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Una foto di repertorio di Guido Bertolaso e Antonio Bassolino (Ansa)
Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che ha risolto il problema dei rifiuti in strada a Napoli, e Antonio Bassolino (Pd), governatore della Campania quando è esploso appunto lo scandalo della “monnezza” in strada. Entrambi finiti sui giornali per vicende giudiziarie, ma con un destino diverso. Due vicende esemplari, per approfondire il dibattito sul rapporto tra media e giustizia, a pochi giorni dalla scadenza (3 marzo) della presentazione degli emendamenti al Ddl sulle intercettazioni alla commissione Giustizia di Palazzo Madama. Continua

Ora che tutto è finito, ora che la scelta di spostare in extremis il G8 dalla Maddalena all’Aquila ha superato la prova dei fatti, Silvio Berlusconi può rispolverare la sua citazione preferita. “Come diceva Erasmo da Rotterdam le decisioni più rappresentative sono spesso frutto di una lungimirante follia”. Archiviata anche l’ultima foto di gruppo che nel terzo e conclusivo giorno del summit ha visto insieme i Grandi e i rappresentanti dei Paesi africani, il presidente del Consiglio traccia il suo bilancio: un summit “riuscito” dall’esito “assolutamente positivo. A parere di tutti è stato il migliore da quando è stato istituito” dice.
D’altra parte a Coppito non c’è stata nessuna scossa: né tellurica, né giudiziaria. I leader stranieri (Obama in testa) hanno pubblicamente elogiato l’Italia per l’organizzazione, la leadership e l’ospitalità. Per tutti i tre giorni il Cavaliere ha scelto un profilo di understatment, mostrandosi molto a suo agio nel “nuovo” ruolo di mediatore e presidente del vertice e facendosi apprezzare come padrone di casa. Alla fine il presidente del Consiglio ha buon gioco a dire che le fosche previsioni sul vertice null’altro erano se non invenzioni delle Cassandre dei media. Per questo respinge al mittente la domanda di chi chiede se da questo summit possa partire un rilancio della politica estera italiana. “L’Italia non ha bisogno di nessun rilancio, consiglio di leggere meno i giornali” dice. E il dialogo con l’opposizione? La risposta è tagliente: “Solo se cambia”.
A non cambiare, almeno così spera il Cavaliere, dovrebbe invece essere colui che ogni volta che bisogna intervenire, si fa trovare sempre pronto. Una scuola che crolla, un’emergenza rifiuti, un terremoto, lui accende in un attimo la macchina della Protezione civile, di cui è responsabile dal 2001.
Lui è Guido Bertolaso, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, commissario per l’emergenza in Abruzzo, e “deus ex machina” del G8 a L’Aquila. Un successo del presidente del Consiglio Berlusconi, del Governo italiano, ma anche suo.
A Bertolaso, e non ad altri, è stato affidato il compito di presentare il Summit nella conferenza stampa iniziale, alla Protezione civile la richiesta di vigilare sulla caserma di Coppito, dove alloggiano i grandi del mondo, ai Vigili del Fuoco garantire l’incolumità durante le visite nei centri storici delle città devastate dal terremoto dello scorso 6 aprile. Barak Obama gli ha stretto la mano e lo ha ringraziato per il lavoro svolto, non solo in questi giorni, ma anche a sostegno delle popolazioni terremotate. Meritevole della fiducia dei governi di centrodestra e centrosinistra, ogni volta che Berlusconi lo vuole accanto a sé è perché sa di poter esibire dei risultati. Come per l’emergenza rifiuti in Campania, come per il terremoto in Abruzzo: la ricostruzione sarà lenta, ma Guido Bertolaso ha preteso, e ottenuto, che il decreto sulla ricostruzione passasse il prima possibile in consiglio dei Ministri. Adesso che il decreto è stato convertito definitivamente da Senato e Camera, lui vigilerà che tutto andrà per il verso giusto. E magari tra qualche mese il ministro Brunetta dirà ancora: “Il mio modello di efficienza? La Protezione civile di Guido Bertolaso”.
Successi personali di un uomo che vanta un curriculum impeccabile. Laurea con lode in Medicina e chirurgia all’Università “La Sapienza” di Roma, master in “Public Health” alla School of tropical medicine di Liverpool, tre lauree ad honoris, l’ultima, nel 2008, in “Sostenibilità ambientale e protezione civile dall’Università Politecnica delle Marche per “la sua capacità di coordinare e dirigere con grande professionalità competenza e tempestività tutte le emergenze in Itala e all’estero”, come si legge nella motivazione. Alla guida dell’ Ufficio nazionale per il servizio civile, dal 1998 al 2001: da una sua idea, la riorganizzazione del servizio civile volontario. Due medaglie al merito civile, una delle quali per aver gestito brillantemente a Roma le fasi immediatamente successive alla morte di Giovanni Paolo II. L’uomo giusto al momento giusto: come Mr Wolf, in Pulp fiction di Quentin Tarantino…. Che il suo futuro sia in politica?
I VIDEO con i successi di Mr. Wolf Bertolaso.
Bertolaso, Berlusconi e Obama a Santa Maria di Paganica, l’Aquila:
Emergenza rifiuti in Campania:
Guido Bertolaso su termovalorizzatore di Acerra:
Bertolaso intervistato da RaiNews24 poche ore dopo il terremoto del 6 aprile

Anche i rifiuti “migrano”: dopo la Campania e la Calabria, ora l’immondizia soffoca il Salento. Sono 45 i comuni coinvolti nell’emergenza.
Producendo 500 tonnellate di spazzatura al giorno, il conto, al settimo giorno di allarme, è presto fatto: sono 3500 le tonnellate depositate lungo le strade o conservate nelle case. A Ugento, principalmente, dove in località Burgesi un presidio permanente davanti la discarica vuole impedire il conferimento dei rifiuti di gran parte dei comuni salentini disposto fino al 31 gennaio da un’ordinanza del commissario per l’emergenza ambientale, il presidente della Regione Nichi Vendola, la cui legittimità è stata confermata ieri dal Tar. Ma la situazione peggiora di ora in ora anche a Gallipoli (”Siamo in piena emergenza, i danni d’immagine per il turismo stanno diventando molto pesanti”, ha tuonato il sindaco Giuseppe Venneri dopo che alcuni cassonetti sono stati dati alle fiamme la scorsa notte), Tricase, Corigliano d’Otranto, Nardò, dove ieri circa 500 persone hanno partecipato a una marcia silenziosa organizzata dal Comitato per la tutela del paesaggio (Ctp) e terminata dinanzi ai cancelli della discarica.
Nel pomeriggio si è concluso un lungo vertice (a porte chiuse) in prefettura a Lecce tra amministratori regionali, il prefetto Mario Tafaro, il presidente della provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino, i sindaci del Sud Salento e i presidenti dei tre Ambiti territoriali ottimali (Ato) di Lecce e provincia. Secondo le indiscrezioni raccolte da Panorama.it, sarebbe stato raggiunto un accordo che verrà ora sottoscritto tra le parti. L’intesa prevede che la discarica di Burgesi, a Ugento, continui a ospitare rifiuti (circa ottomila tonnellate) anche dai comuni che rientrano nell’ambito dell’Ato Lecce 2 fino al 31 gennaio, così come indicato nella contestata ordinanza del governatore Vendola. Dopo quella data, l’impianto riceverà rifiuti solo dai comuni dell’ senza che sia sopraelevata e fino al suo “esaurimento tombale”.
Alla scadenza della data indicata, l’impianto potrà consentire l’accesso degli autocompattatori provenienti solo dai Comuni dell’Ato 3 senza che sia sopraelevata e fino al suo “esaurimento tombale”. Il tutto in attesa che possano entrare in funzione (presumibilmente a giugno) i nuovi impianti: un biostabilizzatore ed una discarica di servizio-soccorso.
Per l’impianto di Ugento (una vecchia cava) l’impedimento con il quale ci si è trovati a fare i conti è il rinvenimento di rifiuti cancerogeni contenenti amianto. Prima di procedere occorre bonificare. Su Corigliano d’Otranto, invece, influisce un quadro idrogeologico delicato ed è stata necessaria una perizia di variante al progetto originario per scongiurare qualsiasi, anche remoto rischio di inquinamento della vena d’acqua sotterranea dalla quale si approvvigiona buona parte del bacino salentino.
Le ipotesi del piano sembrano incontrare i favori del sindaco di Ugento, Eugenio Ozza, a capo della protesta che è esplosa nella sua città che conta poco più di 11 mila abitanti. “Speriamo” afferma Ozza “che la situazione venga definita. Vogliamo dare tranquillità ai cittadini”. Ma: “Dalle telefonate ricevute, i cittadini non l’hanno presa bene, e questo si sapeva. Posso capire la grande mobilitazione che c’è stata, la rabbia dei cittadini, però quando ci sono problemi di ordine pubblico e per evitare ripercussioni anche penali ai miei cittadini, abbiamo ingoiato questa pillola amara”. “Per un paio d’ore” ha aggiunto “la mia tesi è stata di sentire prima la gente e poi di firmare l’eventuale accordo. Siccome poi sono rimasto quasi da solo a difendere questa posizione e sono stati sollevati anche problemi di ordine pubblico, si è cercato di ottenere il massimo possibile da questo verbale d’intesa”. puntualizza.
