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Farnesina

Parla Frattini: sugli sbarchi, Franceschini e Lega disastrosi

Un barcone di migranti

di Stefano Brusadelli

“Sono sconcertato dall’atteggiamento dell’opposizione. In tutta Europa il tema dell’immigrazione è considerato una questione di interesse nazionale, sulla quale maggioranza e opposizione si confrontano. Ovunque, tranne che in Italia, dove l’opposizione specula anche sulle tragedie, pur di attaccare il governo”. Solitamente misurato fino ai limiti dell’algore, stavolta Franco Frattini sembra davvero furibondo.
E in questa conversazione con Panorama il ministro degli Esteri ne ha per tutti: per il Pd (non tutto, però) e per l’Idv, per le intemperanze della Lega, per gli egoismi dei nostri partner nordeuropei e dei nostri vicini maltesi. Sul caso dei naufraghi il ministro fatto per regalargli troppo riposo. L’anno scorso scoppiò il conflitto tra Russia e Georgia. Stavolta sulla quiete ferragostana si è abbattuto il caso dei cinque naufraghi eritrei raccolti nei pressi di Lampedusa (forse gli unici sopravvissuti tra 78 partiti dalla Libia), che ha aperto il vaso di Pandora delle polemiche.

Con il governo accusato di inumanità e ritenuto quasi responsabile di strage; e a sua volta accusatore del centrosinistra e della Ue, che continua a considerare gli arrivi via mare dei disperati africani come un problema dei soli paesi mediterranei.
A indignare Frattini sono l’arrivo di una mozione contro l’esecutivo italiano annunciata al Parlamento europeo dal gruppo dipietrista e la (pubblicizzata) visita del segretario del Pd Dario Franceschini (secondo il quale il governo “è razzista e xenofobo”) a due dei naufraghi eritrei ricoverati a Palermo. “All’Italia” dice il ministro “si deve il salvataggio, non l’abbandono. Noi abbiamo salvato più vite in mare di tutti gli altri paesi europei messi insieme. Non dico che sull’intera politica estera l’opposizione debba avere un atteggiamento costruttivo, ma almeno sulle questioni che toccano la vita e la morte. I nostri partner europei sono stupefatti. Io stesso, negli anni trascorsi a Bruxelles da commissario europeo, non ho mai visto niente di simile. In Spagna il Pse di Zapatero ha sull’immigrazione un atteggiamento ben più rigido di quello italiano, eppure mai il Ppe ne ha fatto oggetto di speculazioni politiche fuori dai confini. Ecco dove sta l’anomalia italiana, ecco perché continuiamo a non essere un paese normale: a causa dell’ossessione antiberlusconiana che acceca l’opposizione, la porta a danneggiare persino il proprio paese”.
Viene da chiedere, ascoltando toni così aspri, se il titolare della Farnesina scorga vie d’uscita, occasioni di ricucitura, con la legislatura appena agli inizi. “Franceschini” è la risposta “ha cominciato male. Quella visita ai sopravvissuti con telecamere e giornalisti al seguito è stato un passo sbagliato. Sarà stato probabilmente influenzato dal clima congressuale, ma registro che Pier Luigi Bersani non l’ha seguito su questo terreno, e ciò va sottolineato. Dopo il congresso, con chi uscirà vincitore desidero francamente un confronto a tutto campo su politica estera, politica mediterranea e di immigrazione. Certo, se dovessero vincere Franceschini o Ignazio Marino non mi faccio molte illusioni”.
Ma non solo per Bersani il ministro ha parole d’apprezzamento. “Quando Piero Fassino era ministro degli Esteri ombra del Pd guidato da Veltroni, queste porcherie non c’erano, con lui avevamo un confronto settimanale. E si sapeva chi esprimeva la politica estera del Pd. Ora, non si sa più”.

