
Il direttore del Tg1, Augusto Minzolini alla Commissione di vigilanza Rai
Un editoriale è un editoriale. O no? Che sia scritto, pubblicato e letto. Che sia trasmesso in diretta e visto in tv. Un editoriale esprime l’opinione rispetto a un fatto, un avvenimento, un tema, dando un’interpretazione o un giudizio.
E la sua opinione, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, l’ha voluta esprimere, con un editoriale nell’edizione delle 20 di lunedì 9, sull’abolizione dell’immunità parlamentare. Continua
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Lunedì 17: da Vespa, su Rai Uno, il premier Romano Prodi era sovrastato dall’immagine di Grillo; la stessa sera sul Due, a La Storia siamo noi, Minoli proponeva un’inchiesta sul fenomeno legato a Grillo; stesso argomento anche nella puntata di Primo Piano sul Tre.
A 20 anni dalla sua cacciata dalla Rai, il ciclone Beppe si è preso la rivincita: è ricomparso sulla tv pubblica, a reti unificate: trattamento degno del capo dello Stato. E giovedì 20 si replica: alla ripresa del programma Anno Zero, Michele Santoro si occuperà ancora di lui e del suo V-Day. In realtà , la cavalcata mediatica di Grillo è cominciata nel 2005 (anno di apertura del suo cliccatissimo blog), quando acquistò una pagina sull’International Herald Tribune per rendere pubblico l’appello contro la rielezione di 23 deputati condannati in via definitiva per vari reati e quando il Time lo inserì tra gli eroi europei. Nel 2006 lanciò le primarie dei cittadini. Poi c’è stata l’apparizione all’assemblea dei soci Telecom (qui il video) dove bastonò tutti: “Il bilancio Telecom è roba da neuropsichiatria”. Da allora non si è più fermato, menando botte a destra e a manca, a colpi di satira, provocazioni, campagne, botte (verbali) ai politici e qualche insulto. Fino all’apoteosi dell’8 settembre, fatidico giorno del V-Day, del ri-lancio della campagna sul Parlamento pulito e della discesa in campo delle liste civiche comunali con il suo bollino. È da almeno 15 giorni che sui media italiani (oltre che nei bar) non si parla d’altro: che sia osannato come capo popolo liberatore o bollato come qualunquista è sempre lui l’argomento principale. Lui e il terremoto politico che, insieme ai suoi sostenitori, rappresenta.
Il suo blog, letteralmente preso d’assalto da milioni di lettori, sta dettando l’agenda dei politici (non passa giorno che il Guardasigilli Mastella non lo visiti e risponda dal suo sito, per le rime ma senza lo stesso successo); con le sue parole (soprattutto se forti come quelle su Prodi-Valium o Berlusconi lo Psiconano o infelici come Alzheimer-Prodi) i più importanti quotidiani ci aprono e riempiono le prime pagine; su di lui scorrono editoriali a fiumi. Solo oggi, ne parla il politologo Giovanni Sartori sulla prima del Corsera e il direttore di RaiDue, Maura Mazza, nell’edizione delle 13, ne denuncia, senza troppi giri di parole, la pericolosa deriva (”Cosa accadrebbe” si chiede Mazza “se un giorno all’improvviso un pazzo, uno squilibrato sentendo quelle accuse premesse il grilletto?”). Della carica antipolitica che incarna, si sono occupati, nel giro di 48 ore l’attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi.
Chissà se questa sovraesposizione mediatica, questa smania famelica con cui tv e giornali si sono buttati sulla novità di un comico, che sfugge i luoghi classici del dibattito pubblico e usa il blog per le sue scomuniche, finirà quando le truppe dei grillanti si riuniranno nelle piazze italiane a celebrare il già promesso V-Day dell’informazione? Forse quel giorno in Rai si tornerà a trasmettere il Grillo: il marchese del film con Alberto Sordi…
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Qui i VIDEO più visti di Grillo: l’incontro con Romano Prodi
Il V-Day di Bologna:
Questo l’editoriale di Mauro Mazza al Tg2:
Ecco lo show di Grillo all’assemblea Telecom, video 1:
Il video 2: