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ANSA/GIANNI LUCA'
Una scintilla e poi l’inferno di fuoco con fiamme alte fino a 200 metri. Una perdita dal metanodotto che attraversa le campagne della Lunigiana ha devastato in pochissimi secondi l’intera frazione di Barbaresco nel comune di Tresana, provincia di Massa Carrara. L’esplosione improvvisa e devastante che ha aperto un cratere largo 25 metri e profondo 12 metri distruggendo abitazioni, alberi, cascinali e coltivazioni in un raggio di oltre 100 metri.
Ma ad essere travolti dalla violenta deflagrazione e dalle fiamme alte centinaia di metri anche 10 persone, quattro dei quali in modo molto grave: due donne sono state trasportate al Centro grandi ustionati di Genova e due operai, tra cui un ragazzo di 22 anni, in quelli di Pisa e Roma. Un terzo lavoratore, le cui condizioni risultano comunque molto gravi, è stato ricoverato nell’ospedale di Ponteremoli assieme agli altri feriti.
“Sembrava fosse precipitato un aereo” hanno commentato i soccorritori dei vigili del fuoco appena giunti sul posto. Continua

Vigili del fuoco al lavoro per spegnere l'incendio in una fabbrica (FRANCO TANEL /ANSA /jI )
Si chiamava Rosario Spampinato, di 50 anni, l’operaio morto questa mattina poco prima dell’alba nell’esplosione avvenuta a Lallio, alle porte di Bergamo, nella cartiera Ca-Ma. L’incidente è avvenuto poco prima delle 4.30 di stamani. Continua
- Tags: esplosione, feriti, Ferrovie, Fs, gas, incidenti, mappa, meci, morti, rotaie, sicurezza, strage, treno, Viareggio, video, vittime
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Visualizza Dopo Viareggio: i treni a rischio in una mappa di dimensioni maggioriLa strage ferroviaria di Viareggio occupa tutte le prime pagine. E dopo la cronaca arrivano le inevitabili polemiche. Il Corriere della Sera punta il dito sui nuovi pericoli. Ogni giorno ci sono 35 treni ad alto rischio. Trasportano gas, acido solforico, zolfo. Viaggiano sulla rete ordinaria, spesso di notte.
Anche Il Giornale punta l’attenzione sulla sicurezza. Sicurezza, il libro nero: tre anni di incidenti: si dà conto di motrici deragliate, vagoni di traverso, disastri sfiorati. Salta fuori un dossier elaborato dai macchinisti preposti al trasporto merci su rotaia: un elenco degli incidenti sconosciuti alla cronache e delle tratte più a rischio.
Nella sua edizione in edicola, Il Giornale pubblica anche un’infografica con le zone critiche della rete ferroviaria italiana. Ve la riproponiamo qui in una versione multimediale.
Repubblica mette l’accento sulle polemiche, i controlli mancati, le omissioni da individuare, il j’accuse del procuratore: “Un disastro non per caso”. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Ora dovrà fare luce l’inchiesta aperta dalla procura di Lucca.
Il video un minuto dopo l’esplosione
Le tragedie sfiorate a giugno
Il disastro di Viareggio è stato preceduto, nel mese di giugno, da altri due incidenti avvenuti sempre in Toscana, che hanno bloccato a lungo la linea ferroviaria, sfiorando, in alcuni casi, la tragedia.
6 giugno: un cavo della linea elettrica aerea si stacca e colpisce il locomotore di un treno Intercity partito da Milano, rompendo uno dei finestrini anteriori. Le schegge feriscono al volto, lievemente, uno dei macchinisti. L’incidente succede nella galleria Val di Sambro, tra Bologna e Firenze, in una zona tristemente famosa per le stragi dell’Italicus (1974) e della vigilia di Natale (1984). L’Intercity riesce a uscire dal tunnel e ad arrivare alla stazione di Vernio (Prato), ma un altro treno rimane bloccato in galleria per due ore circa. Pesanti ripercussioni su tutto il traffico ferroviario.
22 giugno: due vagoni di un treno merci deragliano a Vaiano (Prato) urtando un Intercity regionale, ma senza conseguenze per i passeggeri. Uno dei vagoni era una cisterna piena di acido fluoridrico. Il traffico ferroviario rimane bloccato per più di 4 ore e riprende poi su un solo binario, con ritardi enormi.
Le informazioni per chi viaggia
Sono stati attivati tue numeri verdi per rispondere agli inevitabili disagi dei treni dopo l’esplosione a Viareggio. Il numero 800.892.021 attivato dalle Ferrovie dello Stato: informazioni sul servizio dei bus sostitutivi. Il numero verde regionale 800.570.530: informazioni sui ritardi e sui blocchi del traffico ferroviario. Il numero verde 800.732.911 è stato invece attivato dal Comune di Viareggio: qui è possibile avere informazioni “relative all’incidente ferroviario, danni, vittime, interventi”.

