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disagi

Odissea, parte seconda: in treno, ostaggio della neve, provando a tornare a casa

La stazione di Rogoredo, Milano ANSA/MILO SCIAKY/DRN

La stazione di Rogoredo, Milano ANSA/MILO SCIAKY/DRN

Tornando a casa: è stato un film del 1978 (con Jane Fonda), è una trasmissione radiofonica su Radio Rai1 (ideata e condotta da Enrica Bonacorti) ed è stata per due giorni e mezzo la mia missione. Compiuta, alla fine. Sono a casa mia, l’antivigilia di Natale. E mi sembra un miracolo. 51 ore dopo la mia prevista partenza da Barcellona, a 7 ore dal mio atterraggio a Malpensa ho varcato l’ingresso della mia abitazione, a Genova. Continua

A 24 ore dalla primavera, torna la neve. Maltempo su tutto il Centro Sud

Le Marche sotto la neve

L’ultimo giorno d’inverno non risparmia la penisola. Torna la neve e il amltempo su gran parte del parte del Centro Sud. L’Anas sin da questa notte è al lavoro con uomini e mezzi per garantire la circolazione e ridurre i disagi agli automobilisti. Al momento, come segnalato ieri dall’allerta meteo della Protezione Civile, si registrano nevicate intense in Abruzzo, Lazio, Campania e Molise. Si registrano alcuni disagi in Abruzzo dove sulla strada statale 81 Piceno Aprutina un mezzo pesante impegnato in un trasporto eccezionale si è intraversato a causa della neve al km 149,800, nel pescarese.
Neve sulla Salerno - Reggio Calabria Sta nevicando da stamani sul tratto dell’A3 Salerno-Reggio Calabria nella zona del Pollino. Attualmente, fa sapere la Polstrada, il traffico è inibito ai mezzi pesanti, mentre possono circolare le automobili munite di catene. Dopo alcuni rallentamenti e difficoltà registrate nelle prime ore della giornata adesso non vengono segnalati problemi. I mezzi pesanti diretti a nord vengono fatti deviare sulla statale 18 a Sibari, mentre quelli che viaggiano verso sud a Lagonegro.
L’Anas ricorda che in caso di nevicata in corso è sempre obbligatorio, su tutta la rete, il transito con catene montate o pneumatici da neve, raccomanda agli automobilisti prudenza nella guida e ricorda che l’informazione sulla viabilità e sul traffico è assicurata attraverso il sito anas www.stradeanas.it e tramite il numero unico pronto Anas 841.148.

Burrasche in Sicilia e gelate al Nord: nuova ondata di freddo

Maltempo a Napoli

In Calabria e Sicilia è in corso “un uragano, una perturbazione violentissima” che “desta preoccupazioni”. Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, durante un’audizione al Senato. Un team del Dipartimento è partito per la Calabria “per garantire sorveglianza e attenzione massima”, dal momento che sulle regioni meridionali “è arrivata una perturbazione violentissima dall’Africa”. In serata Bertolaso ha fatto di nuovo il putno della situazione: “C’è in corso una tempesta violentissima, un mini uragano mediterraneoche dopo aver fatto vittime e devastazioni in Algeria e Tunisia ha raggiunto le regioni mediterranee, scagliandosi su Sicilia e Calabria”.
Nelle due regioni “ci sono situazioni davvero critiche sono caduti anche 300 millimetri di pioggia in 24 ore alle pendici dell’Etna e in alcune zone della provincia di Lamezia Terme, con venti molto forti” e ci sono stati “smottamenti, torrenti esondati, strade allagate”. Anche questa volta, prosegue il capo della Protezione Civile, “il sistema ha retto, tutte le strutture hanno lavorato e stanno lavorando con il massimo impegno, riuscendo così a fronteggiare un fenomeno molto violento”.

