Leggi tutte le notizie su:
esame
- Tags: Adoc, Adusbef, alunni, cartoleria, diario, esame, Federconsumatori, libri, matite, prezzo, quaderni, scuola, verifiche
-

Se in questi ultimi giorni di agosto, i ragazzi sono preoccupatissimi per gli esami di riparazione, a tre settimane dall’inizio delle lezioni torna, come accade spesso in questo periodo, si riaccende la polemica sul caro libri. Perché, stando a quanto denunciano i consumatori, puntuale si annuncia la raffica di rincari su zaini, astucci e diari, con punte tra il 10% e il 16%.
A lanciare l’allarme Federconsumatori e Adusbef, che denunciano come a crescere maggiormente siano soprattutto i prodotti di marca quelli cioè più gettonati dai ragazzi, che vogliono sempre stare al passo con le mode e le tendenze del momento.
Rimangono stabili, invece, i prezzi di quadernoni e matite colorate, che hanno già subito un rincaro lo scorso anno. L’importante, per questo tipo di acquisti, avvertono le associazioni di consumatori è non avere fretta. Si possono risparmiare fino a 16 euro per acquistare uno zaino di marca, a patto, però, che si abbia il tempo per confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita, scegliendo quello piu’ conveniente.
Diari, matite e accessori
Federconsumatori e Adusbef ricordano, inoltre, che, alla spesa iniziale per il nuovo anno scolastico, vanno aggiunti i costi da sostenere durante l’anno per i ricambi del materiale didattico (quaderni, album da disegno, penne, matite, colori, accessori, ecc.) per i quali si arriva a spendere anche 250-300 euro. A tale proposito le du associazioni consigliano di effettuare una scorta di questi ultimi, approfittando delle numerose offerte che si presentano in questo periodo dell’anno.
“Nel materiale scolastico a crescere maggiormente, con punte tra il 10% e il 16%, sono soprattutto i prodotti di marca (zaini, astucci, diari), ovvero quelli più richiesti dai ragazzi. In particolare, per uno zaino di marca il prezzo è salito a 72 euro in una cartolibreria (+16%) e a 56 euro in un supermercato (+8%). Un diario di marca, invece, costa 15,90 euro in una cartolibreria (+10%) e 12,90 euro in un ipermercato (+8%). Per un astuccio di marca pieno, invece, si spendono 28,90 euro in cartolibreria (+9%) e 21,50 euro in un supermercato (+7%)”.
Libri e ripetizioni
Un’ulteriore spesa è quella relativa ai libri, che, quest’anno, si attesterà intorno a 440 - 450 euro, registrando cioè un aumento del 3-5% rispetto allo scorso anno. In relazione a tale voce di spesa, assai onerosa per le famiglie, le due organizzazioni chiedono che vi siano maggiori controlli rispetto al puntuale sforamento dei tetti di spesa fissati dal Ministero (che dovrebbero attestarsi, ad esempio, a cifre inverosimili come 286 euro per la I° media e 320 euro per il 4° ginnasio in un Liceo Classico).
Ma oltre agli euro sborsati per i libri, le famiglie con ragazzi alle prese con le verifiche di settembre (la versione attuale dei vecchi esami di riparazione) dovranno affrontare i costi delle ripetizioni private del mese di agosto. In media, secondo i calcoli dell’Adoc, un mese di ripetizioni private ad agosto, considerando 3 ore a settimana di lezioni, varia dai 270 ai 345 euro, a seconda che ci si rivolga a uno studente o a un docente, ma ci sono anche punte di 45 euro l’ora. “Questa spesa si è resa necessaria” osserva l’associazione “dato l’alto numero di rimandati con debito. Se a luglio le scuole hanno garantito efficacemente il supporto didattico, lo stesso non si può dire di agosto. Rispetto allo scorso anno è un boom, le richiesta di aiuto sono aumentate del 60%”.
Guarda la GALLERY: gli stratagemmi dei maturandi 2009 per copiare all’esame
La frenesia del copiare è sempre la stessa, come riconosce anche il ministro Maria Stella Gelmini. A cambiare però sono i mezzi a disposizione.
Quelli per la Maturità 2009 sono tutti contenuti in un kit digitale degno dell’ex agente segreto MacGyver. Dall’orologio alla penna video alla consolidata maglietta-bigliettino, tutti forniti da Scuolazoo, sito ideato da studenti universitari per studenti. Il ministro dell’Istruzione (qui tutte le circolari sul tema) chiosa: “L’attitudine a copiare c’è sempre stata, a cambiare sono le tecnologie”.
