

Fu una corsa in tribunale per lasciarsi. L’avvocato Cesare Rimini ricorda così la stagione dei primi divorzi, quando la legge Fortuna-Baslini il 9 ottobre 1970 passò al Senato, per entrare poi in vigore il 1º dicembre. Continua

Papà scippati è il titolo di copertina del numero 40 di Panorama
Sono una mamma separata con due figli uno di 17 anni e l’altro di 11, scrivo perché dopo aver udito sia in TV e aver letto varie riviste tra cui anche Panorama del 30/09/2010 , mi sento indignata perché con queste associazione di padri separati si sta facendo “di tutta l’erba un fascio, e questo non lo trovo giusto… Continua

Papà scippati è il titolo di copertina del numero 40 di Panorama
«Gentile redazione,
sono la moglie separata del signor Mirko Fusaroli di cui avete pubblicato una lettera firmata sul vostro giornale n. 40 del 30 settembre 2010 che riguardava i padri scippati.
Come spesso succede vi siete comportati da “giornalisti”, e lo dico proprio in modo ironico». L’inchiesta sui padri separati pubblicata sul numero 40 di Panorama ha provocato molte reazioni. Ecco le lettere che abbiamo ricevuto. Continua

Coppia di sposi in piazza San Pietro a Roma in una foto di archivio
Va a finire che il trasgressivo è quello che si sposa. Se lo fa in chiesa poi, e magari rimane fedele per più di qualche anno, diventa persino un caso. Una storia di cui parlare al cinema. Come nell’ultimo film di Federico Moccia, Scusa ma ti voglio sposare, dove Raoul Bova interpreta Alex, un pubblicitario che alla soglia dei 40 anni decide che è ora di mettere la testa a posto e sposare la fidanzatina ventenne Niki, interpretata da Michela Quattrociocche. Continua
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Il presidente del Consiglio, Sivio Berlsuconi | AP Photo/Gregorio Borgia
Povero Silvio? Stavolta non è il tormentone di Antonio Cornacchione, ma un’ipotesi, almeno secondo alcuni, neppure troppo remota. E non ci si riferisce (solo) al continuo logoramento a cui il premier si sente sottoposto: i quotidiani distinguo di Gianfranco Fini o gli attacchi di alcuni pm (a entrambe, il premier, durante l’ufficio di presidenza del Pdl di giovedì 26 ha risposto con fermezza: “Sul processo breve si ava avanti” e “Il partito decide su tutto a maggioranza, chi non si adegua è fuori“). Continua
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Poche righe, ci stanno tutte in una pagina. La prima, per la precisione, del Corriere della Sera. In alto, a destra: nella “spalla”, per dirla in gergo.
Poche righe, quelle di Veronica Lario, moglie del premier Silvio Berlusconi, in queste settimane al centro delle polemiche per il caso Noemi. Torna a parlare, la signora, del suo matrimonio, del rapporto con il Cavaliere e della sofferenza che ne è scaturita.
Lo fa inviando una brevissima dichiarazione al Corriere: “In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale”.
Poi in quella manciata di parole, incisive e graffianti, fatte pervenire al quotidiano di via Solferino, Veronica rivendica il proprio stare in disparte e il diritto alla verità : “Certo è” aggiunge “che la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui”.
“Certo è” conclude la moglie del premier “che l’ho sempre amato e ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia”.

In una campagna elettorale che sarà ricordata perché pubblico e privato si mescolano nello scontro politico, entrano ora anche i figli del presidente del Consiglio, sia Pier Silvio e Marina, avuti dal primo matrimonio, sia l’ultimogenito Luigi, nato dalla relazione con Veronica Lario. “Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?”, è la provocazione lanciata ad Albenga dal segretario del Pd Dario Franceschini che scatena la reazione indignata di tre dei figli del capo del governo che, con orgoglio, difendono il padre e l’educazione ricevuta. Rabbia che porta il leader Pd alle scuse e alla precisazione di non aver espresso giudizi sulla “famiglia” ma sull’”uomo pubblico”.
A dieci giorni dal voto, Franceschini non commenta le critiche al premier dei giornali stranieri, dopo aver deciso di tener fuori dal Parlamento il caso Noemi. Ma nelle piazze il leader Pd picchia duro: “Fareste educare i vostri figli a un uomo come Silvio Berlusconi? E’ un uomo di successo, ricco e potente, ma un uomo che guida un Paese deve saper trasmettere valori forti e chiari”, è l’uscita del segretario democratico che, spiegheranno prima della bufera nel suo entourage, non è dal sen fuggita. Troppo per i figli di Berlusconi, in genere poco inclini a prendere posizioni pubbliche sull’attività politica del premier. Ma pronti a difendere Berlusconi come padre e l’educazione ricevuta.
“Ma come si permette?”, si inalbera il primogenito Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset, per il quale “i valori di Berlusconi sono i miei: amore per il lavoro, generosità , tenacia e quel rispetto per gli altri che Franceschini dimostra di non conoscere”. Una reazione che porta subito il leader del Pd a precisare: “Non ho mai espresso, né mai lo farò, alcun giudizio su Pier Silvio e la sua famiglia. Ho parlato di valori che un uomo pubblico deve trasmettere al paese”.
Una rettifica con tanto di scuse personali che non frena la rabbia della secondogenita Marina e, contemporaneamente, del figlio più piccolo Luigi. La presidente di Fininvest chiede a Franceschini di “vergognarsi”: “Chi gli dà il diritto di giudicare Berlusconi come padre? Con le sue parole offende anche me come figlia. Una figlia profondamente orgogliosa del padre”. Orgoglioso “dell’educazione e dei valori trasmessi dalla famiglia” anche Luigi Berlusconi che si chiede “come la politica si permetta di giudicare Berlusconi come padre” aggiungendo che “i due piani non dovrebbero mai essere sovrapposti”.
All’indignazione dei figli del presidente del Consiglio si associa la levata di scudi del centrodestra, accompagnata dalla richiesta di “scuse” al premier. Attacchi che Massimo D’Alema si incarica di respingere, esprimendo “solidarietà e apprezzamento” al leader del Pd: “La destra reagisce così per rispondere ad una campagna elettorale nella quale, in modo assai efficace, Franceschini ha ridato slancio all’azione del Pd”.

Prosegue il braccio di ferro tra Silvio Berlusconi e parte della stampa italiana.
“Invidia e odio nei confronti di un Presidente del Consiglio che ha raggiunto il massimo storico della fiducia dei cittadini: sono palesi i motivi della campagna denigratoria che La Repubblica e il suo editore stanno conducendo da giorni contro il Presidente Berlusconi”.
Ecco il duro comunicato dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi contro il quotidiano diretto da Ezio Mauro, che oggi ha rivolto al premier “le dieci domande mai poste”, tornando ancora una volta sulla storia del compleanno di Noemi Letizia. Ma intanto il Pd difende a spada tratta il giornale diretto da Ezio Mauro: “Palazzo Chigi vuole abolire il diritto di critica”.
“Attacchi di così basso livello, in vista delle prossime elezioni europee e amministrative” prosegue la nota “confermano non solo l’assoluta mancanza di argomenti politici concreti di quel giornale e della sua parte politica, ma anche una strategia mediatica diffamatoria tesa a strumentalizzare vicende esclusivamente private a fini di lotta politica”.
Il quotidiano romano, per la firma di Giuseppe D’Avanzo, dedica le pagine 8 e 9 (con un richiamo di spalla in prima) per rivolgere “dieci domande mai poste al Cavaliere”. Domande riguardanti quelle che il quotidiano definisce “le incoerenze di un caso politico” a proposito del contrasto tra Veronica Lario e Berlusconi all’indomani della partecipazione del presidente del Consiglio alla festa di compleanno della giovan napoletana.
D’Avanzo evidenzia le presunte “incoerenze” della vicenda mettendo a confronto le dichiarazioni dei vari protagonisti e traendone alcune conclusioni. Al termine di questa disamina rivolge al premier “dieci domande”, a partire da quelle sulle circostanze in cui nacque e poi si sedimentò la sua amicizia prima col padre di Noemi e poi con la ragazza. Fino alla decima domanda che, viste le parole della signora Lario, chiede: “Quali sono le condizioni di salute” del premier?
A difesa di D’Avanzo, Mauro e Repubblica scende in campo allora il Pd: “Non si comprende come l’articolo di D’Avanzo, che ricostruisce esclusivamente, alla luce delle dichiarazioni del premier, della signora Lario e dei signori Letizia, una vicenda che lo stesso presidente del Consiglio ha voluto rendere pienamente pubblica, possa rappresentare una strategia mediatica diffamatoria dettata nientemeno che da invidia e odio. È molto grave che la Presidenza del consiglio dei ministri risponda con un comunicato, e di quel tenore. A meno che a Palazzo Chigi abbiano deciso di abolire il diritto di critica da parte dell’opinione pubblica”.
Parla così, a proposito del comunicato di Palazzo Chigi, la capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro. “Sarebbe stato molto meglio” aggiunge Finocchiaro “che, come accade altrove, il presidente Berlusconi rispondesse alle domande fatte da D’Avanzo. E sarebbe meglio che la si smettesse con questa storia dell’odio e dell’invidia. Io, che sono la sua avversaria politica, posso assicurare che non sono mossa da odio né, mi si perdoni la presunzione, da invidia”.
E le reazioni del quotidiano romano? Sono attese per domani, venerdì 15, quando il direttore Ezio Mauro, risponderà alla nota odierna di palazzo Chigi. Il braccio di ferro continua…