Dopo quindici anni di gestione commissariale dell’eterna emergenza rifiuti, e nonostante le ripetute denunce sulla discarica di Giuseppe Basile, il consigliere provinciale dell’Italia dei Valori ammazzato il 15 giugno scorso, la soluzione sembra ancora lontana. La situazione cominciava a prospettarsi come difficoltosa già nel 2007 quando la discarica di Nardò, in contrada Castellino, è stata chiusa nel momento in cui il presidente Vendola ha dato corso ad una ordinanza dell’ex presidente Fitto. Le vecchie discariche a servizio del territorio, compresa quella di Ugento, erano già allora in fase di esaurimento.
Non mancano, come al solito, i rimpalli politici. L’assessore regionale all’Ambiente, Michele Losappio, accusa il sindaco di Ugento e gli esponenti nazionali del centrodestra di aver “deciso di sequestrare e di tenere in ostaggio 70 comuni del Salento”. Immediata la replica di Ozza: “Mi meraviglio che l’ordinanza del presidente-commissario sia stata fatta il 30 dicembre senza consultare il sottoscritto, senza fare un sopralluogo a Ugento, senza chiedere alla popolazione di fare un sacrificio”. Un sacrificio richiesto, invece, dal presidente della provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino, che ha ricordato “come la realizzazione dei nuovi impianti dell’Ato Le/1 è sostanzialmente conclusa, mentre l’impiantistica dell’Ato Le/3 accusa un ritardo stimato in circa sei mesi ed è pertanto ragionevole prevederne l’avvio nella seconda metà del 2009″. Da qui un appello del presidente ai salentini, ed in particolare agli amministratori comunali, perché “vogliano collaborare con spirito costruttivo ad una gestione condivisa delle problematiche sul tappeto”. Ma la pazienza dei circa 460 mila cittadini del Tacco d’Italia (oltre la metà degli 811 mila residenti in provincia di Lecce), costretti a convivere con odori nauseabondi, cassonetti straripanti di spazzatura e rifiuti accatastati per le strade, pare al capolinea.
Il Salento non vuole diventare la “nuova Napoli”: forse è per questo che, almeno per ora, la protesta continua.

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge sull’emergenza rifiuti e sul decoro urbano. Lo si apprende da fonti ministeriali. “I sindaci devono fare il loro mestiere e il loro dovere”.
È quanto ha affermato il sottosegretario alla presidenza con delega all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso che parte da questo “monito” per spiegare che nel decreto legge approvato oggi, il governo risponde alle “sollecitazioni dei cittadini che lamentano ancora che non viene tolta la spazzatura dal cassonetto. Siccome il ruolo del Governo è quello di individuare le modalità di smaltimento ma non quello del prelievo dei rifiuti” ha detto “abbiamo previsto nel dl che chi non rispetta le norme, che quei sindaci che non fanno il loro dovere possono essere commissariati con un decreto del ministero dell’Interno. Si tratta” ha aggiunto “di una norma importante e severa che vuole far assumere responsabilità amministrazioni comunali”.
Ma la responsabilità deve essere anche dei cittadini. “Abbiamo verificato che in certe situazioni, una volta tolta la spazzatura dopo 6-7 ore se ne accumula di nuova anche di quella pesante con frigoriferi, lavatrici… Fino ad ora era prevista solo una multa irrisoria. Ora, per chi viene colto in fragrante è possibile una condanna da 6 mesi a tre anni”. L’arresto è però previsto in questo momento solo in Campania e poi varrà per tutte le regioni “in cui c’è una dichiarazione di stato d’emergenza”.
Nonostante l’annuncio dei giorni scorsi, non è stato invece approvato oggi dal Consiglio di ministri il provvedimento contro i writers, che inizialmente doveva essere contenuto nel decreto sui rifiuti. Le misure, ha spiegato il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, saranno contenute in un emendamento al disegno di legge sulla sicurezza.
Il VIDEO servizio:
L’annuncio del governo: “In Campania chi lascia materassi o lavatrici per strada rischierà fino a tre anni di reclusione”. Siete d’accordo?
