Leggi tutte le notizie su:


debiti

Policlinico Umberto I, è l’ora di saldare i conti

Policlinico Umberto I
Il policlinico Umberto Primo dovrà saldare i propri debiti. Fino all’ultimo euro. Lo ha deciso la Corte Costituzionale, dichiarando illegittimo il decreto legge 341 del 1999, che di fatto aveva cancellato con un colpo di spugna tutte le ingiunzioni di pagamento che pendevano sulla struttura, finita recentemente al centro della bufera per presunti casi di malasanità e degrado, ma anche appalti sospetti, clientele, favoritismi, dirottamento di pazienti verso le cliniche private.

Negli anni l’ospedale, che è il più grande d’Italia, aveva accumulato una serie infinita di debiti nei confronti dei fornitori (vincitori di una regolare gara d’appalto) che, per riavere ciò che spettava loro, erano ricorsi alle vie legali. Ma intanto dovevano continuare a fornire il materiale richiesto: “Per fortuna è intervenuta la Corte a ristabilire il principio della certezza del diritto”, commenta Roberto Teruzzi, presidente di AssoGenerici (Associazione nazionale industrie farmaci generici), “non dimentichiamo che le nostre imprese si vedono costrette ad accettare tempi biblici di pagamento, non potendo neppure sospendere la propria fornitura, stante il senso di responsabilità di ciascuna azienda legato alla consapevolezza che il bene oggetto è un medicinale e che, di conseguenza, l’inadempimento della ditta configurerebbe a carico della stessa il reato di interruzione di un pubblico servizio”.

Una situazione paradossale, divenuta insostenibile con l’entrata in vigore del decreto 341. “Il Policlinico”, spiega l’avvocato Giamila Di Pinto, “prima era un’azienda universitaria, ma dal ‘99 in poi è diventata un’azienda ospedaliera. Cambiando il soggetto giuridico sono decaduti i decreti ingiuntivi di pagamento”. E i fornitori si sono trovati con un pugno di mosche e un buco di parecchi milioni di euro sulle spalle.

Con la decisione della Corte Costituzionale la situazione dovrebbe sbloccarsi, ma la strada non sembra in discesa. “Non so quando le aziende rivedranno i loro soldi”, precisa l’avvocato Di Pinto, “perché di fatto l’ospedale non li ha”. I tempi quindi si annunciano lunghi, ma la sentenza in qualche modo dovrà essere applicata. Certo, solo al caso dell’Umberto I, nonostante il precedente creato da questa vicenda non possa essere ignorato.

Sono molti i fornitori che aspettano di riavere ciò che spetta loro. Basta pensare al caso dell’Ordine Mauriziano di Torino, ripresentato nel decreto legge collegato alla finanziaria 2008: anche qui le aziende fornitrici vedono sacrificato il proprio diritto ad essere pagate. L’Ordine è stato commissariato, con decreto del presidente della Repubblica del 19 settembre 2002, in considerazione del grave stato di disavanzo finanziario riscontrato a seguito di un’ispezione disposta dal ministero dell’Interno. Commissario straordinario era stato nominato il prefetto Anna Maria D’Ascenzo. La legge 21 gennaio 2005 n. 4 ha sostanzialmente congelato l’Ordine, costituendo una Fondazione Ordine Mauriziano con il compito esclusivo di alienarne l’ingente patrimonio per onorare gli impegni con i creditori. Che però stanno ancora aspettando.