L’orologio bigliettino. Stealth One sembra un comunissimo orologio e invece… è un archivio digitale di 1 GB per foto e, soprattutto, bigliettini, caricati come file txt. Si manovra con solo quattro tasti e se il professore si aggira in zona si preme il “bottone d’emergenza” per tornare prontamente alla funzione contaore. Ovviamente ha un prezzo, 49 euro, si compra on line o in tremila cartolerie italiane (ogni cartoleria non ne più di otto esemplari “per evitare che ce ne siano troppi in circolazione e che anche i professori lo vengano a scoprire”, dicono gli ideatori). Per ridurre al minimo lo sforzo contiene già anche alcuni bigliettini, tipo la vita di Leopardi e l’analisi della poesia A Silvia.
La penna video. Anche questa apparentemente non si discosta da una normale biro ma… in realtà nasconde una micro videocamera e un microvideoregistratore digitale con 2 GB di memoria. Permette di registrare e spiare senza essere visti, dai movimenti dei prof a quelli dei propri compagni… Al costo di 59,90 euro.
La maglietta bigliettino. Detta anche il magliettino, è pensata per la seconda prova, con bigliettini e formule di matematica stampate sopra per passare la seconda prova. Il motto è “ciò che non è impresso nella testa è stampato nella maglietta”. Prezzo: 10 euro.
Diario. Ma anche il diario Scuolazoo che ha accompagnato gli studenti per i nove mesi dell’anno ha una sezione ovviamente dedicata a copiare. E quindi chi già l’ha tra le mani può strappare cinque pagine con i bigliettini pronti per matematica, chimica e fisica.

Scatta il conto alla rovescia per le decine di migliaia di studenti italiani che affronteranno a breve il fatidico esame di maturità . E dalla comunità scientifica del Cnr scatta l’allarme per gli esami dopati. Se in passato per resistere alle nottate sui libri gli studenti si limitavano ad aumentare la dose quotidiana di caffè, confidando nelle sue proprietà stimolanti, oggi, infatti, in prossimità di una prova d’esame alcuni fanno ricorso alle “smart drugs”, sostanze legali ma dall’effetto dopante. E devastante. Perché, spiegano i neuroscienziati, se nell’immediato ‘regalano’ una maggiore efficienza mentale, dopo qualche giorno gli effetti svaniscono, provocando dipendenza e danni gravi alla memoria.
“I cosiddetti nootropi (dal greco noos=mente e tropein=volgersi verso) o ‘cognitive enhancers’, sono prodotti in grado di aumentare le capacità cognitive. Questa categoria, spiega Anna Lisa Muntoni dell’Istituto di neuroscienze (In) del Cnr di Cagliari, comprende svariate sostanze psicoattive, sia di sintesi che naturali, efficaci non solo nei pazienti con disturbi neurologici o cognitivi, per i quali sono nate, ma anche in persone sane”.
“In pratica, l’uso delle smart drugs” prosegue Muntoni “migliora i processi cerebrali che sottendono l’attività mentale come attenzione, concentrazione, percezione, apprendimento, memoria, linguaggio, motivazione, capacità organizzativa e decisionale”. Ma sempre più spesso questi farmaci sono assunti al di fuori della prescrizione medica. “Stimolanti come metilfenidato, destroanfetamina e modafinil, normalmente prescritti per la terapia del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), dell’autismo e di disturbi del sonno” prosegue Muntoni “si possono acquistare anche online e vengono presi in dosi massicce dagli studenti, soprattutto alla vigilia degli esami”.
“Queste sostanze” spiega ancora la neuroscienziata Muntoni “agiscono fondamentalmente aumentando i livelli cerebrali dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina. In questo modo, da un lato migliorano le capacità di concentrazione e di elaborazione delle informazioni, i livelli di allerta e di attenzione, la motivazione allo studio, e, dall’altro, riducono le sensazioni di sonno, fame e fatica. Di qui la tendenza ad abusarne per migliorare le proprie prestazioni e prendere voti più alti”. Un’abitudine insana e pericolosa poiché per la maggior parte di tali droghe non si conoscono gli effetti a lungo termine nei soggetti sani.
