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Antonio Giraudo, che si è trasferito a Londra dopo Calciopoli
L’incontro decisivo è avvenuto alla fine del maggio scorso ad Allaman, quasi a metà strada fra Ginevra e Losanna: è nella tenuta di Margherita Agnelli che Antonio Giraudo ha suggellato l’alleanza con la figlia dell’Avvocato e suo marito, il conte Serge de Pahlen. L’ex amministratore delegato della Juventus, trasferitosi a Londra subito dopo Calciopoli, non tratta in proprio: è in Svizzera in veste di ambasciatore plenipotenziario di Andrea Agnelli e di sua madre, Allegra Caracciolo, vedova di Umberto Agnelli. Continua
La casa dove il 4 agosto ‘89 uccise a colpi di pistola il padre Giuseppe, la madre Marta Chezzi e il fratello Nicola è di nuovo sua. Come era stato deciso a maggio con l’accordo che chiuse la querelle sull’eredità con le zie. Ma quella casa per Ferdinando Carretta è piena di vecchi fantasmi.
Lui stesso spiega infatti, in un’intervista alla Gazzetta di Parma, di aver pensato molto ultimamente ai suoi familiari, ma sa che “quello che è stato non potrà mai essere cancellato”. Non solo: “La tragedia poteva essere evitata. Se io mi fossi curato, quello che è successo non sarebbe mai accaduto”.
L’uomo nel ‘99 fu assolto perché incapace di intendere e volere al momento del fatto. La sentenza dispose il suo ricovero nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, nel mantovano, dove è rimasto sette anni e mezzo. Ora è in libertà vigilata: vive da due anni in una comunità riabilitativa a Barisano, nel forlivese, lavora come impiegato.
Ieri ha firmato davanti al notaio di Parma Carlo Maria Canali i documenti che sanciscono definitivamente il suo possesso della casa della strage nell’ambito dell’accordo trovato con le zie Paola Carretta, Adriana e Carla Chezzi. Accordo che chiuse nei mesi scorsi la causa civile innescata anni fa per l’eredità di famiglia. Un “mix” di appartamenti e denaro per 700.000 euro. A Ferdinando, oltre alla casa, andranno circa 40.000 euro.
Ferdinando Carretta però non tornerà a vivere nella casa di via Rimini a Parma che rischia di essere ricordata per sempre come quella della strage. “Non me la sento”, ha spiegato.
L’appartamento è in affitto, e Carretta ha detto che riscuoterà il canone. Forse la venderà . Ma Ferdinando non ha nemmeno intenzione di tornare a Parma. Pensa di restare nel forlivese. In comunità , ha spiegato, non è libero. “Non posso fare quello che voglio” ha detto”anche se c’è chi pensa il contrario. Devo rispettare gli orari imposti dalla comunità .
Posso lavorare, naturalmente, ma se desidero allontanarmi dalla città o assentarmi negli orari non previsti devo chiedere il permesso. E la notte, devo dormire in comunità ”. Nel suo futuro Carretta vede “un lavoro stabile, ma anche una famiglia”. Anche figli, ma “quando avrò trovato la persona giusta”. Perché, spiega, è uscito con alcune ragazze, ma “non ho ancora la fidanzata”.
Carretta fu trovato dai carabinieri nel ‘98 a Londra, dove lavorava come pony express, e confessò alle telecamere del programma di Raitre Chi l’ha visto? di aver ucciso in casa i familiari e di averne occultato i cadaveri in una cava della provincia. È questo, ha detto, l’altro peso enorme con cui deve fare oggi i conti: il fatto che quei corpi non siano mai stati ritrovati.