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La Grecia ha resi pubblica la lista degli evasori; e l'Italia? (credits: LaPresse)

Lista di proscrizione. Gogna mediatica. Album della vergogna. Possiamo chiamare come vogliamo l’iniziativa del ministero dell’Economia greco di pubblicare on line i nomi di 4.152 evasori fiscali. Alcuni sono evasori ed evasioni talmente datati da appartenere più alla storia che alla cronaca.
È il caso di George Koskotas, il banchiere bancarottiere che mise nei guai alla fine degli anni ’80 il governo di Andreas Papandreu (padre dell’ex premier George), costretto a dimettersi come ricorda oggi il “Corriere della Sera”. O il caso del cantante Tollis Voskopoulos, marito di un viceministro del Turismo, Angela Gerekou, anche lei dimissionaria.
Le liste di proscrizione non sono mai belle, anche perché suscitano, scatenano livori e rivalse che affondano più nella psiche degli invidiosi che in quella degli indignati. Ma a volte fanno bene, queste liste e queste pubblicazioni. Mediaticamente, sono un segnale di severità, equità ed efficienza dello Stato nel contrasto a un reato che sempre di più rivela un pesante valenza sociale: l’evasione fiscale, appunto. Continua

CONTATORE 1: LE PROMESSE DI MONTI
Ilgiornale.it ha pubblicato un orologio: quello per misurare quanti giorni, ore, minuti e secondi sono passati dall’annuncio del premier Monti, che aveva promesso la pubblicazione dei patrimoni di ministri e sottosegretari. Ad oggi siamo a 45 giorni. Continua

La denuncia su Facebook di Alessandro Rimassa
“No, non sto cercando un posto come investigatore dell’Agenzia delle Entrate. E’ solo questione di educazione, educazione fiscale“.
Mentre tutt’Italia discuteva e discute sui controlli a Cortina, a caccia di proprietari di suv con dichiarazioni da pensione minima o furbetti dello scontrino, qualche notte fa un ragazzo è in fila dentro una famosa panetteria del centro di MIlano. Sono le 4.15 del mattino e sono tanti i giovani usciti da locali con voglia di pizza. La sua ordinazione fila lisca come quella di chi lo precedeva; tranne che per il finale. Perché lui, Alessandro Rimassa (autore del Best Seller “Generazione Mille Euro”) è l’unico che chiede lo scontrino ai due commessi.
“Quando gliel’ho chiesto - ci racconta - mi hanno guardato male. Ma lo hanno fatto senza nessun problema”. Continua

L’INCOMPRENSIBILE EFFETTO DEL BLITZ DI CORTINA
La notizia del blitz della Guardia di Finanza a Cortina d’Ampezzo, dove sono state pizzicate 42 auto di lusso che appartengono a cittadini che dichiarano in media attorno ai 30.000 euro lordi annui, scala la classifica degli hashtag più utilizzati in Italia oggi su twitter: #cortina è infatti al secondo posto. Tuttavia gli incassi di alberghi, ristoranti e negozi prima e dopo l’incursione delle fiamme gialle sarebbero aumentati, e di molto. Con i controlli, insomma, i ricchi non scappano, anzi consumerebbero di più. O più semplicemente sono stati emessi più scontrini, qualcuno suggerisce con malizia. Come il consigliere lombardo del Pd Pippo Civati che sul suo blog fa notare il tono sarcastico del comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate. Ecco un passaggio: Continua

