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Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica
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Politici, giornalisti, lobbisti, comici e attivisti umanitari. Tanti, forse troppi, i volti che hanno segnato il 2011. Panorama.it ha scelto dieci personaggi che hanno fatto e fanno ancora discutere sui mass media. Sottoponendoli al voto dei suoi lettori online. Continua

#MENTANA, #LA7, TG1
La vicenda delle dimissioni del direttore del Tg di LA7 Enrico Mentana, a causa di una presunta denuncia del Cdr per essersi rifiutato di leggere un comunicato sindacale, e il ventilato suo arrivo a breve sulla poltrona del Tg1 conquistano twitter. Tra gli hashtag più usati: #Mentana, #LA7, TG1. Continua

Stasera Enrico Mentana sarà ancora al suo posto o no? (Credits: Virginia Farneti / LaPresse)
E alla fine restò. Dopo una giornata di voci, annunci, comunicati e trattative Enrico Mentana ha condotto come tutte le sere l’edizione delle 20 del tg de La7. L’assemblea straordinaria della redazione alle 19.20 con un comunicato ufficiale chiedeva al suo Direttore di restare e si dissociava dalle polemiche sull’ormai famoso comunicato sindacale. Un lieto fine (per La/) arrivato poco prima della messa in onda del tg, anche se Mentana, pur dimissionario, è sempre rimasto tutto il pomeriggio nel suo ufficio a preparare titoli e scaletta come un giorno qualunque. Continua

Il direttore del Tg de La7 Enrico Mentana
di Annalisa Chirico
Lo ammetto, io ero rimasta ai comunicati delle Brigate Rosse, quelli con il numericino accanto. Conosco persino quelli delle assemblee universitarie manovrate dai capetti marxisti-leninisti, che in nome della democrazia dei soviet, per l’appunto, licenziano poche e scarne dichiarazioni, e ne affidano la lettura al primo studentello che passa di lì. Comunicati da leggere con rigore ossequioso, in modo impersonale, scandendo parola per parola perché in quelle parole (non in altre!) è cristallizzata la volontà collettiva, oligarchicamente concepita e partorita. Continua


di Antonella Piperno
«Non trovo corretto che si faccia un apprezzamento al corpo di una donna». Gad Lerner non è più il solo conduttore a battersi contro lo sfruttamento mediatico della fisicità femminile e i maschi televisivi esageratamente arrapati. L’ha sorpassato a sinistra Lucia Annunziata, colei che fino a qualche tempo fa alzava la voce (e magari pure i tacchi) soprattutto per questioni legate alla politica estera. Continua

