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Università choc: 1 matricola su 3 pronta a fare sesso per entrare

Università

La spintarella? Vecchio stile. I corsi a pagamento? Uno spreco.
Adesso, per entrare all’Università, va di moda il “do ut sess”. Cioè, sesso in cambio dell’ammissione.
Per superare i temutissimi test di ingresso, gran parte delle aspiranti matricole si sono dette disposte a tutto: a pagare (il 22%) o a prendere la tessera di partito (il 18%). Ma soprattutto, per una buona parte di loro (il 29%), non sarebbe un problema fare sesso in cambio dell’accesso alla facoltàla.

A squarciare il velo su come siano davvero cambiate le abitudini sessuali dei giovani freschi di maturità è un’inchiesta svolta da UniversiNet.it, da anni portale di riferimento per la preparazione gratuita ai test di ammissione, consultato ogni anno da più di 250 mila ragazzi.
I risultati della ricerca, che ha coinvolto 12.160 studenti, sono davvero poco confortanti vista l’età di riferimento e cioè, in media, ragazzi di 19 anni.

Per il 78% di quelli che hanno partecipato al sondaggio, per superare l’esame di accesso è più importante trovare una raccomandazione che studiare. Solo il 15% (l’anno scorso il dato era al 20%) ritiene invece molto più utile trovare sui libri le risposte dei quiz.
Qual è la raccomandazione più forte? Per 4 su 10 quella di un politico di livello nazionale, poi quella di un professore (per il 23%) e quella che automaticamente si otterrebbe frequentando un corso di preparazione a pagamento (21%). E circa 1 su 3 (appunto il 29% degli intervistati), per avere una raccomandazione sarebbero pronte anche ad andare a letto con il potente di turno. Secondo i risultati dell’indagine, il 9% dei ragazzi e il 38% delle ragazze è disposto a metterci il sesso pur di riuscire a discriversi in un Ateneo.

“I dati del 2009 mostrano una incredibile perdita di fiducia nel sistema di valutazione universitaria, forse acuito dagli ultimi scandali sulla valutazione della maturità” dice Renato Reggiani, direttore editoriale di universinet.it. “Ma la nostra inchiesta si limita a fotografare una situazione, dai nostri dati emerge un degrado morale dell’università italiana o almeno della sua percezione da parte degli studenti che ritengono quasi inutile la preparazione e optano per scorciatoie classiche come la raccomandazione del politico o del professore o sessuali”.

Contro i test d’ammissione e il numero chiuso nelle facoltà si è fatta sentire anche l’Unione degli Universitari. “Il numero chiuso” sostiene l’Udu “è e rimane uno strumento aprioristico che nega l’accesso al sapere. Ogni anno i test sono caratterizzati da errori nella loro stesura, errori nelle correzioni, domande assurde, ricorsi ai Tar che durano anni”. “I test d’ingresso” insiste il sindacato degli studenti “sono la lotteria del nostro futuro. Non chiediamo il diritto alla laurea, chiediamo di essere seriamente valutati durante il corso degli studi, chiediamo una valutazione sulla base del nostro impegno accademico e delle nostre capacita’, non sulla base di 120 minuti di domande a crocette”.

Più risorse agli atenei virtuosi, ecco l’Università della Gelmini. La classifica

Aula universitaria
Più risorse agli atenei virtuosi, fondo premiale del 7% e tagli al 20% dei corsi inutili.
Si chiedeva, da più parti, nei mesi scorsi (mesi caldi, di proteste e manifestazioni, come raccontano queste GALLERY: qui, qui e qui) che il sistema universiatario venisse radicalmente cambiato, rivoltato, rivoluzionato (come diceva un sondaggio di Panorama della fine del 2008)? Si invocava la meritocrazia (a tutti i livelli: tra i professori, tra i ricercatori, tra gli studenti) come criterio di valutazione degli istituti italiani? Si pretendeva, legittimamente, più effcienza e meno sprechi?