Se i rapporti con l’opposizione sono una ferita sanguinante, anche quelli con la Chiesa sono una spina dolorosa. Dinanzi al dramma marittimo ferragostano, l’Avvenire ha addirittura evocato una nuova Shoah, sono arrivate critiche da Cl, dalla Caritas e dal Pontificio consiglio per i migranti. Con tanti temi delicati sul tappeto (testamento biologico, divorzio breve, pillola abortiva) e una pur fin qui misurata presa di distanza del mondo cattolico dalla vita privata del premier, c’è da drizzare le antenne. Ma Frattini non si mostra troppo preoccupato. “Con la Chiesa, a differenza che con il Pd, noi ci confrontiamo. E il salvataggio di ogni vita umana è per loro come per noi un punto irrinunciabile. Inoltre la Chiesa sa bene che abbiamo l’obbligo istituzionale di rispettare la legge europea che prevede il respingimento e il rimpatrio dei clandestini”.

E allora? Per il ministro all’origine delle tensioni ci sono le intemperanze leghiste, il crescendo di uscite al vetriolo (fino alla minaccia di rivedere i Patti lateranensi) che il Carroccio ha scagliato, già dall’inizio della vicenda, contro le gerarchie. “Quando importanti prelati vengono definiti “i soliti cattocomunisti che hanno ormai perso il catto” (riferimento alla polemica tra il leghista Roberto Cota e monsignor Agostino Marchetto, ndr), è chiaro che si innesca una polemica, e la reazione arriva. Bisogna smetterla con questi toni”.
Dopo il Pd e la Lega il Frattini furioso ne ha pure per i partner dell’Ue. Basta chiedergli, viste le sue accuse all’inerzia di Bruxelles che finora sulla lotta all’immigrazione via mare ha lasciato l’Italia da sola, dove fosse lui tra il novembre del 2004 e il maggio del 2008, quando era eurocommissario con delega proprio all’immigrazione. “Intanto” premette “la Commissione europea adotta finalmente un piano per la ridistribuzione dei rifugiati tra tutti i 27 paesi, che è anche frutto del mio lavoro. Poi, certo, il piano dovrà essere esaminato a ottobre dal Consiglio europeo, e può darsi che qualche stato non ci stia e blocchi tutto. Perché finché non entra in vigore il trattato di Lisbona che introdurrà le decisioni a maggioranza qualificata (e qui occorre tra l’altro aspettare il referendum irlandese di ottobre, ndr) tutte le scelte vanno fatte all’unanimità. Ma molti stati potrebbero aderire ugualmente su base volontaria; e in ogni caso sapremo chi denunciare all’opinione pubblica e al Parlamento europeo. L’Italia, statene sicuri, può e deve fare la voce grossa”.

Clandestini eritrei

Sì, ma da che parte potrebbero arrivare i veti? Frattini non si tira indietro: “Belgio, Danimarca, Germania, Austria, Polonia. Gli ultimi tre paesi hanno assorbito in passato grandi flussi di immigrati dall’Est, soprattutto turchi, e non intendono farsi carico dei nuovi immigrati da sud”. Insomma, ci sarebbe da stare poco allegri, ma il responsabile della Farnesina è ottimista. “Anzitutto cresce la consapevolezza che, con la libera circolazione prevista dal trattato di Schengen, qualsiasi rifugiato entri in Italia poi potrà andare dappertutto. Inoltre ho fiducia nella presidenza di turno della Svezia. Tre anni fa circa 20 mila rifugiati provenienti dal Kurdistan si diressero tutti verso quel paese, dove esisteva già una loro comunità. La Svezia, che rischiava il collasso, fu aiutata dall’Europa che accettò di dividere l’onere. E ora sono certo chevorrà ricambiare quell’aiuto”.
L’auspicata redistribuzione dei rifugiati (ormai la gran parte dei clandestini) secondo Frattini porterà a soluzione anche la contesa con Malta, che ora fa di tutto per non accogliere sul proprio minuscolo territorio le barche dei disperati. “Quando capiranno che su 500 persone ne dovranno tenere solo un paio, vedrete che le rigidità maltesi verranno meno”. E con la Libia? Il bilancio sembra in chiaroscuro, visto che da quelle coste si salpa ancora.
Ma anche qui il ministro fa professione di ottimismo e regala qualche rivelazione. “È vero che dalla Libia si parte ancora, ma in proporzione di 1 a 1.000 rispetto a prima dell’accordo italolibico. E la prova che le ultime partenze sono organizzate da disperati isolati è nel fatto che a bordo, purtroppo per loro, non hanno più i gps e i telefoni satellitari forniti dai trafficanti di esseri umani con i quali chiedevano di essere raccolti non appena erano sicuri di essere nelle nostre acque”.