A Napoli i centralini dei vigili del fuoco sono tempestati di chiamate per la pioggia incessante che sta cadendo sulla città e la provincia. Le richieste di intervento riguardano allagamenti di appartamenti, soprattutto al pian terreno, e strade. E proprio su questo fronte si registrano pesanti disagi a Napoli. Via Caravaggio, nel tratto in salita in direzione di via Manzoni, in corrispondenza della clinica Santo Stefano, è stata chiusa a causa di una voragine che si estende dal marciapiede fino al centro della carreggiata. Sempre a causa delle incessanti piogge, è stata necessaria la chiusura al traffico di via Fergola, all’altezza dell’incrocio con via Montagna Spaccata, nel quartiere di Pianura. Anche in questa zona pattuglie della Polizia municipale stanno deviando il traffico per consentire l’intervento dei vigili del fuoco.
Disagi per il maltempo anche in Calabria: particolarmente colpita la costa jonica. Nel reggino, nella tratta Melito Porto Salvo-Roccella Jonica a causa delle forti mareggiate Trenitalia ha interrotto i collegamenti, istituendo un servizio sostitutivo tra Condofuri e Brancaleone. Ma per collegare le due località non è possibile usufruire della strada statale a causa dei danni, rendendo necessario con grandi difficoltà il passaggio attraverso vie secondarie della provincia.

In tilt i collegamenti via mare tra la Sicilia e le isole di Lampedusa e Pantelleria. Alla mezzanotte di martedì, per il terzo giorno consecutivo, i traghetti sono rimasti ormeggiati a Porto Empedocle (Agrigento) e a Trapani da dove avrebbero dovuto raggiungere rispettivamente Lampedusa e Pantelleria. Bloccata anche la nave che da Palermo va a Ustica. I collegamenti sono in tilt a causa del maltempo che da due giorni si è abbattuto su tutta la Sicilia con mare forza 7 e forti raffiche di vento. In relazione alle richieste di informazione e notizie di un uragano che interesserebbe in queste ore la Sicilia, e alle telefonate dei cittadini allarmati, la Protezione civile regionale precisa che non si è verificato né è atteso alcun uragano.

Dal Sud al Nord, dove in Piemonte continua il grande freddo: le gelate notturne hanno portato a minime abbondantemente sotto i -10 in pianura, con punte di -15 a Poirino (Torino), -14 a San Damiano d’Asti, -13,5 ad Alessandria. Nel capoluogo il freddo è stato più contenuto, -3,7. L’unica città sopra lo zero è stata Biella, con una minima di +1. Gli esperti prevedono un cambiamento dalla serata, con correnti umide orientali, che causeranno deboli nevicate nel Sud della regione, Cuneese, nell’Astigiano e Alessandrino, con una quota neve fino a 500 metri.

La Befana porta il gelo sull’Italia. Bertolaso: “Anticipare il rientro”

Neve e gelo in Italia

Neve e gelo funesteranno il rientro degli italiani dalle vacanze nel ponte dell’Epifania. Record di freddo ieri in Veneto: a Piana di Marcesina, nel Vicentino, si sono toccati i -25 gradi. Ma sono tante le regioni del Nord finite nella morsa del freddo con temperature polari e neve. Un fenomeno destinato a intensificarsi e ad estendersi anche alla Toscana con temperature massime che si attesteranno intorno allo zero, secondo le previsioni della Protezione civile. Insomma neve e gelo funesteranno il rientro degli italiani dalle vacanze nel ponte dell’Epifania.
Già ieri il gelo aveva provocato alcuni incidenti stradali mortali: a Lorenzana, in provincia di Pisa, uno scooterista di 31 anni, Francesco Profeti, è morto dopo essere scivolato con la sua Vespa su una lastra di ghiaccio. Nell’astigiano, invece, il fondo stradale reso scivoloso dalle basse temperature ha fatto finire fuori strada una Bmw, provocando la morte di due passeggeri (una donna macedone di 25 anni Biljana Smiljanska, incinta di sei mesi e un bulgaro di 24 anni) e il ferimento di altre due persone.

