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Farefuturo

Gheddafi a Roma: l’affondo di Farefuturo

Una delle hostess che ha partecipato alla conferenza del leader libico Muammar Gheddafi mostra una copia del Corano (Ansa)

Una delle hostess che ha partecipato alla conferenza del leader libico Muammar Gheddafi mostra una copia del Corano (Ansa)

Passino le critiche, legittime e scontate, di Amnesty International contro il “silenzio” del governo italiano sulla questione dei diritti umani in Libia. Passino l’indignazione (femminista e liberal) di Emma Bonino e dell’Associazione Adelaide Aglietta che  invita i militanti a indossare una fascia nera a lutto contro l’eccentrica visita  del colonnello Gheddafi a Roma.

Quando però, a menar fendenti contro l’esecutivo, è Farefuturo, la rivista web di Gianfranco Fini, la questione investe la tenuta della maggioranza e mette a nudo la fragilità di quella tregua sulla quale sono stati versati in queste settimane fiumi d’inchiostro. Tanto più che il punto della contesa tra le due anime della maggioranza non riguarda questa volta la legalità, le politiche migratorie o i diritti delle coppie omosessuali, i cavalli di battaglia dell’ultimo Gianfranco fini, bensì il cuore  della nostra colocazione sullo scacchiere internazionale.  Continua

Pdl verso il futuro: ecco Generazione Italia, la “svolta” interna di Gianfranco Fini

Il presidente della Camera Gianfranco Fini (Ansa)

Il presidente della Camera Gianfranco Fini (Ansa)

Si chiamerà Generazione Italia e per simbolo avrà un fiocco tricolore che incrocerà una “G” verde e una “I” rossa. Il presidente della Camera e coofondatore del Popolo della libertà, Gianfranco Fini, scopre le carte e lancia una nuova iniziativa che non sarà alternativa al Pdl, ma interna al partito e vicina alle sue posizioni. Continua

Veltroni, il ritorno: una Fondazione per fare il “Fini” del Pd

Walter Veltroni e Massimo D'Alema, eterni duellanti del Pd - lapresse

Walter Veltroni e Massimo D'Alema, eterni duellanti del Pd - lapresse

L’Africa può attendere, ancora. Walter Veltroni si prepara a un ritorno in scena, per fare valere il suo peso nel Pd di cui fu primo segretario. Continua

La versione di Campi: “Un Pdl forte? Stia a destra ma si apra anche a sinistra”

Il presidente della Camera Fini con il premier Silvio Berlusconi

Il presidente della Camera Fini con il premier Silvio Berlusconi

“Il destino del Pdl è diventare una grande forza maggioritaria, avente al suo interno una destra, un centro e una sinistra“. Come il partito Repubblicano in America, anche se ad alcuni osservatori sembra più  una nuova Dc.
E invece: che nel Pdl ci sia spazio per diverse anime e non per un pensiero unico, se lo augura il professor Alessandro Campi, direttore editoriale della fondazione Farefuturo molto vicina al presidente della Camera (nonché co-fondatore del Popolo della libertàGianfranco Fini. Panorama.it lo ha intervistato per capire cosa stia succedendo all’interno del primo partito italiano alle prese con un autunno caldo per il Premier. Leggi l’intervista

Elezioni, lo sfottó è on-line: Il Pd? Zero tituli. Ma è polemica sull’astensionismo