“In generale, disturbano i meccanismi del sonno” precisa la ricercatrice dell’In-Cnr “vanificando dopo qualche giorno la loro azione e mettendo a repentaglio la memoria. Una buona qualità del sonno è infatti indispensabile per immagazzinare le informazioni e consolidare i ricordi”. E i pericoli non finiscono qui.
“Altri effetti collaterali” riferisce Muntoni “sono rappresentati da diminuzione dell’appetito, perdita di peso, ansia e irritabilità . Per quanto riguarda il problema della dipendenza, gli stimolanti metilfenidato e anfetamina, amplificando le azioni della dopamina, rendono più interessanti e gratificanti lo studio e le attività quotidiane e ciò può portare all’uso compulsivo e alla dipendenza”.

La causa della morte di Eluana Englaro è “uno scompenso cardiorespiratorio” compatibile con il protocollo previsto per l’interruzione di alimentazione e idratazione.
Questo ha detto il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda, parlando con i giornalisti a Trieste dopo un incontro con il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi. “Le conclusioni” ha detto Deidda incontrando i giornalisti per pochi minuti “non sono ancora ufficiali, ma possiamo dire allo stato che i periti nominati dal Procuratore della Repubblica di Udine hanno concluso per una causa di morte, indicata in uno scompenso cardiorespiratorio, compatibile con il protocollo previsto e citato nella perizia”. Ora si attendono i risultati degli esami chimico-tossicologici, che arriveranno tra alcuni giorni.
La procura di Udine intanto ha concesso il nulla osta per la sepoltura di Eluana. I funerali si svolgeranno giovedì o al massimo venerdì mattina con una cerimonia religiosa nel piccolo paesino di Paluzza, in Carnia, terra d’origine della famiglia Englaro. Il parroco di Paluzza, don Tarcisio Puntel, ha ricevuto l’autorizzazione dell’arcivescovo di Udine, monsignor Pietro Brollo, per il rito religioso, così come desiderava lo zio di Eluana, Armando, che si sta occupando delle pratiche delle esequie. Al funerale, però, la madre Saturna, gravemente malata, non sarà presente così come il padre Beppino. La decisione di non partecipare al rito funebre è stata presa per evitare l’assedio mediatico già in atto nel piccolo paese della Carnia.
Durante l’autopsia gli anatomopatologi hanno completato tutti i prelievi di campioni di tessuti e organi per le analisi di laboratorio, compresi campioni di tessuti cerebrali. L’esame autoptico è stato coordinato dal medico legale friulano Carlo Moreschi, perito nominato dalla procura insieme a Daniele Rodriguez, direttore della scuola di specializzazione in medicina Legale di Padova, e Rino Fraldi, docente di tossicologia forense di Macerata, la famiglia Englaro ha nominato propri consulenti il medico legale Stefano Pizzolitto di Udine e il chimico Nelia Malusà di Trieste.
Proprio a Paluzza Beppino Englaro, che ieri ha abbracciato per l’ultima volta Eluana nella cappella dell’ospedale di Udine, ha trascorso la notte, insieme alla moglie Saturna e al fratello Armando, che vive tuttora nella casa di famiglia nel piccolo paese della Carnia. “Lasciate” ha detto il papà di Eluana “che io viva il mio dolore da solo. So benissimo che la vicenda è pubblica, però, arrivati a questo punto desidero proprio che, visto l’epilogo, rientri il più possibile nella dimensione privata”.
E comunque Eluana non sarà cremata, fa sapere lo zio Armando Englaro: “Abbiamo deciso così. Quando sarà dato il nulla osta per la sepoltura, Eluana arriverà , qui, a Paluzza, e riposerà nel cimitero di San Daniele”. In un primo tempo la famiglia si era invece detta intenzionata a cremare la donna.
Il VIDEO servizio:
“Eluana non è morta di incidente, né di protocollo, ma di sentenza” ha dichiarato durante la trasmissione Ballarò il ministro della Giustizia Angelino Alfano. E ha aggiunto: “Non faccio attribuzione di responsabilità ai giudici. Io rispetto le sentenze e quella su Eluana è motivata secondo diritto”.
Dal punto di vista clinico, la morte di Eluana Englaro è avvenuta per arresto cardiocircolatorio dopo una crisi di natura elettrolitica conseguente a disidratazione: è uno dei risultati ai quali sono giunti i primi esami dell’autopsia eseguita martedì sera a Udine, nell’ospedale Santa Maria della Misericordia sul corpo della donna morta lunedì 9 febbraio sera nella casa di riposo “La Quiete” del capoluogo friulano.
