Leggi tutte le notizie su:


decreto-flussi

Da Marocco e Sudan, due storie diverse e lo stesso (difficile) sogno: rifarsi un vita

Aicha e Achol, La prima è marocchina, la seconda sudanese

Aicha e Achol, La prima è marocchina, la seconda sudanese

Aicha e Achol sono due donne molto diverse, come diversa è la loro storia, che si intreccia solo pochi mesi fa, quando entrambe hanno avuto l’occasione di lavorare a Milano per la stessa famiglia.

Una, Aicha, è marocchina, ha 35 anni, è musulmana, timida, silenziosa e un po’ sfuggente. L’altra, Achol, è sudanese, ha 25 anni, è cristiana, estroversa, vivace e disinibita. Continua

Immigrati dentro o fuori? Vince chi ha la connessione più veloce

Immigrati in fila per il rinnovo del permesso di soggiorno

Facile come fare “clic”. In teoria. L’ora X scatta il 15 dicembre alle 8, quando centinaia di migliaia di immigrati cercheranno di rientrare nel Decreto flussi emanato dal governo per regolarizzare i lavoratori stranieri. Per la prima volta le domande potranno essere inviate solamente via Internet, seguendo le istruzioni disponibili sul sito del Viminale. La novità ha lo scopo di evitare le lunghe code, con relativi disordini, fuori dagli uffici e di semplificare la procedura. Ma, ammesso che l’aspirante arrivi al momento cruciale con tutte le carte in regola, i 170 mila posti verranno assegnati in base all’ora (o al millesimo di secondo) di arrivo del modulo telematico compilato. Una vera lotteria giocata sul filo della connessione più o meno veloce, se si considera che i pretendenti saranno quasi il doppio dei permessi di soggiorno in palio: l’11 dicembre erano stati scaricati 270 mila moduli, entro il 15 si prevede di superare i 300 mila.

La richiesta può arrivare dal datore di lavoro, dall’immigrato stesso oppure da associazioni, sindacati e consulenti del lavoro accreditati dal ministero. I patronati dovrebbero sbrigare circa il 30 per cento delle pratiche. I primi problemi cominciano al momento della compilazione della domanda. Dal primo dicembre sul sito del Viminale è possibile registrarsi e scaricare il programma per compilare i moduli e per inviarli. Per chi ha una certa dimestichezza con Internet la procedura è lunga ma non proibitiva. Per tutti gli altri è decisamente complicata. Seguendo passo passo le indicazioni si arriva al momento dell’installazione sul proprio pc del software necessario. Se però non si possiede “la corretta versione di Sun Java Environment JRE”, prima occorre scaricarla (gratuitamente) dal web. Dopo aver importato il modulo dal sito del ministero al computer di casa, bisogna compilarlo coi dati del datore di lavoro (compreso il suo reddito), del lavoratore straniero, della persona che dovrà eventualmente assistere e con gli estremi della richiesta di visto.

Sul forum di Stranieri in Italia sono arrivati centinaia di interventi con dubbi e richieste di consigli. Oltre che segnalazioni di difficoltà e disservizi. A Bolzano, ad esempio, per via del bilinguismo, le domande dovranno essere spedite solo per posta. La Cgil ha invece lamentato che in alcune province le password per la registrazione sono arrivate con molto ritardo e che in Lombardia lunedì 3 dicembre il sistema è rimasto in tilt per un’intera giornata. Il sospetto che nel momento in cui il sito del ministero verrà inondato di contatti il server collassi è legittimo, anche se dal Viminale hanno fatto sapere che è stato predisposto un sistema d’emergenza. Con un avvertimento: per avere conferma della corretta ricezione della richiesta si dovrà aspettare anche un’ora. Mentre per avere la ricevuta con l’ora esatta dell’arrivo del documento, su cui verranno fatte le graduatorie, ci vorranno 12 ore.

I “clic day” per l’invio sono il 15, 18 e 21 dicembre. Il giorno cambia a seconda del tipo di lavoratore (badante, colf, operaio) e del Paese di provenienza. “Alle 8 saremo pronti a cliccare in contemporanea sui nostri venti pc, dove abbiamo caricato le circa 2 mila domande compilate”, dice Maurizio Crippa, responsabile dell’ufficio immigrazione della Cgil di Milano. “Ci auguriamo che tutto funzioni, di sicuro le premesse sono migliori del vecchio metodo, con le file agli sportelli e i moduli cartacei”. Per i fortunati “vincitori” però il passaggio dalla fase telematica a quella classica potrebbe essere la vera difficoltà, avverte Crippa: “Per la convocazione dal prefetto il ministero dice che ci vorranno 40 giorni, ma dubito che i tempi saranno quelli. A Milano, dove il personale a disposizione è lo stesso dal ‘98, deve essere ancora evasa la metà delle domande del decreto del marzo 2006″. Dopo la corsa al clic, di nuovo in stand by.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!