
Un intervento aereo anti incendio | (Ansa)
Sono quasi 30 mila i forestali in Sicilia che si occupano della manutenzione dei boschi e dello spegnimento degli incendi. Sono assunti per un periodo ben preciso: 78, 101, 151 giorni l’anno.
Per i loro stipendi la regione sborsa 170 milioni di euro. Finito il turno di lavoro gli operai rimangono disoccupati, tanto che a fine anno intascano una indennità di disoccupazione.
Ma come documenta Panorama nel numero in edicola da venerdì 11, la maggior parte di loro ha un doppio lavoro. In nero. Continua
Nonostante le critiche piovutegli addosso il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non abbandona il suo pragmatismo e davanti a una crisi economica che porta con sè, inevitabilmente, dei licenziamenti, torna a lanciare un appello all’ottimismo.
Certo, la congiuntura economica non promette bene. E l’occupazione ne risente. E allora, osserva il premier: “Spero comunque che si faccia di tutto affinché non si lasci nessuno a casa. Anche gli imprenditori si devono inventare qualcosa”, sottolineando che “deve lavorare di più chi ha la possibilità di farlo. Auspico che chi è stato licenziato si trovi qualcosa fare, io non starei con le mani in mano…”.
Silvio Berlusconi ribadisce che un presidente del Consiglio in Italia non ha assolutamente poteri se non quello di “convincere e di trattare con gli alleati”. “Poteri non ne ho, devo trovare l’accordo con tutti”, osserva il presidente del Consiglio spiegando che è necessario trovare una intesa “con il Capo dello Stato” e con le altre forze della maggioranza per poter governare. Il premier, quindi, rigetta le tesi anche chi - il riferimento è a Gianfranco Fini - ha parlato di pensiero unico. “Non c’è nessun pensiero unico”, dice il presidente del Consiglio che domani incontrerà a pranzo del presidente della Camera. Berlusconi ribadisce di trovare sui mezzi di informazione accuse assurde, come quella di cesarismo. “Il mio architetto - questo l’esempio che fa il premier - ha trovato delle statue che non erano esposte da 30 anni e ha deciso di utilizzarle. Altro che vezzi napoleonici…”.
Domani il capo del governo inaugura il termovalorizzatore di Acerra: un impianto che contribuirà a contrastare l’emergenza rifiuti nella Regione. Ma Berlusconi è già arrivato in Campania: le misure per l’occupazione sono state uno dei temi sul tavolo durante un incontro in prefettura. E la Cgil Campania: “valuta positivamente gli impegni assunti dal presidente del Consiglio in relazione all’aumento della indennità di cassa integrazione ordinaria dal 60 per cento in poi e l’aumento delle ore da 52 a 104″.
La proposta, giunta da ultimo dalla cancelliere tedesco Angela Merkel, di rispondere alla crisi economica ed occupazionale con l’adozione della settimana corta non convince il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il premier ha infatti detto di “non essere d’accordo. Per la crisi” ha concluso “ci sono tante ricette, ma nessuno ha una cura”.

Sei immigrato e disoccupato? Ti pago se te ne vai.
L’idea è venuta all’assessore al sociale di Spresiano, in provincia di Treviso: un bonus di 2.000 euro agli stranieri rimasti senza lavoro, disposti a lasciare il paese anziché “pesare” sulle casse comunali. Una “proposta-provocazione”, dice Manola Spolverato, membro della giunta leghista del paese trevigiano, per far fronte al bilancio sempre più risicato del Comune e alla crisi economica.
“Siamo disposti a dare 2.000 euro a famiglia purché vadano ad abitare altrove: ci costa meno che garantire i contributi alle famiglie in difficoltà ” spiega l’assessore sulla stampa locale. “Non è possibile che il Comune si trovi costretto a mantenere a proprie spese gli immigrati che, pur avendo perso il posto di lavoro, continuano ad avere il permesso di soggiorno valido”.
Secondo l’assessore leghista, infatti, ridurre i flussi in entrata può far diminuire la fetta di disoccupati, ma é necessario aumentare anche i flussi in uscita per famiglie senza reddito costrette a vivere di stenti. La proposta arriva dopo l’altra iniziativa dell’amministrazione di Spresiano, che qualche settimana fa aveva annunciato l’erogazione di contributi comunali riservati alle famiglie in cui entrambi i coniugi parlano italiano.