La situazione migliorerà ulteriormente, spiega, “perché sta per decollare un progetto Ue-Italia per monitorare via satellite i confini meridionali della Libia, 1.500 km attraverso i quali arriva il traffico organizzato dall’Africa nera che poi punta via mare verso l’Europa”. Buone notizie anche sul fronte della collaborazione con la Libia nei loro campi d’accoglienza. L’iniziale resistenza a ospitare funzionari dell’Italia e dell’Onu per accertare in loco chi abbia o no diritto all’asilo è venuta meno. “L’Unhcr (l’agenzia Onu per i rifugiati, ndr) ha già aperto un ufficio a Tripoli. E ai libici non dispiace certo se gli preleviamo qualche centinaio di persone in regola per venire in Europa”.
Prima di rituffarsi nelle ultime giornate di vacanza, il ministro ci tiene a smentire una preoccupazione esternata da vari comandanti di pescherecci, convinti che con la nuova legge sulla sicurezza dare soccorso ai clandestini comporti un’accusa di favoreggiamento. “Sciocchezze senza fondamento. Anzi, sarebbe reato fare il contrario”.

Migranti: Bruxelles chiede chiarimenti sui respingimenti, il ministro Maroni non cambia linea, la Chiesa predica l’accoglienza. Voi con chi state?

Messico, rapito l’imprenditore che ispirò “Puerto Escondido”

Puerto Escondido

Un imprenditore veronese, Claudio Conti di 52 anni, è stato rapito un mese fa a Puerto Escondido, in Messico. La notizia, che rompe il silenzio stampa imposto dalla polizia messicana, è stata data solo ieri a Verona dalla famiglia che dopo aver ricevuto qualche telefonata in cui veniva chiesto un riscatto non ha più avuto notizie del congiunto. Conti, da quanto hanno reso noto il figlio Matteo e le sorelle Marina ed Elena, è stato prelevato da un gruppo di uomini il 4 giugno scorso all’interno del suo locale, il Playa Zicotella, e caricato con la forza su un’auto.

L’imprenditore è molto noto a Puerto Escondido dove vive dal 1982: uno dei suoi locali, l’Art Cafè, ispirò nel 1992, come sottolineano alcuni quotidiani locali, il film cult Puerto Escondido di Gabriele Salvatores. Per seguire gli sviluppi del rapimento in Messico si è recato un altro fratello di Claudio, Fabio Conti, che a sua volta gestisce un ristorante a Hollywood. “Siamo molto preoccupati”, ha detto Fabio parlando al telefono con i giornalisti italiani. “Dopo le prime quattro telefonate nei primi quattro giorni del sequestro è calato il silenzio”.

La Farnesina ha confermato il rapimento dell’imprenditore veronese e precisa che “sta seguendo il caso fin dalle sue primissime fasi attraverso l’Unità di crisi e l’ambasciata in Messico che, a sua volta, si tiene in stretto contatto con le autorità messicane. Al ministero si rileva, inoltre, che il silenzio stampa sul sequestro era stato chiesto dai familiari stessi dell’imprenditore in quanto la madre del rapito è molto anziana.

Secondo le prime ricostruzioni, Carlo Conti Bonetti è stato catturato da un gruppo di una decina di uomini armati nel suo ristorante Banana’s, nella zona esclusiva della spiaggia di Zicatela. Le testimonianze raccolte dai giornalisti a Oaxaca indicano che gli uomini armati -vestiti di nero e con il volto coperto da passamontagna- hanno fatto irruzione nel locale dell’italiano intorno alle 23.30 dello scorso 4 giugno.