Per le regioni sud-orientali, il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un avviso di avverse condizioni meteo, valido dalle prime ore di domani e per le successive 24 ore, che prevede temporali e forti venti da est, con mareggiate lungo le coste esposte. Alla luce delle previsioni, che confermano l’annunciato peggioramento del quadro meteorologico in coincidenza con il rientro dalle vacanze invernali, si raccomanda di informarsi preventivamente, attraverso i normali canali dedicati, sulle condizioni del percorso che si intende seguire - sia per quanto riguarda le condizioni del traffico, sia in merito alla percorribilità dell’itinerario programmato - valutando anche l’opportunità di differire la partenza per evitare eventuali disagi.

A quanti hanno comunque in programma spostamenti per i prossimi giorni, e in particolare per domani, nel Centro e nel Nord del Paese, la Protezione civile consiglia di verificare le buone condizioni generali del veicolo; munirsi di catene o pneumatici da neve; avere a bordo bevande calde o altro per rendere meno disagevole le eventuali code, soprattutto se si viaggia con bambini o anziani. Per mettersi in viaggio è inoltre preferibile scegliere le ore diurne: di notte e nelle prime ore del mattino, a causa delle temperature più basse, è maggiore la probabilità di incontrare tratti ghiacciati e formazioni di nebbia. Naturalmente è sempre bene usare la massima prudenza nella guida, moderando la velocità, evitando le frenate brusche, aumentando le distanze di sicurezza e usando le marce basse che possono aiutare ad affrontare salite o discese coperte da neve o ghiaccio. La Sala Situazione Italia del Dipartimento continuerà a seguire l’evolversi della situazione in contatto con le Prefetture, le Regioni e le locali strutture di protezione civile.
Il Dipartimento raccomanda di informarsi prima sulle condizioni del percorso che si intende seguire, valutando anche l’opportunità di spostare la partenza per evitare disagi. A quanti hanno comunque in programma spostamenti per i prossimi giorni, e in particolare per il 6 gennaio, nel Centro e nel Nord del Paese, la Protezione Civile consiglia, tra l’altro, di munirsi di catene o pneumatici da neve e di avere a bordo bevande calde o altro per rendere meno disagevole le eventuali code, soprattutto se si viaggia con bambini o anziani. Sono, inoltre, da privilegiare le ore diurne per mettersi in viaggio.

Maltempo: proseguono le piogge. Allerta per Tevere, Aniene e Po

Pioggia a Napoli

Dopo la breve tregua, il maltempo è tornato a flagellare tutta Italia. Al nord piogge intense in pianura, neve sulle montagne.
Piove inensamente ancora anche su Roma, per le prossime 48 ore si prevede il persistere nel Lazio di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporali di forte intensità, con venti di burrasca sulla zona costiera. La Protezione civile ha disposto l’attivazione fin dalle prime ore di lunedì di presidi di monitoraggio e squadre di pronto intervento lungo i punti critici dei fiumi Aniene, e poi Mignone, Flora e Marta al confine con la Toscana, e Liri più a sud. Nella notte è stato rimosso il secondo dei tre barconi che minacciavano il deflusso a ponte Sant’Angelo. Il traffico in città è difficile: secondo quanto ha riferito la polizia stradale c’è caos sul Grande raccordo anulare. Sono allagate via di Laurentina e via Pineta Sacchetti. Permane da venerdì scorso la chiusura per smottamenti di via Giustiniana.
A Venezia intorno alle 11,30 è prevista una massima di marea di 120 centimetri, meno di quanto annunciato domenica poiché il vento da scirocco è virato in bora. All’1,30 di notte la marea sarà di 105 cm e martedì alle 12,10 di 115 cm. A Chioggia le previsioni indicano una punta massima attorno ai 125 centimetri. Per la neve isolate numerose frazioni del Bellunese. Il limite della neve sarà attorno ai 1.000-1.300 metri sulle Prealpi e attorno a 900-1.100 sulle Dolomiti.

