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estate

Il vecchietto dove lo metto? Le promesse dei Comuni e la prova sul campo

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Problema: un anziano a carico e nessuno cui affidarlo durante le ferie. La famiglia parte per le vacanze d’agosto e il nonno o la vecchia zia rimangono in città da soli. Nessuna badante o amico di fiducia cui chiedere una mano per i bisogni quotidiani: i pasti, la cura della casa, le medicine o un intervento in caso di emergenza.

Soluzioni: quasi tutti i comuni vantano programmi di assistenza per gli anziani, attivi tutto l’anno oppure che vengono diversificati e potenziati durante l’estate. Ma cosa succede davvero quando una famiglia ne ha bisogno? Panorama.it ha provato “sul campo” i servizi di tre grandi città.

Qui Roma
Qui Milano
Qui Palermo

Anziani soli d’estate, qui Milano

Mia madre ha 75, vive sola e quest’anno non se la sente di partire con noi per le vacanze. Di solito sono io a occuparmi dei suoi bisogni quotidiani, ma mentre sarò in ferie nessuno potrà accudirla. Chiedo quindi un aiuto al Comune di Milano.

Al centralino mi danno il numero del Contact center dei servizi sociali (800 777 888), dove mi risponde subito un operatore dalla voce giovane e cordiale. Mi spiega che se voglio posso fare subito richiesta dei servizi di cui ho bisogno tra quelli previsti dal Piano anticaldo. Scelgo l’igiene personale, la pulizia della casa e la spesa consegnata a domicilio. Non ci sono limiti di reddito, mi dice l’addetto, anche se l’effettivo bisogno e l’idoneità di mia madre a usufruire degli aiuti devono essere valutati dal Cma di zona (Centri multiservizi anziani). Se ci sono i requisiti, l’attivazione è praticamente immediata.

L’operatrice del Cma della mia zona mi richiama il giorno stesso. Mi fa altre domande sulle condizioni di salute di mia madre e mi dice che a giorni passerà da noi per valutarle di persona. Ma aggiunge: “La signora è ancora relativamente giovane e non mi sembra che soffra di particolari patologie. Di solito diamo la precedenza a casi più gravi, alle persone invalide o che non si alzano dal letto. Però vediamo un po’ cosa posso fare per voi”.

Io obietto che grazie al cielo mia madre è in salute, ma che non può certo rimanere senza alcuna assistenza per due settimane. Le faccio visita ogni giorno per aiutarla nelle faccende quotidiane, che non riesce più a sbrigare da sola. Alla fine raggiungiamo un compromesso: mi assicurano la spesa consegnata a casa e l’assistenza per la doccia una volta a settimana.

Anziani soli d’estate, qui Palermo

“C’è da fare la domanda e pagare un ticket. Ma ormai è troppo tardi, non si può fare subito. Mi dispiace ma noi non possiamo aiutarla”. L’impiegato dei servizi sociali del Comune di Palermo è gentile, ma dà una risposta sconfortante per risolvere il mio problema: una zia anziana in casa da accudire e la prospettiva di due settimane in vacanza con mia moglie. Pensavo che il Comune offrisse servizi per gli anziani soli in città, soprattutto in estate, e per questo avevo chiamato l’ente. Ecco com’è andata.

“Buongiorno, Comune di Palermo, sono Roberto, mi dica”. Le premesse sono buone. Chiedo dei servizi sociali. Tre squilli e risponde un impiegato. Spiego la mia situazione e domando cosa fare per assicurare a mia zia un aiuto per il periodo interessato. “Mi dispiace, ma può fare la richiesta per l’assistenza domiciliare pagando la quota che deve in base al reddito di sua zia. Ma se ne parla ormai dopo l’estate… Se le serve adesso, le conviene trovare una badante che paga per i giorni necessari, oppure una persona di fiducia o un parente alla larga, e risolve prima”.

