Archivio per il tag “Eluana-Englaro”

Caso Englaro, quale futuro per laici e cattolici nel Pdl?

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini (Ansa)

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini (Ansa)

L’anniversario della morte di Eluana Englaro riaccende il dibattito tra laici e cattolici del Pdl. Continua

L’attacco del Cardinale. Bagnasco: “Il Papa mai più irriso e offeso”

Angelo Bagnasco

La Cei contrattacca. Nonostante Ratzinger avesse detto, all’inizio del suo viaggio in Africa, di non sentirsi solo, ecco uscire un un duro documento letto dal Cardinale Angelo Bagnasco proprio in difesa del Papa “irriso e offeso”. Nel suo discorso di apertura al Consiglio permanente della Conferenza episcopale il cardinale e arcivescovo di Genova invita i vescovi italiani a fare muro intorno al pontefice.
Le critiche piovute su Ratzinger prima per la riabilitazione dei Lefebvriani e il caso Williamson e poi per le frasi dette in Africa sui preservativi hanno convinto il successore di Ruini a difendere il suo superiore. “Si è prolungato oltre ogni buon senso” ha detto “un pesante lavorio di critica, dall’Italia e soprattutto dall’estero, nei riguardi del nostro amatissimo Papa” in occasione dell’imbarazzo intorno alle frasi del reverendo Williamson. “Polemiche proseguite” dice Bagnasco “in maniera pretestuosa, fino a configurare un vero e proprio disagio”. Espresso da Benedetto XVI nella lettera ai vescovi di qualche giorno fa in cui diceva “nella chiesa ci si divora”.
E poi la polemica sui preservativi, che, secondo il capo dei vescovi italiani “ha sovrastato nell’attenzione degli occidentali il pellegrinaggio in Africa, un viaggio impegnativo e ricco di speranza”. Insomma, la gerarchia della Chiesa non ha gradito affatto tutta l’attenzione su quella singola frase detta dal Papa, “francamente la polemica non aveva ragione di essere e si è arrivati” prosegue Bagnasco, “ad un ostracismo che esula dagli stessi canoni laici”.
Per la Cei si è esagerato, nei media ma non solo: Bagnasco parla anche di “organismi sovranazionali”, come l’Unione Europea ed “esponenti politici europei”. L’uscita di papa Ratzinger è stata poco commentata in Italia (sia Berlusconi che Franceschini hanno rilasciato nei giorni seguenti dichiarazioni molto concilianti nei confronti della Chiesa) ma nel resto d’Europa ha scatenato critiche poco sommesse. “Invitiamo i nostri interlocutori” continua Bagnasco, “a non abbandonare il rispetto che è indice di civiltà e vorremmo dire, sommessamente ma con energia, che non accetteremo che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso”.
Ma il discorso del presidente della Cei ha toccato molti temi che guardano da vicino la politica italiana. Sul caso Englaro, ad esempio, “ha rappresentato un’operazione tesa ad affermare un diritto di libertà inedito quanto raccapricciante” e cioè ”il diritto a morire”: ”darsi e dare la morte in talune situazioni da definire”. Motivo per cui la Chiesa chiede che si arrivi presto a una legge sul fine vita (è prevista per martedì 24 la discussione in Senato, ndr): “Spetta alla politica agire nell’approntare e varare, senza lungaggini o strumentali tentennamenti, un inequivoco dispositivo di legge che - in seguito al pronunciamento della Cassazione - preservi il Paese da altre analoghe avventure, ponendo attenzione a coordinarlo con l’altro sospirato provvedimento relativo alla cure palliative, e mettendo mano insieme alle Regioni ad un sistema efficace di hospice, che le famiglie attendono non per sgravarsi di un peso ma per essere aiutate a portarlo”. L’intervento di Bagnasco ha affrontato su scala più ampia il tema dello scontro di civiltà “Non esiste uno scontro di civiltà derivante da diverse matrici religiose” secondo il capo dei vescovi, invece ‘’si fronteggiano sostanzialmente due culture riferibili all’uso della ragione”.
Da una parte, Bagnasco vede ”la cultura che considera l’uomo come una realtà che si differenzia dal resto della natura in forza di qualcosa di irriducibile rispetto alla materia”. Dall’altra, ”una cultura per la quale il soggetto umano è un mero prodotto dell’evoluzione del cosmo”. Un frutto, quindi, del darwinismo, la cui ”interpretazione esasperata e unilaterale” può portare ad un ”nichilismo gaio e trionfante” che ”induce alla disgregazione dell’uomo e ad una società individualista fino all’ingiustizia e alla violenza”.
Il presidente della Cei ha parlato anche della crisi economica: ”Nessuno è in grado di dire con certezza a che punto si è della perigliosa attraversata” ma ‘’si rivela sempre più urgente e necessario affermare in modo chiaro e forte e riscoprire a livello concreto, l’anima etica della finanza e dell’economia”. Parallelamente, la Cei ha annunciato, in seguito all’ultimo consiglio permanente, “l’istituzione di un fondo di garanzia per le famiglie in difficoltà, che nascerà da una colletta comune da farsi nei modi che decideremo”.

