

di Stefano Caviglia
Quando sono stati resi pubblici i dati del primo rapporto comparato dell’Ocse sulle assenze per malattia nelle pubbliche amministrazioni, all’inizio dell’estate, in tanti si sono stropicciati gli occhi. L’assenteismo registrato in Italia è nettamente inferiore a quello di paesi con una produttività e una fama decisamente migliori delle nostre: nel corso del 2009 i dipendenti pubblici italiani si sono assentati in media 9,1 giorni all’anno, contro i 16 dei tedeschi, i 12 di francesi e norvegesi e i 10 dei canadesi, che rispecchiano quasi perfettamente la media dei 17 stati Ocse presi in esame. Continua
- biker
- Mercoledì 12 Ottobre 2011

Il “Palazzo”. La “Casta”. I grandi privilegi a fronte del “piccolo” ruolo da onorevole. Seduto sullo scranno dell’Aula dove si esercita la democrazia.
Parlamento ai raggi X
Nella sua storia, il parlamento italiano è stato descritto e raccontato in tanti modi. Ma mai così, con un sito e un rapporto che mettono sotto analisi tutti i deputati e senatori, le loro presenze in aula, il loro indice di “ribellismo” o di fedeltà alle direttive di partito, i provvedimenti votati.
Il tutto accompaganato da grafici, dati, classifiche e statistiche di immediata comprensione. Per assecondare la domanda crescente di controllo sui parlamentari da parte dei cittadini.
Il sito si chiama openparlamento.it, è on-line dal 16 giugno. Il rapporto “Camere aperte”, anch’esso scaricabile dalla rete, è stato presentato lo stesso giorno da Cittadinanzattiva, Controllo cittadino e Open Polis.
I dati considerati sono stati tratti dai siti istituzionali di Camera e Senato e la loro comprensione è stata resa più agevole, senza i tecnicismi parlamentari. Ad esempio con un “indice di attività ” che misura quante volte un parlamentare si è impegnato attivamente in un atto ufficiale o in un progetto di legge, quante volte è intervenuto nel dibattito in assemblea o in commissione. Ecco alcuni dati interessanti che si possono trovare.
Esito bipartisan
Nella contesa della solerzia, l’esito è bipartisan. Angela Napoli del Pdl primeggia tra i deputati più attivi mentre Donatella Poretti, radicale del Pd, si afferma tra i senatori. Mentre la maglia nera va a due big del Pdl: Denis Verdini alla Camera e Marcello Pera al Senato. Nella particolare classifica dei leader, capigruppo e personalità di partito, l’unico che supera il 6 è Di Pietro. Tutti gli altri, da Pier Ferdinando Casini a Francesco Rutelli, sono bocciati senza appello.
Dai singoli ai gruppi, per quanto riguarda le presenze in aula a farla da padrona è la maggioranza. Alla Camera i primi 20 posti sono tutti appannaggio di Pdl e Lega. Mentre al Senato, i rappresentanti dei partiti di governo occupano 18 delle prime 20 posizioni.
Presenti e attivi
I deputati della maggioranza sono i più presenzialisti alle votazioni, anche per l’elevato numero di provvedimenti proposti dal governo (86% delle votazioni per la Lega, 83% per il Pdl). Ma i più attivi in assoluto sono quelli dell’Idv, con un tasso medio del 3,57 alla Camera e del 4,9 al Senato. I deputati del Partito Democratico sono al terzo posto con circa un punto di differenza, poco oltre il 2,65.
Tra i partiti di governo, il gruppo di deputati più attivo è quello della Lega (2,67) mentre i parlamentari del Pdl risultano essere quelli meno attivi in assoluto, con un indice di attività di 2,01. L’Udc e il gruppo misto si attestano poco sopra i 2 punti.
Per quanto riguarda i senatori, la situazione è molto simile: il gruppo parlamentare più
attivo è ancora quello dell’Italia dei Valori, che raggiunge un indice di 4,9 mentre il secondo gruppo (quello dell’Udc), è solo al 2,79. Il Pd invece si attesta al 2,7.
Le donne
Le onorevoli signore hanno un’indice di attività maggiore rispetto ai colleghi maschi. In assoluto le più attive (lavori in Commissione inclusi) alla Camera, dopo la citata Angela Napoli del Pdl, sono le radicali del Pd: Rita Bernardini e Maria Antonietta Coscioni, da Elisabetta Zamparuti sempre del Pd e da Luca Volonté dell’Udc.
Assenteisti
Se durante il governo Prodi la loro presenza era decisiva, in questa legislatura i senatori a vita devono aver optato per farsi vedere il meno possibile: ai primi 6 posti tra gli assenteisti del Senato ci sono proprio loro, da Rita Levi Montalcini a Giulio Andreotti. Alla Camera i meno presenti sono stati Antonio Gaglione del Pd (88% di assenze) e Maria Grazia Siquilini del Pdl.
La sorpresa dei “ribelli”
Cioè i deputati che hanno votato in maniera diversa dal proprio gruppo più volte sono tutti del Pd (e anche questo vorrà dire qualcosa in merito alla tenuta del partito di Dario Franceschini). Su tutti l’ex direttore dell’Unità Furio Colombo che ha votato da battitore libero 394 volte su 2496 votazioni (pari al16,5 per cento delle volte, circa un voto su sei). Al Senato invece i due membri della altoatesina Svp (Salvatore Cintola e Mirella Giai) inseriti nel gruppo dell’Udc hanno votato in maniera indipendente rispettivamente 213 e 192 volte.
Nel Governo
Ovviamente alte le assenze per i membri dell’esecutivo, ma giustificate dalle missioni. Non per tutti, però: secondo il rapporto Maurizio Balocchi (Lega), Elio Vito e Paolo Romani (Pdl) sono quelli con più assenze ingiustificate, mentre Nicola Cosentino è il più presente alla Camera.
Social networking adattato alla politica
Ma il gioco dei più e dei meno, dei confronti tra solerti e fannulloni è solo uno degli aspetti messi in chiaro da OpenParlamento. I dati, come spiega Vittorio Alvino, presidente di OpenPolis, sono recuperati automaticamente e in tempo quasi reale dai siti di Camera, Senato e Governo. “Solo che su quei siti non sono sempre agevoli da reperire e sono organizzati secondo una logica istituzionale. Mentre noi li strutturiamo partendo dall’ottica del cittadino. E soprattutto stimoliamo la partecipazione”. Sì perché, registrandosi su OpenParlamento, è possibile intervenire commentando, segnalando, emendando i testi in una logica partecipativa. “L’idea”, spiega Alvino, “è quella di un social networking adattato alla politica”.
Un filone che sta prendendo piede in Italia, ma che, da un po’ di tempo, funziona bene nel resto del mondo. In Gran Bretagna è attivo dal 2004 They work for you che monitora l’attività dei politici di Sua Maestà . Su scala europea è disponibile, fresco di lancio, EPVote, che osserva i (nuovi) rappresentanti nazionali nell’Aula di Strasburgo.
Ovviamente, tutte le valutazioni sono su base meramente numerica e non entrano nel merito della qualità e dell’impegno dei singoli parlamentari. Su quelle, le opinioni possono più dei numeri. Anche se, per dirla con Henry Kissinger, “Il problema della politica è che il 90% dei politici rovina il buon nome di tutto il restante 10%”.

Il grafico delle distanze sul sito sito