Meritocarzia ed efficienza grazie all’Anvur
A queste richieste risponde il pacchetto Università varato dal Cdm. Che dà via libera alla nuova e super partes Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (Anvur, che sostituisce e unifica Cnvsu e Civr, i due comitati di valutazione attualmente esistenti, e sarà composto da un presidente, un Collegio dei revisori dei conti e un Consiglio direttivo, i cui membri saranno nominati dal presidente della Repubblica e resteranno in carica per 4 anni non rinnovabili).
“Se vogliamo rispondere alla crisi” puntualizza il ministro Mariastella Gelmini, presentando il provvedimento “si parte dalla scuola, dall’università con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai problemi, che non mancano e che hanno bisogno di soluzioni rapide ed efficaci”.
Le rilevazioni prodotte dall’Anvur (fatte sulla base di standard qualitativi di livello internazionale, anche con riferimento ai livelli d’apprendimento degli studenti e del loro inserimento nel mondo del lavoro) saranno determinanti per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario alle università e agli enti di ricerca che raggiungeranno i risultati migliori (sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente dalla CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) riceveranno più fondi.
Con il nuovo provvedimento il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (525 milioni di euro) è distribuito in base alla qualità della Ricerca e della didattica. In particolare i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, mentre un terzo in base alla qualità della didattica.
Con le nuove misure del pacchetto università verrà inoltre “avviata una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea”, che prevede “il taglio di quelli inutili”. Misura che metterà un freno alla “proliferazione di insegnamenti” avuta negli ultimi anni, che “non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro”.
Una sforbiciata che negli ultimi mesi ha già prodotto la chiusura del 20% dei corsi inutili, ma “con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente”, dice soddisfatta gelmini.

L’eccellenza negli atenei
Ma già da quest’anno, ed è la prima volta in Italia, il Miur ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Da una prima analisi della situazione emerge che l’Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le università migliori in base ai nuovi parametri. Trento, secondo il ministero, “pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, presenza di molti progetti assegnati dal programma nazionale di ricerca”. Quindi si meritano i premi monetari: in arrivo a Trento 6 milioni di euro in più, al politecnico di Milano 8 milioni.
Ma è andata bene anche ad altri atenei: Bologna segna un più 5 milioni di euro, Padova un più 4. Mentre per Trieste, Firenze e Siena l’erogazione della quota di fondi vincolata alla qualità (pari al 7% del totale) è stata sospesa in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso. Meno finanziamenti, invece, sono destinati ad altre 27 università (quasi tutte nel Mezzogiorno) che non hanno raggiunto gli standard qualitativi previsti. A Foggia viene tolto 1 milione di euro, a Macerata 1,13 milioni.
Ma è quasi tutto il sud a soffrire: tra i centri formativi “negativi” c’è tutto il panorama dell’Università meridionale: nessun ateneo è considerato degno di un aumento dei fondi, anzi è previsto un taglio che arriva anche al 3% dei fondi del 2009. Solo l’Università del Sannio (+0,76%), il Politecnico di Bari (+0,26%) e l’Università della Calabria si salvano.
Gli atenei virtuosi
Reclutamento di professori e ricercatori
Con la direttiva firmata oggi dal ministro Gelmini si avviano le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. Riguardo ai concorsi per ricercatore “ogni titolo scientifico dovrà essere valutato separatamente e specificamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi. Viene inoltre richiesto, per i settori scientifici, il ricorso a valutazioni di indici oggettivi e a sistemi di valutazione internazionali, come il Peer review: la valutazione anonima di illustri accademici internazionali. “In questo modo, si dovrebbero ridurre i margini di arbitrio delle commissioni”.
Infine, sono stati sbloccati 1.800 concorsi per professore e ricercatore. La direttiva sottoscritta poche ore fa avvia le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori dei ricercatori, dove prevale il sorteggio. I membri delle commissioni verranno sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. E la valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale.

Il VIDEO: irruzione Idv in sala stampa e la Gelmini lascia:

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Università, dal Senato sì al dl Gelmini. Dagli studenti ancora proteste