Secondo tali risultati - dei quali si è saputo da fonti sanitarie friulane - la morte può essere compatibile con quanto previsto dal protocollo definito sulla base del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione della nutrizione di Eluana. La conferma potrà venire solo dalla relazione preliminare che i periti consegneranno oggi alla Procura della Repubblica di Udine che ha disposto l’autopsia e, in una seconda fase, dai risultati degli esami chimico-tossicologici, per i quali saranno necessari alcuni giorni o anche due-tre settimane.
Durante l’autopsia gli anatomopatologi hanno completato tutti i prelievi di campioni di tessuti e organi per le analisi di laboratorio, compresi campioni di tessuti cerebrali. L’esame autoptico è stato coordinato dal medico legale friulano Carlo Moreschi, perito nominato dalla Procura della Repubblica di Udine insieme a Daniele Rodriguez, direttore della Scuola di specializzazione in medicina Legale di Padova, e Rino Fraldi, docente di tossicologia forense di Macerata; la famiglia Englaro ha nominato propri consulenti il medico legale Stefano Pizzolitto di Udine e il chimico Nelia Malusà di Trieste.
Sempre per mercoledì è atteso il nulla osta del Procuratore della Repubblica, Antonio Biancardi, per il trasferimento del corpo di Eluana dall’obitorio dell’ospedale, dove è rimasto per tutta la notte, sorvegliato da guardie private, fino a Paluzza, il paese della Carnia di cui è originaria la famiglia Englaro e dove sarà sepolta Eluana.
Proprio a Paluzza Beppino Englaro, che ieri ha abbracciato per l’ultima volta Eluana nella cappella dell’ospedale di Udine, ha trascorso la notte, insieme alla moglie Saturna e al fratello Armando, che vive tuttora nella casa di famiglia nel piccolo paese della Carnia. “Lasciate” ha detto il papà di Eluana “che io viva il mio dolore da solo. So benissimo che la vicenda è pubblica, però, arrivati a questo punto desidero proprio che, visto l’epilogo, rientri il più possibile nella dimensione privata”. Entrambi i genitori hanno raggiunta a Udine, ma solo papà Beppino è entrato nell’obitorio per l’ultimo abbraccio.
E mentre la procura fa sapere che non esiste notizia di reato, l’Ordine dei Medici di Udine avvia una procedura istruttoria nei riguardi dei medici che hanno assistito Eluana. Un atto dovuto dopo il clamore della vicenda.
Per Eluana non ci saranno i funerali, ha fatto sapere la curatrice speciale della donna, Franca Alessio, ma solo una benedizione al cimitero di Paluzza, in provincia di Udine, dove verrà sepolta accanto al nonno Giobatta. La volontà del padre è quella di far cremare la figlia e, prima della sepoltura nel cimitero del paese di cui è originario, di farla benedire. Una funzione molto semplice in forma privatissima solo con i parenti e gli amici più cari. Lo specialista che segue l’autopsia , Carlo Moreschi, è stato il consulente della procura che nei giorni scorsi ha seguito l’attuazione del protocollo per l’interruzione della nutrizione di Eluana e su incarico del pm Biancardi ha verificato la corrispondenza fra quanto avveniva nella casa di riposo friulana e quanto previsto dal decreto della Corte di appello di Milano che autorizzava la sospensione di alimentazione e idratazione. In tutta Italia non si contano le iniziative per ricordare Eluana.

Si avranno in serata i primi esiti dell’autopsia sul corpo di Eluana Englaro, deceduta lunedì alle 19,35 per arresto cardiocircolatorio a seguito di insufficienza renale (secondo l’atto ufficiale di morte firmato dal direttore sanitario della clinica La Quiete, Stefano Santin) al quarto giorno senza alimentazione nella struttura friulana.
È stata la Procura di Udine a disporre l’autopsia sul corpo di Eluana Englaro. L’incarico è affidato anatomopatologo Carlo Moreschi coadiuvato da un collega di Padova. La decisione è stata presa al termine di un vertice svoltosi al Comando provinciale dei carabinieri di Udine, al termine del quale il procuratore Antonio Biancardi ha emesso una nota nella quale si piega che “saranno disposti ulteriori accertamenti ove sorgesse qualsivoglia dubbio sulle cause e sui mezzi che hanno prodotto l’evento”.