Beppino Englaro indagato per omicidio volontario

Fiaccolate e preghiere per l'ultima notte di Eluana Englaro

Una denuncia a carico di Beppino Englaro, per omicidio volontario, e una presa di posizione del presidente del Senato Renato Schifani sulla legge per il testamento biologico. Renato Schifani ritiene che l’esame del testo previsto in Aula per giovedì prossimo 5 marzo possa slittare.

La denuncia per omicidio volontario è stata inviata dall’associazione “Scienza e vita” alla Procura della Repubblica di Udine in relazione alla morte di Eluana Englaro, la donna deceduta il 9 febbraio scorso nella casa di riposo “La Quiete” del capoluogo friulano dopo 17 anni in stato vegetativo persistente.
In seguito alla denuncia il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, quale atto dovuto indaga nei riguardi di quattordici persone, fra le quali il papà di Eluana, Beppino Englaro, l’anestesista Amato De Monte che ha guidato l’équipe medica che ha attuato il protocollo per il distacco del sondino della donna, e dodici componenti dell’associazione “Per Eluana”. I quattordici indagati sono stati ricevuti oggi dai carabinieri a Udine. Non sono stati interrogati, hanno dovuto nominare i difensori e di eleggere il proprio domicilio per gli atti dell’inchiesta, e sono stati informati di essere sottoposti a indagine. Il primo a presentarsi è stato l’anestesista De Monte. “Sono tranquillo, ma anche dispiaciuto perché avrei preferito investire in altro modo le mie energie e il mio tempo” ha detto Beppino Englaro. L’associazione aveva preso in carico la donna dalla clinica privata di Lecco, la notte del 2 febbraio scorso, per portarla alla casa di riposto “La Quiete” di Udine dove, sulla base del decreto della Corte d’appello di Milano, è stato attuato il protocollo per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione.
“Era un atto atteso solo che, forse, doveva giungere il giorno stesso della morte della donna” così Giuseppe Campeis, legale della famiglia Englaro, ha commentato l’imputazione di omicidio volontario aggravato. “Per noi non cambia nulla ora avremo modo di chiarire tutto in contraddittorio”. Secondo l’avvocato udinese, tuttavia, la Procura della Repubblica di Udine non ha ancora risolto il dubbio “se quanto avvenuto alla Quiete sia stato legittimo oppure no. Per questo che il procuratore sta lavorando su due fronti”.

Schifani invece ha dichiarato a proposito della legge sul testamento biologico che l’esame in aula potrebbe slittare. “Se si tratta”, afferma il presidente del Senato, “di dover lavorare qualche settimana in più in commissione per garantire ampiezza di dibattito e di confronto per l’elaborazione di un testo il più largamente condiviso, che approdi in Aula con il relatore, sarà fatto un bel lavoro”.