gli studenti invadono La Sapienza

Oggi a Roma e in diverse città italiane studenti di nuovo in piazza anche per denunciare i fatti di Rivoli e lo stato di degrado degli edifici scolastici in Italia. L’episodio di protesta più clamoroso a Roma dove il rettore dell’Università La Sapienza (ateneo che solo 24 fa ha visto trionfare i ragazzi di “Azione universitaria” su quelli della sinistra, nelle elezioni per il Senato accademico e il CdA) Luigi Frati è stato costretto ad abbandonare la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico (GUARDA la Gallery) dopo che gli studenti dell’Onda hanno interrotto la celebrazione.
Intanto, il Senato ha dato il primo via libera al decreto Gelmini sull’università che ora dovrà affrontare l’esame della Camera. Il provvedimento contiene norme considerate urgenti sul diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario, salutato dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini come “il primo passo verso la rivoluzione di un sistema paralizzato”.
Il voto finale, per alzata di mano, ha registrato il sì di Lega Nord e Pdl, il voto contrario di Idv e Pd mentre l’Udc, per protesta, non ha partecipato. Il testo introduce norme per la trasparenza dei bilanci degli Atenei, una stretta sui cosiddetti baroni che vedranno stipendi e carriera legati alla produttività, nuove regole per assunzioni, concorsi e misure per il rientro dei cervelli.
Ecco in dettaglio le principali misure del decreto:
Assunzioni. Blocco delle assunzioni nelle università che, al 31 dicembre di ciascun anno, sono in deficit. Gli atenei indebitati sono esclusi per il 2008-2009 dai fondi straordinari per il reclutamento dei ricercatori. Gli atenei virtuosi, invece, avranno lo sblocco parziale del turn over (che passa dal 20% al 50%) a patto che il 60% dei soldi sia speso per reclutare i giovani.
Concorsi. Cambiano le regole per la composizione delle commissioni. Per la selezione dei docenti sono previsti un ordinario nominato dalla facoltà che bandisce il posto e quattro professori ordinari sorteggiati su una lista di dodici persone da cui sono esclusi i docenti dell’università che assume. Per i ricercatori la commissione è così composta: un ordinario e un associato scelti dalla facoltà che bandisce il posto e due ordinari sorteggiati in una lista che contiene il triplo dei candidati necessari, esclusi sempre i docenti dell’ateneo che assume. Un emendamento prevede una commissione nazionale designata dal Cun (Consiglio universitario nazionale) per supervisionare le operazioni di sorteggio che saranno pubbliche.
Riaperti termini concorsi. Le nuove commissioni valgono anche per i concorsi già banditi ma sono stati riaperti i termini per partecipare ai concorsi in atto. C’è tempo fino al 31 gennaio 2009 per la presentazione delle domande.
Norme antibaroni e antifannulloni. Un emendamento approvato prevede la costituzione di una “Anagrafe nazionale dei professori ordinari, associati e dei ricercatori” aggiornata annualmente che contiene per ciascun nome l’elenco delle pubblicazioni scientifiche. Per ottenere gli scatti biennali di stipendio i docenti dovranno provare di aver fatto ricerca e ottenuto pubblicazioni. Se per due anni non ce n’è traccia lo scatto di stipendio è dimezzato e i docenti non possono far parte delle commissioni che assumono nuovo personale. Professori e ricercatori che non pubblicano per tre anni restano esclusi anche dai bandi Prin (programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale). Per il ministro “salta il meccanismo degli automatismi di anzianità slegato dalla produzione scientifica”.
Trasparenza. Gli atenei dovranno anche garantire trasparenza nei bilanci e far sapere agli studenti come vengono spesi i finanziamenti pubblici. I rettori in sede di approvazione del bilancio consuntivo dovranno anche pubblicare i risultati delle attività oltre che i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati. Altrimenti si rischiano penalità nell’assegnazione dei fondi.
Università virtuose. Almeno il 7% del Fondo di finanziamento ordinario sarà distribuito, già dal 2009 alle università virtuose per migliorare la qualità della ricerca e dell’offerta formativa. Il ministro Gelmini ha spiegato in Aula che i fondi sono legati al merito e che intende “portare in futuro la quota fino al 30%”.
Diritto allo studio. Nel decreto ci sono 65 milioni di euro per nuovi alloggi e 135 milioni per le borse di studio destinate ai meritevoli.
Rientro dei cervelli. Le università potranno coprire i posti da ordinario e associato o da ricercatore chiamando studiosi “stabilmente impegnati all’estero”, anche quelli già impegnati nel Programma ministeriale di rientro dei cervelli. Si potranno anche chiamare “studiosi di chiara fama”.