Plaude all’idea Gianantonio Da Re, consigliere regionale e segretario provinciale trevigiano del Carroccio. Che rilancia: “Chiederò di estendere l’iniziativa dell’amministrazione di Spresiano a tutti i comuni trevigiani amministrati dal Carroccio”. “Chi rimane senza una occupazione rappresenta solamente un costo per la nostra società ” afferma l’esponente della Lega. “Il problema della disoccupazione toccherà un numero sempre maggiore di cittadini con l’avanzare della crisi nei prossimi tempi”. Per Da Re, quindi: “È doveroso che le amministrazioni comunali aiutino dapprima la propria gente, quella che da anni vive sul territorio”.
Daccordo con l’iniziativa di Spresiano si dice anche un altro leghista: il vice presidente della giunta regionale, Franco Manzato (Lega) secondo il quale “il Veneto è al collasso, non ce la fa più a sopportare il peso sociale di centinaia di migliaia di immigrati disoccupati”. D’altronde, precisa Manzato, che ciò che il Conmune di Spresiano vorrebbe fare “è pienamente nei poteri del sindaco”, alla luce della norma comunitaria - cui ha fatto riferimento per esempio il sindaco di Cittadella (PD) - che prevede “la libera circolazione nel territorio solo per chi ha un reddito di almeno 5000 euro e non grava sulla spesa sociale”.
Per parlare invece del collasso citato da Manzato, sono due anni consecutivi che il Nord Est vive in stagnazione: alla “locomoiva” d’Italia non era mai successo. Secondo l’osservatorio Veneto lavoro, nella regione una crisi economica così grave si era registrata solo nel 1975 e nel 2002, anni a cui però seguirono immediate riscosse, mentre ora si prevede, dopo un 2008 nero, un altro anno difficile. Gli occupati in Veneto nel 2007 erano 2,1 milioni, di cui 182 mila stranieri in regola, con un tasso di disoccupazione ufficiale pari al 3,3 per cento. Nei primi otto mesi del 2008 le assunzioni sono scese di più del 10 per cento (-22 mila, di cui 14 mila solo nel comparto manifatturiero, in particolare nel tessile, meccanico ed edile); le ore di cassa integrazione sono aumentate del 45 per cento (in Emilia-Romagna del 33, in Lombardia del 17 per cento; in Piemonte sono diminuite dell’8 per cento).
Allo scenario conviene aggiungere un altro dato: in Veneto da gennaio a ottobre di quest’anno sono entrate in mobilità con sussidio 3.507 persone (573 stranieri) e 8.850 senza sussidio (1.939 stranieri).
La situazione è buia pure per i lavoratori interinali che da aprile ad agosto, rispetto allo stesso periodo del 2007, sono diminuiti di 6.700 unità . Ma i meno protetti dagli ammortizzatori sociali sono i 134 mila lavoratori parasubordinati, gli ex co.co.co.: tra loro 50 mila non hanno altre fonti di reddito.

Notte di guerriglia urbana a Palermo. Una cinquantina di disoccupati ex detenuti ha tenuto sotto scacco il centro della città . Il gruppo ha tentato di occupare l’assessorato regionale alla Famiglia di Palermo. Non riuscendovi grazie all’intervento di carabinieri e polizia, i manifestanti hanno realizzato un blocco stradale con i cassonetti, incendiandone alcuni. Paura tra gli abitanti della zona. Fermate 18 persone.
Tutto è iniziato 20 minuti dopo la mezzanotte, quando circa trenta ex detenuti si erano assembrati nell’atrio della sede dell’assessorato, rivendicando garanzie occupazionali e minacciando di creare gravi disordini qualora non avessero avuto risposte immediate. Hanno così effettuato un blocco della circolazione stradale posizionando sette cassonetti della nettezza urbana al centro della strada, incendiandoli e ribaltandoli poco dopo. All’arrivo delle numerose pattuglie della Polizia di Stato, circa venti manifestanti hanno oltrepassato il cancello dell’assessorato che era aperto.
Mentre i vigili del fuoco spegnevano le fiamme, il funzionario di polizia preposto al servizio, ha dato ordine di sciogliere l’assembramento, ma senza alcun risultato. Si è così proceduto allo sgombero. La protesta si è conclusa con l’accompagnamento di 18 dei manifestanti presso il commissariato San Lorenzo, dove sono stati identificati e denunciati in stato di libertà per i reati di incendio doloso in concorso, riunione pubblica e assembramento non autorizzato in luogo pubblico, blocco stradale.
Ognuno di loro dovrà anche pagare una sanzione di 2.500 euro. Uno dei manifestanti è stato deferito all’autorità giudiziaria anche per porto abusivo di arma da taglio.