“Vi è stata un’intesa in Parlamento tra maggioranza e opposizione. L’opposizione si è impegnata perchè arrivi in Aula il testo base. Credo alla parola della presidente Finocchiaro, è una persona che mantiene gli impegni”, dice Schifani che apre alla possibilità di un maggior lavoro in Commissione per rasserenare il clima del confronto sul testamento biologico. “Non ci dobbiamo per forza fermare alla perentorietà del termine. Il tema è delicato, tocca le coscienze di tanti parlamentari e credo che si tratti di una materia che naturalmente sfugga alla logica delle coalizioni. Sono temi”, conclude il presidente del Senato, “che toccano le singole sensibilità dei vari parlamentari. Quindi daremo il massimo contributo perchè si lavori bene, in maniera composta e con ampio confronto”.

“Non dobbiamo avere paura dei temi difficili come la bioetica e non dobbiamo infilarci in fondamentalismi che la gente non capisce. Dobbiamo ascoltare il Paese perchè non sempre lo facciamo”, aggiunge il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta parlando del ddl sul testamento biologico. “Quello che serve”, prosegue, “è una legge flessibile, come si direbbe nel mondo anglosassone una ’soft law’, una legge che poi si può declinare intercettando gli umori della gente”.

Intanto ieri c’è stato lo stop al sequestro delle foto scattate a Eluana Englaro nella casa di riposo “La Quiete” di Udine il giorno prima della morte, il 9 febbraio scorso. Le immagini - poco più di una settantina - erano state acquisite dai Carabinieri del Reparto Investigativo di Udine con un provvedimento di sequestro probatorio d’iniziativa della Polizia Giudiziaria nell’ambito di indagini avviate dagli stessi Carabinieri relative alla presunta violazione del protocollo per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana. Il pm Frezza ha ritenuto “inesistente in radice” l’ipotesi di reato formulata dai Carabinieri (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità; art. 650 del Codice Penale) dal momento che, per lui, non esiste alcun provvedimento dell’autorità e il protocollo per l’interruzione di alimentazione e idratazione di Eluana è una scrittura privata.
Tutte le foto erano state scattate, con l’autorizzazione di Beppino Englaro il pomeriggio dell’8 febbraio quando nella stanza di Eluana sono entrati, su richiesta dello stesso padre, la giornalista della Rai Marinella Chirico e il fotogiornalista Francesco Bruni, accompagnati dall’anestesista Amato de Monte, dall’infermiera Cinzia Gori e dallo zio di Eluana, Armando Englaro.

Il video di Englaro ospite, a gennaio scorso, di Fabio Fazio

Indagati anestesista, giornalista e fotoreporter per la foto a Eluana

Fiaccolate e preghiere per l'ultima notte di Eluana Englaro

L’anestesista Amato De Monte è indagato dalla Procura della Repubblica di Udine in relazione ad alcune foto scattate ad Eluana Englaro durante la permanenza nella clinica “La Quiete” di Udine, dove la donna è morta il 9 febbraio scorso. Nei riguardi di De Monte, secondo quanto riferisce il Messaggero Veneto, la Procura ipotizza il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.
A De Monte, che ha guidato l’equipe per l’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano che autorizzava l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione della donna in stato vegetativo persistente da 17 anni, i Carabinieri hanno notificato un’informazione di garanzia emessa dalla Procura. Secondo l’ipotesi degli investigatori, De Monte avrebbe scattato alcune fotografie a Eluana nonostante il divieto stabilito nel protocollo legale definito per l’attuazione del decreto dei giudici milanesi, che vietava l’uso di macchine fotografiche o apparecchi di ripresa nella stanza dove si trovava la donna.
Il legale di De Monte, Giuseppe Campeis, ha spiegato che le foto, di carattere clinico, sono state scattate per testimoniare l’attuazione del protocollo e che le regole sulla privacy sono state introdotte dalla famiglia Englaro nello stesso protocollo per tutelare la donna rispetto a terzi.