“Confermo che l’autopsia avverrà entro oggi”, ha annunciato il prof. Moreschi. Mentre l’avvocato della famiglia Englaro Giuseppe Campeis ha spiegato che prima di fissare la data dei funerali “vanno espletate tutte queste formalità ”. Intanto Beppino Englaro e probabilmente anche la moglie Saturnia , gravemente malata, sono in partenza da Lecco per raggiungere Udine, dove secondo vorrebbero cremare la figlia e seppellirne le ceneri nel cimitero locale dopo una semplice benedizione in forma strettamente privata.
Da parte sua il procuratore generale della Corte d’Appello di Trieste, Beniamino Deidda ha assicurato che “per ora non c’è nessuna ipotesi di reato” e “sarà solo l’autospia a dirci con precisione le cause della morte”. Pronostici sui tempi che serviranno a saperne di più, il pg non ne fa: “i tempi” dice “dipenderanno dal ritmo dei periti incaricati e dagli accertamenti che saranno necessari. So che siamo nella routine e si seguirà la prassi che si segue in caso di persone ricoverate”. Commenti sulla vicenda, Deidda non ne vuole fare, si limita a dire: “Credo davvero che questo sia il momento della meditazione e del rispetto della famiglia”.
Intanto questa mattina la direzione de ‘La Quiete’ ha confermato che Eluana è morta per arresto cardiocircolatorio a seguito di insufficienza renale. Tuttavia, da quanto trapelato, le condizioni della donna ieri pomeriggio non facevano supporre un epilogo così rapido. Ieri sera, davanti a “La Quiete” ci sono stati dei momenti di forte tensione tra due schieramenti contrapposti: coloro che chiedevano che Eluana vivesse e quanti rivendicavano la libertà di scelta. Le forze dell’ordine sono intervenute a sedare gli animi, perché i manifestanti erano arrivati quasi alle mani.
“Mi aspettavo maggiore rispetto da tutti e invece ho ricevuto insulti brutali e minacce”, ha detto dal canto suo Ines Domenicali, presidente della casa di riposo. Il suo pensiero va alle difficoltà incontrate da quando ha deciso di accogliere la donna lecchese in stato vegetativo permanente da 17 anni per l’esecuzione del decreto della Corte d’appello di Milano, alle ispezioni e alle continue manifestazioni che si svolgevano davanti ai cancelli della casa di cura.
“Non sono assolutamente pentita, ho accolto Eluana in piena coscienza operando nella legalita, l’ho fatto perché era una circostanza particolare e ho cercato di rispettare il dramma del padre, della madre e di Eluana stessa”. Rispondendo all’Adnkronos salute, Domenicali si dice “ancora scossa e provata da tutto quello che è successo, da questa vicenda così dolorosa” e dal fatto che “ci hanno mancato di rispetto soprattutto quelle persone che si professano ‘difensori della vita’ e poi ci minacciano di morte”.
Il VIDEO servizio:
- Tags: alunni, baroni, cattedra, esame, fondi, impact-factor, indici, merito, premio, professori, risultato, sito, studenti, università , valutazione, voti
-

Di Elena Porcelli
C’è chi dà i voti ai professori universitari. E i risultati sono su internet, consultabili da chiunque abbia voglia di sapere se sotto il tocco c’è un pozzo di scienza o solo un barone più dedito agli intrallazzi che alla ricerca. I siti più apprezzati a livello internazionale sono due: Isi Thomson, che fornisce i punteggi se si paga un abbonamento, e Harzing, che è gratuito e aperto a tutti.
Entrambi si basano sul cosiddetto impact factor. In pratica ad avere il punteggio più alto sono quei ricercatori le cui scoperte vengono citate molte volte negli articoli di altri studiosi. Questo vuol dire che si tratta di idee che hanno un forte impatto nel mondo scientifico e costituiscono il punto di partenza per i progressi successivi. Per dimostrare l’importanza dell’impact factor, Isi Thomson tira a indovinare i nomi dei possibili vincitori del premio Nobel prima che vengano annunciati ufficialmente e ci azzecca spesso: quest’anno ha fatto centro per la chimica, la medicina e l’economia.
Nei paesi anglosassoni gli indici di impatto, come quelli forniti da Harzing e Isi Thomson, sono tenuti in gran conto quando si assegna una cattedra universitaria, soprattutto nelle facoltà scientifiche. In Italia la situazione varia a seconda delle discipline. “Nei concorsi della mia materia” dice a Panorama Vincenzo Balzani, professore ordinario di chimica generale e inorganica all’Università di Bologna, “l’impact factor è la prima cosa che guardiamo per valutare un candidato”.
