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eutanasia

Il dibattito sull’eutanasia: quando si è al bivio tra la vita e la morte

Quando si è al bivio vita-morte...

di Stefania Berbenni

Quel gesto, finito sulle prime pagine e nei tg della sera, ha obbligato ad affacciarsi col pensiero dove il vuoto ha inizio: il 28 novembre Lucio Magri, intellettuale fino e fondatore del Manifesto, da tempo affetto da depressione, ha portato a compimento il proposito, per due volte fallito, di interrompere la propria vita; è andato in una clinica elvetica per ingerire uno dei miscugli della «dolce morte» e si è congedato da un mondo che sentiva lontano, da un futuro che non voleva, da un vuoto cattivo (la moglie mancata due anni fa). Continua

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  • Mercoledì 14 Dicembre 2011

Lucio Magri, la scelta di un uomo

Lucio Magri in una foto d'archivio del 7 ottobre 1980.

Lucio Magri in una foto d'archivio del 7 ottobre 1980.

Prima di partire per la clinica svizzera che lo avrebbe aiutato a morire, Lucio Magri ha provveduto personalmente alle  pompe funebri: feretro e luogo di sepoltura, a Recanati, a fianco della moglie recentemente scomparsa e molto amata. Non ha voluto funerali né  commemorazioni. Continua

Testamento biologico in salsa meneghina. Parla il radicale Cappato

ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Andrea Monti

A Roma la legge sul testamento biologico è ferma in Senato. A Milano l’argomento torna a far discutere. Il radicale Marco Cappato, consigliere comunale della maggioranza che sostiene Pisapia, ha chiesto di istituire un registro su cui i residenti possano scrivere quali trattamenti sanitari vorrebbero ricevere (e quali no) se un giorno si trovassero a essere incapaci di intendere e di volere. Una battaglia che il suo partito porta avanti da tempo, come quella sull’eutanasia. Nel Pd milanese, alleato dei radicali in municipio, c’è già chi si tira indietro. Ma Cappato conta di farcela grazie al sostegno della società civile. Continua

Eutanasia: la morte di James Hillman è una lezione sulla vita

morfinaC’è un momento in cui il corpo vince sulla psiche: è quando il dolore fisico (cugino cattivo e contraltare del sommo piacere erotico) schiaccia la persona. La psiche, l’anima, il senso di sé, chiamatelo come si vuole. E lì c’è il bivio: terapia del dolore, con la morfina ad ovattare tutto, o lucidità della mente a prezzo di una sofferenza acida, impietosa, mortifera. Continua