Università: Gelmini taglia gli stipendi ai professori fannulloni

lezione organizzata sotto i portici di piazza Mercanti a Milano

Più qualità, cominciando con premiare l’impegno e i risultati ma, al tempo stesso, dando un segnale forte disincentivando chi preferisce starsene con le mani in mano. Ecco, in estrema sintesi, il nucleo centrale del decreto legge sull’università messo a punto dal ministro Mariastella Gelmini. La commissione Istruzione ha dato il via libera al dl, ora il provvedimento approda nell’aula di Palazzo Madama.
Le modifiche più importanti sono state apportate dal relatore, Giuseppe Valditara: si tratta di una vera e propria stretta sui “baroni” che prevede, tra l’altro, l’obbligo di ricerca (certificata in un’anagrafe ad hoc) per gli avanzamenti di carriera e l’accesso ai finanziamenti. D’ora in poi, se il decreto diventerà legge, sarà possibile per le università procedere alla copertura di posti di professore ordinario e associato o di ricercatore tramite la “chiamata diretta” di studiosi impegnati all’estero: una sorta di argine alla fuga dei cervelli italiani.
Il primo emendamento stabilisce che ogni anno il rettore deve presentare una relazione sull’attività, sulla ricerca, sulla formazione e sull’innovazione prodotta dal suo ateneo, in assenza di questa relazione è previsto un taglio sui trasferimenti statali. Il secondo emendamento stabilisce la craezione di un’anagrafe nazionale dei docenti e dei ricercatori, che deve essere aggiornata annualmente con le ricerche e le pubblicazioni realizzate da ogni membro dell’università. Il terzo e ultimo emendamento prevede che a partire dal 2011, gli scatti biennali di stipendio previsti per tutti i docenti, siano subordinati alle pubblicazioni scientifiche effettuate. Chi non ne ha realizzate, vedrà l’aumento dimezzato e non potrà far parte delle commissioni per i concorsi.
Lo dice convinta il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini: “Il decreto (qui il testo integrale, ndr) approvato dal governo e gli emendamenti approvati dalla Commissione cultura del Senato sono una vera e propria svolta nel sistema accademico”. Il ministro sottolinea come da vent’anni si stesse parlando di come legare il merito alla carriera dei professori e di come vincolare i finanziamenti all’università in base a parametri che ne valutassero la qualità. “Per la prima volta le carriere dei docenti non saranno legate a scatti automatici ma, come previsto dagli emendamenti approvati in commissione, al merito ed alla ricerca effettivamente svolta”. “In base agli emendamenti approvati dalla Commissione, se i docenti non procederanno nell’attività di ricerca saranno esclusi dagli scatti biennali, dalle ripartizioni dei fondi Prin per la ricerca, dalle commissioni per il reclutamento delle strutture accademiche”.
“Il decreto” prosegue la Gelmini “impongono poi tolleranza zero verso le università con i conti in rosso e prevedono l’obbligo per i rettori, in sede di approvazione del bilancio, di pubblicare i risultati dell’attività di ricerca, della formazione e del trasferimento tecnologico dell’università. I fondi” conclude il ministro “saranno destinati agli atenei in base ai meriti ed alla qualità della ricerca e della didattica”.
La reazione dei rettori? Non scontata. Vincenzo Milanesi, rettore dell’università di Padova, si dice “D’accordo sull’introduzione di criteri rigorosi di valutazione e sulla meritocrazia” commenta. “Aggiungerei addirittura un elemento in più: non basta aver fatto delle pubblicazioni, occorre averne fatte di qualità”. D’accordo solo in parte il rettore dell’Università Tor Vergata, Renato Lauro: “Condivido la valutazione come criterio per la ripartizione dei fondi, ma sarei molto più cauto sui singoli docenti e ricercatori, i cui comportamenti professionali non dipendono solo dalla loro iniziativa”.

Maturità 2008, le ragazze del sud le più brave. Aumentano le lodi

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La palma d’oro della maturità 2008 spetta al gentil sesso. Le ragazze ancora una volta si sono mostrate più preparate dei loro coetanei maschi, in un anno in cui si è evidenziato un aumento dei 100 e lode.
Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, infatti, ai recenti esami di stato ha conseguito il diploma il 98 per cento delle donne ammesse, contro il 96,7 per cento dei colleghi uomini. Nel 2007, similmente, si diplomò il 98 per cento delle studentesse e il 96 per cento degli studenti ammessi.
“Un dato rimane costante e resistente ad ogni cambiamento:” ha commentato il ministro Mariastella Gelmini, “le donne si confermano sempre più studiose degli uomini, un fatto che costituisce ormai una realtà della scuola italiana”.
Ad eccellere raccogliendo anche la lode è stato lo 0,9 per cento del popolo dei maturandi, con un incremento del +0,2 rispetto all’anno precedente. Si è fermato a 100 il 6,6 per cento, mentre il 9,2 per cento degli studenti ha ottenuto punteggi tra il 91 e il 99. La fetta di percentuale più grande racchiude chi ha avuto tra 61 e 70, il 30,6 per cento. La sufficienza risicata, con 60, spetta al 12,3 per cento.
La curiosità? La maggior parte dei ragazzi che hanno preso 100 e 100 e lode proviene da licei classici e scientifici e, soprattutto, studia nel Meridione (fu così anche lo scorso anno): Friuli e Veneto sono infatti le regioni con più bocciati, la Calabria con più promossi. E chissà come commenterebbe Bossi…
Esponendo invece i dati sull’intero piano scolastico, il ministro Gelmini ha detto che ispetto allo scorso anno sono aumentati del 10% i promossi senza debito (da 49,8% a 59,4%). Quasi un terzo degli studenti è stato rimandato in qualche materia, mentre il 13,7% non è riuscito a superare l’anno. Dai corsi recupero estivi, tornati dopo 15 anni, emerge che le lacune maggiori riguardano matematica. “Studiare a luglio e agosto non è certo piacevole per gli studenti” ha detto il Ministro “ma contribuisce a dare un po’ di serietà e credibilità alla valutazione degli studenti nella scuola italiana. Si deve purtroppo prendere atto che la matematica costituisce, per la scuola italiana, un’autentica emergenza didattica”.

