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Legambiente: città verdi tutte (o quasi) al Centro Nord. Prima Verbania

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Bus, piste ciclabili, raccolta differenziata e Ztl fermi ai parametri dello scorso anno. L’Italia del rispetto dell’ambiente e della qualità della vita cittadina si è bloccata. E stenta a ripartire. Almeno secondo i dati della XVI edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto annuale (qui i documenti) di Legambiente, Sole 24 Ore e Ambiente Italia, che denuncia nel 2009 una brusca battuta d’arresto nelle politiche per la sostenibilità urbana. Continua

Città verdi: Belluno sempre al top. Sud sempre in panne

Cortina, in provincia di Belluno

Il Nord Italia più virtuoso del Sud, anche nel “verde”. Una storia già vista in altre classifiche, come quelle sulla ricchezza, sulla qualità della vita, sulla produttività e sul rendimento scolastico, come ha riportato la scorsa estate il ministro dell’Istruzione Gelmini. Sono queste alcune conclusioni che saltano fuori, leggendo i “125 indicatori di Ecosistema 2009″, l’indagine sulla sostenibilità urbana di Legambiente, il Sole 24 Ore e Ambiente Italia, società di ricerca e consulenza sulla gestione dell’ambiente. Le città più “verdi”, secondo lo studio, sono nel Centro Nord, mentre il Sud annaspa tra cattiva gestione della raccolta dei rifiuti, smog e trasporto pubblico inefficiente. E tra le “big”, lo scorso anno entrambe al 55esimo posto, si segnala lo scatto di reni di Milano, che guadagna dieci posizioni arrivando al 49esimo posto, mentre tracolla la capitale: al 70esimo posto. Roma ha un inquinamento atmosferico leggermente più basso rispetto a quello del capoluogo lombardo, ma per il resto la Capitale mette in fila una serie di risultati negativi: Milano ad esempio batte Roma in raccolta differenziata, isole pedonali e piste ciclabili.

Entrando nel dettaglio della classifica, la città regina d’Italia, per il secondo anno consecutivo, è Belluno, mentre fanalino di coda è la piccola Frosinone. Tra le prime cinque città, anche Siena, Trento, Verbania e Parma.
Pur senza primeggiare in quasi nessuno dei parametri selezionati la città veneta ha buone performance in tutti i settori: una discreta qualità dell’aria (la media annuale delle polveri sottili scende da 26 a 23 microgrammi per metro cubo, ampiamente entro i limiti di legge), un’ottima raccolta differenziata (il 57,4%), una bassissima produzione pro capite di rifiuti, bassi consumi di acqua (136 litri pro-capite, ma perdite eccessive dalla rete idrica: il 36%), un trasporto pubblico sufficiente (76 viaggi a testa ogni anno), una buona dotazione di spazio per le bici (4,6 metri per abitante) e una crescita costante degli spazi interdetti alle auto.
L’altra faccia dell’Italia delle città si chiama Frosinone, che occupa la coda insieme a Ragusa, Catania e Benevento. Nel capoluogo laziale parecchio smog, un trasporto pubblico quasi inesistente, un altissimo tasso di motorizzazione (73 auto ogni 100 abitanti). Ecosistema Urbano 2009 (qui il documento in .Pdf) segnala inoltre la presenza di Cagliari al 35esimo posto nella classifica generale (prima delle città del Sud e Isole) e al quinto posto tra le grandi città, in salita di 17 posizioni rispetto all’edizione 2008.
Al Sud migliora anche Caserta, che si piazza al 37esimo posto (era al 41esimo lo scorso anno). Belluno cinque anni fa navigava poco sopra la metà della classifica dell’ecosostenibile.
Poi in pochi anni la grande rimonta, fino alla vetta per il secondo anno consecutivo. “Il merito è dei nostri cittadini che sono tra i più educati in Italia per senso civico”, spiega a Panorama.it il sindaco Antonio Prade (Pdl): “Sono virtuosi e conducono una vita sobria: abbiamo la minor percentuale di produzione di rifiuti. A questo si aggiunge una buona politica
di differenziazione dei rifiuti, politiche selettive del traffico delle auto, con zone ad accesso vietato o limitato, incentivo al trasporto dei mezzi pubblici e buona politica della depurazione delle acque”. Per il sindaco veneto di centrodestra il fatto che Belluno sia piccola non giustifica il suo primato dovuto a una maggiore facilità nella gestione delle politiche ambientali. “Ultima è Frosinone, che non è certo una metropoli. C’è un’Italia virtuosa e produttiva che manda avanti un paese intero, come il Veneto e la Lombardia, che poi non è presa in considerazione dallo Stato: a Napoli sono stati fatti sette consigli dei Ministri, ma nessun sottosegratario si è degnato di venire da noi una sola volta per vedere con i suoi occhi il nostro modello di gestione delle politiche ambientali”.
Certo, se fosse a Napoli, il sindaco ammette che “sarebbe molto più complicato gestire i problemi rispetto a Belluno”. Ma un consiglio nel cassetto ce l’ha lo stesso: “I napoletani dovrebbero condurre una vita più sobria. È questo il segreto di noi bellunesi: stare attenti alle cose più piccole della vita quotidiana. Solo così si diminuiscono gli sprechi, si inquina di meno e si producono meno rifiuti”.

Ecosistema urbano 2008, il regno delle contraddizioni. La città ideale non esiste

Pubblicata la ricerca annuale sulla qualità ecologica dei capoluoghi di provincia. Situazione sconsolante per trasporti, energia, rifiuti, inquinamento
Dobbiamo dirlo. Ecosistema 2008, l’indagine sulla sostenibilità delle città italiane di Legambiente e del Sole 24 ore, non è rassicurante. I miglioramenti, quando ci sono, vanno lenti e le zone critiche non sono poche. “Più delle altre, le città italiane sono insostenibili, caotiche, inquinate” lamenta Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, “le nostre politiche ambientali urbane spesso non tengono il passo con l’Europa”. Il rapporto (qui in .pdf) fa una vera e propria classifica di vivibilità, basata sulle politiche delle amministrazioni, e quello che emerge con forza sono le contraddizioni.
Isernia avrà pure poco smog, ma è anche la città italiana che ricicla di meno. Milano brilla nel firmamento del trasporto pubblico ma ha un’aria irrespirabile, come Torino che però è l’unica a produrre energia con quattro fonti rinnovabili: solare termico, solare fotovoltaico, biomasse e teleriscaldamento.
Bergamo possiede la più grande estensione di zone a traffico limitato per abitante ma è addirittura al di sotto dello standard urbanistico di 9 metri quadrati a testa in quanto ad aree verdi (rispettato, per la verità, solo da 40 città italiane sulle 103 che sono state prese in considerazione).
E Belluno si piazza in vetta alla classifica generale senza primeggiare in nessuno degli indicatori, con una qualità dell’aria non proprio buona, soprattutto per la quantità di ozono che supera la media per 61 giorni all’anno e senza una forte politica energetica. Le prestazioni sono ottime, invece, sui rifiuti: ogni abitante ne produce 381 kg, contro i 481 dello scorso anno, e la raccolta differenziata raddoppia: i rifiuti differenziati sono il 55% della spazzatura totale, mentre nel 2006 erano il 27%.
Quest’ultimo dato è particolarmente significativo perché in genere quello dei rifiuti è un ambito che si muove a passo di lumaca. Ci sono città che non riescono a differenziare neanche il 5% dei rifiuti; su queste Isernia ha il triste primato dell’1,8 %.
Un parco di Milano
Altri record negativi sono incassati dagli abitanti di Messina che non hanno neanche mezzo metro quadro a testa di verde urbano, dalle polveri sottili di Torino, da Cosenza che disperde il 70% della sua acqua a causa della rete idrica che non funziona. E poi a 19 capoluoghi di centro-sud che non hanno piste ciclabili, a quelli che non hanno isole pedonali (Bergamo, Viterbo, Rovigo, Trapani) o Ztl (Crotone, Messina, Latina, Sassari).
Se c’è un valore incontestabilmente eccellente è quello delle certificazioni ambientali Iso 14001 che continuano a crescere, facendo salire l’Italia al quarto posto nel mondo per numero di imprese certificate. “Tornare a scommettere sulle nostre città è il vero motore di una crescita intelligente”, ribadisce Della Seta, che dà anche suggerimenti sui tre grandi cantieri che vanno aperti urgentemente: la mobilità, e in particolare il potenziamento del trasporto pubblico, una nuova politica energetica e infine la casa, per la quale dare un nuovo impulso al mercato degli affitti è una necessità inderogabile sul piano sociale e ambientale.

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