Englaro guida la protesta sul testamento biologico: “Una barbarie”

3
Il silenzio di Beppino Englaro è durato poco: a nove giorni dalla morte della figlia Eluana, il padre ha fatto sentire la propria voce contro il ddl sul testamento biologico calendarizzato con urgenza dal governo quando la ragazza era ancora in stato vegetativo. “La legge che il parlamento si appresta ad approvare” ha detto, “è una vera e propria barbarie”. Il testo di maggiornaza, ddl Calabrò, è stato scelto questa mattina come testo base dalla commissione Sanità della Camera, per arrivare a una legge. Nella votazione di stamane, 13 i sì della maggioranza, mentre il Pd si è diviso, con 6 senatori che hanno votato no e 3 che si sono astenuti, tra cui il capogruppo Pd Dorina Bianchi. Un testo dal quale, secondo Englaro, potrà uscire solo una legge assurda, incostituzionale e contro la quale “è assolutamente necessario che i cittadini facciano sentire la propria voce e scendano in piazza a manifestare”. Beppino Englaro ha inoltre aderito alla manifestazione ”Sì alla vita, no alla tortura di Stato”, che si svolgerà a Roma sabato 21 febbraio in piazza Farnese. “Fatti salvi il no ad eutanasia, accanimento terapeutico e suicidio assistito, credo che si possa migliorare tutto nel tentativo di fare una buona legge”, ha commentato invece il relatore Raffaele Calabrò, del Pdl. Nel Pd le divisioni sono acuite dalla temporanea mancanza di leadership, così da un lato c’è l’ex capogruppo Sanità, il senatore Ignazio Marino, che critica il testo approvato e minaccia il referendum se non verranno cambiate le parti che, dice, “di fatto ne rendono impossibile l’applicazione, come la necessità del notaio”, dall’altro i Teodem come Paola Binetti, che vuole lanciare nel Paese una ”mobilitazione e battaglia culturale” per ”ricostruire il tessuto dei valori in favore della vita”.
A Englaro invece rispondono i capogruppo del Pdl in Senato, Quagliariello e Gasparri, attaccandolo: “ha offeso il parlamento” dicono, “Un dramma personale, come certamente è stato quello di Eluana Englaro, non può essere usato per coprire un disegno politico. L’impressione, invece, è che il polverone che si sta sollevando contro il ddl - concludono i due senatori - serva ad impedire un dibattito sui contenuti nella chiarezza delle rispettive posizioni, per non dire apertamente cos’è che si vuole in realtà: l’introduzione dell’eutanasia nel nostro Paese”.

Funerali senza tv per Eluana. Il prete: “Non spettacolarizzare il dolore”

Corona di fiori per Eluana

“Non trasformate il dolore in spettacolo”. Forte il monito di don Tarcisio Puntel che nel
pomeriggio celebrerà i funerali di Eluana Englaro, morta - come recita l’autopsia - per “uno scompenso cardiorespiratorio” compatibile con il protocollo previsto per l’interruzione di alimentazione e idratazione.

L’invito del parroco sembra non in linea con l’andamento di tutta la vicenda Englaro: muovendosi all’interno della legge, portando avanti la propria battaglia civile per 17 anni, mettendo in piazza il suo dramma personale, è stato lo stesso Beppino Englaro a volere che il caso della figlia diventasse di dominio pubblico. Un concetto caro al professor Vittorino Andreoli, intervenuto ieri a Linea Notte del Tg3 per sottolineare che la questione è stata “giustamente resa pubblica”. Perché secondo lui è servita a utilizzare il caso Englaro per educare il pubblico alla morte. Quella cultura che, ha spiegato Andreoli, a noi manca, soprattutto tra i giovani: “Non l’affrontiamo mai, è sempre qualcosa che riguarda gli altri…”.

Molto probabilmente, non avrebbe voluto e non aveva previsto la famiglia, che sul quel dramma tutto familiare il Paese si spaccasse così ideologicamente, che la politica entrasse a piedi uniti, che i media costruissero le proprie prime pagine. E allora l’appello di don Puntel trova sbocco proprio qui: dice basta, chiede letteralmete un passo indietro, alla massa di giornalisti, fotografi e cineoperatori che da ieri pomeriggio ha invaso il tranquillo paesino di Paluzza, tra i monti della Carnia dove la famiglia Englaro ha le sue radici.

Al rito funebre, voluto dallo zio Armando, fratello di Beppino, non sono ammessi fotografi e cineoperatori. Perché la cerimonia “deve restare privata, come privato deve essere il dolore di questa famiglia che ben poco si è finora rispettato”, aggiunge il religioso ricordando che “a un funerale si va per pregare, meditare, riflettere, stare vicino a chi in quel momento soffre”. Un funerale, ha insistito il religioso, che “non è mai una festa in piazza: non ci sono giocolieri e clown, ma gente che soffre”.