I sequestratori, che imbracciavano armi lunghe e corte, hanno prelevato brutalmente Conti e lo hanno fatto salire su una Cherokee nera. Il tutto, raccontano i testimoni, è durato pochi minuti.
Lo stato di Oaxaca - sull’Oceano Pacifico, nel sudovest del Messico - è una regione dove negli ultimi mesi si è registrato un aumento dell’attività criminale: lo scorso 13 giugno, un gruppo di imprenditori locali ha lanciato un appello alle autorità statali e federali perché si assumano “misure a ogni livello per frenare la criminalità”.

Borghezio “fermato e picchiato” a Bruxelles nella marcia anti-Islam


Era arrivato a Bruxelles per manifestare davanti al Parlamento europeo “contro l’Islam”, nel sesto anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, sfidando, insieme ad alcuni europarlamentari della destra, il divieto del sindaco della capitale belga, il socialista Freddy Thielemans. Si sono radunati al grido di “Stop the islamisation of the Europe”. Ma la marcia dell’eurodeputato leghista Mario Borghezio e delle associazioni anti-islamiche della rete Sioe, il partito di estrema destra fiammingo Vlaamms Belang, non è mai partita.
Sono stati fermati prima, dalla polizia belga, che, a dire dell’eurodeputato, avrebbe usato le maniere pesanti: Borghezio è stato maltrattato, caricato su una camionetta e portato al Palazzo di giustizia della città. Tanto che a difesa del leghista è intervenuta la Farnesina che ha mosso rappresentanti diplomatici italiani presso il Belgio e le istituzioni europee, anche con un passo presso il Parlamento europeo per far valere le prerogative come parlamentare dell’eurodeputato leghista.
La giornata di Borghezio, con tanto di bandiera padana al collo, è cominciata a rondpoint Schuman (la rotonda dedicata a uno dei padri dell’Europa unita), dove alcuni poliziotti hanno fermato, dopo averlo malmenato, il rappresentante del Vlaams Belang (partito di estrema destra separatista e xenofobo fiammingo che da 3 mesi minaccia la secessione delle Fiandre, la ricca regione del Nord, dalla più povera e francofona Vallonia) al Parlamento europeo Frank Vanhecke. “È un europarlamentare, siamo europarlamentari. È una vergogna”, ha gridato più volte Borghezio, mentre Vanhecke veniva fatto salire a forza su un pullman blindato della polizia. Secondo alcuni testimoni, il leghista avrebbe invece urlato alle forze dell’ordine: “Siete peggio degli islamici”. Comunque sia, la polizia non si è intimorita davanti all’autorità, e ha usato il pugno di ferro. “Ce ne hanno date per sette”, ha dichiarato l’esponente del Carroccio. Subito dopo Vanhecke è stato fatto salire a bordo Borghezio, che ha denunciato i maltrattamenti ai quali sono stati sottoposti i fermati. Fermato anche il leader del Vlaams Belang Filip Dewinter. Subito dopo il piazzale antistante la Commissione Ue e il Consiglio, cuore del quartiere comunitario, è stato pesantemente presidiato dalle forze dell’ordine nel timore che la manifestazione contro l’islamizzazione dell’Europa, proibita dal sindaco di Bruxelles Freddy Thielemans, potesse spingersi fino a lì.
Nel tardo pomeriggio Mario Borghezio ha chiamato i giornalisti facendo sapere di essere rinchiuso in una cella, senza avere avuto spiegazioni da parte delle autorità belghe, mentre il sindaco in una conferenza stampa spiegava che l’europarlamentare “non ha ottemperato alle leggi”. “La legge è legge e non ci sono differenze sia per un parlamentare belga o un italiano”, ha aggiunto Thielemans. Per l’eurodeputato del Carroccio, in ogni caso, ha sottolineato il sindaco, si è trattato di “una privazione della libertà solo momentanea” a differenza dei leader fiamminghi, la cui posizione si dovrebbe aggravare nelle prossime ore per avere resistito alle forze dell’ordine.
Al suo rilascio, Borghezio ha inveito contro “l’Euro-Arabia”, spiegando che “qualcuno dovrà spiegare” perché non si sia consentito a un gruppo di europarlamentari di esprimersi “pubblicamente”, nel giorno dell’anniversario delle torri gemelle, sull’islamizzazione e la minaccia del terrorismo.

