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Dolcino-Favi

Iannelli, il nuovo pg da Pisa alla procura catanzarese dei veleni

Enzo Iannelli, in una foto d'archivio, è il nuovo procuratore generale di Catanzaro, ha 63 anni ed è calabrese. Da poco meno di undici anni era alla guida della procura della Repubblica di Pisa, dopo essere stato a lungo sostituito procuratore generale presso la Corte di Cassazione a Roma e magistrato di Cassazione.
“Sono soddisfatto per la mia nomina ma lo sono ancora di più per come è avvenuta, ovvero all’unanimità”. Così ha commentato Enzo Iannelli attualmente procuratore capo a Pisa la sua nomina con procedura d’urgenza a procuratore generale di Catanzaro, dove il procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi ha deciso l’avocazione del fascicolo di De Magistris dopo l’iscrizione nel registro degi indagati del Guardasigilli Mastella . “Essere stato nominato da tutto il Consiglio superiore della magistratura mi rende orgoglioso e soprattutto è per me un supporto importantissimo per iniziare a lavorare in una procura che in questo momento è al centro del mirino”, precisa Iannelli che lascia una procura pisana dopo dieci anni.
Iannelli, come confessa lui stesso a Panorama.it, non ha mai lavorato in Calabria ma ha affrontato importanti procedimenti sulla criminalità organizzata nei venti anni in cui è stato alla procura generale della Cassazione.
Visibilmente emozionato, ricorda i casi più importanti di cui si è occupato dal 1969, anno in cui è entrato in procura. Si è occupato del maxi processo alla sacra Corona Unita e del sequestro Celadon ma anche in Cassazione del terzo troncone del processo a Enzo Tortora e del processo a carico del cardinale Marcinkus.
Nel ripercorrere il suo impegno che, ci tiene a sottolineare, “è di servitore dello Stato”, ha parlato dello scandalo Lockheed e anche degli omicidi Occorsio e Amato. Un ricordo particolare anche ad importantissimi processi come quelli per le stragi di Ustica e Bologna, l’attentato a Giovanni Paolo II. Porta la sua firma anche il sequestro delle liste degli iscritti alla P2. “Riconosco che si tratta di un incarico delicato” conclude il quasi procuratore generale di Catanzaro “ma andrò con animo sereno e con il sicuro appoggio del Csm”.

Voto di scambio e non solo: il verbale più caldo di De Magistris

Il pm Luigi De Magistris
Un verbale lungo 43 pagine destinato a far discutere. L’11 ottobre Giuseppe Tursi Prato, 53 anni, ex politico condannato per concorso in associazione mafiosa e corruzione, è stato ascoltato a Catanzaro, su sua richiesta, come “persona informata sui fatti” dal pm Luigi De Magistris. A cui ha consegnato anche un memoriale di sette pagine scritte al computer e ha parlato di agenzie di lavoro interinale, voto di scambio, Compagnia delle Opere, rapporti tra politica, imprenditori e magistratura. Il 22 ottobre avrebbe dovuto essere risentito, ma l’incontro è stato annullato dopo che il fascicolo dell’indagine “Why not” è stato tolto al pm dal procuratore generale Dolcino Favi (su cui nel 1989 il vicepremier Francesco Rutelli aveva presentato alla Camera un’interrogazione parlamentare molto dura, qui in .pdf, come ha segnalato un lettore di Panorama.it). Che cosa ha detto il testimone? Nel ricostruire la presunta rete di rapporti dell’imprenditore Antonio Saladino, il principale indagato dell’inchiesta, ha chiamato in causa numerosi politici: il presidente del consiglio Romano Prodi, il ministro della Giustizia Clemente Mastella, il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, i consiglieri regionali Pino Gentile e Franco Morelli. Per De Magistris sono accuse da verificare con attenzione, per altri le parole di un collaboratore poco affidabile (come rivela Panorama da domani in edicola).
Ma ecco che cosa ha detto Tursi Prato a De Magistris: IL VERBALE INTEGRALE DELL’INTERROGATORIO in .pdf

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De Magistris cede l’inchiesta che scotta. E il testimone non parla più

Una manifestazione a favore del pm Luigi De Magistris per cui il ministro della Giustizia Mastella ha chiesto il trasferimento dalla procura di Catanzaro
Questa mattina il fascicolo dell’inchiesta Why not sul presunto comitato d’affari di San Marino ha lasciato la stanza del pm Luigi De Magistris ed è stato trasferito in quello del procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi, che ha avocato a sé l’indagine dopo l’uscita della notizia dell’iscrizione sul registro degli indagati del ministro della Giustizia Clemente Mastella e altri politici di primo piano di diversi schieramenti. La decisione di Favi ha disorientato le migliaia di calabresi che avevano manifestato a favore di De Magistris, ma soprattutto ha spiazzato le persone che stavano collaborando all’inchiesta. Per esempio il cosiddetto nuovo super testimone.
Il sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, Luigi De Magistris

Luigi De Magistris

Oggi alle 15 avrebbe dovuto essere ascoltato da De Magistris, ma l’incontro è stato annullato. Nei giorni scorsi le sue parole erano state messe a verbale altre due volte. Ma chi è questo Mister X? Si chiama Giuseppe Tursi Prato, 54 anni, e a fine estate ha chiesto di essere ascoltato dal carcere di Vibo Valentia, dove si trova per una condanna definitiva a 6 anni per concorso esterno in associazione mafiosa (articolo 416 ter, voto di scambio) e a 3 per corruzione. Prato è un ex consigliere regionale calabrese del Partito socialdemocratico (nelle cui liste si è candidato anche alle elezioni per il Senato del 2006) ed ex presidente della Asl di Cosenza. Ad accusarlo è stato l’ex boss cosentino Francesco Pino a cui avrebbe chiesto voti per l’elezione dell’ex sindaco Giacomo Mancini.

Al pm De Magistris, Prato ha raccontato di aver assistito a una telefonata tra il principale indagato dell’inchiesta Why not, Antonio Saladino (un imprenditore vicino alla Compagnia delle opere accusato di truffa ai danni dell’Unione europea) e il futuro premier Romano Prodi, qualche mese prima delle elezioni del 2006. In questa chiamata Saladino si sarebbe offerto di raccogliere voti per l’allora candidato Prodi.
L'imprenditore coinvolto nell'inchiesta del pm catanzarese De Magistris sulla cosiddetta Loggia di San Marino
Antonio Saladino
Ovviamente, visto il curriculum del testimone, le sue parole andranno attentamente valutate. Il suo avvocato, Pasquale Latino, è demoralizzato: «Noi credevamo molto nella volontà di De Magistris di combattere il malaffare in Calabria. Per questo il mio assistito aveva chiesto di essere ascoltato. Ora sarà tutto più difficile. Anche perché chi come Prato vuole collaborare con la giustizia non saprà più a chi rivolgersi».

Intanto sul caso De Magistris si è scatenato il circo mediatico: dopo la puntata di ieri sera di Report, Porta a porta e Matrix hanno preso contatto con magistrato che, però, preferisce evitare interviste televisive. Giovedì invece la squadra di Anno zero dovrebbe scendere a Catanzaro per una puntata speciale in diretta dalla città calabrese.

LEGGI ANCHE: Lo speciale sull’inchiesta di De Magistris

Il VIDEO servizio:

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