Eluana, 17 anni tra la vita e la morte

Eluana Englaro

Diciassette anni “in bilico” tra la vita e la morte. Queste le tappe che hanno segnato la lunga e drammatica vicenda di Eluana Englaro:
18 gen 1992 - dopo un incidente d’auto, Eluana, 20 anni, entra in uno stato vegetativo. Viene ricoverata a Lecco.
1993 - dopo un anno, la regione superiore del cervello di Eluana è andata incontro a una degenerazione definitiva. I medici non lasciano alcuna speranza di ripresa.
1994 - Eluana entra nella casa di cura di Lecco “Beato L. Talamoni”, delle suore misericordine. Deve essere alimentata con un sondino nasogastrico e idratata.
1999 - Beppino Englaro chiede al tribunale di Lecco di poter rifiutare l’alimentazione artificiale della figlia. Ma i giudici dicono no.
2000 - Beppino si rivolge anche al presidente Ciampi, e dice che Eluana aveva detto che non avrebbe mai accettato di vivere in quelle condizioni.
2003 - viene ripresentata la richiesta di lasciar morire Eluana, ma tribunale e Corte d’appello la respingono. E così accadrà ancora nel 2006.
2005 - il 20 aprile la Cassazione avalla la decisione dei giudici milanesi presa nel 2003, ma apre uno spiraglio alla richiesta del padre, ritenendo che la stessa non poteva essere accolta perché, tra l’altro, mancavano “specifiche risultanze” sulle reali volontà della ragazza.
2007 - 16 ottobre la Cassazione rinvia di nuovo la decisione alla Corte d’appello di Milano, sostenendo che il giudice può autorizzare l’interruzione in presenza di due circostanze concorrenti: lo stato vegetativo irreversibile del paziente e l’accertamento che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento.
9 luglio 2008 - la Corte d’appello di Milano riesamina la vicenda e autorizza la sospensione dell’alimentazione.
16 luglio - Camera e Senato sollevano un conflitto di attribuzione contro la Cassazione, il caso finisce in Corte costituzionale.
3 settembre - la famiglia chiede alla Regione Lombardia di indicare una struttura dove eseguire quanto stabilito dalla Corte d’appello, cioè interrompere definitivamente l’alimentazione artificiale e l’idratazione. Ma la Regione dice no.
8 ottobre - la Corte costituzionale dà ragione a Cassazione e Corte d’appello (che avevano stabilito le condizioni per l’interruzione dell’alimentazione).
11 ottobre - le condizioni di Eluana si aggravano a causa di un’emorragia interna.
16 dicembre - Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi firma un atto di indirizzo per le Regioni al fine di “garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto alla nutrizione e idratazione” in tutte le strutture del Servizio sanitario nazionale, precisando che lo stop a tali trattamenti nelle strutture del Ssn è “illegale”.
22 dicembre - La Corte europea per i diritti dell’uomo respinge, giudicandolo “irricevibile”, il ricorso presentato da diverse associazione contro la sentenza della Corte d’appello di Milano che autorizza il distacco del sondino per l’alimentazione artificiale ad Eluana.
16 gennaio 2009 - La Clinica “Città di Udine” rinuncia ad accogliere Eluana, per il “groviglio di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni”. Secondo la clinica, alla luce soprattutto dell’atto di indirizzo, il ministro potrebbe prendere iniziative che metterebbero a repentaglio l’operatività della struttura e quindi il posto di lavoro di più di 300 persone.
17 gennaio - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è indagato dalla Procura di Roma con l’accusa di violenza privata, in merito al caso di Eluana Englaro. Gli atti sono predisposti in seguito ad una denuncia dei radicali.
3 febbraio - Eluana lascia la casa di cura Beato Luigi Talamoni di Lecco, dove si trova da 15 anni. Alle 5.54 arriva l’ambulanza con cui Eluana arriva alla casa di riposo “La Quiete” di Udine e viene sistemata in una stanza al piano terra della struttura.
6 febbraio - Il governo in Consiglio dei ministri decide di varare un decreto che impedisce lo stop alla nutrizione e alimentazione della donna, ma il presidente della Repubblica non firma l’atto. L’esecutivo sceglie allora la via parlamentare con un disegno di legge da approvare a tappe forzate. Vengono sospese nutrizione e idratazione.
7 febbraio - Continua lo stop all’idratazione e alla nutrizione. Comincia la corsa contro il tempo del Parlamento per mettere a punto il disegno di legge. Si prefigurano le tappe forzate per arrivare a una votazione il prima possibile. Gli ispettori inviati dal ministro Sacconi visitano la clinica e verificano alcune irregolarità di tipo amministrativo sull’uso della stanza.
8 febbraio - Continua la sospensione di idratazione e nutrizione. Eluana è sedata. La procura di Udine indaga non solo sulle anomalie amministrative ma anche sugli esposti che sono pervenuti numerosi all’autorità giudiziaria.
9 febbraio - Si decide il voto al Senato per il giorno successivo e quello finale alla Camera per l’11. Regione e Procura decidono che non ci sono elementi per fermare il protocollo.

Addio a Eluana, eterna ragazza innamorata della vita

la morte di Eluana Englaro
Eluana se n’è andata. Dopo la prima notizia flash della sua morte data dall’agenzia Ansa, sono arrivate una alla volta le conferme da Udine, da parte dell’amministrazione comunale e regionale e delle forze dell’ordine. La donna era in stato vegetativo permanente da 17 anni e tutti gli italiani e non solo avevano imparato a conoscerla attraverso i racconti e le battaglie del papà Beppino e attraverso quelle foto che la ritraggono sorridente ma ferma all’età di vent’anni. Quella dell’incidente.