Nevica in tutta la Valle d’Aosta anche sotto i 1.500 metri. La perturbazione proseguirà almeno fino a mercoledì, con fenomeni più intensi nelle vallate al confine con il Piemonte. Per pericolo valanghe sono chiuse alcune strade regionali. In Piemonte nevica oltre i mille metri. Problemi sull’autostrada Torino-Savona (neve e ghiaccio sui cavi dell’alta tensione con chiusura del tratto Savona-Cave), chiusi i valichi di Tenda, Maddalena, Sempione, Monginevro e Moncenisio. Situazione critica nelle aree di montagna del Cuneese, del Verbano e della valle di Susa per la viabilità, l’erogazione di energia elettrica e di acqua potabile. Nelle valli di Lanzo (Torino) sono scesi 130 cm di la neve. In pianura in 24 ore sono caduti fino a 180 millimetri di pioggia. A Carcare (Savona) alle 3 di notte per la neve che ha raggiunto il mezzo metro è crollata la pensilina di un benzinaio investendo due camion dei Vigili del fuoco fermi per montare le catene. Nessun ferito, ma i due mezzi sono stati completamente distrutti. Pericoli in tutto l’entroterra ligure di ponente per i tetti delle case sfondati dalla neve, che è caduta abbondante per tutta la notte. Sulla costa, invece, pioggia torrenziale: tra Varigotti e Finale Ligure è stata chiusa l’Aurelia in entrambe le direzioni. Ad Albenga il torrente Centa alle 4 ha fatto temere l’esondazione ed è tenuto sotto costante controllo. Riaperta alle 10 la Genova-Savona tra Celle e Varazze in direzione est dopo un incidente. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il call center Autostrade al numero 840-042121.
In Sicilia, nonostante un timido sole nella parte sud orientale, sono fermi i collegamenti marini con Lampedusa, Pantelleria e Ustica mentre viaggiano regolarmente i traghetti per le Eolie dove solo un aliscafo ha saltato la corsa. Collegamenti marittimi bloccati dal maltempo anche nel golfo di Napoli per il vento di scirocco forza 8 e un mare molto mosso con forza 5-6. I collegamenti sono resi ancora più difficili per lo sciopero delle compagnie di navigazione.

Per martedì si prevede al nord molto nuvoloso o coperto in mattinata con piogge sparse, localmente intense sul settore orientale; tendenza dal pomeriggio ad ampie schiarite. Al centro e sulla Sardegna: coperto in mattinata su tutte le regioni, con piogge diffuse anche intense specie su Campania e Lazio; tendenza dal pomeriggio a schiarite più ampie sul versante adriatico, temporali sparsi sulla Sardegna. Al sud e sulla Sicilia: nuvolosità sparsa a tratti intensa con locali piogge; tendenza a temporaneo miglioramento dal pomeriggio. Temperature: in diminuzione. Venti: moderati con rinforzi dai quadranti occidentali. Mari: generalmente molto mossi.
Dal 20 dicembre cambierà completamente il quadro climatico, spariranno piogge e temporali e tornerà il sereno. “Le attuali perturbazioni - spiega il meteorologo Gianpiero Maracchi - sono portate dalle correnti a getto provenienti da ovest a dieci chilometri di quota. Ora stanno passando sul Mediterraneo, ma dopo il 20 dicembre andranno a finire sulla Scandinavia”.

Roma: cronaca in diretta di una piena annunciata

Castel Sant'Angelo

Roma è in ansia. Si prepara alla piena del fiume Tevere, inizialmente prevista tra le 18 e le 20, ma che adesso, stando alle ultime rilevazioni della Protezione civile, potrebbe arrivare intorno alla mezzanotte. Una città flagellata da due giorni di intensa pioggia che questa mattina si è svegliata con il cielo carico di nuvole, intere zone allagate, uno sciopero generale con tre cortei che hanno attraversato la città, con il trasporto pubblico che non si è fermato per scelta della Cgil, molte scuole e uffici chiusi.
E con notizie che di ora in ora sono andate sempre peggiorando. Siamo in giro da qualche ora per verificare quale sia la situazione in loco. La piena del Tevere è, di fatto, già cominciata e sta facendo aumentare di due - tre centimetri all’ora il livello del fiume. Vuol dire che non ci sarà una piena “scenografica” ma molto lenta, dicono gli esperti. Il punto di riferimento per i tecnici è l’idrometro di Ripetta, nel centro della città, non lontano dall’Ara Pacis (guarda la MAPPA), dove alle 19:45, davanti a noi, il livello del fiume era di 12,49 metri: normalmente è di 6,50 metri.
Perché il Tevere esondi è necessario che il livello raggiunga i 17 metri: fatto che, al momento, sembra scongiurato. Il capo della Protezione civile e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Guido Bertolaso ha detto poco fa che “a Ripetta abbiamo superato quota 12 metri. Nel corso dell’ultima situazione critica, registrata nel 2005 arrivammo a 11,40 metri. Abbiamo largamente superato quell’ultima situazione e ci stiamo purtroppo avviando verso una crescita del livello del fiume Tevere che seppur lenta è comunque costante”. Quindi “è una situazione complessa, dove la piena arriverà è passera nel corso della notte in modo controllato”, anzi “l’onda di piena poi si protrarrà probabilmente per tutta la giornata di domani”.