È più autorevole Isi Thomson o Harzing? “Lo sono tutti e due, in modo diverso” risponde il docente. “Il primo tiene conto solo delle pubblicazioni più recenti e segnala chi sta lavorando bene al momento, il secondo dà una visione più ampia dell’intera carriera, perché tiene conto di tutte le pubblicazioni presenti su Google Scholar, il motore di ricerca specializzato nelle pubblicazioni scientifiche”.
Balzani è fra gli 83 studiosi italiani presenti nel sito Isihighlycited.com, che è basato sui punteggi Isi Thomson ed elenca i ricercatori che si classificano tra i 250 a più alto impatto nella propria materia al mondo. La lista riserva alcune sorprese. Non ci sono, per esempio, l’oncologo Umberto Veronesi e il Nobel per la fisica Carlo Rubbia, ai quali Harzing attribuisce invece un h-index (punteggio che misura l’impact factor) ragguardevole: 62 al primo e 44 al secondo.
David Pendlebury, uno dei “citation analyst” di Thomson Reuters, cioè un professionista che si occupa di spulciare le riviste scientifiche e contare le citazioni, spiega così le assenze: “Nel caso di Rubbia si tratta di quel fenomeno che i sociologi della scienza chiamano obliterazione per incorporazione. La scoperta delle particelle W e Z da parte del fisico italiano è stata assorbita così rapidamente e profondamente dalla comunità scientifica che gli addetti ai lavori la danno per scontata. Del resto succede lo stesso con la teoria della relatività : gli scienziati la usano sempre ma nessuno cita Albert Einstein, tanto tutti sanno chi è”. Per Umberto Veronesi è diverso, ammette Pendlebury: “I suoi lavori più citati sul tumore al seno risalgono alla fine degli anni Novanta, ma la lista è stata preparata sulla base delle pubblicazioni tra il 1981 e il 1999, per cui il grosso delle sue citazioni non è stato contato. Ci stiamo aggiornando e presto avrà il posto che gli spetta”.
Questo dimostra che gli indici di impact factor basati sulle citazioni non sono affidabili al 100 per cento. Anne-Wil Harzing, docente di management interculturale e internazionale all’Università di Melbourne e ideatrice del programma Publish or perish (Pubblica o muori), liberamente scaricabile dal suo sito www. harzing.com, confessa a Panorama: “Uno studioso che ha un punteggio alto è sicuramente molto bravo. Ma non vale l’inverso. Chi, per esempio, studia un argomento molto ristretto o scrive in lingue diverse dall’inglese può avere poche citazioni malgrado il valore dei suoi lavori”.
Molti studiosi anglosassoni hanno il provincialismo di leggere e citare quasi solo le ricerche scritte nella loro lingua (spesso non ne conoscono altre). “Per questo noi scienziati pubblichiamo solo in inglese” commenta Balzani “ma non si può certo pretendere lo stesso dagli umanisti”.
Questo provoca strane differenze tra studiosi. Umberto Eco, ordinario di semiotica a Bologna, ha un rispettabile h-index di 27, Tullio De Mauro, autore del celebre dizionario e docente ordinario di linguistica italiana alla Sapienza, un misero 3. “Penso che dipenda dal fatto che le ricerche di Eco sono state tradotte in inglese mentre De Mauro ha pubblicato quasi solo in italiano, e che pochi dei suoi lavori sono su internet” spiega Harzing. “Publish or perish, infatti, non cerca le citazioni, si limita a elaborare quelle trovate da Google Scholar, che, a differenza di Isi Thomson, tiene conto di più riviste e anche dei libri, ma non è affatto perfetto”.

Il matematico impertinente Piergiorgio Odifreddi sconta con un 5 la scelta di dedicarsi più alla propaganda antireligiosa che ai numeri. I filosofi Giulio Giorello e Massimo Cacciari rimediano un 2. E lo psicoanalista Umberto Galimberti li eguaglia tristemente.