La conferma della morte di Eluana Englaro è arrivata anche dalla presidente della Quiete, Ines Domenicali. “È morta, non so dire l’ora. Non chiedetemi altro”, ha detto. Successivamente si è saputo che l’ora del decesso è stata intorno alle 20. In tutti questi anni Eluana si è tenuta aggrappata alla vita e ancora una volta, l’ultima, non ha lasciato che tribunali, medici e politici decidessero il momento del suo addio. Nella clinica in cui era stata portata per la sospensione dell’alimentazione era trascorso il quarto giorno di esecuzione del protocollo. Nessuno si aspettava che Eluana morisse così presto, si era ipotizzata una resistenza di sette-otto giorni. Ma il suo corpo provato da quasi vent’anni di stato vegetativo non ha retto tanto.

La notizia della morte di Eluana è arrivata mentre al Senato era in corso l’esame del disegno di legge del governo nato proprio per evitare la sospensione dell’alimentazione. L’aula si è raccolta in un minuto di silenzio. Il padre di Eluana, Beppino Englaro, ha detto poche parole: “Ho fatto tutto da solo, l’ho portata a questo livello e voglio finire da solo”. Englaro ha ricordato le parole di Eluana, quando nel pieno della giovinezza diceva che “la morte fa parte della vita”, e ha aggiunto: ”Non dovete preoccuparvi di me, ora voglio stare solo, non voglio parlare con nessuno. L’unica cosa che chiedo ai veri amici è di non cercarmi. Sono fatto così, chiedo che mi rispettino in questo modo”.
”Dinanzi all’epilogo di una lunga tragica vicenda, il silenzio che un naturale rispetto umano esige da tutti può lasciare spazio solo a un sentimento di profonda partecipazione al dolore dei familiari e di quanti sono stati vicini alla povera Eluana” ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo aver appreso la notizia.

Il VIDEO servizio:

Guarda la GALLERY: proteste e preghiere davanti alla clinica di Udine. LEGGI ANCHE: 12 domande e 12 risposte per capire il caso Englaro -
Eluana, 17 anni tra la vita e la morte

Scontro tra Berlusconi e Napolitano sul decreto per Eluana

Giorgio Napolitano

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “ha preso atto con rammarico della deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto-legge relativo al caso Englaro. Avendo verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui tempestivamente rappresentate e motivate, il presidente ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto“. È quanto si legge in una nota della Presidenza della Repubblica.

“Se il capo dello Stato, caricandosi di questa responsabilità nei confronti di una vita, dovesse decidere e perseverasse nella sua decisione di non firmare la presentazione al Parlamento di questo decreto legge, noi inviteremmo immediatamente il Parlamento a riunirsi ad horas e ad approvare in pochissimo tempo, due o tre giorni, una legge che anticipasse quella legge che è già nell’itinerario legislativo”. Ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, a proposito del decreto legge varato dal governo sul caso di Eluana Englaro. E infatti il Consiglio dei ministri è stato subito riconvocato per le 20, con all’ordine del giorno il disegno di legge.

Alla fine della seduta è stato annunciato che il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge per consentire l’alimentazione e l’idratazione ai soggetti che non sono in grado di provvedere a se stessi. Il testo recepisce le linee del decreto legge approvato questa mattina dal governo. Alla riunione, cominciata alle 20.30, erano presenti il premier Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, i ministri Andrea Ronchi, Giorgia Meloni, Altero Matteoli, Stefania Prestigiacomo. Assenti i ministri della Lega, già rientrati in Lombardia, che però hanno telefonato al premier, per esprimere il loro sostegno al provvedimento.

“Abbiamo preso atto del rifiuto del capo dello Stato ma abbiamo ribadito l’urgenza del provvedimento. Ci siamo riuniti e abbiamo approvato un disegno di legge che recepisce il testo del decreto”, ha affermato il premier Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. “Lo abbiamo inviato immediatamente a Palazzo Madama rivolgendo un accorato appello al presidente del Senato per l’immediata convocazione dell’Assemblea in seduta straordinaria”.