Alle esequie parteciperanno poche persone, i parenti più stretti, forse un paio di amiche da Lecco. Un rito semplice, intimo “come semplice e intima è questa famiglia”. Don Tarcisio spera “di poter assecondare la sua volonta”. Non ci sarà papà Beppino che vuole evitare l’assalto mediatico; non ci sara’ mamma Saturna, obbligata a stare lontano da quel male che lentamente, inesorabilmente, da alcuni anni la sta divorando. Eluana Englaro, che non sarà cremata, sarà sepolta nel cimitero di San Daniele, accanto alla tomba dei nonni.
FORUM: È utile spettacolarizzare il dolore?

Mentana si sfoga: “Mi caccino pure ma senza cavilli”

Enrico Mentana

A 48 ore dalla sfuriata e dalle dimissioni, immediatamente accettate da Mediaset che ha anche sospeso Matrix, Enrico Mentana rompe il silenzio e racconta la sua verità. Lo fa con una lettera a Vittorio Feltri, direttore del quotidiano Libero.
“Mediaset mi cacci pure, ma non usi cavilli”, accusa l’ex direttore, dopo aver smentito in mattinata anche offerte o contatti “con Sky o con altri editori televisivi e non”. Dall’azienda replica il direttore generale informazione Mauro Crippa: il dissenso dalle scelte editoriali è legittimo, ma altra cosa è la “sconfessione pubblica e radicale”. Nella lettera a Feltri, Mentana ricostruisce i fatti della serata di lunedì, quella della morte di Eluana Englaro: spiega di aver avvertito “la direzione di Mediaset, nella persona di Mauro Crippa“, che gli chiese se era “in grado di andare in onda anticipatamente, nel caso si fosse modificata la programmazione serale di Canale 5″.
Tre le soluzioni suggerite da Mentana: aprire nel Grande Fratello “una o due finestre del Tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o infine chiudere il Grande Fratello non alle 24, com’era previsto, ma un’ora prima, così da trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto”. Ipotesi poi sottoposte da Crippa “al vertice aziendale”. “Dopo un pò” scrive ancora Mentana “Crippa mi richiamò sinceramente costernato, dicendomi che tutte e tre le proposte erano state respinte: la programmazione doveva proseguire come se nulla fosse successo. Gli espressi il mio giudizio estremamente negativo su quella scelta: così Canale 5 diventava l’unica rete italiana ad aver dedicato alla morte di Eluana solo sette minuti in tutto, in coda al Tg5 delle 20, e poi più nulla”.
Dopo le dimissioni “a mezzo stampa” - come ha più volte sottolineato l’azienda - Mentana spiega nella missiva di non aver “mai sentito, nè quella sera nè dopo, Confalonieri o Pier Silvio Berlusconi. Mi ha chiamato, invece, il direttore del personale, per preannunciarmi che l’azienda riteneva concluso il rapporto di lavoro con me, a causa delle mie dimissioni da direttore editoriale. Per la verità” precisa “la mia qualifica contrattuale è di direttore ad personam, quindi è evidente che la qualifica editoriale non ha alcun contatto con il mio ruolo operativo di responsabile e conduttore di Matrix.
Ma se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli. I soldi non sono un problema, la forma si”‘. Dopo aver definito “balle e veleni assortiti” alcune indiscrezioni sul suo futuro, “come la voce su un mio contatto o addirittura contratto con Sky”, Mentana conclude: “Non so se ho sbagliato, in tutta onestà non lo credo”.
“Quella di Enrico” replica Crippa “è una ricostruzione sostanzialmente vera ma certamente parziale. D’altronde, mentre lui si occupava solo di Canale 5, quella sera io ho tenuto conto dell’insieme delle tre reti. Resta il fatto che si può dissentire da una scelta editoriale che, peraltro, si è dimostrata lungimirante ma questo non ha nulla a che vedere con una sconfessione pubblica e radicale, accompagnata da una dissociazione a mezzo stampa e culminata con le dimissioni”.
L’azienda, in ogni caso, non intende rinunciare a Matrix: dopo la sospensione già prevista la prossima settimana in coincidenza con il festival di Sanremo, il programma tornerà in onda lunedì 23 febbraio, affidato a un conduttore ancora da definire, probabilmente anche un ‘internò. Sembrerebbero esclusi i nomi circolati in queste ore, come quelli di Maurizio Belpietro o Giuliano Ferrara: il nuovo volto del programma dovrebbe essere individuato agli inizi della prossima settimana.
A meno di sviluppi clamorosi, e al momento difficili da immaginare, come le scuse di Mentana, che oggi intanto incassa la solidarietà di Walter Veltroni. “È un giornalista di primissimo livello”, dice il leader del Pd, che definisce “esemplare” la vicenda: “Tutto ciò che non è organico al premier è un ostacolo, e quindi diventa intollerabile”.

