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Era stato annunciato dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, e da oggi, con l’approvazione in Consiglio dei ministri, prende concretezza: torna a valere il 7 in condotta (fino a ieri una macchia sul curriculum e niente di più, da oggi un elemento sufficiente a meritarsi una sonora bocciatura). E tornano pure gli esami di riparazione e, da settembre, le divise scolastiche.
Nel ddl “Disposizioni in materia di istruzione, università e ricerca”, approvato oggi in Cdm, ricompare infatti la valutazione del comportamento degli studenti che “potrà determinare se insufficiente, a differenza di quanto accadeva fino ad ora, la non ammissione al successivo anno di corso”.
Inoltre, ai fini dell’ammissione all’esame di Stato, è prevista la riduzione fino a un massimo di 5 punti del credito scolastico. Il provvedimento riguarda tutti gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. “Il comportamento” spiega il ministro Gelmini “deve concorrere alla valutazione complessiva dello studente. Valutare il comportamento significa rafforzare nella comunità scolastica l’importanza del rispetto delle regole e, dunque, la capacità dello studente, citadino di domani, di saper stare con gli altri, di esercitare correttamente i propri diritti, di adempiere ai propri doveri e di rispettare le regole poste a fondamento della comunità di cui fa parte”.
Inoltre, dal prossimo anno scolastico - nel primo e nel secondo ciclo di istruzione - sarà introdotta la disciplina “Cittadinanza e Costituzione”. Verrà chiamata la nuova materia che dal prossimo anno gli studenti delle scuole secondarie troveranno accanto a quelle “classiche”. In realtà , al di là della denominazione, non è altro che la “vecchia” educazione civica. L’insegnamento avrà un voto finale come le altre, e occuperà 33 ore annuali di lezione. “Non è casuale” ha sottolineato il ministro Gelmini “che l’introduzione della valutazione del comportamento si affianchi all’introduzione della disciplina “Cittadinanza e Costituzione” in quanto la diffusione della cultura della cittadinanza e della conoscenza delle Istituzioni tra i giovani deve essere inserita a pieno titolo nel piano dell’offerta formativa”.
A margine del Cdm, la Gelmini ha firmato la Circolare applicativa del provvedimento, che prevede l’obbligo per le scuole di modificare i regolamenti interni. Le sanzioni di allontanamento superiore ai 15 giorni, con esclusione dallo scrutinio o dall’esame, da scegliere proporzionalmente all’infrazione commessa (violenza privata, minaccia, ingiurie, percosse, reati di natura sessuale, incendio o allagamento); chiarimenti per un funzionamento snello ed efficace dell’impugnazione dei provvedimenti disciplinari. Tra le altre novità , la Carta dello studente “Io studio”, che fornisce agevolazioni utili per i giovani, dall’accesso gratuito alle aree aercheologiche agli sconti per i trasporti pubblici, dai biglietti ridotti per cinema e teatro agli sconti sui libri. Dal prossimo anno scolastico saranno distribuite due milioni e mezzo di carte a tutti gli studenti delle scuole secondarie superiori.
Quanto alla questione delle divise (approvate dalla maggioranza degli italiani), “la competenza è delle autonomie scolastiche, ma sappiamo che molti dirigenti stanno pensando alla introduzione della divisa che è un elemento di ordine ma anche di uguaglianza tra i ragazzi”. Divisa che non sarà il vecchio “grembiulino”, ma un vestito “fashion”: “Vi è una disponibilità di alcune case di moda a cimentarsi con la divisa”, spiega il ministro Gelmini, “ma la cosa più importante è semplificare la vita alle mamme: la divisa è un elemento di ordine e di decoro, e aumenta e rafforzare il senso di appartenenza alle singole scuole”.
Il VIDEO servizio:
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L’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri ha scatenato la reazione violenta di facinorosi e teppisti, la degenerazione dei movimenti del tifosi del calcio italiano.
Secondo le ultime informazioni dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Viminale e stando alla cronaca (più nera che sportiva) degli ultimi anni, sono ormai pochissime, in serie A e soprattutto nei campionati minori, le squadre che possono vantare spalti immacolati, dove il tifo è tifo e basta.
“Noi siamo ultrà . Non siamo gente come gli altri. Non amiamo mescolarci con le masse, non vogliamo uniformarci”, dicono, presentandosi quelli di Vivereultras. “Siamo pronti a subire torti, oppressioni e sguardi malevoli. Non tradiremo mai ciò in cui crediamo, e continueremo a seguire la nostra linea per sempre”.
Quasi un mondo a parte, insomma, quello ultrà , costruito intorno a poche parole d’ordine: onore, fede, tradizione e lotta. E proprio per portare avanti la lotta, da qualche anno sono spuntati anche i coltelli tra le curve più esagitate: in quella della Roma c’è un gruppo che si chiama Bisl, che significa “basta infami solo lame”. Dove gli infami, manco a dirlo, sono poliziotti e carabinieri. Anche se la maggior parte dei tifosi che allo stadio vanno per fare a botte e non per vedere la partita, preferisce usare le mani. E le cinture, come “insegna” il video di “Cinghiamattanza” (rimosso da YouTube ma postato sul sito di La Destra.info), uno degli ultimi successi degli Zetazeroalfa, un gruppo musicale che chiama a raccolta i giovani e non li invita certo a una pacifica conversazione in piazza. Un must tra i gruppi più duri delle curve, che ne analizzano ogni fotogramma nei forum su internet.
E allora chi sono questi giovani che rinunciano anche alla sciarpa con i colori della squadra del cuore e si vestono in modo anonimo per non essere riconoscibili, per colpire nascosti dietro caschi, sciarpe e passamontagna scuri (come insegna la bibbia degli hooligan inglesi Fedeli alla tribù, di John King, romanzo sugli Headhunters del Chelsea)?
L’identikit dei violenti è uguale in tutta Italia: dai 15 ai 20 anni, agiscono spesso sotto l’effetto di droghe e nello scontro con lo “sbirro” si muovono a gruppi. Gruppi politicizzati, la grande maggioranza di estrema destra (come “Tradizione e distinzione”, gruppo della curva romanista che ha legami con Base Autonoma, così come la “Banda de noantri” della Lazio), con l’eccezione di quelli legati alle squadre del Perugia, del Livorno e della Ternana.
Ma la mappa dei duri delle curve tocca tutta Italia: i Cani Sciolti della Sampdoria e i Mods di Bologna, i Drunks del Catania (quella etnea è ritenuta tra le tifoserie più “cattive”, come già dimostrato il 2 febbraio scorso durante gli scontri in cui fu ucciso Filippo Raciti) gli Irriducibili laziali e quelli interisti, i Korps viola, i Drughi della Juve, i Mastiff a Napoli, le Brigate Gialloblu veronesi. All’estrema sinistra ci sono gli Ingrifati e l’Armata Rossa di Perugia, che non si muovono senza la bandiera di Che Guevara; i compagni Livornesi e i Balordi, invece, salutano a pugno chiuso e inneggiano a Stalin e Lenin.
A tenere insieme molti di questi gruppi, dice un’informativa dei servizi segreti del 2006, è un “clima di violenza e ostilità nei confronti delle forze dell’ordine”. I “tentativi di strumentalizzazione ideologica, soprattutto da parte della destra radicale” si ripetono e “in alcune realtà come quella capitolina, la compenetrazione tra tifo ultrà di sponde opposte e oltranzismo politico ha evidenziato profili di indubbia insidiosità , correlati anche alla contiguità con ambienti della delinquenza comune, nonché all’emergere di nuove aggregazioni caratterizzate da una spiccata propensione alla violenza”.
Poi vi sono i gruppi border line di piccoli delinquenti - quelli che gli investigatori definiscono nelle indagini “gruppi disaggregati legati alla malavita” - e gli organici alla camorra e la ‘Ndrangheta. Una problematica legata soprattutto alle tifoserie del sud. Nel 2006, la questura di Napoli ha controllato, grazie ai biglietti nominativi, le fedine penali dei “curvaioli” e ha scoperto che su 12 mila persone, 1.200 erano pregiudicati. Numeri che spiegano l’odio per le divise, soprattutto quando cercano di impedire l’ingresso senza biglietto a torme di esagitati.

Ma non c’è domenica che gli ultrà non inneggino ai compagni in prigione o a quelli colpiti dal “daspo” (il divieto firmato dal questore di entrare allo stadio). Un tentativo di far rispettare le regole che ha reso ancora più aggressivi gli amici dei teppisti allontanati dalle partite. Basta fare un giro sul sito degli Irriducibili della Lazio per averne la prova: la home si apre con l’omaggio sonoro a quattro “camerati” in prigione accusati di diversi reati. Una canzone ska dalla chiusa esemplare: “Ma voglio dirvi solo una cosa (ai poliziotti, ndr), contro di voi nessuna resa”.
Alcuni VIDEO sugli Irriducibili della Lazio:
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