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“Pd? Zero Tituli”. Chissà se piacerà al Cavaliere la maglietta che sta facendo il giro della rete inventata da alcuni blogger sostenitori del centrodestra. Anche se celebra le sconfitte elettorali degli avversari politici, il copyright della frase è comunque di matrice nerazzurra e a Berlusconi ricorderà l’annata non esaltante del suo Milan.
La t-shirt è apparsa ieri alla conferenza stampa del Pdl ed è in vendita on-line. È un’idea nata su “Tocqueville“, un aggregatore di blog liberali e neo-con. Sotto il simbolo del partito di Franceschini accompagnato da un punto di domanda riporta l’ormai celebre “Zero tituli” di Josè Mourinho e poi le “date del tour” del crollo di consensi del partito di Veltroni prima e Franceschini poi: passato dal 33% di “Italia, 13-14 aprile 2008″ (elezioni politiche) al 26,1% di “Europa, 6-7 giugno 2008″ attraverso le débacle in Sicilia, Friuli, Roma, Abruzzo e Sardegna.
Sui blog filo-Pdl quindi si celebra il risultato delle europee e delle amministrative, ma più per il brutto risultato del Pd che per l’affermazione del partitone conservatore. Il 35% del Pdl ha lasciato alcuni con l’amaro in bocca per le attese e i sondaggi che davano il partito di Berlusconi oltre il 40%. E proprio on-line si sviluppa il dibattito interno, con il “web magazine” di Farefuturo, la fondazione culturale creata da Gianfranco Fini, che non rinuncia alle critiche sulla gestione della campagna elettorale e del governo. “Sarebbe un errore grave” scrive la redazione nel corsivo intitolato provocatoriamente “Quella trazione leghista che ha dimenticato il sud”, “se non si riflettesse seriamente e da subito su due fatti politici che sono strettamente collegati tra loro, anche se sin d’ora il triumvirato al vertice del Pdl non pare averlo colto: la forte affermazione leghista e l’astensionismo del centro sud. Umberto Bossi ha vinto perché ha dato la linea al governo”
Un’interpretazione che suscita la reazione del “PreDelLino“, giornale on-line filo-governativo, che commenta così nella sua rassegna stampa di ieri: “Avvoltoio? Certo che no! Il direttore di FareFuturo Alessandro Campi, molto stimato a destra e da Gianfranco Fini, spiega al Corriere della Sera che “Berlusconi non si tocca, certo. Però lavoriamo su un nuovo centro destra…”.

LEGGI ANCHE: Europee: chi ha vinto e chi ha perso - Pd e Pdl al palo. La questione è sulle ali: Lega e Idv. Partecipa al Forum: Cosa pensi del risultato di questa tornata elettorale?

Veline come Eurocandidate del Pdl? FareFuturo dice stop

Gianfranco Fini

Dalla tv a uno scranno a Strasburgo? Da destra s’ode un secco alt.
Eccolo: “Il fenomeno del ‘velinismo’ in politica, ancorché circoscritto, non aiuta certo a modernizzare una cultura ancora in parte diffidente verso il ruolo delle donne in politica e a promuovere la pari dignità dei sessi in ogni ambito della vita pubblica, piuttosto rilancia uno stereotipo femminile mortificante, accuratamente coltivato dalla nostra televisione (che è, a questo proposito, un unicum nel contesto europeo-occidentale) e drammaticamente diseducativo per le nuove generazioni”.

Questa la reprimenda vergata da Sofia Ventura sul periodico on line della Fondazione Farefuturo presieduta da Gianfranco Fini. An sembra dunque non gradire l’ipotesi delle eurocandidate che provengono dal mondo dello spettacolo di cui si è parlato nei giorni scorsi nel Pdl. Poi la critica si dirige contro il rinnovamento chiesto in persona da Berlusconi: “Assistiamo” si legge nell’articolo di Farefuturo, “ad una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto a che fare, allo scopo di  proiettare una (falsa) immagine di freschezza e rinnovamento. Questo uso strumentale del corpo femminile, al quale naturalmente le protagoniste si prestano con estrema disinvoltura, denota uno scarso rispetto da un lato per quanti, uomini e donne, hanno conquistato uno spazio con le proprie capacità e il proprio lavoro, dall’altro per le istituzioni e per la sovranità popolare che le legittima”.

Dura anche la critica contro l’uso delle donne che per la fondazione di Fini “non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi; le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse”.
Probabile che i media derubrichino questo editoriale come un nuovo caso degli scontri tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Che negli ultimi mesi si sono punzecchiati non poco. E forse, anche per questo motivo, il presidente della Camera è intervenuto con una sua dichiarazione in cui ha precisato: “Il Web Magazine della Fondazione FareFuturo non ha certo necessità di concordare con me ogni suo quotidiano intervento”.

Insomma una bacchettata, quella di Fini, che però nel concludere il suo comunicato non scomunica del tutto l’editoriale della sua fondazione parlando di “valutazioni comprensibili, ma eccessive”. “È una condizione di libertà e di fiducia che può però portare, come nel caso odierno sulle candidature femminili per le prossime elezioni Europee, a valutazioni comprensibili ma eccessive, e pertanto non totalmente condivisibili”.
E come non dimenticare, infine, che uno dei tre coordinatori Pdl, l’ex reggente di An, Ignazio La Russa, venerdì scorso, parlando delle liste per le europee che sono in dirittura d’arrivo, aveva detto: “Le nostre liste non saranno uno specchietto per le allodole. Non ci saranno calciatori e cantanti e neanche giornalisti televisivi, come invece avviene a sinistra”. Ma nella sua dichiarazione non una parola sui personaggi femminili provenienti dal mondo dello spettacolo, che ovviamente in lista ci saranno.

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