I travagli di Ugo Sposetti: tutti nel Pd e io resto fuori coi debiti

L'onorevole Ugo Sposetti, classe 1947, da Tolentino (Macerata), è tesoriere dei Democratici di sinistra
Ugo Sposetti, classe 1947, da Tolentino (Macerata), è tesoriere dei Democratici di sinistra (qui il profilo tratto da Wikipedia). Senatore della Repubblica nella X e XI legislatura, dal 2006 è membro della Camera dei deputati. Lavora come ferroviere fino al 1976, quando diventa segretario della federazione di Viterbo del Pci. Nel 1978 viene eletto presidente della Provincia di Viterbo. Nel 1987 entra per la prima volta al Senato, dove resta fino al 1994. Nel 1995 si candida come sindaco alle elezioni comunali di Bassano in Teverina (Vt) vincendole, per poi essere riconfermato nella seguente amministrazione. Dal 1996 al 2001 ha fatto parte della segreteria tecnica del ministero delle Finanze, con il governo Berlusconi II ha dovuto lasciare l’incarico ed è stato nominato tesoriere dei Democratici di sinistra.
Sposetti, tutti nel Pd puntano alla cassa. La metta al sicuro, prenda i soldi e scappi.
Questi credono di scherzare, ma il portafoglio è una cosa seria. E poi è strano che mi tirino per la giacchetta, perché io non ho cassa, ma solo debiti. E anche molti.
Molti, ma meno di una volta. Onore al merito. Solo un pazzo poteva accettare di raddrizzare i conti dei Ds.
Siamo partiti con un debito di oltre 1.000 miliardi di lire. A dicembre dell’anno scorso eravamo a 160 milioni di euro. Ad agosto del 2008 arriveremo a 110. Non male, no?
Caspita. E nessun’azienda privata le ha proposto l’assunzione? Che so, l’Alitalia…
Guardi, il merito è collettivo. È un percorso che abbiamo impostato con i tesorieri locali. Abbiamo fatto, come si dice in gergo, massa critica.
È vero che non vuole dare un soldo al nascente Partito democratico?
Ma no, questo lo scrivono i giornali per farci litigare. Ho solo detto che io con Piero Fassino e Luigi Lusi con Francesco Rutelli abbiamo lavorato come tesorieri di partito per sei anni. Ora è giusto che il futuro segretario del Pd scelga un suo uomo.
Si parla molto di fusione politica, poco di come sarà quella economica. Chi detta le regole, l’acquirente o l’acquisito?
Per fortuna non si tratta di banche. La nostra idea è che sin dalla nascita il Pd non debba avere problemi economici. E siccome i problemi verrebbero dai Ds, visto che scompare il partito ma non i suoi debiti, stiamo lavorando perché ciò non avvenga.
Sarebbe bello, ma non è che i debiti scompaiono per magia.
Quei debiti è sicuro che non andranno a pesare sul Partito democratico. Abbiamo ancora qualche mese per vedere come fare. Ma di certo è l’ultimo dei miei pensieri.
Qual è il primo?
Mettere le cose in ordine prima della fusione. Ovvero fare le fondazioni regionali e di federazione dove far confluire archivi, immobili, i loghi e i beni immateriali. Anche i quadri. Chiaro che quelli di Palmiro Togliatti o Enrico Berlinguer non adorneranno le pareti di alcuna sezione del Partito democratico.
Peccato, almeno per Berlinguer. Ma anche Togliatti di questi tempi insulsi ci farebbe la sua figura. Scusi, e tutto il personale?
Con Lusi abbiamo ragionato su cosa fare, arrivando a una proposta per i futuri vertici del Pd: vi trasferiamo man mano i dipendenti e voi decidete chi vi serve per dare forma compiuta al nuovo partito. L’intenzione è di non lasciare per strada nessuno.
Ma tutto questo ambaradan di primarie, preprimarie, primarie delle preprimarie, chi lo finanzia?
Se lo finanziano i candidati e le organizzazioni territoriali che nel giorno delle primarie, il 14 ottobre, incasseranno 5 e 2 euro per votante. Io e Lusi avevamo proposto 10 euro, metà per le casse nazionali del Pd e l’altra metà per quelle locali. ‘Sti bischeri non hanno accettato. Ma era la cosa giusta. Il nuovo segretario si sarebbe ritrovato una cospicua dote, e senza spese.
E sui giornali, L’Unità ed Europa, voi non mettete becco?
Non mettiamo becco perché la proprietà e la gestione sono fuori. Ma L’Unità vende 50 mila copie giornaliere e ha 350 mila lettori. Io mi auguro che il giornale fondato da Antonio Gramsci sia il giornale del futuro Partito democratico. Ci sono tutte le condizioni perché ciò accada.

LEGGI ANCHE: Volete il Pd? Non basta, diteci anche il perché. In video

Incendi, la Corte dei conti getta benzina sul fuoco: i pompieri sono a secco

Uomini della Protezione Civile intenti a spegnere un incendio alle porte di Cosenza. La Calabria continua a bruciare. Anche stamani la situazione incendi - complice il gran caldo che fa registrare punte di oltre 40 gradi - è gravissima, con dieci roghi di grandi dimensioni attivi nelle province di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, alcuni dei quali minacciano anche le abitazioni, e altrettante richieste di intervento aereo.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]<br />

Ora ci pensa la Corte dei conti a gettare benzina sul fuoco. Proprio nei giorni in cui i vigili del fuoco sono impegnati sul fronte degli incendi che hanno colpito il Sud Italia e nelle ore in cui arriva la notizia di un altro morto in un rogo, questa volta a Cosenza, ecco la denuncia: i pompieri sono sommersi dai debiti, non hanno neppure i fondi per fare il pieno alle autocisterne. Una carenza di mezzi che potrebbe riflettersi sulla sicurezza e sulla capacità del corpo di intervenire in caso di emergenza.

I vigili del fuoco avevano già protestato, con manifestazioni di piazza e comunicati sindacali, per il precariato diffuso, le carenze d’organico e le ristrettezze economiche. Numeri alla mano, i giudici contabili confermano le difficoltà. Il bilancio, riportato nel rendiconto generale dello Stato, è disastroso. Alla fine del 2006 il debito del corpo ammontava a 83 milioni di euro.

