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Ogni due minuti viene abbandonato un cane: è emergenza nazionale

Un cane abbandonato

Dite addio alle ambientazioni alla Lilly e il Vagabondo, dimenticatevi i chiari di luna di Pongo e Peggy. L’atmosfera è piuttosto quella fumosa di Crudelia Demon: gli italiani d’estate diventano cattivi, cattivissimi, senza cuore. Almeno stando alle statistiche del Ministero della Salute sull’abbandono dei cani. Basta contare fino a 120: è appena stato abbandonato un cane. Uno ogni due minuti è il bilancio dell’estate, periodo in cui voglia di tintarella e tramonti in spiaggia fanno dimenticare l’amico dell’uomo su una strada, sperso in un bosco o vicino a un canile.
Se durante l’anno i cani abbandonati sono complessivamente circa 100mila, giugno, luglio e agosto sono i mesi in cui il numero schizza fino a quota 60mila: 20.000mila, 650 al giorno. Numeri a cui vanno aggiunti i gatti, altri 35mila quattro zampe lasciati a sé stessi.
Per la Lav (la Lega Antivivisezione) un rimedio al fenomeno può venire dalla sterilizzazione: “In sei anni i discendenti di un gatto o un cane possono arrivare ad essere anche 70mila. La sterilizzazione può evitarlo. Dei 135mila cani e gatti abbandonati circa l’80% muore per incidenti, malattia o stenti, mentre 600mila cani vivono rinchiusi in gabbie o da randagi, insieme a oltre due milioni e mezzo di gatti”. “I nostri canili sono già al limite” dicono alla Lega Nazionale per la difesa del cane. “L’unico elemento positivo che abbiamo notato in questo ultimo anno è la diminuzione degli abbandoni in autostrada: sempre più spesso infatti gli animali vengono lasciati in prossimità di rifugi e canili. Forse gli italiani sono diventati più buoni”.
Di diverso avviso all’Enpa (Ente Protezione Animali): “Gli italiani si sono fatti più furbi, i cani non sono più abbandonati in autostrada perché sono luoghi troppo controllati, adesso il migliore amico dell’uomo è sempre più spesso lasciato in campagna o in strade isolate. Anche per questo è difficile parlare di numeri o statistiche”. L’Ente protezione animali parla inoltre di una nuova tendenza: a rimanere a casa, abbandonati da ex padroni, non sono più solo cani e gatti, ma anche e soprattutto pesci rossi e da acquario, canarini e animali esotici. “L’impennata di vendite dei pesci rossi lascia pochi dubbi sulla sorte che tocca a questi animali a inizio estate e fa capire come questo tipo di animale sia avvertito come una sorta di usa e getta: all’inizio dell’estate si butta, in autunno si ricompra. Per non parlare degli animali esotici: capita che ci si debba occupare di iguane o che al parco si vedano sgattaiolare le bisce di terra. Con buona pace dei genitori che vi portano i bambini”.

Il video dell’inviata di Panorama Stella Pende sulla condizione degli animali abbandonati. Se qualcuno fosse davvero interessato all’adozione di uno dei due cuccioli nel video può scrivere alla redazione di Panorama, specificando nell’oggetto della mail “adozione Pallino” e fornendo un recapito telefonico.

Cani e gatti di razza, occhio alle fregature


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La gioia di un cucciolo che entra in casa, magari pagato a caro prezzo e scelto dopo aver comparato le caratteristiche delle razze. E dopo pochi mesi, la sgradita sorpresa di una patologia congenita che costringe l’animale e la sua famiglia adottiva a cure lunghe, difficili, dispendiose. Sempre che le condizioni di salute non siano talmente gravi da veder morire l’animale a cui ci si è appena affezionati. Succede più spesso di quanto non s’immagini, e non solo nel caso di veri e propri crimini, come l’importazione illegale di cani dall’Est scoperta dalla Guardia di Finanza di Bologna.
Capita a causa di incroci fra consanguinei, screening poco accurati o mai eseguiti, ma anche sfortuna, visto che molte patologie non sono riscontrabili prima dell’anno di età, o alcuni cuccioli le sviluppano pur provenendo da genitori sani. Ettore Degli Esposti, portavoce dell’Enpa di Milano, ha la sua teoria: “Noi partiamo ovviamente da una posizione diversa; gli animali non si comprano, si adottano. E solo dopo aver pensato a lungo all’impegno e le cure che un cucciolo in casa richiede, magari dando un’occhiata alla nostra documentazione”.