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Alla Maturità 2008 con il cellulare e dopo aver fumato una canna

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Coreografia, poco più di coreografia. A questo si riduce la montagna di cellulari sequestrati agli studenti, che solitamente giace sulla cattedra della commissione alle prove di maturità: un tentativo poco riuscito di impedire l’aiutino in un “bip”. Secondo un sondaggio di Skuola.net, infatti, ben il 34% dei maturandi sta pensando di affidarsi al telefonino per copiare durante gli scritti. E il 33%, anche se non ha un piano pronto per copiare via sms o simile, terrà comunque con sé il cellulare. Andando incontro a un rischio bello grosso, visto che il regolamento prevede l’esclusione dall’esame per coloro che non consegnano i telefonini all’ingresso in aula.Nonostante gli avvertimenti, molti stanno ipotizzando di ricorrere a trucchi per cavarsela con la “matura“. Pensa di copiare il 75% dei partecipanti al sondaggio di un altro sito per studenti, Universinet.it, e tra gli espedienti preferiti restano in testa i vecchi fidati bigliettini nascosti (43%), seguiti da cellulare (19%), scritte sul banco o sul vocabolario (9%) e dalle nuovissime penne infrarossi o papiro, segno dei tempi che cambiano (8%).
E perché gli studenti preferiscono ricorrere a stratagemmi per il grande giorno? “Sto studiando ma non riuscirò a finire in tempo”, risponde il 40.5% dei ragazzi sempre su Skuola.net. “Sono ben preparato ma così sono più tranquillo”, dice il 24,2%. “Solo copiando riuscirò a scrivere qualcosa” ammette il 19,4%.

L’esame di maturità spaventa, anzi, a volte terrorizza. Sul forum di Studentville il 44,5% dei maturandi dice che affronterà l’esame in “ansia totale!”, e il 29,8% “con un po’ di preoccupazione”, mentre se la vive “serenamente” il 15,5%.
Sì, ma nonostante l’ammissione di impreparazione o di forte preoccupazione, le rinunce non piacciono. Per prepararsi alla Maturità, rinuncerai a…? “Niente”, risponde il 34.3% degli utenti, su Skuola.net. Il 26.3% evita di fare tardi la sera e il 19.9% di uscire con fidanzato o fidanzata o con gli amici. Mentre il 19.4% ha deciso di fare per un po’ a meno di… sostanze stupefacenti o alcoliche!
Anzi, per dirla tutta, c’è anche chi pensa di usare gli spinelli per aumentare il proprio rendimento. “Userai stimolanti o altre sostanze per avere un rendimento migliore?”, chiede Universinet.it: e il 45% risponde di sì, ricorrendo per il 35% a semplici bibite energetiche, per il 30% a canne e per il 24% a pasticche eccitanti. Ha deciso non assumere niente il 42% dei partecipanti al sondaggio, e il 13% preferisce glissare non rispondendo.

Mentre il conto alla rovescia si fa più pressante, i maturandi non possono non pensare anche a cosa lasceranno alle spalle dopo questi giorni da leoni. Un’indagine di Studenti.it mette a nudo le loro nostalgie. I ricordi più belli dei cinque anni di scuola sono, all’unanimità, le amicizie nate tra i banchi, le gite, i momenti di socialità con i compagni. Il ricordo peggiore, invece, gli errori di valutazione, le preferenze e le piccole ingiustizie quotidiane da parte dei professori, seguite dal primo “3″ al compito in classe e dalle ore passate sui libri mentre fuori splendeva il sole.
Ma oltre a tanti amici, qual è l’eredità trasmessa dalle scuole superiori? Per il 24% soprattutto una buona cultura. Il 14% in questi anni ha raggiunto la consapevolezza di non voler proseguire gli studi, mentre un 10% dichiara di aver avuto una formazione a trecentosessanta gradi per affrontare il futuro. A un 17% la scuola non ha lasciato nulla.
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Più di 2 mila euro per superare matematica. Il tariffario degli esami a Bari

Carabinieri durante il blitz alla facoltà dei Economia e Commercio dell'Università di Bari | Ansa
Non si ferma lo scandalo Esamopoli a Bari. Nella mattinata di giovedì 3 aprile, i Carabinieri del reparto operativo hanno arrestato 6 persone. Si tratta di 2 docenti della Facoltà di Economia, Pasquale Barile e Massimo Del Vecchio, di 2 tecnici amministrativi, Lucia Lavermicocca e Michele Milillo e due addetti alle aule sempre della Facoltà di Economia, Giuseppe Maurogiovanni e Sergio Riso, tutti già indagati dalla Procura.