A 48 ore dalla sfuriata e dalle dimissioni, immediatamente accettate da Mediaset che ha anche sospeso Matrix, Enrico Mentana rompe il silenzio e racconta la sua verità. Lo fa con una lettera a Vittorio Feltri, direttore del quotidiano Libero.
“Mediaset mi cacci pure, ma non usi cavilli”, accusa l’ex direttore, dopo aver smentito in mattinata anche offerte o contatti “con Sky o con altri editori televisivi e non”. Dall’azienda replica il direttore generale informazione Mauro Crippa: il dissenso dalle scelte editoriali è legittimo, ma altra cosa è la “sconfessione pubblica e radicale”. Nella lettera a Feltri, Mentana ricostruisce i fatti della serata di lunedì, quella della morte di Eluana Englaro: spiega di aver avvertito “la direzione di Mediaset, nella persona di Mauro Crippa“, che gli chiese se era “in grado di andare in onda anticipatamente, nel caso si fosse modificata la programmazione serale di Canale 5″.
Tre le soluzioni suggerite da Mentana: aprire nel Grande Fratello “una o due finestre del Tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o infine chiudere il Grande Fratello non alle 24, com’era previsto, ma un’ora prima, così da trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto”. Ipotesi poi sottoposte da Crippa “al vertice aziendale”. “Dopo un pò” scrive ancora Mentana “Crippa mi richiamò sinceramente costernato, dicendomi che tutte e tre le proposte erano state respinte: la programmazione doveva proseguire come se nulla fosse successo. Gli espressi il mio giudizio estremamente negativo su quella scelta: così Canale 5 diventava l’unica rete italiana ad aver dedicato alla morte di Eluana solo sette minuti in tutto, in coda al Tg5 delle 20, e poi più nulla”.
Dopo le dimissioni “a mezzo stampa” - come ha più volte sottolineato l’azienda - Mentana spiega nella missiva di non aver “mai sentito, nè quella sera nè dopo, Confalonieri o Pier Silvio Berlusconi. Mi ha chiamato, invece, il direttore del personale, per preannunciarmi che l’azienda riteneva concluso il rapporto di lavoro con me, a causa delle mie dimissioni da direttore editoriale. Per la verità” precisa “la mia qualifica contrattuale è di direttore ad personam, quindi è evidente che la qualifica editoriale non ha alcun contatto con il mio ruolo operativo di responsabile e conduttore di Matrix.
Ma se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli. I soldi non sono un problema, la forma si”‘. Dopo aver definito “balle e veleni assortiti” alcune indiscrezioni sul suo futuro, “come la voce su un mio contatto o addirittura contratto con Sky”, Mentana conclude: “Non so se ho sbagliato, in tutta onestà non lo credo”.
“Quella di Enrico” replica Crippa “è una ricostruzione sostanzialmente vera ma certamente parziale. D’altronde, mentre lui si occupava solo di Canale 5, quella sera io ho tenuto conto dell’insieme delle tre reti. Resta il fatto che si può dissentire da una scelta editoriale che, peraltro, si è dimostrata lungimirante ma questo non ha nulla a che vedere con una sconfessione pubblica e radicale, accompagnata da una dissociazione a mezzo stampa e culminata con le dimissioni”.
L’azienda, in ogni caso, non intende rinunciare a Matrix: dopo la sospensione già prevista la prossima settimana in coincidenza con il festival di Sanremo, il programma tornerà in onda lunedì 23 febbraio, affidato a un conduttore ancora da definire, probabilmente anche un ‘internò. Sembrerebbero esclusi i nomi circolati in queste ore, come quelli di Maurizio Belpietro o Giuliano Ferrara: il nuovo volto del programma dovrebbe essere individuato agli inizi della prossima settimana.
A meno di sviluppi clamorosi, e al momento difficili da immaginare, come le scuse di Mentana, che oggi intanto incassa la solidarietà di Walter Veltroni. “È un giornalista di primissimo livello”, dice il leader del Pd, che definisce “esemplare” la vicenda: “Tutto ciò che non è organico al premier è un ostacolo, e quindi diventa intollerabile”.
Atmosfera tesa a Canale 5. Enrico Mentana si è dimesso da direttore editoriale dopo la decisione dell’azienda di non mandare in prima serata la puntata di Matrix dedicata a Eluana Englaro. L’azienda ha accettato. E la trasmissione è stata sospesa da stasera. I giornalisti del Tg5 e di Videonews, in una nota, hanno espresso “la loro solidarietà ai colleghi e alla redazione tutta di Matrix“: hanno proclamato da subito lo stato di agitazione e una giornata di sciopero per martedì 17 febbraio.
Ma la tensione non accenna a diminuire. Mediaset “non ha cacciato nessuno”, è Enrico Mentana “che si è messo fuori dall’azienda rompendo pubblicamente e platealmente il rapporto fiduciario” dice Mauro Crippa, direttore generale per l’informazione del gruppo di Cologno monzese. E continua: “Valuteremo nei prossimi giorni le modalità di prosecuzione dell’esperienza di Matrix. Un editore ha il dovere di tenere in vita i propri marchi anche al di là delle vicende personali”. Qualcuno già guarda al futuro, come il senatore Riccardo Villari (Gruppo Misto): annuncia che si farà “promotore di un appello pubblico perché il servizio pubblico non si lasci sfuggire l’occasione di ‘rubare’ Enrico Mentana a Mediaset”.
E gli anchorman di punta degli altri canali, cosa ne pensano? Bruno Vespa, ieri sera, era in onda con Porta a Porta. ”Capisco la logica inter-rete di Mediaset” dice l’anchorman di Rai Uno “ma è anche normale che possa non essere compresa da un cavallo di razza lasciato nella stalla al momento della corsa, come era ieri sera Enrico Mentana”. Giovanni Floris, conduttore di Ballarò, commenta: “Mentana è un grande giornalista ed è la storia di Mediaset. Sarebbe un grande errore per Mediaset lasciarlo andare via”.
Gad Lerner si affida al blog per riflettere sulla vicenda: “Nel suo ‘post’ Lerner ribadisce la sua ‘piena solidarietà a Enrico Mentana che ha compiuto una scelta netta, chiara, dignitosa. La fretta con cui Mediaset ha accolto le sue dimissioni, estendendole dalla direzione editoriale alla soppressione di Matrix (sospensione secondo la nota ufficiale Mediaset, ndr) non fa onore a quell’azienda che deve moltissimo a Mentana. L’ottusità purtroppo miete sempre più vittime nel sistema televisivo italiano”.
Non è la prima volta che la programmazione della tv commerciale non viene modificata in presenza di fatti eclatanti. Circostanza che in alcune occasioni si è peraltro verificata anche con la televisione di Stato. Una delle poche volte in cui c’è stata un’incidenza sui palinsesti è stato l’attentato alle Torri Gemelle. Oppure, nel 2003: in contrasto con le regole di Grande Fratello, nel marzo 2003 la guerra in Iraq irrompe nella casa blindata del reality. I ragazzi sono informati dell’attacco anglo-americano all’Iraq con un filmato registrato appositamente da Cesara Buonamici.
Nell’Italia sconvolta dalla strage di Capaci, il 23 maggio 1992, Fabrizio Frizzi e Milly Carlucci conducono insieme Scommettiamo che sull’ammiraglia Rai. La messa in onda viene giudicata inopportuna da molti, fra cui lo stesso Frizzi che dice: “Mi sono vergognato e mi critico come cittadino ma l’azienda mi ha comunicato che il programma doveva andare in onda comunque”.