Il VIDEO servizio:

Il sito della Farnesina si rifà il look

Il Ministero degli affari esteri rinnova la sua vetrina
Il Ministero degli affari esteri rinnova la sua vetrina: l’obiettivo è quello di far avvicinare i cittadini a un’istituzione che offre dei servizi. Prima di partire per un lungo viaggio, o almeno per una destinazione esotica, dategli un’occhiata.

Con tutto il rispetto per il gusto dell’avventura, è sempre meglio sapere a cosa stare attenti, e la sezione “viaggiare sicuri” contiene tutte le informazioni del caso per ogni Stato. Il nuovo sito mira a garantire la piena accessibilità per i diversamente abili e si propone come più “user friendly”, ad esempio è possibile configurare il proprio computer in modo che digitando un numero da 1 a 9 sulla tastiera si acceda direttamente ad una delle pagine del sito.

Ma non tutto funziona a meraviglia: il Ministero promette infatti che entro la fine dell’anno saranno inserite altre funzionalità come la navigazione wap, il sistema di notifiche con sms, uno sportello informazioni virtuale e il forum di discussione.

Sì, viaggiare… Anche ai tempi del terrorismo globale

In partenza dall'aeroporto di Roma
Nonostante Londra, la paura non abita alla Farnesina. Il nostro Ministero degli Esteri non fa infatti una “lista nera” degli Stati a rischio di attentati terroristici, in cui è sconsigliato viaggiare (per studio, lavoro o vacanze). Non che le informazioni manchino, sia chiaro: dal planisfero che campeggia nel sito si accede, paese per paese, alle informazioni da conoscere prima di partire.
Naturalmente, se si clicca su zone particolarmente calde come l’Iraq, il Ministero degli Esteri sconsiglia i viaggi a qualsiasi titolo, anche quelli ritenuti assolutamente necessari per motivi di lavoro. Tra l’altro è curioso notare come, a chi intenda comunque intraprendere il viaggio in Iraq sotto la propria responsabilità, il sito segnali che nel 2006 si sono verificati alcuni casi di influenza aviaria.
La scheda del Regno Unito è rassicurante: “A seguito del rinvenimento a Londra di due autovetture cariche di esplosivo e dell’esplosione (che non ha causato vittime) di un’autobomba nei pressi dell’aeroporto di Glasgow il 28 giugno scorso, le Autorità britanniche hanno innalzato il livello di allerta portandolo a ‘critico’, il grado più elevato. Sono state adottate nuove misure di sicurezza e rafforzati i controlli e la vigilanza negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni ferroviarie”. Si raccomanda quindi, si legge sempre nel comunicato, di recarsi negli aeroporti con largo anticipo rispetto all’ora di partenza. Insomma andare a Londra non è affatto sconsigliato, basta modellare le proprie abitudini: anticipare l’arrivo in aeroporto, mettersi in coda come fanno gli inglesi e pazientare.
Per chi avesse prenotato un viaggio in Gran Bretagna e non se la sentisse di affrontarlo c’è poco da fare. Già qualcuno ha chiesto di cancellare la prenotazione e ha ricevuto un rifiuto dalle agenzie turistiche, come segnala l’associazione di consumatori Adoc, che annuncia la volontà di inviare una lettera all’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri per chiedere che le disdette siano rese più agevoli. Ma soprattutto, di fare chiarezza. Dopo gli attentati sventati nell’agosto 2006, infatti, l’Unità di crisi aveva emesso una nota che sconsigliava i viaggi a Londra. Questo comportava automaticamente che i turisti potessero ottenere le modalità di protezione, cioè il differimento del viaggio, l’imbarco su altre destinazioni oppure il rimborso di quanto pagato.
In caso di emergenze legate a terrorismo, guerre o cataclismi naturali, se c’è la nota della Farnesina, poiché la rinuncia non dipende dalla scelta del turista, non sono infatti previste penali. È così anche quest’anno?

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
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