Le accuse formulate dal pubblico ministero sono di associazione a delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, falso e rivelazione del segreto d’ufficio. Secondo la Procura i sei arrestati avrebbero organizzato una compravendita di esami e di tesi di laurea che avveniva su diversi livelli. Il primo era rappresentato dagli addetti alle aule, che, secondo le accuse, avrebbero avvicinato gli studenti fra una lezione e l’altra o, ancora meglio, dopo una bocciatura del ragazzo.
Informavano lo studente che c’erano altri modi per superare l’esame e subito dopo li avrebbero indirizzati verso i docenti indagati. Poi, per superare l’esame di matematica i ragazzi seguivano dei corsi a pagamento all’Istituto mediterraneo delle Scienze, diretto proprio dal professor Del Vecchio. E i pagamenti sarebbero avvenuti in base a un tariffario: 700 euro per quelli più facili, più di 2 mila euro per matematica, considerato da anni lo spauracchio di tutti gli studenti di Economia a Bari.

I docenti che conversavano sui prezzi però sono stati intercettati dai Carabinieri: “Diritto commerciale facciamo 1.500 - dice un docente ad un altro in una telefonata - per gli altri anche mille”. Secondo gli indagati poi le vere galline dalle uova d’oro erano gli studenti fuori corso ma soprattutto i greci. Un altro colloquio intercettato fra professori: “Dobbiamo puntare sui greci e sulla matematica, non ci facciamo andare via più nessuno”.
Dalle indagini sono emersi circa 57 casi di studenti che hanno acquistato esami. Questo il listino prezzi per superarli, come emerso dalle intercettazioni: Economia degli intermediari finanziari: 2.000 euro Matematica finanziaria: 1.500-2.000 Diritto commerciale: 1.500 euro Tecnica bancaria: 1.200 euro Economia e amministrazione delle aziende: 1.000 euro Diritto del lavoro, Economia monetaria: 500 euro. Tesi: da 1.800 a 2.650 euro.

Il VIDEO servizio:

Maturità 2008: ecco le materie d’esame

Esame di maturità per quasi 500 mila studenti italiani
Puntuale come sempre di questi tempi è arrivata dal ministero della Pubblica istruzione la rosa delle materie proposte per la seconda prova scritta della maturità.
Se il greco del Classico, la matemica dello Scientifico, la lingua straniera del Linguistico, la pedagogia del Pedagogico e gli elementi di architettura dell’Artistico stupiscono poco, il 2008 porta una sostanziale novità: la decisione di individuare come materie affidate ai membri esterni per tutti gli indirizzi di studio l’italiano e la matematica (ad eccezione del liceo scientifico dove all’italiano sono state affiancate le scienze). I risultati dell’ultima indagine Pisa-Ocse (qui la copertina di Panorama, in .pdf) hanno, infatti, dato un duro colpo all’orgoglio nazionale: gli studenti italiani sono tra i più ignoranti non solo nelle materie scientifiche, ma anche in comprensione e lettura. Così a viale Trastevere si è corsi ai ripari, sfruttando anche l’occasione dell’esame di Stato per spingere gli adolescenti ad applicarsi un po’ di più. Il tempo per studiare non manca: le prove scritte si svolgeranno il 18 giugno (la prova di italiano uguale per tutti gli indirizzi) e il 19 giugno (seconda prova). La data della terza e ultima prova scritta (quella messa a punto dalle singole commissioni) sarà fissata con un’ordinanza successiva, ma è probabile che, come ogni anno, si farà a ridosso della seconda.
Per gli istituti tecnici e professionali sono state scelte materie che, oltre a caratterizzare i diversi indirizzi di studio, hanno una dimensione tecnico-pratico-laboratoriale. Per questa ragione la seconda prova potrà essere svolta, come per il passato, utilizzando anche i laboratori dell’istituto. Per il settore artistico (licei e istituti d’arte) la materia di seconda prova conserva il suo carattere progettuale e laboratoriale (architettura, ceramica, mosaico, marmo, oreficeria ecc.) e si svolge in tre giorni.
“La scelta delle materie affidate ai membri esterni”, spiegano dal ministero, “è ispirata all’esigenza di restituire serietà e dignità all’esame di Stato anche attraverso una presenza incisiva della componente esterna della Commissione”. Quest’anno è stato seguito il criterio della rotazione delle discipline “per mettere tutti i docenti in condizione di poter esercitare la funzione di commissario esterno e di consentire a tutti di acquisire utili esperienze di atura didattico-metodologica attraverso il confronto con altre e diverse impostazioni”.
Riguardo ai corsi sperimentali - 812 tra progetti assistiti e autonomi - il ministro Giuseppe Fioroni ha annunciato un deciso giro di vite: “Trovo indecente”, ha detto, “questa eccessiva proliferazione che non aiuta certo la nostra scuola. Bisogna sfoltire, il prima possibile”.