Insisto: “Ma è possibile? Mi faccia capire, nulla per gli anziani soli? Aiuto per la spesa o i medicinali, un sostegno, un po’ di compagnia…”. “Si rivolga al centro sociale di quartiere e magari le sapranno dare maggiori informazioni. Lei dove abita?”. “Vicino al Politeama”. “Allora provi all’ospizio marino dell’ospedale Albanese. Lo conosce? Le do il numero”. Annoto, chiudo e chiamo. Risponde una voce femminile. Stessa richiesta. “Purtroppo il servizio è sospeso. Non sono stati rinnovati i contratti alle cooperative e quindi… Tutto fermo. Provi a richiamare lunedì. Mi informo meglio e le saprò dire di più. Ma dubito che lei possa risolvere il suo problema per le vacanze”. Indagine finita.

Risultato: porterò la zia in vacanza, con me. Ma tante altre anziane resteranno purtroppo sole e senza assistenza. Al massimo potranno trascorrere qualche piacevole ora in compagnia nei centri ricreativi. Quelli ci sono. Come assicura il numero verde informativo per gli anziani (800678500). E confidare nella solidarietà degli altri. Il servizio migliore per chi, in Sicilia, è abituato… all’arte di “arrangiarsi”.

Anziani soli d’estate, qui Roma

Se c’è un servizio che funziona a Roma è il call center del comune: lo 060606.
Gli operatori rispondono subito e sanno fornirti informazioni su tutto quel che è di competenza del comune. Peccato che appena attacchi il telefono il meccanismo si inceppa. Per quanto riguarda gli anziani da soli d’estate, ad esempio, i servizi ci sarebbero: la teleassistenza “non più soli”, i “pony della solidarietà” per compagnia e disbrigo di piccole faccende, la collaborazione dei supermercati (“agli anziani la spesa sarà portata a casa gratis”) e le oasi di “Nonna Roma”.

In pratica per la teleassistenza c’è una lista d’attesa di almeno un mese, i “pony” arrivano al massimo due o tre volte al mese, la spesa la portano a casa sì, ma qualcuno deve pur andare a scegliere i prodotti al supermercato. Se si è in buona salute l’opportunità migliore per non stare soli sembra quella delle “Oasi”: ci si prenota e per una o due settimane si è scarrozzati (tutti i giorni o a giorni alterni) al mare, alle terme o in pineta. Con tre euro si ha il trasporto da un punto vicino alla propria casa e il pranzo. L’iniziativa è gettonatissima, la linea telefonica per prenotarsi bollente.

E se si cerca assistenza domiciliare? Avevo ben quattro numeri di telefono del servizio sociale del secondo municipio e nessuno di questi ha risposto per tre giorni consecutivi.
Nonostante il comune di Roma abbia prodotto il dettagliatissimo opuscolo “Come rimanere a casa propria da anziani” se non si è completamente autosufficienti non è poi tanto facile farsi aiutare.