Circa quaranta persone, tra ultras del Napoli e politici locali, sono stati arrestate in merito agli incidenti avvenuti lo scorso mese di gennaio a Pianura dove doveva sorgere una discarica (GUARDA le foto del gennaio scorso). Come si ricorderà ci furono incidenti per diversi giorni, bus dati alle fiamme, assalti alle forze dell’ordine e a una caserma dei vigili del fuoco. Tra i politici arrestati vi sarebbe anche un consigliere comunale di Napoli e un assessore comunale.
Le indagini, coordinate dalla procura di Napoli, sono durate circa nove mesi: tempo necessario per gli agenti della questura di Napoli per visionare i filmati e le foto degli incidenti avvenuti a Pianura e ascoltare le intercettazioni telefoniche e i testimoni. La polizia ha individuato anche gli autori delle minacce rivolte ai commercianti della zona che all’epoca dei fatti furono costretti a chiudere i loro negozi per diversi giorni. Per i 35 arrestati le accuse vanno dall’associazione per delinquere alla devastazione, dall’interruzione di pubblico servizio alle minacce. Dall’inchiesta emerge anche un interesse del clan camorristico Varriale per una speculazione edilizia nella zona.
Ventidue dei quaranta arrestati sono stati condotti nel carcere di Poggio Reale, gli altri tredici sono agli arresti domiciliari. Tra gli indagati ai domicialiri ci sarebbero anche quattro politici su 35 indagati arrestati. Due di questi sono l’assessore del Pd alla Protezione Civile e ai Cimiteri del comune di Napoli, Giorgio Nugnes (stamattina ha comunicato al sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino la decisione di autosopendersi dall’incarico) e il consigliere comunale di Alleanza Nazionale Marco Nonno.
Sono due i gruppi del tifo ultrà del Napoli al centro della indagine della Digos di Napoli che ha portato agli arresti eseguiti oggi. Si tratta delle “Teste matte” (qui un VIDEO su di loro) e dei “Niss (niente incontri solo scontri)”. Il primo, fondato nel 1987 e composto da tifosi provenienti per lo più dai quartieri Spagnoli, Pianura e Quarto, il secondo nato da una scissione delle “Teste matte” e formato soprattutto da persone provenienti da Pianura e Quarto. Agli ultrà è contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata allo scontro con altre tifoserie e esponenti delle forze dell’ordine. Incidenti che anche per le limitazioni degli spostamenti delle tifoserie dovute ai divieti vigenti, si verificavano per lo più nelle aree di sosta delle autostrade dove venivano a contatto supporter di diverse squadre.
Alcuni degli arrestati sarebbero pregiudicati non legati alla camorra che nei giorni degli assalti a Pianura costringevano ui negozianti a tenere le serrande abbassate. Tra gli indagati vi sono anche cittadini comuni residenti a Pianura accusati di avere assaltato la polizia con sassi e bastoni nei giorni degli scontri. Gli arresti sono stati eseguiti dagli agenti della Digos.
Il VIDEO servizio:
“La fase acuta dell’emergenza è stata superata”. Da Napoli Berlusconi, dove è voluto tornare e incontrare i sindaci per fare il punto sulla situazione dei rifiuti fa l’annuncio tanto atteso. “Non si ricadrà mai più”, ha garantito il premier, “nell’emergenza così come si era drammaticamente manifestata”. Per tornare alla normalità, ha aggiunto, bisognerà comunque attendere ancora un pò: “Si uscirà solo quando saranno approntati tutti gli strumenti necessari al ciclo di smaltimento dei rifiuti”.
Il sito per il termovalorizzatore di Napoli, conferma il presidente del Consiglio, “è stato individuato e sorgerà nella zona est della città, vicino al depuratore. È una zona che deve essere completamente bonificata”. Tuttavia avverte il premier, non solo emergenza rifiuti, ma anche il rischio diossina in Campania va affrontato. “Ci sono tantissime aree inquinate che vanno bonificate. Ricordate la vicenda delle mozzarelle”, ha sottolineato Berlusconi, “anche su questo bisogna fare un gran lavoro”. Berlusconi ha promesso “uno sforzo economico del governo anche in un momento di tagli economici eccezionali. Le famiglie napoletane e tutti i cittadini campani dovranno abituarsi ad un cambiamento epocale della raccolta dei rifiuti”. Da Acerra, intanto, arriva la notizia che il termovalorizzazione entrerà in vigore a partire dal primo gennaio.