Il VIDEO servizio:

Scuola, studenti in pigiama e cancelli col cellophane. La severità paga?

26 settembre 2007. Studenti del liceo classico Mamiani ricoprono con cellophane il cancello principale e i due laterali dell'istituto durante la notte per protestare contro il giro di vite sulla puntualità degli alunni impresso dal preside negli ultimi giorni<br> [i](Foto: Ansa)[/i]

Quest’anno non si scherza. Il ministro dal volto pacioso ma con il pugno di ferro ha predicato una scuola più severa: obbligo scolastico fino a sedici anni, esami di terza media più duri, provvedimenti più rapidi per insegnanti e personale scolastico inadempiente, osservatori sul bullismo… (qui il decreto sulla scuola approvato a settembre, in pdf).
E la scuola come risponde a Fioroni?
Roma, liceo classico Mamiani. Un nuovo provvedimento del preside prevede la chiusura dei cancelli scolastici alle 8,10 in punto, non più indugiando fino alle 8,20, costringendo i ritardatari a entrare alla seconda ora. Reazione degli studenti? Cancello sigillato nella notte con il cellophane. E un cartello con su scritto: “Mamiani Coop studenti sott’olio, 1.000 porzioni circa”.
Vicenza, istituti superiori. L’amministrazione comunale, d’accordo con le aziende di trasporto, per evitare traffico e sovraffollamenti ha suddiviso l’entrata a scuola in due fasce orarie differenziate, 7.30 e 8.10. E i ragazzi legati alla prima fascia e costretti - soprattutto se provenienti da fuori città - a terribili levatacce protestano presentandosi in classe in pigiama.
Sanremo, liceo classico e scientifico Cassini. Tra un mese il preside dovrebbe dotare gli scolari di un libretto elettronico con codice a barra, da estrarre al momento di entrare a scuola, che un apposito apparecchio leggerà a una distanza di 20-30 cm. Per i genitori basterà collegarsi a internet e fare login per sapere se loro figlio è andato a lezione.

Ottobre 2004, per saltare un compito in classe alcuni scolari hanno allagato il rinomato liceo Parini di Milano<br> [i](Foto: Ansa)[/i]

La strada della severità tra i banchi scolastici, sollecitata dal ministro Fioroni, paga? Ha risposto a questa domanda Carlo Arrigo Pedretti, preside del liceo classico Parini di Milano, l’istituto che nel 2004 fu allagato da un gruppo di scolari per saltare un compito in classe.
“Io non parlerei di strada della severità” dice Pedretti “semplicemente non è possibile che studenti e famiglie facciano ciò che vogliono, tra ritardi, entrate posticipate… Naturalmente, poi, quando cambia qualcosa c’è qualcuno che protesta, ma magari perché non ha letto bene una circolare. Fioroni ha ribadito cose di cui non si era tenuto adeguato conto, ha richiamato a un certo sopportabile rigore, fermo restando che la scuola non è una caserma. E mi sembra che un metodo più rigoroso stia dando i suoi frutti. Bisogna dare un messaggio ai giovani e alle famiglie, con cui oggi è più difficile trattare che con i ragazzi stessi. Il tutto logicamente deve essere fatto con reciproca buona volontà e buona fede, perché l’imposizione di un dato atteggiamento è solo per un miglioramento collettivo”.

Quali sono gli orari di ingresso al Parini?
Nel nostro piccolo anche noi abbiamo dato il via a regole più rigorose: non si può entrare più tardi delle 8.55. Visto che la prima ora di lezione è alle 8, non si può quindi avere più di un’ora di ritardo, altrimenti si entra all’ora successiva.

Cosa pensa delle misure prese dal ministro della Pubblica Istruzione contro il bullismo, con la creazione di un sito internet apposito e la realizzazione di un osservatorio per regione?
Nella mia scuola non ci sono mai stati episodi di bullismo continuati, solo piccole cretinate. E la vicenda dell’allagamento è un’altra cosa… Credo che il bullismo sia soprattutto un fenomeno del primo anno, quando i ragazzi sono ancora indietro “a cottura”. Ed è una storia antica, già nelle orazioni greche se ne narravano episodi, tra commilitoni ateniesi. Bisogna comunque stare attenti a non sbattere il mostro in prima pagina. Ugualmente sul sito realizzato apposta: non si deve creare una nomea attorno agli atti di bullismo, per evitare l’emulazione.