Procura senza dubbi: la morte di Eluana “compatibile con il protocollo”

cartelli per Eluana

La causa della morte di Eluana Englaro è “uno scompenso cardiorespiratorio” compatibile con il protocollo previsto per l’interruzione di alimentazione e idratazione.
Questo ha detto il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda, parlando con i giornalisti a Trieste dopo un incontro con il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi. “Le conclusioni” ha detto Deidda incontrando i giornalisti per pochi minuti “non sono ancora ufficiali, ma possiamo dire allo stato che i periti nominati dal Procuratore della Repubblica di Udine hanno concluso per una causa di morte, indicata in uno scompenso cardiorespiratorio, compatibile con il protocollo previsto e citato nella perizia”. Ora si attendono i risultati degli esami chimico-tossicologici, che arriveranno tra alcuni giorni.

La procura di Udine intanto ha concesso il nulla osta per la sepoltura di Eluana. I funerali si svolgeranno giovedì o al massimo venerdì mattina con una cerimonia religiosa nel piccolo paesino di Paluzza, in Carnia, terra d’origine della famiglia Englaro. Il parroco di Paluzza, don Tarcisio Puntel, ha ricevuto l’autorizzazione dell’arcivescovo di Udine, monsignor Pietro Brollo, per il rito religioso, così come desiderava lo zio di Eluana, Armando, che si sta occupando delle pratiche delle esequie. Al funerale, però, la madre Saturna, gravemente malata, non sarà presente così come il padre Beppino. La decisione di non partecipare al rito funebre è stata presa per evitare l’assedio mediatico già in atto nel piccolo paese della Carnia.

Durante l’autopsia gli anatomopatologi hanno completato tutti i prelievi di campioni di tessuti e organi per le analisi di laboratorio, compresi campioni di tessuti cerebrali. L’esame autoptico è stato coordinato dal medico legale friulano Carlo Moreschi, perito nominato dalla procura insieme a Daniele Rodriguez, direttore della scuola di specializzazione in medicina Legale di Padova, e Rino Fraldi, docente di tossicologia forense di Macerata, la famiglia Englaro ha nominato propri consulenti il medico legale Stefano Pizzolitto di Udine e il chimico Nelia Malusà di Trieste.

Proprio a Paluzza Beppino Englaro, che ieri ha abbracciato per l’ultima volta Eluana nella cappella dell’ospedale di Udine, ha trascorso la notte, insieme alla moglie Saturna e al fratello Armando, che vive tuttora nella casa di famiglia nel piccolo paese della Carnia. “Lasciate” ha detto il papà di Eluana “che io viva il mio dolore da solo. So benissimo che la vicenda è pubblica, però, arrivati a questo punto desidero proprio che, visto l’epilogo, rientri il più possibile nella dimensione privata”.
E comunque Eluana non sarà cremata, fa sapere lo zio Armando Englaro: “Abbiamo deciso così. Quando sarà dato il nulla osta per la sepoltura, Eluana arriverà, qui, a Paluzza, e riposerà nel cimitero di San Daniele”. In un primo tempo la famiglia si era invece detta intenzionata a cremare la donna.