E comunque. Dal punto di rilevazione a Ripetta ci spostiamo verso Ponte Sant’Angelo, considerato al momento uno dei punti più critici per l’arrivo della piena. Nonostante il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, abbia più volte invitato i romani a tornare a casa e lasciare libere le strade, il lungotevere è invaso da macchine, come se fosse un giorno di traffico normale. Sotto le arcate del ponte, che si trova davanti Castel Sant’Angelo, si sono incastrati due barconi ed una motonave di circa 30 metri utilizzata per le escursioni sul Tevere insieme al suo ormeggio. L’area è completamente transennata e presidiata da poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco. E infatti Bertolaso ha puntato il dito con vigore contro “gli imbecilli” che non hanno messo in sicurezza gli ormeggi dei barconi lungo il Tevere: “La grande criticità non è data da madre natura ma purtroppo da alcuni imbecilli che non hanno ormeggiato nel modo giusto i barconi lungo il Tevere nel centro della città”.

Il Tevere in piena a Roma
Ad osservare il ponte ostruito anche centinaia di passanti, molti dei quali temono che il blocco delle arcate possa fare innalzare ulteriormente il livello del fiume provocandone l’esondazione. Già stamani un barcone si era arenato sotto le arcate del ponte, a questi se ne sono aggiunti altri due nel pomeriggio. Altri tre barconi, fanno sapere i vigili del fuoco, stanno rompendo gli ormeggi non lontano da ponte Sant’Angelo.
La nostra passeggiata prosegue, in direzione nord, verso Ponte Milvio che sta riducendo minuto dopo minuto il margine che separa le arcate dal letto del fiume. Alle 19.30, l’ultima rilevazione dava il livello del Tevere intorno agli 11 metri. Anche in questo caso, dicono dalla Protezione civile, il rischio di esondazione “può verificarsi solo dai 15 metri in su”.
“Non è il caso di generare allarmismo perché è bene specificare che si tratta di una esondazione, tra l’altro ancora probabile, e non di una piena” sottolinea a Panorama.it Giovanni Menduni, direttore dell’ufficio rischio naturali della protezione civile. “Se si trattasse di una piena, il fiume romperebbe gli argini e non è questo il caso”.
Intanto, a Ponte Milvio, dove si sta radunando una folla sempre più consistente alla ricerca di una fotografia o di un filmato ricordo, è arrivato anche il sindaco Alemanno. Dice di voler rimanere sul posto per tutta la notte, facendo la spola tra il ponte noto per “i lucchetti dell’amore” e Ripetta.
La città intanto aspetta, con un misto di paura e rassegnazione. E guarda il “biondo” Tevere, con il fiato sospeso: si prospetta un’altra lunga notte, sperando che la piena passi in fretta.

