- Tags: Adriano-Celentano, anni-60, boom, canzone, chiusura, disturbo, Fabrizio-De-Andrè, Gino-Paoli, La-Bussola, locale, Luigi-Tenco, Milva, Mina, Ornella-Vanoni, Patty-Pravo, Peppino-di-Capri, Versilia
-

Troppo rumore per… “La Bussola”.
Già : il mitico locale di Focette, a Marina di Pietrasanta (capitale della Versilia) pare ne faccia a iosa. Non nel senso che fa parlare di sé (quasi tanto quanto succedeva quarant’anni fa), perché “disturba la quiete pubblica”, come recita il reato 659 del Codice penale.
E allora? Si chiuda, almeno temporaneamente. E il cartellone estivo? A rischio.
L’esposto, che ha fatto decidere al gip del Tribunale di Lucca a mettere i sigilli al locale, è arrivato da un privato: le analisi fonometriche eseguite dall’Arpat, su richiesta della Procura di Lucca, avevano evidenziato uno sforamento del livello autorizzato di rumori.
Un brutto colpo per il locale, fondato dal patron Sergio Bernardini e oggi di proprietà della società Chantal srl, che dal 1955 ha ospitato nomi della musica e della mondanità come Fred Buongusto, Fred Buscaglione, Gino Paoli, Peppino di Capri, Ornella Vanoni, Adriano Celentano, Luigi Tenco, Milva, Patty Pravo, Fabrizio De Andrè e Mina, che esordì quasi per caso proprio qui nel 1958, quando ancora era, semplicemente, Anna Maria Mazzini.
E quando le discoteche facevano meno rumore e, soprattutto, non c’erano ancora le attuali norme in fatto di inquinamento acustico.
La Bussola è stato anche uno dei simboli del boom economico, tanto da divenire anche oggetto della contestazione: il 31 dicembre del 1968, durante una manifestazione davanti al locale, partì un colpo di pistola che ferì alla schiena un giovane pisano, Soriano Ceccanti, costretto poi a muoversi con una sedia a rotelle.
- Tags: biglietti, calcio, Enrico-Preziosi, Fabrizio-De-Andrè, gemellaggio, genova, Lanterna, Luigi-Ferraris, Napoli, partita, play-off, sciarpe, Serie-A, sfida, stadio, supporters, tifosi, ultrÃ
-

A Napoli e a Genova è la partita più attesa dell’anno. Nel capoluogo campano la curia ha anticipato di un giorno la processione per il Corpus Domini e anche il cardinale Crescenzio Sepe assisterà alla sfida, a Marassi, tra Genoa e Napoli. Alla fine del match (salvo clamorosi ribaltoni) solo una delle due squadre timbrerà il biglietto per la serie A, l’altra dovrà passare dalle forche caudine dei play off.
Un dentro o fuori che scalda i cuori dei supporter e preoccupa un po’ le forze dell’ordine. Ovviamente la questura genovese spera che regga il gemellaggio tra le due tifoserie, lungo 25 anni e mai messo alla prova in modo tanto crudele.
I tifosi del Napoli, ieri, hanno polverizzato in tre ore e mezza i duemila biglietti arrivati da Genova per assistere alla partita. Almeno altre quattromila persone sono rimaste senza tagliando e non sono mancati i momenti di tensione e le scazzottate. A Genova per vendere gli ultimi biglietti sono stati utilizzati come in posta i “numerini”. Non è bastato a risolvere i problemi. Risse anche all’ombra della Lanterna. I ben informati dicono che ai tifosi di origine campana non sarebbero stati venduti i tagliandi.
Nonostante la vigilia piena di tensione, il gemellaggio tra le tifoserie sembra reggere. Molti napoletani si presenteranno allo stadio Luigi Ferraris con una sciarpa mezza rossa e mezza azzurra (per fondere i colori delle due squadre) che augura alle due società di “volare insieme in A”.
Nei caruggi, i vicoli di Genova, davanti al negozio dedicato a Fabrizio De André (cantautore genoano che ha cantato in genovese e in napoletano) sono apparse due bandiere una rossoblù e una azzurra.
Al campo di allenamento del Genoa gli ultrà delle due squadre hanno firmato un graffito d’amicizia. Il presidente dei liguri, Enrico Preziosi, ha dichirato: “Se, malauguratamente, il Genoa non dovesse superare il Napoli, i tifosi rossoblù appaludiranno gli avversari”. Chissà : sarebbe davvero una bella prova di fair play per il rissoso calcio italiano.
Qui il video di YouTube sulle imprese del Napoli:
Questo il video di YouTube sul cuore rossoblu di Marassi: