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elementare

Lo strano caso della suora-maestra che non può stare in cattedra

Suor Annalisa, 61 anni, della congregazione di Maria Consolatrice

Suor Annalisa, 61 anni, della congregazione di Maria Consolatrice

Il caso della suora “bandita dalla cattedra” è esploso sui quotidiani il 10 dicembre (qui, qui, qui e qui).
Ma la storia inizia il 9 gennaio nella scuola elementare statale Jean Piaget di via Suvereto, un quartiere residenziale di Roma, quando un gruppetto di genitori, guidati da una madre (cassintegrata dell’Alitalia), chiede la testa di una maestra, arrivata quel giorno e colpevole soltanto di essere una suora.
Annalisa Falasco, padovana, 61 anni, della congregazione di Maria Consolatrice, una donna minuta e sorridente, è stata mandata dal provveditorato a sostituire l’insegnante di ruolo che se ne è andata altrove per sua scelta. Continua

Pronto soccorso ed educazione alimentare. Il Parlamento studia la scuola del futuro

Scuola elementare

Scuola, tra presente e futuro: non solo riforme, ma anche nuove materie all’esame (o d’esame). O meglio, nuove discipline che potrebbero entrare in vigore se le numerose proposte di legge presentate alla Camera e al Senato saranno convertite in legge dai due rami del Parlamento.

Internet, le lingue straniere, educazione civica e forse educazione sessuale le più conosciute, ma quanti sanno che ci sono deputati e senatori che spingono per inserire i rudimenti del primo soccorso, oppure corsi di educazione alimentare? O ancora l’insegnamento delle “specificità culturali, geografico, storiche e linguistiche delle comunità territoriali” piuttosto che “attività teatrali e di intelligenza emotiva”?
Il tema della scuola ha da sempre suscitato l’attenzione e l’interesse di molti parlamentari italiani. Così, se negli anni novanta le proposte di legge più singolari in materia potevano arrivare a poche decine per legislatura, oggi, scorrendo rapidamente i siti internet di Camera e Senato, se ne possono ritrovare quantomeno un centinaio. Maggioranza e opposizione spingono, ad esempio, per inserire i rudimenti del pronto soccorso alle medie e al liceo. Le cifre, del resto, parlano chiaro: ogni anno in Italia 60 mila persone muoiono per un arresto cardiaco, 23 mila sono vittime di un trauma improvviso e 6 mila di un incidente stradale. Un intervento di primo soccorso può salvare il 30 per cento delle persone colpite, sottolineano i firmatari delle due iniziative legislative, il deputato del Pd Gerolamo Grassi e il senatore del Pdl Luigi D’Ambrosio Lettieri.
Ma i legislatori non si fermano qui: altri testi scolastici potrebbero finire sui banchi degli studenti, come l’educazione alimentare. L’Italia è ai primi posti in Europa per numero di bambini e adolescenti in sovrappeso. Ecco perché Antonio Razzi, deputato dell’Idv, propone di istituire, fin dalla scuola primaria, corsi di educazione alimentare per “formare una cultura alimentare basata su informazioni complete e corrette, ancora poco diffusa nel nostro Paese”. Il deputato Fabio Granata (Pdl) e la senatrice Anna Maria Carloni (Pd) chiedono, invece, che nei programmi scolastici trovi posto anche l’insegnamento dell’educazione civica ambientale perché, spiegano, “tende a sviluppare nello studente la consapevolezza di soggetto attivo e protagonista della comunità attraverso i valori costituzionali della cittadinanza, dell’ambiente, della salute, della legalità”. Gli zaini degli studenti potrebbero appesantirsi ulteriormente se saranno approvate altre due proposte di legge della deputata della Lega Paola Goisis, che propone l’insegnamento delle “specificità culturali, geografico, storiche e linguistiche delle comunità territoriali e regionali“. Così, si legge nella proposta di legge, “lo studio della realtà Sabauda per gli studenti piemontesi può assumere un’importanza non inferiore a quella che riveste lo studio della realtà Borbone per gli studenti delle regioni meridionali o del califfato arabo e dei ducati normanni per gli studenti della Sicilia”.
Molto simile il ddl presentato da Angela Napoli (Pdl), che chiede l’introduzione della storia locale. La Napoli, tra l’altro è molto attiva sull’argomento scuola: solo in quest’ultima legislatura si contano una decina di provvedimenti presentati alle commissioni di competenza, che vanno dalla “disciplina del sistema nazionale di istruzione”, alle “Disposizioni concernenti i dirigenti scolastici, fino alle “Disposizioni in materia di stato giuridico degli insegnanti e di rappresentanza sindacale nelle istituzioni scolastiche”