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Maltempo: Roma in ansia per la piena del Tevere

Il fiume Tevere ingrossato

Fa ugualmente paura, anche se è più lenta del previsto, l’ondata di piena del Tevere nella Capitale. Attesa per la tarda mattinata, “dovrebbe slittare di qualche ora, al pomeriggio” spiegano i tecnici della Protezione Civile riuniti dalle 15 di ieri nel Comitato operativo permanente in Via Vitorchiano, quartier generale del Dipartimento, “ma lo scenario potrebbe subire qualche ulteriore, piccola variazione”.
Il piano d’emergenza in vista dell’arrivo della piena è comunque scattato nella notte.
Le ore cruciali saranno quelle tra le 18 e le 20. Il livello del fiume ha raggiunto gli 11,82 metri a Ripetta con una portata di 1.480 metri cubi al secondo: nelle ultime ore si sono avute alcune esondazioni nella zona di Orte e di Magliano Sabina, dove sono al lavoro i vigili del fuoco e personale dei rispettivi comuni e dove si sta valutando l’opportunità di eventuali “evacuazioni preventive”.

Al momento, comunque, non si segnalano criticità particolari per gli abitanti. In campo tutte le risorse materiali e umane disponibili, dai vigili del fuoco alle forze dell’ordine, ai militari, ai volontari.
Le zone interessate dalla piena saranno quelle nella zona nord della capitale (Prima Porta, Flaminio, Villaggio Olimpico, Ponte Milvio, Ponte Galeria, Magliana e Fiumicino) e, per offrire un ulteriore supporto ai residenti, è stato istituito un numero di assistenza dedicato esclusivamente alle persone disabili (06/67109200). È stato effettuato anche dai carabinieri per tutta la notte un servizio di controllo a tutela delle abitazioni lasciate vuote ieri dalle persone evacuate nelle zone di Tivoli e Albuccione.

Ma il maltempo sta mettendo in difficoltà anche il resto della Penisola.
Le otto persone disperse sono boy scout che quattro giorni fa, con condizioni meteorologiche favorevoli, avevano iniziato una escursione sul vulcano, e che, a causa di un peggioramento del tempo degli ultimi due giorni, sono rimasti bloccati nel rifugio Timpa Rossa, a quota 2093 metri, sul versante nord del vulcano. I giovani, che hanno esaurito i viveri hanno lanciato stamani la richiesta di soccorso. Gli specialisti del soccorso alpino e la guardia di finanza di Nicolosi stanno cercando di raggiungere i boy scout anche con l’ausilio di motoslitte. Alle operazioni di soccorso collabora il corpo forestale.
Del resto, in Italia, una situazione particolarmente delicata è quella che riguarda la zona di Gioia Tauro, dove l’esondazione di un corso d’acqua ha infiltrato alcuni corsi d’acqua potabile: attualmente, sono senz’acqua 40mila persone nelle aree di Gioia Tauro e di Palmi ed è stato approntato un servizio sostitutivo di autobotti. Ripristinata la linea ferroviaria Roma-Villa San Giovanni nel tratto interrotto da una frana. Al momento, dicono dalla sala meteo della Protezione Civile: “piove su gran parte del Centro Sud con particolare intensità sul versante tirrenico. I venti sono molto forti, con mareggiate lungo le coste della Sicilia e della Sardegna”. Particolarmente difficili i collegamenti con le isole minori.
I modelli di previsione autorizzano a sperare in una lieve attenuazione dei fenomeni per il pomeriggio di oggi ma “già da domenica è da mettere in preventivo un ulteriore peggioramento a causa dell’arrivo di una nuova perturbazione”, questa volta da Nord Ovest.

Il VIDEO servizio: Roma sott’acqua

Allerta meteo in Italia. Nel Lazio muore una donna intrappolata nella sua auto

Roma sotto la pioggia

Nord Italia sotto la neve, con disagi per i voli e sulle strade; mareggiate e temporali al Sud, dove sono stati bloccati i collegamenti per alcune isole minori. Previste nuove abbondanti nevicate anche a bassa quota sulle regioni settentrionali e ancora temporali su quelle meridionali. Dal Viminale è partito l’invito a mettersi i viaggio “solo se strettamente necessario”.

