretario Pd, Dario Franceschini, che in Aula aveva accusato il governo di ‘inseguire i sondaggi’, ha rivelato che gli italiani sono con lui: “Il 76% degli italiani è d’accordo con l’azione del governo sull’immigrazione”. E per questo ribadisce di avere una concezione dell’immigrazione radicalmente diversa dalla sinistra: “Loro vogliono le porte spalancate all’immigrazione clandestina. Noi socchiuse solo per fare entrare chi vuole venire in Italia trovando la possibilità di un lavoro e
integrandosi nei nostri costumi, nelle nostre leggi e tradizioni”.
Prima di lasciare la Camera il Cavaliere trova il tempo per rispondere alle indiscrezioni di stampa (soprattutto inglese) che vogliono Carlo Ancelotti prossimo mister del Chelsea: “Della questione non me ne sono mai interessato”. Quindi ha smentito di aver mai detto che fosse colpa dell’allenatore rossonero se il Milan quest’anno ha perso lo scudetto: “Mi si attribuiscono dichiarazioni rese a destra e a sinistra ed io cado dalle nuvole”.

Sicurezza, Pdl e Lega trovano “la quadra”: salta la norma sui “presidi spia”

Roberto Maroni e Gianfranco Fini

Maggioranza a consulto per risolvere il ddl sicurezza e il nodo si risolve. E la norma sui presidi-spia contenuta nel ddl, dopo le critiche espresse per iscritto dal presidente della Camera Gianfranco Fini, sarà cancellata: per iscrivere il figlio di un immigrato alla scuola dell’obbligo non sarà necessario il permesso di soggiorno. Al termine della riunione di maggioranza alla quale erano presenti anche i ministri Maroni, Alfano, La Russa, Calderoli, Vito (oltre al presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno, il capogruppo Pdl del Senato Maurizio Gasparri, della Camera Fabrizio Cicchitto e il capogruppo della Lega a Montecitorio Roberto Cota), il governo trova la quadra: “Per iscriversi alla scuola dell’obbligo non sarà necessario presentare il permesso di soggiorno. Pertanto i presidi non potranno sapere se la famiglia dello studente è clandestina e non potranno fare la spia…”, annuncia La Russa, che conferma che l’auspicio del presidente Fini è stato accolto
Resta aperta, ancora, la possibilità che sul testo venga posta la fiducia. Fin’ora non se n’è discusso, dice Maroni, perchè “sono stato rassicurato dai colleghi della maggioranza e sono pienamente soddisfatto del chiarimento che c’è stato: c’è una piena condivisione del testo e nella maggioranza c’è unità totale”. Alla domanda dei giornalisti che chiedevano se la Lega non temesse i voti segreti sul testo, Maroni ha sottolineato che “il mio unico timore è che il testo sia approvato rapidamente”. Il titolare del Viminale, poi, conferma che la norma “anti-racket che tornerà come era stata approvata dal Senato”.
”Oggi pero’ - prosegue il ministro dell’Interno - sono state risolte tutte le questioni che erano rimaste sul tappeto. All’interno della maggioranza, adesso, c’e’ una piena condivisione di tutti gli articoli. Pertanto sono convinto che si potra’ andare avanti velocemente”.
Due le questioni risolte al tavolo della maggioranza nella riunione richiesta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. In primo luogo la norma antiracket sulla quale, spiega il capogruppo della Lega a Montecitorio, si è deciso che “si torna al testo del Senato”. Poi la cosiddetta norma sui ‘presidi-spia’ per le iscrizioni scolastiche dei minori figli di clandestini: è stato lo stesso Maroni a valutare come “fondati” i rilievi di Fini.
L’opposizione plaude alla “retromarcia” della maggioranza e canta vittoria. Lo fa l’Idv, con il vicepresidente del gruppo alla Camera Antonio Borghesi: “Abbiamo vinto una battaglia di civiltà contro chi voleva introdurre norme disumane e crudeli, inutili per garantire la sicurezza dei cittadini”. E lo fa anche il Pd, per bocca del responsabile sicurezza del partito di Franceschini: “è un passo falso della maggioranza”, commenta Marco Minniti, attaccando il comportamento contraddittorio di Pdl e Lega: “Hanno strozzato la discussione nelle commissioni parlando di urgenza per il Paese, per delle norme che contengono aspetti incostituzionali e inaccettabili, e appena arrivati in aula dicono di non essere pronti”.

I medici denunceranno i clandestini. Sì all’emendamento nel ddl sicurezza

Fila di immigrat
Il Senato ha approvato l’emendamento della Lega al ddl sicurezza che cancella la norma per cui il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche. I medici potranno così denunciare all’autorità giudiziaria gli immigrati clandestini. Con la prima firma di Federico Bricolo, capogruppo del Carroccio, l’emendamento è passato con 156 sì, 132 no, e un astenuto. Viene così soppresso il comma 5 dell’articolo 35 del decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 che recita: “L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.
Prima che il Senato desse il via libera alla possibilità del medico di denunciare i clandestini, l’opposizione si è appellata al “buonsenso” per non introdurre una norma che “riduce il medico a fare il delatore”, costringendo i clandestini a “non farsi curare per paura”. “Questa norma” ha detto il senatore Daniele Bosone “straccia il codice deontologico dei medici” e si corre “il concreto rischio di incentivare una medicina parallela che gli illegali utilizzeranno per non trovarsi a essere denunciati se vanno in ospedale o da un medico”
Il testo approvato da Palazzo madama prevede anche il carcere fino a quattro anni per i clandestini che rimangono sul territorio nazionale nonostante l’espulsione. Inoltre è fissata da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno.
Il testo introduce novità anche per i clochard che vivono in Italia (articolo 44 del ddl sicurezza). Dovranno essere iscritti in un registro del ministero dell’Interno.
L’aula ha approvato anche le cosiddette “ronde padane”. Gli enti locali - si legge nell’articolo 46 del ddl - saranno “legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini al fine di segnalare agli organi di polizia locale eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio ambientale”. Ma, grazie ad un emendamento del Pd, con primo firmatario Felice Casson, le ronde non potranno girare armate e non potranno “cooperare nello svolgimento dell’attività di presidio del territorio” così come era stato previsto invece nel testo licenziato dalla commissione Giustizia del Senato.

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CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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