Più controverso, invece, il progetto di legge presentato da Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura della camera dei Deputati ed ex sottosegretario all’Istruzione del precedente Governo Berlusconi, che chiede “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”.
Il progetto di legge, prevede, infatti, oltre ad una serie di novità sostanziali che potrebbero sconvolgere l’attuale assetto organizzativo scolastico, un maggior carico di responsabilità (e di potere) proprio per i dirigenti. A presidi verrebbe infatti demandato prima di tutto il compito di bandire concorsi per nuovi docenti, specifici per ogni istituto, oltre che di scegliere personalmente (senza più graduatoria pubbliche) i docenti supplenti. Anche loro, i capi d’istituto, saranno comunque sottoposti a verifiche sull’operato svolto: lo stesso ministro ha ricordato come i nuovi concetti “di responsabilità e merito” non andranno applicati solo agli studenti, “ma anche ai docenti e ai dirigenti, che vanno valutati e incentivati”. Il testo ha ricevuto forti critiche da parte dei dirigenti scolastici, mentre il Forum degli insegnanti ha cominciato una raccolta di firme per fermarne l’iter parlamentare. E se il deputato dell’Idv Fabio Evangelisti ed il parlamentare del Pdl Enrico Pianetta insistono perchè nei programmi scolastici venga inserito “l’insegnamento dell’educazione ai diritti umani”, la deputata del Pdl Fiorella Ceccacci si spende perchè tra le materie di studio vi sia anche “attività teatrali e intelligenza emotiva“. Il teatro “ha da sempre una straordinaria funzione di educazione alla cultura ed è diventato un elemento nuovo della nostra cultura educativa, grazie anche all’apporto di moderne discipline socio psicologiche”, si legge nel testo della proposta di legge presentato lo scorso 26 maggio, quando la nuova legislatura era cominciata da appena un mese.

LEGGI ANCHE: Inghilterra, Twitter e Facebook sui banchi di scuola

A Genova, la solitudine del piccolo bullo. In classe senza compagni

Atti di bullismo

Il bullo da solo, in aula. I compagni fuori, tenuti a casa dai genitori “per sicurezza”.
Teatro della vicenda è una terza elementare della scuola Salgari di Genova, nel quartiere di Sampierdarena.
Il “baby-bullo” è un bambino di otto anni, con problemi caratteriali e famigliari. Non lega con gli altri 16 compagni di classe e avrebbe mostrato un atteggiamento violento. Le tensioni tra lui e il resto della classe andavano avanti da tempo e avevano già messo sul chi vive i genitori, che avevano minacciato già lo scorso dicembre (secondo quanto apparso sul Secolo XIX) di ritirare i bambini dalla scuola.
Già in passato il ragazzino aveva aggredito i compagni lanciando contro di loro oggetti vari.

Pochi giorni fa, il bambino ha puntato un temperino alla gola di una compagna di classe, scatenando la ritorsione dei genitori: i compagni a casa per una settimana e lui, da solo, in aula.
Una protesta esagerata, spiega sgomenta il dirigente scolastico Marisa Belloglio: “Spero che i genitori cambino atteggiamento perché così questo bambino viene ancor più emarginato” (da lunedì sta frequentando da solo le lezioni, ndr). Ho fatto tutto il possibile affinché avesse una copertura totale del sostegno. Ora attendiamo anche i provvedimenti dell’Ufficio regionale scolastico”.

Primo giorno di scuola, a Roma tutti giù per terra

L'accogliente facciata della scuola Giovanni e Francesca Falcone alle porte di Roma
Alle otto in punto la preside della scuola “Giovanni e Francesca Falcone” a Ponte di Nona (popoloso quartiere a est di Roma) dà il benvenuto agli studenti di prima media. Ci sono anche le bandierine fuori dal portone, per accoglierli. “Siete emozionati? Vi mancano le elementari?”.
Poi li manda in classe e la musica cambia. Nella grande sala-teatro al primo piano di questa scuola, nuova di zecca (inaugurata circa tre anni fa) restano i genitori. La preside non ha detto nulla prima per far iniziare serenamente l’anno scolastico ai ragazzi, che nel frattempo si stanno presentando ai professori e fanno giochi di gruppo in salone. La verità è che le aule sono vuote. Come sempre, a giugno, nel momento in cui si sa quante nuove sezioni ci saranno, la scuola fa al Comune la richiesta dei nuovi arredi necessari.
In genere arriva tutto per i primi di settembre. Quest’anno, il primo giorno di scuola non ci sono i banchi, né le sedie. Dall’amministrazione, però, garantiscono che in mattinata li faranno arrivare.
Fin qui, la platea è basita ma piuttosto silente. È quando si fanno avanti a parlare i consiglieri municipali, che la protesta esplode. Il presidente della commissione scuola dell’ottavo municipio, Armando Morgia, ha scritto una lettera al sindaco.
Il fatto è che Veltroni aveva visitato personalmente alcune scuole all’interno del municipio, ad esempio quelle a Torre Maura, che venendo dal centro di Roma si incontra poco prima di Ponte di Nona sulla Prenestina. Aveva giudicato gli arredi inidonei e li aveva fatti sostituire.
Nella lettera si dice che “gli uffici del Municipio si trovano” adesso, con 21 nuove sezioni in diverse scuole prive di arredi, “costretti ad utilizzare gli arredi di scarto” provenienti dalle scuole che hanno ottenuto i banchi nuovi.
“È insostenibile” considera Morgia “una situazione in cui, nonostante i continui solleciti, si arriva alla soluzione che è stata proposta di utilizzare arredi considerati obsoleti dallo stesso sindaco in un’altra scuola”.

Alla scuola Giovanni e Francesca Falcone arriva il camioncino con i banchi (vecchi).
Alle 9,40 arrivano i banchi. Vecchi, scrostati, pieni di scritte, buchi e gomme americane appiccicate ovunque. I genitori a questo punto sono infuriati. Più il camioncino si avvicina alla scuola luminosa, pulitissima, che sembra una chiesetta appena costruita, più il contrasto si fa stridente.
Un padre ironizza sul risparmio di fatica, visto che sulla lavagna sono già scritti i conti, una madre propone piuttosto di portare dei tavolini bianchi da giardino. Nessuno vuole che quei banchi vengano scaricati, altrimenti è chiaro che non saranno più sostituiti.
Nella scuola Giovanni e Francesca Falcone la lavagna arriva con i conti già fatti
Nella scuola di Ponte di Nona il primo giorno di scuola vengono portati questi banchi
I consiglieri chiamano freneticamente l’assessore alla scuola del Comune di Roma. Il camion resta fermo sul piazzale della scuola, finché il Dipartimento delle politiche educative non promette che il giorno seguente saranno portati nuovi banchi. Dicono che dovranno arrivare 33 banchi e 66 sedie. Addirittura più del necessario.
Staremo a vedere se le lezioni alternative fatte di giochi in movimento dureranno solo un giorno.

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