Temporali e allagamenti a Roma e nel Lazio. Nella capitale allagati anche alcuni punti del centro storico. Anche il prefetto, Giuseppe Pecoraro, ha invitato a prendere l’auto solo se necessario.
L’ondata di maltempo ha imbiancato il Nord da Ovest ad Est, dove molte città si sono svegliate sotto una coltre bianca. E le nevicate hanno creato non pochi problemi alla circolazione, tanto che il Centro di coordinamento nazionale in materia di viabilità - l’organismo del Viminale presieduto dalla polizia stradale cui spetta la gestione delle situazioni di emergenza - ha rivolto agli automobilisti l’invito a mettersi in viaggio “solo se strettamente necessario” e, comunque, muniti di pneumatici o catene da neve in tutto il Nord-Ovest. Precipitazioni nevose hanno interessato la A7 tra Genova ovest e Serravalle; il raccordo A4-A5 Ivrea-Santhià; il raccordo A4-A26 Stroppiana-Santhià; la A26 tra l’allacciamento con la A10 e la bretella Predosa-Bettolle; la A6 tra Cera e Savona; la A21 tra Villanova e Voghera; la A32 tra Rivoli e Bardonecchia; l’A/23 tra Carnia e il confine di Stato; l’A22 del Brennero. Per fronteggiare l’emergenza neve la Polizia stradale ha messo in campo 310 pattuglie. In Liguria disagi sono stati creati dai mezzi pesanti. Tra Genova nervi e Genova Ovest, hanno denunciato alcuni automobilisti, ci sono volute tre ore per percorrere 13 chilometri per la presenza di mezzi pesanti che non hanno osservato il fermo ed hanno ostacolato il transito dei mezzi antineve. Centinaia di tir in arrivo dalla Francia sono stati inoltre bloccati dalla polizia stradale a Ventimiglia.
La Confederazione italiana agricoltori (Cia) conta i danni: molti campi devono essere riseminati, decine di aziende denunciano il danneggiamento di serre. Pesanti le conseguenze per le colture orticole. “L’ondata di maltempo” si legge in una nota della Cia “ha avuto effetti pesantissimi anche per l’agricoltura che è praticamente in ginocchio. Sono colpite tutte le regioni, dal Nord al Centro, dal Sud alle Isole. Campagne allagate, gravi conseguenze per le aziende, in diversi casi anche isolate, smottamenti e frane. I danni ammonterebbero già a decine dimilioni di euro”.
disagi e allagamenti in molte cittÃ

Particolarmente difficile la situazione nel Lazio dove piogge torrenziali e violenti temporali, anche con grandine, si sono abbattuti per tutta la notte sulla regione e su Roma, dove numerose sono state le chiamate ai centralini dei Vigili del fuoco. Nella capitale, secondo quanto riferito dalla polizia municipale, vi sono allagamenti dappertutto, compreso il centro storico, con diversi sottopassi bloccati dall’acqua.
I vigili del fuoco hanno recuperato il cadavere di una donna, rimasta intrappolata in un’automobile sommersa dall’acqua, in un sottopasso a Monterotondo, un centro
vicino Roma.
In prefettura è in corso un vertice per fare il punto della situazione mentre il sindaco Alemanno ha invitato i romani a non prendere l’auto e ha chiesto alla regione Lazio di proclamare lo stato di calamità.
Allagamenti di notevoli dimensioni per la pioggia che da ore cade ininterrottamente sulla Capitale, si sono verificati in diverse zone della città: sulla via Cristoforo Colombo, sulla Prenestina, Collatina Longoni, sulla tangenziale all’altezza della Salaria e Tor di Quinto.
Due smottamenti interessano la Collatina ed una corsia laterale della Cristoforo Colombo all’altezza di Mezzocamino. Secondo quanto riferito dalla sala operativa dei vigili urbani, sono 700 gli agenti impegnati con 300 macchine sul territorio. Centinaia le telefonate che si sono susseguite per tutta la notte con richiesta di intervento ai Vigili del fuoco.
Una situazione particolarmente critica viene registrata in tutta Roma Nord con le consolari Aurelia, Salaria e Cassia oggetto di forti allagamenti. In azione anche i sommozzatori dei vigili del fuoco dopo una segnalazione ricevuta da Monterotondo, dove in via Monte San’Ilario una vettura sarebbe sommersa dall’acqua sotto un cavalcavia. Si sta verificando se qualcuno si trova all’interno dell’auto.

Il VIDEO servizio:

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Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
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