“Credo che il presidente del Senato convocherà subito i capigruppo e poi i gruppi decideranno quando potersi riunire. Se ci sarà la volontà di fare, e di fare presto, noi crediamo che ci possa essere una risposta da parte del Parlamento in pochissimo tempo”, ha aggiunto il premier. Il presidente del Consiglio auspica che non succeda nulla a Eluana mentre il Parlamento discute il disegno di legge che anticipa una parte del provvedimento sul testamento biologico. Alla domanda, al termine della conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri serale, sul rischio di morte per Eluana nei prossimi giorni, il premier ha risposto: “Ci auguriamo di no. Una persona normale sta due o tre giorni senza mangiare e bere”. Poi ha aggiunto: “Rivolgetevi a Pannella, che ne sa qualcosa”.

Salvo improvvise accelerazioni, al momento imprevedibili, il ddl sull’idratazione e sulla nutrizione artificiale approvato dal Consiglio dei ministri inizierà il suo iter lunedì mattina. Più esattamente dopo la Conferenza dei capigruppo, che dovrebbe essere convocata per lunedì mattina intorno alle 11. La Conferenza decide l’assegnazione del ddl, presumibilmente alla commissione Sanità dove è già in atto la discussione sul testamento biologico. La Commissione, secondo quanto si apprende, non sarà convocata prima della Conferenza dei capigruppo. Una volta assegnato il provvedimento, il presidente della Commissione, Antonio Tomassini, convoca l’ufficio di presidenza per disporre le procedure necessarie (i tempi per la presentazione degli emendamenti) e verifica se esiste una volontà politica concorde per accelerare l’esame del provvedimento che, se approvato in sede deliberante, non dovrebbe passare in Aula.

Nel caso non dovesse riscontrarsi un clima di concordia politica fra le diverse forze, allora, sulla base dell’articolo 72 della Costituzione, o il governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto dei commissari possono richiedere il passaggio in Aula. Si tratterebbe di una decisione strategica alla quale la maggioranza favorevole al ddl potrebbe fare ricorso perché, una volta in Aula, è possibile contingentare i tempi e far decadere eventuali emendamenti ostruzionistici. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri che sostituisce il decreto legge non emanato sul caso Englaro. Lo riferiscono fonti del Quirinale rispondendo ad una specifica domanda

“Stiamo operando nell’ambito della piena legalità, andremo avanti”, dice l’avvocato Vittorio Angiolini, legale della famiglia Englaro, commentando la presa di posizione del governo, perché, di fatto, “le cose restano come stavano”. Riguardo, infatti, al decreto legge varato dal governo che, in attesa di una legge, vieta a “chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi” la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione, nulla quaestio: l’avvocato si attiene alla decisioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che “ha svolto correttamente il suo ruolo di garanzia costituzionale” non firmando il decreto.

L’altra iniziativa per bloccare l’attuazione del protocollo è la decisione del ministro del Welfare Maurizio Sacconi che ha inviato gli ispettori a Udine, “perché purtroppo mancano alcune risposte ad alcuni interrogativi che abbiamo rivolto”. “Si tratta di una cosa irrituale, dovrebbe rivolgersi alla Regione”, risponde Angiolini, aggiungendo: “È la regione che ha competenza sulle strutture e sull’attività sanitaria regionale. E stiamo parlando di una regione che inoltre è a statuto speciale”. Se ci fosse la legge paventata dal premier Berlusconi, allora nascerebbe il problema, ma “al momento stiamo operando nell’ambito della piena legalità”, evidenzia l’avvocato, e “finché tutto è legale noi andremo avanti. Che si sia persa la misura”, conclude, “è evidente. Bisognerebbe mettersi al posto del padre di Eluana e immaginare come può sentirsi”.