“Se però una famiglia preferisce un cane o un gatto di razza” continua “deve procedere all’acquisto senza leggerezza o imprudenza. Quando compriamo un televisore, ad esempio, controlliamo offerta e garanzie decine di volte. Nel caso di un animale, invece, ci facciamo trasportare dall’entusiasmo. E dimentichiamo che l’allevatore è un commerciante; ci sta vendendo un bene”. Per cui i consigli di Degli Esposti sono di rivolgersi sempre all’allevatore, possibilmente attivo da anni e ben conosciuto, e mai a un negozio; di visitare l’allevamento per rendersi conto delle condizioni degli animali; di informarsi da un veterinario sull’esistenza e l’incidenza, per quella razza, di patologie genetiche e pretendere pedigree, certificati di vaccinazione e ricevuta del pagamento. “Cardiopatie, displasia dell’anca, cimurro, parvovirosi per i cani; panleucopenia, rinotracheite, rene policistico per i gatti e cardiopatie per entrambi. Sono tra le più comuni affezioni, genetiche e non, che un nuovo padrone potrebbe affrontare. Il problema è che molti di loro non ne sanno nulla; acquistano l’animale ammaliati dalla bellezza e sono impreparati davanti a un’eventualità del genere”, spiega Salvatore Avenia, veterinario Enpa.

E a quel punto, cosa si può fare? “Bisogna inviare una raccomandata all’allevatore per comunicare il problema, entro 8 giorni dalla sua scoperta. Purtroppo il codice civile tutela l’acquirente solo entro l’anno di acquisto. E in ogni caso, non stiamo parlando di un elettrodomestico; sostituire un animale o offrire ad esempio uno sconto su un nuovo esemplare non lenisce certo il dolore per la brutta esperienza. Noi offriamo un servizio di consulenza e assistenza legale, ma non possiamo rifondere il danno morale “, spiega Degli Esposti.

Inoltre, conviene verificare che l’allevatore sia affiliato all’Enci, Ente nazionale della cinofilia italiana per i cani e all’Anfi, Associazione nazionale felina italiana per i gatti. Eventualmente si possono chiedere informazioni proprio a queste due associazioni. “Consiglio anche di non avere fretta; il mio Cavalier l’ho aspettato un anno per avere il pedigree giusto. E ricordo che le parentele si possono anche controllare online sul nostro sito“, spiega Fabrizio Crivellari, Direttore generale dell’Enci.

“Entro tre, cinque giorni al massimo portare il cucciolo dal veterinario per un controllo completo; farsi consegnare istruzioni dettagliate per la dieta e la cura e diffidare da chi non lo fa” suggerisce Cristina Kowalczuk, presidente Anfi. “E per tutelarsi in futuro, visto che molte patologie si notano solo dopo parecchi mesi di vita, stabilire un accordo scritto con l’allevatore che preveda un rimborso delle spese o un altro animale gratis in caso di problemi genetici riconducibili all’allevamento. Certo, dovrebbe stare alla coscienza dell’allevatore venire incontro a chi ha acquistato sfortunatamente un esemplare malato”. Ma siccome non tutti sono uguali, conviene stabilirlo a priori al momento del pagamento.

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Gli animali di razza? Spesso si trovano anche al canile, abbandonati dai padroni.

Una due giorni con i quattro zampe. Per dire no all’abbandono


Una due giorni dedicata agli animali abbandonati, un fine settimana per aiutare tutti i trovatelli d’Italia. È questo il senso della “Quarta giornata degli animali” organizzata dall’Enpa e che sabato 6 e domenica 7 ottobre vedrà scendere nelle piazze di 144 città di tutta la Penisola i volontari dell’associazione. “La giornata” ha spiegato Carla Rocchi, presidente nazionale della Onlus “avrà un doppio fine: da un lato quello di raccogliere fondi da destinare all’alimentazione e alla cura degli animali abbandonati e di cui l’Enpa si fa carico. Dall’altra invece cercheremo di sensibilizzare la popolazione sul problema del maltrattamento dei nostri amici a quattro zampe”.

E per fare questo i volontari distribuiranno opuscoli, libri, adesivi e palloncini ai più piccoli oltre a chiedere di inviare un sms al numero 48585: con un euro si potrà riempire la ciotola di cibo per un randagio. Ma non ci sarà solo la raccolta di finanziamenti nella due giorni in difesa degli animali.

Perché ai banchetti sparsi per l’Italia sarà anche possibile compilare un questionario/referendum dal titolo “Le città per gli animali” e che servirà a stilare una lista delle richieste di proprietari o semplici amanti di cani e gatti alle amministrazioni comunali. Tra i desiderata, per ora, in cima alla classifica c’è il servizio di “118 veterinario”: è stato chiesto dal 19 per cento di quanti hanno risposto ai quesiti sul web.

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