Nel 2004 la sospensione di 15 giorni inflitta ai ragazzi che avevano allegato l’istituto venne considerata da alcuni non troppo severa…
Ho semplicemente seguito la legge, che prevedeva come massimo della sanzione 15 giorni di sospensione. Legge creata da Berlinguer e mantenuta dalla Moratti. Chi si è meravigliato non ha capito nulla della storia della Repubblica italiana. E anche il giornalismo dovrebbe insegnare di più e citare certe norme, senza puntare al sensazionalismo.

Quindi nessuna misura rieducativa, all’epoca, come invece si sentì dire?
Le misure rieducative sono nella mente dei pedagoghi astratti. Nel film Il marchese del grillo, come anche nelle rime del Belli, i padri portavano i figli a vedere le esecuzioni capitali, dando loro dei ceffoni al cader delle teste, insegnando così che non comportandosi bene avrebbero potuto fare quella fine. Ebbene, in quel caso si trattava di terrorismo e oggi certamente non è più attuale. Ma se i ragazzi vedono che pur sbagliando non succede niente, poi irrimediabilmente lo rifaranno.

SPECIALE SCUOLA - NUOVO ANNO: COSA CAMBIA

Maturità 2007: la professoressa Autieri e il tema sul villaggio globale

[i](Credits: Ansa)[/i]
“Beh, così sui due piedi (sulla battigia, per altro, ndr)… Però mi sarebbe piaciuto svolgere il tema a carattere storico e riflettere «sulle ragioni degli imponenti flussi di immigrati nell’odierna Europa e sui nuovi scenari che si aprono nei rapporti tra i popoli, dopo la fine del colonialismo moderno e l’avvento del neocolonialismo»”.
Dalla Sardegna, dove si gode una vacanza tutta in famiglia, parla Serena Autieri, la bella professoressa di cui si innamora Paolo (Giorgio Panariello), il padre di Luca (Nicolas Vaporidis), nel film cult dei diciottenni maturandi: Notte prima degli Esami - Oggi.
Già, i ragazzi oggi hanno a disposizione sei ore per la prova di italiano, la prima dell’esame di maturità…
Appunto, in un tema come quello hanno la possibilità di spaziare, di scrivere molto, di approfondire, partendo da fatti storici fino ad arrivare ai nostri giorni.
Quindi, niente Foscolo, niente Leopardi, Galileo, il tormentone Dante… E niente saggio sulla “Costituzione repubblicana nel laborioso cammino da una dittatura alla partecipazione politica in Italia”.
Esatto. Nonostante mi piacciano molto i saggi. Sopratutto quelli a carattere storico e psicologico. Quando riesco a trovare il tempo di entrare in libreria faccio incetta di questi titoli. Ne compro a dozzine. Tornando al tema, avrei parlato del villaggio globale. Che credo sarà la traccia più seguita, oggi.
Perché?
Perché i giovani, più di noi (e più di me che la maturità l’ho fatta al Liceo artistico di Napoli, 12 anni fa) ci abitano dentro. I diciottenni hanno più argomenti di quanti ne avessimo noi. Per le mie ricerche, ricordo che ricorrevo al metodo classico della vecchia cara enciclopedia. Oggi loro hanno a disposizione il mondo della Rete, appunto: un villaggio globale tutto in digitale, tutto a portata di un qulasiasi motore di ricerca.
La rete… sa che già alle 09.36 sui siti specializati (Skuola.net e Studenti.it) c’erano materiali, appunti e spunti per fare il tema?
Immagino. Ma questa è la modernità. Anche se l’esame di Stato resta una tappa importante per i ragazzi. Nel bene e nel male segna un passaggio verso la crescita, verso la maturità, appunto.
Esame di maturità per quasi 500 mila studenti italiani
Delle altre tracce che cosa dice? Sempre sul web si è scatenata la polemica sul ritorno, dopo soli due anni, di Dante. Che, a detta di alcuni, penalizzerebbe gli studenti degli Istituti tecnici.
Tutto sommato mi sembrano tracce buone. Coprono diversi argomenti. Direi che ce n’è per tutti.
A lei com’era andata la prima prova della maturità?
Ricordo solo che ho passato la prima ora a fare la cosiddetta scaletta: buttavo giù idee e le collegavo. Un metodo ottimo che ancora oggi uso, quando mi diverto a scivere canzoni, poesie e favole per bambini.
E che cosa sta scrivendo in questo periodo?
No, adesso mi sto rilassando con i miei nipotini, visto che per settembre ho da girare un nuovo film e a ottobre una fiction tv.
Buon relax, allora.
Grazie e in bocca al lupo ai ragazzi.

Qui il VIDEO servizio:

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