I Vigili del fuoco protestano in mutande contro le carenze di fondi davanti alla sede della Regione Lombardia |foto Ansa

Il prezzo della benzina ha continuato a salire, rileva la Corte, mentre gli stanziamenti ai vigili sono rimasti fermi. Ma i problemi economici riguardano tutte le voci di bilancio. Per gli affitti delle caserme servirebbero 35 milioni l’anno, ma ce ne sono disponibili solo 19,3, per le forniture di acqua ed energia elettrica i debiti arrivano a 27,6 milioni.

I costi per la gestione dei mezzi operativi e l’attività di soccorso ordinario e speciale sono di 87 milioni, lo stanziamento si ferma a 35,8, “con un ammontare di oneri già formati pari a 12 milioni”, si legge nella relazione. Mancano i fondi anche per le visite mediche obbligatorie per i vigili, i debiti accumulati in questo settore in due anni sono di 4,7 milioni, mentre quelli per le pulizie ammontano a 7 milioni.

E una delle ragioni del disastro economico è proprio, come spiega la Corte dei conti, “il mancato rimborso da parte del Dipartimento della protezione civile dei costi sostenuti dai vigili del fuoco per interventi richiesti in situazioni di particolare emergenza. Complessivamente devono essere rimborsati circa 2,5 milioni, per eventi verificatisi nel 2002″.

LEGGI ANCHE: Per l’Europa l’estate più nera: una mappa interattiva rivela le terre bruciate e le aree a rischio

Guarda la GALLERY

Pd: nel matrimonio Ds e Margherita spunta la spina del patrimonio

parla Massimo D'Alema
Una cosa è la gestione comune, un’altra la proprietà. Lo sa bene il 56 per cento degli italiani che opta per la separazione dei beni. Anche Ds e Margherita, prossimi al matrimonio nel Partito democratico, scelgono lo stesso regime. Ma i partiti sono persone giuridiche, per loro non valgono le leggi per le persone fisiche. Perciò, guidati dal tesoriere Ugo Sposetti, i diessini hanno studiato un escamotage. E lo hanno pure trovato.
Una proposta di legge “ad partitum” è stata presentata nel settembre 2006 per favorire la Südtiroler Volkspartei, in ritardo sulla presentazione della domanda per i rimborsi elettorali. Subito dopo è arrivato un emendamento del deputato Marco Boato (verdi) che permetterebbe ai partiti di costituire “fondazioni politico-culturali” utili per gestire l’attività patrimoniale (oltre che per ricevere più facilmente i finanziamenti privati).
Così la “fondazione Ds” e la “fondazione Margherita” continuerebbero a gestire i rispettivi patrimoni ognuno per proprio conto. Con cattiva pace del ministro Rosy Bindi, che vuole “dotare il Pd di nuove sedi” attraverso la vendita di tutte le proprietà attuali per acquisirne di nuove.
Piero Fassino ha detto no. Il Pci-Pds-Ds ha 60 anni di storia patrimoniale. Tra federazioni, sezioni, case del popolo e persino negozi e terreni, non c’è storia con la Margherita, che ha appena cinque anni di vita. È vero, le sezioni diessine sono 6.937 e i circoli “margheriti” 15.165, ma pochi sono di proprietà e molti sono per rappresentanza. Inoltre la Quercia ha un debito altissimo (139 milioni di euro nel 2006) rispetto ai circa 11 milioni della Margherita. Ma il debito diessino è ampiamente superato dal valore degli immobili, anche se è difficilmente quantificabile. Nei Ds vige il “federalismo proprietario”: gran parte dei beni “sono delle federazioni cittadine e delle direzioni regionali. Alcune sedi sono anche intestate a singole persone. Altre a società” (parole di Sposetti).
Fassino deve per di più affrontare la scissione del correntone di Fabio Mussi. Entrambi hanno scelto un basso profilo, difficilmente si arriverà alla guerra. Tra l’altro, sull’Unità Sposetti aveva già avvisato lo scissionista: “Se ci sarà una divisione dei beni, divideremo anche i debiti”. La possibile soluzione è che le singole (e rare) federazioni locali dove Mussi ha la maggioranza diventino di proprietà del suo schieramento, Sinistra democratica, che con i circa 2 milioni di euro l’anno provenienti dai gruppi parlamentari proverà a lanciare un nuovo quotidiano. Nome provvisorio della testata è Il progressista.
La chiusura del congresso della Margherita con i leader sul palco di CinecittÃ
Il Pd manterrà il regime del doppio quotidiano. Salvo ripensamenti, L’Unità guidata da Antonio Padellaro è destinata al ruolo di giornale di opinione, Europa di Stefano Menichini a farsi più generalista.
Quanto alle feste di partito, tutti dicono che verranno mantenute entrambe. Ma dovranno scontrarsi con la volontà di Romano Prodi, che proprio con una grande “festa democratica” intende battezzare il Pd.
E il doppio tesoriere? Fra Sposetti e il margheritino Luigi Lusi spunterà un terzo nome. Riservatamente, Rutelli ha avanzato l’idea di affidare la gestione finanziaria a un manager da individuare sul mercato, come avviene per il Pd americano. Ma è davvero presto per inviare i curriculum.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101