“L’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania è finita”: il premier Silvio Berlusconi lo ha annunciato orgoglioso tornando a Napoli, dove aveva aperto il suo quarto governo. E al termine del Consiglio dei ministri, felice, ha esclamato: “Abbiamo concluso in 58 giorni. Il capoluogo partenopeo e la sua Regione sono tornate ad essere una città e una Regione occidentali”. D’ora in poi per il Cavaliere occorre passare alla fase “dell’educazione civica per insegnare ai napoletani la raccolta differenziata”. E, per questo, da quest’estate partirà l’operazione volontari: “I volontari busseranno alle porte dei cittadini e illustreranno il nuovo sistema di raccolta”. Grazie “al sostegno della Chiesa”.
E se l’emergenza è finita, ha rivendicato il premier, “è perché lo Stato è tornato a fare lo Stato e anche per questo dovremo indagare le responsabilità che ci sono state nel passato. Con la giusta autorità abbiamo presidiato i termovalorizzatori e le discariche, ma questa situazione nella quale l’autorità centrale sostituisce quella locale non può continuare in eterno”. Si rende dunque necessaria la raccolta differenziata: “Commissarieremo i Comuni che non adempiono alla raccolta differenziata”. E ha aggiunto il Cavaliere “Io avrò l’atteggiamento del buon padre di famiglia: stimolerò le amministrazioni a raggiungere gli obiettivi prefissati e avrò mano ferma con chi non rispetterà i tempi e gli obiettivi previsti”. L’obiettivo è quello di “andare avanti per far sì che a Napoli si apra una nuova era di ordine e decoro”. Un esempio da seguire? Tokyo. Da dove Berlusconi è appena tornato dal G8: “Una città con oltre 13 milioni di abitanti e non c’è neppure un mozzicone di sigaretta o una carta di caramella per strada. Seguiamo quell’esempio: da Napoli parta una campagna per città più ordinate e pulite”.
Un’operazione, quella di pulizia, che il premier ha giudicato davvero straordinaria: “Abbiamo sgombrato le 50mila tonnellate d’immondizia che c’erano nelle strade. Ne restano meno di duemila tonnellate, che verranno smaltite con procedure particolari”. E il ritorno alla normalità? “L’emergenza finirà solo quando entreranno in funzione i quattro termovalorizzatori. Prevediamo siano necessari” ha rivelato il capo del governo “tre anni, ma noi speriamo di farcela in due”. Dunque i termovalorizzatori: quello di Acerra sarà completato entro i primi mesi del 2009. Complessivamente, i termovalorizzatori campani saranno quattro: Acerra, Salerno, Napoli, Santa Maria La Fossa. Fondamentale per la fine dell’emergenza è stato il sottosegretario Guido Bertolaso. A cui il premier non ha certo lesinato le lodi: “Il lavoro di Bertolaso per far uscire la Campania dall’emergenza rifiuti è stata encomiabile”. Parole dolci anche per il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, “che voi vedete così gracile e dolce all’apparenza, ma con un carattere di ferro sul lavoro”.
Ma la riunione di governo è servita anche per sbloccare fondi regionali che saranno destinati al Sud: “Con un decreto” ha annunciato il Cavaliere “abbiamo sbloccato i fondi che l’Ue mette a disposizione per lo sviluppo regionale: si tratta di 60 miliardi per 11 programmi italiani e la massima parte sono per il Mezzogiorno”. Soldi, ha attaccato Berlusconi, che il precedente governo non aveva mai sbloccato: “Noi li abbiamo rimessi in circolo. Sono concessi dall’Ue per il Mezzogiorno e si potranno impiegare subito”. Unico neo per il Cavaliere i presunti non ottimi rapporti con il Carroccio. Al Cdm di Napoli dei 4 ministri leghisti ieri c’era solo Roberto Maroni. Ma è lo stesso Berlusconi a gettare acqua sul fuoco delle polemiche politiche: “Prima del riunione ho sentito al telefono Bossi che si è congratulato con me per la buona riuscita della nostra operazione che ci ha permesso di superare l’emergenza rifiuti in Campania”.
Il premier ha poi annunciato le previsioni sulle riduzioni delle tasse. “Se continueremo a lavorare bene e se gli italiani ci aiuteranno” ha sottolineato Berlusconi “potremmo arrivare a quello che ci siamo posti come obiettivo finale della legislatura e cioè portare la pressione fiscale sotto il 40%”. E ha aggiunto: “Riducendo la spesa pubblica potremo ridurre le tasse, ma fin da ora possiamo dire che nessuna imposta sarà aumentata”. Sono in cantiere, inoltre, piani per migliorare il funzionamento della macchina amministrativa: “Avvieremo un progetto di due diligence in ogni ministero” rivela il capo del governo “è necessario studiare come porre fine a inefficienze economiche nei costi dello Stato”.
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