Il monologo in tv di Vale Rossi sulle tasse fa discutere. Anzi, non è proprio piaciuto al viceministro dell’Economia Vincenzo Visco: “Il problema è delle televisioni. L’uso che si è fatto di quella cassetta in tv pone problemi seri”. E ha aggiunto: “Da un lato c’è lo Stato dall’altro il contribuente. E ora non mi pare giusto che se il contribuente è un cittadino importante debba occupare la scena mediatica da solo. Questo è un problema”. Nel merito non vuole replicare al campione di motociclismo: “In Italia c’è un sistema garantista e a nessuno è vietato difendersi. Vedremo, se lui dimostrerà di essere residente in Inghilterra non ha molto da temere”.
Il campione marchigiano dopo giorni di silenzio, si è sfogato in tv, presentandosi nelle cade degli italiani dagli schermi dei telegiornali serali, il giorno prima di Ferragosto, con queste parole (qui il video del TG5): “Sono stato crocifisso e condannato ancora prima delle necessarie verifiche, come spesso accade. Da sette anni ho la mia residenza a Londra. Londra, non Paperopoli o un paradiso fiscale su qualche isoletta”.
Ma per dichiarare la propria innocenza, il Dottore non ha concesso interviste. Ha preferito consegnare all’inviato a Londra della Rai, che si aspettava di incontrarlo presso la società che ne cura l’immagine, una videocassetta con un filmato. Poco meno di due minuti, senza contraddittorio, durante i quali il Dottore ribadisce - come si suol dire - la sua estraneità ai fatti contestatigli dagli agenti tributari italiani. Dice di avere “la coscienza pulita, questa storia si chiarirà al più presto”. E poi spiega: “I professionisti che mi fanno la denuncia dei redditi mi hanno assicurato, come ho sempre chiesto, di rispettare le regole e questo hanno fatto”.
Valentino appare in collegamento da Londra per spiegare le ragioni della sua residenza nel Regno Unito. “Da sette anni ho la mia residenza a Londra, in questa bella casa. Londra, non Paperopoli o un paradiso fiscale su qualche isoletta. L’ho scelta perchè mi piace e per le esigenze del mio mestiere”. Dice di essere stato strumentalizzato, “probabilmente perché il fisco italiano non è d’accordo con quello di altri paesi, come l’Inghilterra. Però la soluzione devono trovarla fra loro, senza prendersela con me”.
Poi torna all’attacco. “Mi hanno sbattuto come un mostro in prima pagina - dice Valentino - Prima con la storia completamente inventata con la Canalis, una persona che conosco appena. Poi, con un fascicolone pieno di numeri e numerini che è stato consegnato quasi prima alla stampa che a me”.
Il VIDEO servizio:

Se vi sembra che lo Stato sia tenero con gli evasori, guardate il VIDEO servizio
per capire quanto è pesante la batosta che ha preso Valentino Rossi, denunciato per non aver dichiarato al Fisco 60 milioni di euro:
LEGGI ANCHE:Valentino e il club degli emigranti di lusso che non sanno a chi pagare le tasse

Cos’hanno in comune Valentino Rossi e Pavarotti, Alberto Tomba e Ambra Angiolini? Un fan piuttosto speciale che ha deciso di seguirli passo passo: il fisco.
L’Agenzia delle entrate ha contestato al campione di motociclismo Valentino Rossi un imponibile evaso per 60 milioni di euro nel periodo 2000-2004. Un accertamento disposto dopo che The doctor ha trasferito la residenza in Gran Bretagna. A Tavullia, suo paese di origine nel pesarese, l’hanno tutto sommato presa bene visto che Valentino continua a farsi vedere spesso. Ma ci sono rimasti male alla direzione regionale delle Marche dell’Agenzia delle entrate che è andata a spulciare sulle sue denunce dei redditi, in Italia e all’estero.
Secondo la notizia riportata dall’Adn Kronos, Rossi ha approfittato della normativa inglese basata sul “resident but not domicilied”: ovvero risiedo qui ma vivo altrove, perciò pago al fisco di Sua Maestà solo i redditi prodotti nel suo paese. Viceversa all’Italia Valentino avrebbe versato solo le tasse sugli immobili a lui intestati. Mancano all’appello i più ingenti guadagni derivanti dal contratto con la Yamaha e dalle sponsorizzazioni.

I vip transnazionali con il braccino corto nei confronti dello Stato sono un fenomeno già salito alla ribalta delle cronache. Quello di maggior peso è senza dubbio Big Luciano Pavarotti: il tenore, dopo un lungo contenzioso con il fisco pieno di colpi di scena (inclusa qualche soffiata della ex moglie Adua) ha versato al ministero delle Finanze un obolo da 25 miliardi delle vecchie lire. Il campione di sci Alberto Tomba ha vinto invece due ori olimpici e il contenzioso in Tribunale, ma per mettere ordine tra le varie società che aveva creato in diversi paradisi fiscali per far confluire i suoi guadagni, ha dovuto versare 10 miliardi di lire.

Era ancora una ragazzina Ambra Angiolini nel 1998 quando si abbattè su di lei un’indagine delle Fiamme Gialle per una presunta evasione fiscale da un miliardo. Due anni dopo fu il turno di Andrea Bocelli che aveva scelto di risiedere nel Principato di Monaco e per questo era finito al centro del monitoraggio dei finanzieri sugli “emigranti di lusso”.
Valentino Rossi, comunque, ha un collega a cui chiedere consiglio: Loris Capirossi nel 2005 è stato condannato per evasione fiscale: il fisco sosteneva che avesse evaso 8 milioni di euro. Chissà stavolta tra i due motociclisti chi batte il record.

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