LA GALLERY
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Due vittime per un’esplosione avvenuta alle 6.40 dovuta a una fuga di gas nella palazzina a Mostacciano in via Carmelo Maestrini, al civico 373. Si tratta di una ragazza di 27 anni di Vercelli, Elisa Castaldi, che si trovava nell’appartamento del fidanzato, sbalzata nel cortile dello stabile e un’altra donna, Luisa Verdiglione, di 43 anni, che viveva in un appartamento vicino a quello andato distrutto dall’esplosione, colpita dalla caduta di un tramezzo in seguito all’esplosione. Il primo cadavere è stato estratto intorno alle 9.30, il secondo alle 11.
Tre i feriti: la più grave è una donna , C.C.G., 59 anni, ricoverata in coma all’ospedale Sant’Eugenio di Roma con ustioni sul 70% del corpo e alcune fratture. Gli altri due, una donna, Concetta Palumbo di 62 anni, che ha riportato la frattura di una clavicola e suo figlio, Cosimo Marano, 33 anni, fidanzato della ragazza morta sbalzata fuori dall’esplosione. “Sono caduta in strada e non ho capito più nulla” così Concetta Palumbo, ricoverata all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, per fratture, ma non in gravi condizioni, ha raccontato al marito, Gaetano Marano, 72 anni, la terribile esperienza vissuta. “Mi ha chiesto notizie di quella povera ragazza”, ha aggiunto l’anziano riferendosi a Elisa, la fidanzata di suo figlio, morta nell’esplosione e anche lei finita in strada, sbalzata dall’onda d’urto. “Mia moglie ha delle fratture e qualche ustione ma è cosciente”, ha raccontato ancora l’uomo, titolare di un bar a Centocelle. “Sono uscito presto, verso le 6″ ha raccontato “per questo sono salvo. Non ho sentito uscendo alcuna puzza di gas. Mio figlio Cosimo lavora nel bar con me ma in genere mi raggiunge nel locale un’ora dopo: così è rimasto ferito nell’esplosione. Cosimo ed Elisa erano fidanzati e vivevano insieme a noi in casa da circa sette mesi”.
La palazzina in cui è avvenuta l’esplosione è composta da due edifici di tre piani. Ad ogni piano ci sono due appartamenti, più due al pian terreno. Complessivamente le abitazioni sono 14 e tutte considerate non agibili dai vigili del fuoco. Nell’esplosione sono state danneggiate complessivamente anche 20 autovetture parcheggiate nella strada. La fuga di gas è stato confermato che è avvenuta in un appartamento al primo piano. Testimoni hanno riferito di aver sentito un forte odore nella notte.
Sono a tutto campo le indagini per accertare le cause dell’esplosione avvenuta a causa del gas. Tra le ipotesi, oltre all’incidente, c’è quella di un tentativo di suicidio da parte della donna ricoverata in gravi condizioni, che viveva sola in uno dei due appartamenti al primo piano dello stabile rimasti distrutti dall’esplosione. Ad avanzare l’ipotesi del suicidio sono alcuni abitanti e negozianti della zona che la conoscevano. “Era vedova e da poco aveva perso un figlio per una grave malattia. Per questo era depressa”. Tra le macerie è stata trovata anche una cucina a gas con un tubo che sembrerebbe tranciato di netto.
“Quando siamo scesi per strada intorno alle 6.30, dopo aver sentito un grande boato abbiamo visto un giovane, Cosimo Marano, urlare penzoloni da un appartamento del palazzo che non esisteva più e abbiamo soccorso altre due donne che schizzate a terra, fuori dall’edificio”. È il racconto dei primi soccorritori dei feriti . “I corpi delle due donne, la madre di Cosimo, Concetta, e della fidanzata Elisa” hanno raccontato “erano a terra sul prato ai piedi del palazzo, la giovane che era morta sul colpo era schizzata fuori dall’appartamento assieme alla rete del letto tutta insanguinata”.
Non esistono più grosse parti di mura esterne dei tre lati del primo piano dell’edificio. Dall’esterno si vedono solo i pilastri e anche le mura perimetrali dell’appartamento al primo piano, dove si è verificata l’esplosione, sono crollate. Nel raggio di 30 metri ci sono i danni più evidenti, con le serrande dei negozi di fronte all’edificio piegate per l’onda d’urto e oggetti personali e pezzi di mobili, come sedie e tavoli, sparsi in giro per strada attorno al palazzo, alcuni vestiti sono finiti su un albero. Una delle travi nel punto interessato dall’esplosione “è piegata. Per questo esiste il rischio di collasso di un’ala dell’edificio” sostiene Marco Faggioli, responsabile della sala operativa dei vigili del fuoco intervenuto sul luogo dell’esplosione.