Circa un’ora dopo la morte di Eluana Englaro, Canale 5 conferma in palinsesto il Grande Fratello, mentre Raiuno cambia programmazione e lascia spazio a una diretta speciale di Porta a Porta. Enrico Mentana non ci sta a vedere Matrix relegato a mezzanotte e annuncia, per “coerenza”, le dimissioni da direttore editoriale. Da Mediaset replica il direttore generale informazione Mauro Crippa, prendendo atto della decisione di Mentana e sottolineando che l’azienda è comunque in onda con il Tg4 e Studio Aperto.
Il GF si apre con un accenno di Alessia Marcuzzi alla vicenda: “Vorrei stringermi virtualmente, visto che non posso farlo di persona, ai genitori e ai familiari di questa ragazza venuta a mancare poco tempo fa”. L’ira di Mentana non si fa attendere: “Non esiste solo l’audience. Simili scelte tolgono credibilità a chi le compie, e personalmente non ho nessuna intenzione di avallarle. Stasera su Canale 5 il dramma è quello della cacciata di una concorrente dal Grande Fratello. A mezzanotte, se va bene, si parlerà di Eluana, a Matrix. Andremo in onda comunque, per dovere di informare. Domani però rassegnerò le dimissioni da direttore editoriale di Mediaset, per un altro dovere, quello di coerenza”.
“Mentana” sottolinea Crippa “è un giornalista di grande esperienza che conosce bene le regole della tv commerciale che gli hanno consentito e gli consentono di lavorare in piena libertà e autonomia editoriale. Dispiace il suo disaccordo ma è fisiologico, fa parte del normale confronto sulle questioni di programmazione”. Siamo un sistema a tre reti” dice Crippa “e credo che non si debba mai dimenticare che il pubblico ha esigenze diverse, come dimostra peraltro la programmazione della nostra concorrenza. Non posso che prendere atto, e di fatto accettare, queste dimissioni che ci sono recapitate a mezzo stampa”, conclude, annunciando la messa in onda di uno speciale Tg5 al posto di Matrix.
Appena chiusa la lunga diretta del Tg4, Fede si augura che “si chiarisca tutto: Mentana continui a fare il suo lavoro, mentre io faccio il mio e credo anche egregiamente”. “
Quanto alle dimissioni di Mentana, Fede racconta un episodio: “Una volta quando ero ancora in Rai incontrai Ettore Bernabei, che puo’ testimoniare, e gli chiesi se avrebbe dato le dimissioni, per una polemica in cui era stato coinvolto. Lui mi rispose: “Le dimissioni se le dai può darsi che trovi qualcuno che le accetti”. Per questo io non lo farò mai e invito anche Mentana a ripensarci”.