Il VIDEO servizio:

L’autopsia: Eluana era disidratata. Alfano: “Morta di sentenza”

L'addio a Eluana Englaro

“Eluana non è morta di incidente, né di protocollo, ma di sentenza” ha dichiarato durante la trasmissione Ballarò il ministro della Giustizia Angelino Alfano. E ha aggiunto: “Non faccio attribuzione di responsabilità ai giudici. Io rispetto le sentenze e quella su Eluana è motivata secondo diritto”.
Dal punto di vista clinico, la morte di Eluana Englaro è avvenuta per arresto cardiocircolatorio dopo una crisi di natura elettrolitica conseguente a disidratazione: è uno dei risultati ai quali sono giunti i primi esami dell’autopsia eseguita martedì sera a Udine, nell’ospedale Santa Maria della Misericordia sul corpo della donna morta lunedì 9 febbraio sera nella casa di riposo “La Quiete” del capoluogo friulano.
Secondo tali risultati - dei quali si è saputo da fonti sanitarie friulane - la morte può essere compatibile con quanto previsto dal protocollo definito sulla base del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione della nutrizione di Eluana. La conferma potrà venire solo dalla relazione preliminare che i periti consegneranno oggi alla Procura della Repubblica di Udine che ha disposto l’autopsia e, in una seconda fase, dai risultati degli esami chimico-tossicologici, per i quali saranno necessari alcuni giorni o anche due-tre settimane.
Durante l’autopsia gli anatomopatologi hanno completato tutti i prelievi di campioni di tessuti e organi per le analisi di laboratorio, compresi campioni di tessuti cerebrali. L’esame autoptico è stato coordinato dal medico legale friulano Carlo Moreschi, perito nominato dalla Procura della Repubblica di Udine insieme a Daniele Rodriguez, direttore della Scuola di specializzazione in medicina Legale di Padova, e Rino Fraldi, docente di tossicologia forense di Macerata; la famiglia Englaro ha nominato propri consulenti il medico legale Stefano Pizzolitto di Udine e il chimico Nelia Malusà di Trieste.

Sempre per mercoledì è atteso il nulla osta del Procuratore della Repubblica, Antonio Biancardi, per il trasferimento del corpo di Eluana dall’obitorio dell’ospedale, dove è rimasto per tutta la notte, sorvegliato da guardie private, fino a Paluzza, il paese della Carnia di cui è originaria la famiglia Englaro e dove sarà sepolta Eluana.
Proprio a Paluzza Beppino Englaro, che ieri ha abbracciato per l’ultima volta Eluana nella cappella dell’ospedale di Udine, ha trascorso la notte, insieme alla moglie Saturna e al fratello Armando, che vive tuttora nella casa di famiglia nel piccolo paese della Carnia. “Lasciate” ha detto il papà di Eluana “che io viva il mio dolore da solo. So benissimo che la vicenda è pubblica, però, arrivati a questo punto desidero proprio che, visto l’epilogo, rientri il più possibile nella dimensione privata”. Entrambi i genitori hanno raggiunta a Udine, ma solo papà Beppino è entrato nell’obitorio per l’ultimo abbraccio.

E mentre la procura fa sapere che non esiste notizia di reato, l’Ordine dei Medici di Udine avvia una procedura istruttoria nei riguardi dei medici che hanno assistito Eluana. Un atto dovuto dopo il clamore della vicenda.
Per Eluana non ci saranno i funerali, ha fatto sapere la curatrice speciale della donna, Franca Alessio, ma solo una benedizione al cimitero di Paluzza, in provincia di Udine, dove verrà sepolta accanto al nonno Giobatta. La volontà del padre è quella di far cremare la figlia e, prima della sepoltura nel cimitero del paese di cui è originario, di farla benedire. Una funzione molto semplice in forma privatissima solo con i parenti e gli amici più cari. Lo specialista che segue l’autopsia , Carlo Moreschi, è stato il consulente della procura che nei giorni scorsi ha seguito l’attuazione del protocollo per l’interruzione della nutrizione di Eluana e su incarico del pm Biancardi ha verificato la corrispondenza fra quanto avveniva nella casa di riposo friulana e quanto previsto dal decreto della Corte di appello di Milano che autorizzava la sospensione di alimentazione e idratazione. In tutta Italia non si contano le iniziative per ricordare Eluana.

