
Un fumatore al volante
Dopo ospedali, scuole, autobus, cinema, teatri, discoteche e ristoranti, fra poco sulle spalle dei fumatori potrebbe abbattersi un altro divieto: fumare mentre si è al volante. L’idea è venuta al senatore leghista Piergiorgio Stiffoni, che l’ha così giustificata: “La sigaretta riduce il livello di attenzione. E al volante questo può uccidere”.
Continua
- Tags: auto, autovelox, Camera, codice, comuni, divieto, legge, moto, multe, Senato, sicurezza, strada
-

MULTIMEDIA: Giro di vite sulla sicurezza stradale
Inserite fra le pieghe del pacchetto sicurezza, le nuove norme del Codice della strada rischiano di fare una vittima illustre: i comuni. Entrato in vigore l’8 agosto, il decreto dovrebbe diventare legge a settembre, quando il Senato potrebbe licenziare il testo già approvato alla Camera.
Le novità sono tante, ma a preoccupare gran parte dei sindaci è la norma taglia-autovelox. Secondo il nuovo codice, ora le amministrazioni comunali devono riversare i proventi delle multe ad Anas e province. Che a loro volta sono obbligate a spenderli per garantire una migliore sicurezza stradale.
Fine degli affari d’oro, dunque: i comuni, con i proventi, hanno finora risanato i bilanci invece di reinvestire appunto in sicurezza.
Eclatante il caso di Offida (Ascoli Piceno): installato un autovelox, ha iscritto a bilancio preventivo 183 mila euro. Ma la pacchia rischia di finire per tutti: nel 2007 (ultimo dato disponibile) gli accertamenti hanno raggiunto la cifra record di 1 miliardo 643 milioni di euro. Non è però detta l’ultima parola.
I primi cittadini puntano a modificare il decreto e sono pronti a fare lobby attraverso l’Anci, l’associazione che li raccoglie, e i parlamentari-sindaci, una trentina. Puntano a raggiungere almeno il 50-50, cioè a far restare metà dei proventi ai comuni.
E poi perché prendersi gli improperi dei cittadini quando l’incasso finisce ad altri? La minaccia, per ora velata, è quella di rimuovere gli autovelox comunali. La pacchia, a quel punto, sarebbe tutta degli automobilisti indisciplinati o incoscienti.
La GALLERY: le principali novità del nuovo codice della strada
- Divieto assoluto di assumere alcol per neopatentati e autisti di professione
- Insegnamento obbligatorio dell’educazione stradale nelle scuole
- Foglio rosa a 17 anni
- Introduzione del narco-test sulle strade
- Limite di velocità a 150 Km/h su alcuni tratti autostradali
- Divieto per gli enti locali di far uso di autovelox se non di loro proprietÃ
Queste le principali novità del codice approvato e licenziato dalla commissione Trasporti della Camera in materia di sicurezza in strada.
Il testo, approvato in sede legislativa, passerà ora direttamente al Senato e per poter entrare in vigore entro la fine del mese, cioè prima del grande esodo estivo, anche a Palazzo Madama verrà esaminato ed emanato tramite il lavoro della Commissione Trasporti.
La GALLERY: le principali novità del nuovo codice della strada
- Tags: alcool, consumo, contrari, dibattito, divieto, favorevoli, giovani, Milano, sballo, under-16, vendita
-
Le altre cittÃ
L’ordinanza della giunta morattiana che vieta il consumo di alcolici ai giovani sotto i 16 anni di età (pena una multa fino a 450 euro da far pagare ai genitori) ha causato una reazione a catena anche in altre città italiane, che hanno subito preso posizione nei confronti del divieto anti-alcool. Ecco la mappa dei favorevoli e dei contrari.
I favorevoli
- Pavia - Potrebbe arrivare già da domani il divieto per l’alcool agli under16. Lo anticipa il sindaco della città , Alessandro Cattaneo, che domani assieme alla giunta deciderà se adottare l’ordinanza: “In linea di principio sono favorevole al provvedimento. Bere alcol sotto i 16 anni non è educativo”.
- Bergamo - Nell’altro centro milanese occorrerà invece aspettare la prossima settimana per sapere come la giunta si orienterà . Il sindaco Franco Trentorio però si è mostrato interessato: “Effettueremo un censimento delle normative in vigore negli altri Comuni e dei loro effetti per vedere se e come possano essere importabili anche nella nostra città ”.
- Ravenna - Fabrizio Matteucci, sindaco della città , si dà 40 giorni di tempo per valutare gli effetti del provvedimento milanese. Ma non esclude di adottarlo. Prima, però, chiederà un parere anche alle Politiche Giovanili e ai presidi delle scuole.
- Ancona - Anche il capoluogo marchigiano affronterà l’argomento questo martedì, in giunta. Nonostante i dubbi del sindaco, per il quale “un’azione formativa e informativa per dissuadere i minori dall’abusare di alcol, già sarebbe un grosso deterrente”.
I contrari
- Salemi (TP) - Il sindaco Sgarbi lancia la sua consueta provocazione: “Salemi, quale città del vino, si candida a diventare la città della libertà assoluta di bere. Faccio un appello: vengano tutti i giovani a Salemi dove si puà bere liberamente”.
- Roma - Dare la colpa ai minori non piace a Gianni Alemanno: “A me sembra meglio il protocollo che abbiamo firmato noi perché non introduce un divieto. Noi abbiamo preferito fare una cosa concordata”.