Anziani, tutte le dritte per sopravvivere nelle città vuote e roventi

[i](Credits: Ansa)[/i]
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L’estate astronomica è iniziata solo da pochi giorni ma già si affronta l’emergenza del grande caldo. Soprattutto al sud, dove l’afa ha causato le prime vittime, la chiusura di alcune aziende e i black out di energia. A farne le spese sono soprattutto gli over 65 che insieme ai bambini soffrono più degli altri temperature tropicali, afa e umidità alle stelle. Come tutti gli anni l’Onlus Auser ha messo online uno speciale dedicato all’emergenza caldo per aiutarli a superare una torrida estate in città, quando i figli si allontano per le vacanze e anche le piccole esigenze quotidiane diventano un problema. Possono bastare semplici accorgimenti di stile di vita e alimentazione, come sintetizzato nel decalogo dell’associazione. “Online c’è una guida scaricabile gratuitamente con i suggerimenti per affrontare il caldo; in più abbiamo potenziato il numero verde Filo d’argento 800.99.59.88, senza scatto alla risposta, per combattere la solitudine e offrire servizi fondamentali” spiega Giusy Colmo, portavoce Auser. Sì, perché se alcuni, con i figli in ferie, possono contare su badanti o spesa online (Esselunga, Volendo, Coop, Basko e altri consegnano a domicilio con un sovrapprezzo tra i 5 e gli 8 euro, ma spesso gratis per i disabili e gli anziani), secondo Auser l’identikit di chi corre i rischi maggiori è quello di “una persona anziana che vive sola, in un appartamento piccolo ai piani alti, privo di condizionamento, con un basso livello socio-economico”.
In questi casi con una chiamata al numero verde 800.99.59.88 (attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20 e in Lombardia 24 ore su 24) gli anziani rimasti soli in città potranno chiedere la consegna a casa di spesa e medicinali, il trasporto verso strutture sanitarie nel caso di visite o terapie e avere informazioni su iniziative di svago e intrattenimento vicino a loro. Ma anche fare due chiacchiere perché, insieme all’afa, il problema dell’estate si chiama solitudine ed emarginazione. Proprio per questo i volontari Auser monitorano i servizi per gli anziani offerti dai Comuni di tutta Italia, come ad esempio quelli dell’Associazione Nonna Roma nella capitale, e li raggruppano sul sito, aggiornandoli quotidianamente.
Un altro numero da tenere a portata di mano è il 1500, call center del Ministero della Salute attivo tutti i giorni fino al 31 agosto dalle 8 alle 20. Fornisce consulenza telefonica e orientamento ai servizi socio sanitari aperti per ferie; l’estate scorsa le chiamate sono state più di 6.000. Inoltre il Ministero ha messo online una guida per prevenire e limitare i problemi di salute e suggerisce di tenere d’occhio la segnalazione delle ondate di calore a cura della Protezione Civile, che può prevedere l’innalzamento della colonnina di mercurio fino a 72 ore prima in 17 città italiane (Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Pescara, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Verona).
Il 118 resta infine il numero fondamentale da digitare per le emergenze, gli incidenti, la richiesta di ambulanze, il reperimento del Medico della Continuità Assistenziale (la vecchia Guardia Medica) e anche per conoscere le farmacie di turno.

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Emergenza caldo, un decalogo per restare in buona salute


Dieci consigli per tenere corrette abitudini alimentari, validi sempre e per tutti, ma in particolare con il caldo e per le persone anziane o affette da particolari patologie, come diabete o ipertensione.

  • Bere anche se non se ne sente la necessità e fare spuntini freschi e leggeri aiuta a evitare gli agguati del solleone e in particolare la disidratazione e i suoi effetti deleteri. L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica in almeno 10 bicchieri la dose ideale giornaliera;
  • Sì a frullati, centrifugati, succhi di frutta e latte, sempre però senza esagerare;
  • Consumare molta frutta e verdura, importanti perché contengono anche fino all’80% di liquidi, sono ricchissimi di sali minerali, vitamine, antiossidanti e fibre;
  • Fare sempre almeno tre pasti al giorno: colazione e cena sono essenziali quanto il pranzo;
  • Fare pasti leggeri, non troppo elaborati o piccanti;
  • Preferire il pesce alla carne, perché ricco di elementi che proteggono dalle malattie degenerative tipiche dell’anziano;
  • Evitare bevande e cibi troppo caldi o troppo freddi;
  • Limitare l’assunzione di bevande gassate, alcolici e caffè;
  • Si ai gelati, ma preferibilmente alla frutta;
  • Assumere integratori salini solo previo consulto medico.

Dalla guida Emergenza Estate di Auser.