“Sono sconvolto, è un tormento senza fine, non riesco neppure a pensare e riflettere e preferisco continuare a restare nel silenzio”. È l’unico commento di Beppino Englaro, il padre di Eluana. Englaro ha deciso di osservare un rigoroso silenzio stampa da martedì mattina, da quando la figlia è ricoverata a Udine, dove oggi è stato avviato il protocollo medico per la sospensione dell’alimentazione.
“Sono costernato che in tutte queste diatribe politiche si ammazzi una persona” e “sono profondamente deluso” dalla decisione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di non firmare il decreto che avrebbe imposto lo stop all’alimentazione e idratazione a Eluana Englaro. È quanto ha affermato il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del pontificio consiglio Giustizia e Pace.

LEGGI ANCHE: 12 domande e 12 risposte per capire il caso Englaro - Napolitano sul caso Englaro: si faccia la legge per il testamento biologico

Caso Englaro, Napolitano non firma il decreto del governo

Clinica la Quiete di Udine

Tensione tra Quirinale e presidenza del Consiglio sul caso Englaro. Dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto che ferma l’attuazione della sentenza sulla sopsensione all’alimentazione di Eluana e dopo i dubbi in merito espressi da Napolitano in una lettera, Berlusconi ha chiesto al presidente della Repubblica di firmare comunque il decreto legge. “Altrimenti”, ha detto il premier, “ci rivolgeremo subito al Parlamento”.

E il presidente della Repubblica “ha preso atto con rammarico della deliberazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto legge relativo al caso Englaro. Avendo verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui tempestivamente rappresentate e motivate, il presidente ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto”. È quanto si legge in una nota della Presidenza della Repubblica.

Il consiglio dei ministri ha approvato poche ora fa all’unanimità il decreto che interviene sulla vicenda di Eluana Englaro, nonostante il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avesse espresso, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, della quale è stata data lettura in Consiglio dei ministri, un nuovo diniego. Contestualmente, a quanto si apprende da fonti governative, il capo dello Stato avrebbe sollecitato un rapido pronunciamento del Parlamento sul testamento biologico.

“Penso che tutto si stia svolgendo come previsto: da stamattina, infatti, si era stabilito di procedere alla riduzione dell’alimentazione” ha detto l’avvocato Franca Alessio, curatrice di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo da 17 anni e ricoverata da martedì mattina nella casa di cura ‘La Quiete’ a Udine.
“Il protocollo prevede che dopo tre giorni cominci lo stop all’alimentazione - ha aggiunto il legale - i tre giorni sono passati e non intervenendo fatti nuovi si procede come previsto”.
Eluana Englaro è in stato vegetativo persistente da 17 anni. La Corte di appello di Milano ha autorizzato la sospensione del trattamento di nutrizione artificiale. Secondo il protocollo stabilito dai medici, la riduzione dei nutrienti alla donna avverrà gradualmente, con una diminuzione progressiva delle sostanze nutritive somministratele giornalmente.
“Il cuore della questione sta nel fatto che l’ordinamento italiano prevede per tutti il diritto di rifiutare i trattamenti cosiddetti di sostegno, come la nutrizione e l’alimentazione”. Questa è la riflessione di Umberto Veronesi, in una lettera a La Repubblica, in cui mette in guardia dal fatto che “ora si vorrebbe calpestare questa norma fondamentale, violando il diritto di autodeterminazione delle persone”. Una legge che obbliga chi cade in coma ad una vita artificiale, “senza coscienza e senza risveglio per decenni, anche contro la sua volontà va contro i principi di libertà e non verrebbe mai sottoscritta da nessun presidente di una democrazia avanzata e tanto meno dal nostro Presidente della Repubblica”. Le leggi non dovrebbero essere mai fatte sull’onda delle emozioni, secondo Veronesi e se in Italia non viene applicata la sentenza della Corte di Cassazione “si mettono anche pericolosamente a rischio i principi sui quali il Paese ha fondato la sua esistenza e il suo sviluppo, si tratterebbe di violare il principio della separazione dei poteri, quello giudiziario e quello politico”.

LEGGI ANCHE: Dubbi di Fini e Napolitano sul decreto, che potrebbe saltare - Pronto il decreto contro lo stop all’alimentazione - 12 domande e 12 risposte per capire il caso Englaro - Napolitano sul caso Englaro: si faccia la legge per il testamento biologico

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