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Il leader del Pd aprirà la puntata della trasmissione in programma venerdì. Poi in onda Berlusconi
Sarà l’intervista di Walter Veltroni ad aprire la puntata di venerdì 11 di Matrix, che per l’occasione andrà in onda in prima serata su Canale 5. Subito dopo, sarà trasmessa l’intervista al leader del Pdl, Silvio Berlusconi. È quanto ha stabilito il sorteggio, che doveva decidere l’ordine di messa in onda degli interventi dei due candidati premier nella trasmissione di Enrico Mentana. Il sorteggio è avvenuto sotto lo sguardo vigile di due notai e a telecamere accese.
L’estrazione ha deciso inoltre che sarà il candidato premier del Partito socialista, Enrico Boselli, ad aprire martedì sera la puntata dell’approfondimento della trasmissione di Enrico Mentana, seguito da Fausto Bertinotti della “Sinistra-Arcobaleno”; mentre mercoledì sera toccherà al leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, e poi alla candidata della Destra, Daniela Santanchè.
Il sorteggio chiude in sostanza la polemica aperta da una nota del Pd, con la quale il partito di Veltroni chiedeva che a Berlusconi non fossero concessi vantaggi in tv. A suscitare la presa di posizione del partito era stato il fatto che il Cavaliere avesse “annunciato sulle agenzie di stampa che aprirà la doppia intervista di Matrix in una fascia oraria di migliori ascolti, prima ancora che questa venga organizzata”.

Silvio Berlusconi vuole mettere un punto fermo nel giallo sulla cancellazione di Porta a porta. E lo fa con parole dure: “La par condicio non c’entra niente, è solo un atto violento da parte di Veltroni”. Il Cavaliere ha dovuto rinunciare oggi a partecipare alla trasmissione condotta da Bruno Vespa per la scelta di Walter Veltroni di annullare la sua prossima presenza nel “salotto” della politica in tv: “È stanco e lo capisco, ma il fatto che lui non voglia andare non significa che non possa andarci il leader dell’opposizione. Questa cosa è una violenza inaccettabile. E - aggiunge il leader del Pdl - gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole. Ecco perché bisogna andare a votare per la libertà e per il Popolo delle libertà per riportare l’Italia in Europa e in occidente e non subire il condizionamento di un partito radicato nella sinistra estrema”. Poi il lader del Pdl allarga il discorso: “Ho anche tutte le istituzioni contro: il capo dello Stato lo hanno nominato loro, così come 11 membri della Corte Costituzionale”.
“Ho visto che è ripreso l’antiberlusconismo e in un’intervista l’uomo di Veltroni, Goffedro Bettini, mi paragona a Le Pen. Grazie! Allora mi consente di dire che il Pd è l’ultima mimetizzazione dei comunisti italiani”. Così replica Berlusconi all’uscita del coordinatore del Pd prima di partecipare ad un incontro a Confartigianato. Il Cavaliere attacca poi il segretario del Pd usando l’arma dell’ironia: “A furia di andare sul pullman, con tutti quegli spifferi e quelle correnti d’aria bisogna anche capirlo, povero ragazzo… Poi è un pensionato e i pensionati devono stare attenti a quello che fanno. Non gli imprenditori, che hanno una fibra molto più forte”.
Il leader del Pdl torna ad attaccare il partito di Antonio Di Pietro. Nel corso del suo intervento alla Confartigianato sottolinea “la mostruosità del partito dei valori” facendo con la dita il gesto che indica il denaro. “Mi fa orrore - ribadisce - chi non ha rispetto per gli altri e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Io ho paura di gente così”. E, ricordando che l’Italia Dei Valori è alleata del Pd, attacca anche il partito di Veltroni: “Sono giustizialisti dalla testa ai piedi anche loro”. Poi Berlusconi accusa Veltroni e Di Pietro di percepire già una pensione e per questo di non essere in grado di tagliare i costi della politica: “Promettono di tagliare i costi della politica e poi prendono due pensioni, una da parlamentare e l’altra da magistrato. E questi dovrebbero tagliare i costi della politica? Non ho mai visto dei tacchini presentare una mozione per anticipare il Natale”.