Quelli che “la nostra è meglio”
- Monza - Tutto fumo, niente arrosto. È più o meno questa l’opinione del sindaco, Marco Mariani: “La nostra ordinanza, rispetto alla versione milanese, è differente e più incisiva; un provvedimento educativo fatto per dare un segnale forte e preciso soprattutto alle famiglie, non per sollevare polveroni mediatici. Noi abbiamo deciso di intervenire sui proprietari dei locali e delle rivendite confidando nella loro sensibilità civica”.
- Caltagirone - “Il provvedimento per il divieto della vendita di alcolici ai minori di 16 anni l’abbiamo varato noi, prima del Comune di Milano, e con la nostra ordinanza, in vigore da oggi, non si multeranno i ragazzi, ma solo gli esercenti che non rispetteranno la norma”. Vietare l’alcool ai giovani è giusto, ma loro sono arrivati primi: il sindaco Pignataro tiene a specificarlo.
Dietrofront di Trenitalia sul divieto di portare i cani di peso superiore ai 6 chili sui treni. L’ordinanza, che sarebbe dovuta entrare in vigore domani, è stata sospesa stamattina. I padroni, quindi, potranno continuare a viaggiare con i loro amici a quattrozampe come prevede la legge vigente, con guinzaglio e museruola, senza il rischio di pagare una multa da 100 euro. Lo ha comunicato oggi il sottosegratario al ministero del Welfare, Francesca Martini. “Oggi abbiamo avuto un incontro con l’amministratore delegato Trenitalia, Vincenzo Soprano, con il quale abbiamo deciso la sospensione dell’ordine di servizio, che vietava la presenza di cani superiori a sei chili sui treni italiani e li obbligava a stare all’interno di trasportini”.
Trenitalia aveva preso questo provvedimento la scorsa settimana per dare una risposta al problema delle pulci e delle zecche nei vagoni dei treni, tornato alla ribalta dopo l’ultimo caso, segnalato il 17 settembre da una viaggiatrice. Iniziative indispensabili, secondo la compagnia ferroviaria, che ogni anno spende in media 200 milioni di euro per la disinfestazione dei vagoni passeggeri e che riceve numerosi reclami dai clienti sulla presenza dei cani nei treni.
“Esprimo enorme soddisfazione per questa decisione di Trenitalia” ha aggiunto il sottosegretario “e ringrazio loro per la collaborazione che ci vede nell’obiettivo comune di tutelare il diritto dei tanti viaggiatori possessori di cani, di viaggiare con il proprio animale e allo stesso tempo di tutelare tutti gli altri viaggiatori, la loro sicurezza l’igiene, la qualità e la salubrità dei vagoni”.
A spiegare meglio i termini della questione, ci pensa però l’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti: “Non abbiamo ritirato l’ordine di servizio, ma abbiamo aderito alla richiesta del sottosegretario di sospendere per 15 giorni il provvedimento per cercare una soluzione”. Quindi, per il momento l’ordine di servizio, che sarebbe dovuto scattare da mercoledì 1 ottobre, è sospeso. “Abbiamo due ordini di problemi” ha spiegato Moretti “siamo sommersi da lettere di protesta dei passeggeri per la presenza di razze pericolose di cani sui treni, tipo rottweiler, pitbull e simili. Non possiamo far entrare queste razze, bandite in tutta Europa, in spazi ristretti dove sono presenti bambini e anziani. La gente ha paura di questi animali che superano i 60 chilogrammi di peso e sono classificati tra le razze aggressive e pericolose”.
Il secondo problema, ha proseguito Moretti, riguarda lo stato di igiene dei cani e la tutela dei passeggeri, che “hanno il diritto di sedersi al loro posto senza che questo sia stato occupato poco prima da un animale, magari provvisto di certificato che attesti che non sia portatore di parassiti”. “Stiamo ragionando su questo e non so a che soluzione arriveremo”, ha aggiunto l’amministratore delegato.
In Italia 44 milioni di italiani posseggono un animale domestico. I cani che vivono nelle case sono 6,9 milioni.
Partecipa al FORUM
Il VIDEO servizio:
Il problema delle pulci e delle zecche nei vagoni dei treni è tornato alla ribalta alle soglie dell’autunno. L’ultimo caso, segnalato il 17 settembre da una viaggiatrice.
Trenitalia è corsa subito ai ripari con un divieto di emergenza: niente cani sui treni di taglia medio grande a partire dal primo ottobre. Il limite è il peso dell’animale, che non deve superare i sei chili. Per gli altri sarà necessaria la gabbia e un certificato veterinario. Uniche eccezioni ammesse per i cani che accompagnano i non vedenti. La sanzione per i trasgressori è di 100 euro. “Queste iniziative” spiegano a Trenitalia “si sono rese indispensabili: il nostro impegno, anche economico, sino ad ora non ha prodotto i risultati attesi. Basti pensare che le Ferrovie dello Stato spendono ogni anno in pulizie quasi 200 milioni di euro ed effettuano cicli di disinfestazione sui treni del tutto analoghi a quelli operati da altre compagnie ferroviarie europee”.
Inoltre, c’è da tenere in considerazione i “tanti reclami pervenuti negli ultimi mesi”, aggiungono a Trenitalia, che contestavano la presenza sui convogli dei cani di grossa taglia.
Dura la reazione di molte associazioni di animalisti e dei medici veterinari. “Questo provvedimento non serve a nulla” ha commentato Carlo Scotti a Panorama.it, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) “perché i veicoli di zecche e pulci possono essere molti altri. Oggi poi un cane di proprietà è nella maggior parte dei casi curato e sicuro”.
Secondo i veterinari il provvedimento delle Fs è di “sola facciata”e “va a ostacolare i padroni dei cani in viaggio. Non ci lamentiamo poi, come si fa ogni estate, dell’aumento del randagismo”, conclude polemico Scotti.
Partecipa al FORUM