Nelle facoltà umanistiche italiane, per questo motivo, gli indici non sono tenuti in grande considerazione. E per le materie giuridiche non ne esistono, né di internazionali, anche perché avrebbero poco senso, visto che ogni paese ha il proprio sistema giuridico, né di nazionali. Per valutare un docente bisogna affidarsi ad altri strumenti. “In ogni caso” sostiene Harzing “secondo me il giudizio deve sempre essere olistico. Ci sono studiosi poco citati nelle riviste scientifiche che hanno un impatto importantissimo sulla vita delle persone. Per esempio, in Australia abbiamo sociologi che hanno cambiato il modo in cui le aziende trattano le donne e gli immigrati. Non sempre il contributo di un docente al progresso si può misurare con un numero”.
Le idee di un filosofo o di un economista, pubblicate su un giornale a larga diffusione, possono cambiare la politica e la società di una nazione, eppure questo non fa salire il suo h-index o l’Isi Thompson.
L’impact factor, infatti, è misurato esclusivamente sulla base delle citazioni nelle riviste “peer reviewed”, cioè quelle pubblicazioni scientifiche specializzate che accettano solo articoli approvati da due o più autorevoli esperti della materia, ufficialmente ignari dell’identità dell’autore.
Tenuto conto di questi limiti, sarebbe utile introdurre per legge la valutazione dell’impact factor nei concorsi per le discipline scientifiche e tecniche? “Certo” risponde il prorettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone “perché introdurrebbe un elemento di trasparenza. Tuttavia non può essere l’unico fattore. Noi preferiamo valutare i dipartimenti del Politecnico chiedendo ai massimi esperti mondiali di ciascuna materia di esaminare le pubblicazioni dei nostri ricercatori. E in base ai loro giudizi assegniamo i finanziamenti per gli anni successivi. Secondo me anche lo Stato dovrebbe fare così: invece di tagliare i fondi per la ricerca indiscriminatamente, potrebbe assegnare i soldi solo alle università con i risultati migliori. Allora le altre sarebbero spinte davvero a darsi da fare”.
Gli indici di impact factor valutano la ricerca ma c’è qualcuno che verifica che i docenti sappiano anche insegnare? A livello individuale il controllo in Italia avviene una volta sola: il concorso da professore associato prevede anche una prova didattica, durante la quale il candidato deve tenere una lezione davanti alla commissione, che gli dà il voto. Poi basta. Alcune facoltà distribuiscono questionari anonimi sui professori agli studenti, però i risultati non hanno effetti concreti sulla carriera di quelli che risultano noiosi, assenteisti o eccessivamente esigenti.
Gli unici punteggi internazionali che tengono conto della didattica vengono dati alle università , non ai singoli docenti. Per esempio dai siti www.arwu.org e www.timeshighereducation.co.uk. Tra i fattori considerati nella valutazione dell’ateneo, oltre ai risultati delle ricerche, c’è il numero di ex studenti che sono diventati alti funzionari o top manager, oppure l’opinione dei direttori del personale delle più importanti aziende del mondo.
Mancano venti giorni all’esame di maturità : un conto alla rovescia seguito da quasi 500mila studenti. Che in questi giorni sono a caccia di scorciatoie per recuperare alla svelta le lacune accumulate durante l’anno. L’idea più orginale è di Scuolazoo: le dritte d’emergenza sono stampate su una maglietta. E, assicurano i gestori del sito, è assolutamente legale. Ma non mancano le videoguide, anche ironiche, che mostrano strategie per affrontare l’esame: foglietti, libri da consultare in bagno, cellulare per la connessione a internet, appunti sul dizionario.Ormai YouTube è un archivio di ricordi di chi ha affrontato l’ultima prova della scuola superiore negli ultimi anni: dalla colazione prima di andare in aula al ripasso con gli amici. Le guide online, poi, propongono soluzioni più o meno fantasiose: su Skuola, per esempio, un utente confessa di aver avuto anche sei o sette “penne della scienza” preparate con appunti appallottolati in un foglietto e poi infilati nel tappo.
Anche su eBay si possono comprare blocchetti ricchi di compendi (strip) all’asta, a partire da un euro.
Un video ironico sulle strategie per afforntare l’esame di maturitÃ
Eppure un sondaggio sui maturandi rivela che il metodo ritenuto più affidabile per superare la prova è chiedere aiuto ai migliori della classe, scelto dal 23% degli intervistati. Se uno su cinque dichiara che resterà a navigare su internet fino a tarda notte aspettando soffiate sulle tracce, il 37% punta sulla tesina per la promozione. Un risultato a sorpresa: quasi il 40% pensa di aver ricevuto un buon livello di preparazione dalla scuola.
La maglietta di Scuolazoo