L’estate che avanza: sole a picco, consumi di energia alle stelle

estate 2007 emergenza anziani
Ci siamo: nella settimana d’inizio estate scatta l’allarme caldo.
Lo lanciano i meteorologi, lo si vive tutti. Sulla pelle. Almeno fino a domenica 24 le colonnine di mercurio continueranno a salire, specie nelle regioni centromeridionali. Un avvertimento immediatamente rilanciato dalla Protezione civile che ha fatto scattare l’allarme rosso a Catania, Palermo, Campobasso, Bari e Pescara, le cinque città in cui viene segnalato il “livello 3″ di allerta, ossia il più alto. Il momento più difficile, segnala sempre la Protezione civile, è atteso per domani, venerdì, quando le temperature supereranno abbondantemente i 30 gradi arrivando a toccare i 37 gradi a Catania e i 35 a Bari e Palermo.
Umidità, afa, aria ferma: sono queste le condizioni in cui possono nascere pericoli per i soggetti più a rischio: i più anziani, specie quelli che vivono soli, e i bambini. La percezione del calore viene ben espressa anche dal balzo in avanti dei consumi di elettricità, volati in queste ore verso i picchi storici in seguito all’utilizzo massiccio di condizionatori d’aria e refrigeratori. Un salto record (per il 2007), che ha toccato intorno a mezzogiorno i 54mila megawatt consumati:cifra non distante dal record dello scorso anno, quando l’assorbimento di corrente arrivò a toccare i 55.600 megawatt.
Nonostante la forte richiesta non dovrebbero sussistere però pericoli di black-out. A Terna, la società a cui fa capo la rete di trasmissione nazionale, si mostrano infatti tranquilli anche perché il piano d’emergenza messo a punto nei mesi scorsi starebbe funzionando.
Per difendersi da possibili conseguenze, gli esperti segnalano (i soliti) semplici accorgimenti. Cioè: evitare se possibile di uscire di casa o di fare attività fisica nelle ore più calde della giornata; mangiare poco e frequentemente, soprattutto frutta e verdura; bere molto, evitando però bevande ghiacciate, caffè, alcolici e bibite gassate; vestirsi di abiti comodi e chiari.

Gelato, meno dolce e sempre più salato

dal 2001 il prezzo del dessert preferito dell'estate italiana è aumentato del 50%
“Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato…”.
Mica poteva saperlo Pupo, quando cantava nel ‘79, che dal 2001 il prezzo del dessert preferito dell’estate italiana (tutto, mica soltanto quello al cacao) è aumentato del 50%. Tanto da trasformare uno dei prodotti estivi più caratteristici in un piccolo lusso da potersi permettere una tantum.

Lo denuncia l’Adoc, il cui presidente Carlo Pileri spiega come “il prezzo di questo dolce sia aumentato a seguito del changeover, come abbiamo denunciato e constatato negli scorsi anni. Ciò che non accettiamo è che si prosegua con aumenti sconsiderati che hanno portato un chilo di gelato a costare 14 euro, contro gli 11,90 di due anni fa e addirittura contro le 18.000 lire del 2001″.
A montare, inoltre, e in maniera ancor più consistente rispetto a crema e cioccolato, è stato il prezzo della panna: +67,7% rispetto al 2001.
“Va considerato” spiega ancora Pileri “che chi acquista gelato e panna al Kg. può anche considerarsi fortunato rispetto a chi compra un cono o una coppetta, i cui prezzi minimi sono lievitati dalle 1.500 lire del 2001 all’euro e mezzo odierno. E questo senza considerare che il quantitativo di prodotto non è proporzionale rispetto al prezzo praticato, il gelato di un cono o di una coppetta cioè, ci costa ancor di più rispetto al prezzo al kg, con punte anche del 25%”.
L’ultima nota di sapore riguarda le brioche al gelato, ultima tendenza dell’Italia buon gustaia: “Una peculiarità tutta siciliana che ormai si trova e si consuma un po’ ovunque, da Trieste a Palermo - conclude Pileri. La solita nota stonata è rappresentata anche in questo caso dal prezzo, aumentato di oltre il 132% rispetto a 6 anni fa e divenuto un piccolo lusso per una famiglia tipo”.

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