Un uomo di 42 anni è morto questa mattina a Treviglio, in provincia di Bergamo, nell’esplosione della palazzina dove abitava, in via Vittorio Veneto 60, a causa di una probabile fuga di gas. L’uomo, Enrico Munzio Compagnoni, è stato sbalzato dall’edificio: abitava da solo in una vecchia casa con un unico appartamento abitato, che è crollata per l’esplosione. Secondo quanto ricostruito usava delle bombole di gas portatili. A quanto riferiscono i carabinieri non ci sarebbero altri feriti.
L’esplosione è avvenuta questa mattina intorno alle 7. Sul posto sono intervenuti il 118 di Bergamo, con l’automedica di Treviglio, la polizia, i carabinieri e i vigili del fuoco di Treviglio e il mezzo di base della Croce Rossa di Treviglio.
Degli accertamenti si sta occupando la polizia, che oggi era competente del controllo del territorio nella zona della città .
Sono tre le vittime finora estratte dalle macerie della palazzina crollata a Bari: si scava ancora perché si presume che sotto i detriti si trovino altre persone. Una delle persone morte è un’anziana di 80 anni. Quattro i feriti soccorsi.
La gente del quartiere si è riversata per strada, intimorita dal forte boato che ha preceduto il crollo. La palazzina, al civico 6 di strada San Girolamo è uno stabile di tre piani: l’esplosione ha sventrato l’immobile ed ha fatto crollare la parte posteriore dell’edificio. Al piano strada si trova un salone da barba che è stato completamente distrutto. Lo scoppio potrebbe essere stato provocato - confermano i vigili del fuoco che si trovano sul posto - da una fuga di gas.
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Un’esplosione si è verificata questa mattina in una palazzina a Ulignano, nel comune di San Gimignano. In base alle prime informazioni dei vigili del fuoco, al momento dello scoppio nella palazzina ci sarebbero state tre persone. Sempre in base a una prima ipotesi, l’esplosione potrebbe essere stata causata da una fuga di gas. L’edificio in cui è avvenuta l’esplosione, dovuta secondo i primi accertamenti a una fuga di gas, è una villetta di Ulignano abitata da un unico nucleo familiare. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, i carabinieri e le ambulanze del 118. L’esplosione, secondo quando riferito dai militari, è avvenuta poco dopo le nove.
Due delle tre persone rimaste sotto le macerie dell’abitazione crollata per un’esplosione di gas a San Gimignano starebbero comunicando con i soccorritori. In base a quanto si apprende, nell’abitazione vivono una 54enne e le sue figlie di 20 e 17 anni. La minore delle figlie, Sofia Bencini, 17 anni, è stata estratta dalle macerie. E’ viva, non è in gravi condizioni ed è stata portata in elicottero all’ospedale Le Scotte di Siena. Poco dopo i pompieri sono riusciti a mettere in salvo anche la madre Serenella Innocenti, medico di 54 anni, che era stata localizzata in precedenza. Anche la donna non sarebbe in pericolo di vita. “Sia lei che la madre, Serenella Innocenti, hanno riportato traumi, ma non sembrano in pericolo di vita” conferma il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Siena Pietro Foderà . Si scava ancora, invece, anche con le mani alla ricerca della figlia minore, Sara, 20 anni, rimasta sotto le macerie.
È stata trovata morta la terza donna coinvolta nell’esplosione della villetta. Si tratta di Sara Bencini, 20 anni, figlia maggiore della dottoressa che viveva nella casa con le due figlie. L’urlo del padre Walter Bencini ha anticipato la conferma, data poi dal medico, che Sara era morta sotto le macerie della villetta. Il corpo è stato trovato nella zona dove, intorno a 12.30, era stata trovata, viva, la madre Serenella Innocenti.
Secondo quanto appreso dagli inquirenti, erano terminati da poco più di una settimana i lavori di ristrutturazione all’impianto di riscaldamento della villetta esplosa questa mattina. Sembra, infatti, che anche la caldaia fosse nuova.
“Ho sentito un grande botto, la mia casa ha tremato, i vetri delle finestre e le porte hanno vibrato per un po’”. È la testimonianza di Giovanni, che abita nelle vicinanze della casa crollata per l’esplosione. “Saranno state le 9, forse le 9,30″ ha aggiunto “Mi sono affacciato, in lontananza ho visto una nuvola di fumo e polvere. Intorno c’era una gran confusione: erano scattati gli allarmi delle auto e delle case. In quell’abitazione ci abita una dottoressa, è un medico di famiglia. Ho provato ad avvicinarmi, ma c’erano carabinieri e vigili del fuoco già al lavoro e ho preferito tornare a casa, per non intralciare i soccorsi”.