Addio a Eluana, sì all’autopsia. La procura: “Non c’è stato reato”

Fiaccolate e preghiere per l'ultima notte di Eluana Englaro

Si avranno in serata i primi esiti dell’autopsia sul corpo di Eluana Englaro, deceduta lunedì alle 19,35 per arresto cardiocircolatorio a seguito di insufficienza renale (secondo l’atto ufficiale di morte firmato dal direttore sanitario della clinica La Quiete, Stefano Santin) al quarto giorno senza alimentazione nella struttura friulana.

È stata la Procura di Udine a disporre l’autopsia sul corpo di Eluana Englaro. L’incarico è affidato anatomopatologo Carlo Moreschi coadiuvato da un collega di Padova. La decisione è stata presa al termine di un vertice svoltosi al Comando provinciale dei carabinieri di Udine, al termine del quale il procuratore Antonio Biancardi ha emesso una nota nella quale si piega che “saranno disposti ulteriori accertamenti ove sorgesse qualsivoglia dubbio sulle cause e sui mezzi che hanno prodotto l’evento”.
“Confermo che l’autopsia avverrà entro oggi”, ha annunciato il prof. Moreschi. Mentre l’avvocato della famiglia Englaro Giuseppe Campeis ha spiegato che prima di fissare la data dei funerali “vanno espletate tutte queste formalità”. Intanto Beppino Englaro e probabilmente anche la moglie Saturnia , gravemente malata, sono in partenza da Lecco per raggiungere Udine, dove secondo vorrebbero cremare la figlia e seppellirne le ceneri nel cimitero locale dopo una semplice benedizione in forma strettamente privata.

Da parte sua il procuratore generale della Corte d’Appello di Trieste, Beniamino Deidda ha assicurato che “per ora non c’è nessuna ipotesi di reato” e “sarà solo l’autospia a dirci con precisione le cause della morte”. Pronostici sui tempi che serviranno a saperne di più, il pg non ne fa: “i tempi” dice “dipenderanno dal ritmo dei periti incaricati e dagli accertamenti che saranno necessari. So che siamo nella routine e si seguirà la prassi che si segue in caso di persone ricoverate”. Commenti sulla vicenda, Deidda non ne vuole fare, si limita a dire: “Credo davvero che questo sia il momento della meditazione e del rispetto della famiglia”.
Intanto questa mattina la direzione de ‘La Quiete’ ha confermato che Eluana è morta per arresto cardiocircolatorio a seguito di insufficienza renale. Tuttavia, da quanto trapelato, le condizioni della donna ieri pomeriggio non facevano supporre un epilogo così rapido. Ieri sera, davanti a “La Quiete” ci sono stati dei momenti di forte tensione tra due schieramenti contrapposti: coloro che chiedevano che Eluana vivesse e quanti rivendicavano la libertà di scelta. Le forze dell’ordine sono intervenute a sedare gli animi, perché i manifestanti erano arrivati quasi alle mani.
“Mi aspettavo maggiore rispetto da tutti e invece ho ricevuto insulti brutali e minacce”, ha detto dal canto suo Ines Domenicali, presidente della casa di riposo. Il suo pensiero va alle difficoltà incontrate da quando ha deciso di accogliere la donna lecchese in stato vegetativo permanente da 17 anni per l’esecuzione del decreto della Corte d’appello di Milano, alle ispezioni e alle continue manifestazioni che si svolgevano davanti ai cancelli della casa di cura.
“Non sono assolutamente pentita, ho accolto Eluana in piena coscienza operando nella legalita, l’ho fatto perché era una circostanza particolare e ho cercato di rispettare il dramma del padre, della madre e di Eluana stessa”. Rispondendo all’Adnkronos salute, Domenicali si dice “ancora scossa e provata da tutto quello che è successo, da questa vicenda così dolorosa” e dal fatto che “ci hanno mancato di rispetto soprattutto quelle persone che si professano ‘difensori della vita’ e poi ci minacciano di morte”.

Il VIDEO servizio:

Archivi