
Papa Benedetto XVI a pranzo (Foto Osservatore Romano /LaPresse)
L’acqua Fiuggi è introvabile. E l’unica preoccupazione di Federalberghi è quella di far arrivare quanto prima qualche bottiglia d’acqua dalle ormai rinomate proprietà curative sulla tavola del Papa e su quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ormai da settimane l’acqua oligominerale laziale non è più sugli scaffali dei supermercati, delle farmacie, dei negozi di tutta Italia e ovviamente non poteva non essere sparita anche dal bicchiere del Papa e del Presidente Napolitano. Continua
I più “infedeli” alla propria regione questa estate sono i piemontesi che sono rimasti per vacanze in Piemonte solo per il 3% dei casi, mentre il 97% ha preferito altre regioni, con in testa la vicina Liguria, come l’anno scorso. Questo è risultato di una indagine realizzata da Federalberghi e da Confturismo-Confcommercio, intervistando 1.237 italiani maggiorenni e che fotografa i principali spostamenti regionali degli italiani.
Seguono nella classifica dell’infedeltà regionale i lombardi: il 7% è rimasto nella regione, mentre il restante 93% ha scelto il resto d’Italia prediligendo la Sardegna (rispetto all’Emilia-Romagna preferita nel 2007). Quindi i laziali, che sono rimasti nel Lazio per vacanze solo per il 14%, mentre l’86% è andato nel resto d’Italia e, in particolare, in Toscana (più gettonata rispetto alla Calabria nel 2007).
Ancora “infedeli” i campani con il 15% che sono rimasti in aree regionali, ma l’85% è andato altrove con una spiccata preferenza per la Puglia. Poi i veneti: due su dieci non si sono allontanati da casa, gli altri sono in viaggio con la Sardegna quale obiettivo primario (rispetto all’Emilia-Romagna preferita nel 2007). Quindi gli emiliano-romagnoli che hanno scelto la propria regione nel 33% dei casi, con il restante 67% che è andato in giro per l’Italia prediligendo la Liguria (rispetto alla Sardegna preferita l’anno scorso).
Infine i pugliesi rimasti nei confini locali per il 34% dei casi, mentre il restante 66% si è recato altrove preferendo la Calabria. Al contrario, tra i più “fedeli” alla loro terra questa estate troviamo i toscani. Solo infatti il 30% è andato fuori i confini regionali, indirizzandosi in gran parte verso la Sardegna (come nel 2007), mentre il 70% è rimasto a godersi le proprie spiagge e le proprie località d’arte, seguiti a distanza dai siciliani che sono rimasti nell’isola nel 55% dei casi, mentre il 45% è partito prediligendo quale meta ideale un’altra isola: la Sardegna (rispetto alla Calabria preferita nel 2007).
Per prenotarsi la propria vacanza estiva quest’anno gli italiani si sono rivolti in maggioranza alle agenzie di viaggi. Il 23% dei vacanzieri si è avvalso di un ‘fidato’ agente di viaggio per farsi organizzare dal semplice trasferimento nella località prescelta, al pacchetto tutto incluso. A breve distanza, tuttavia, si colloca l’utilizzo del web: con un indice del 23% dimostra di essere uno strumento sempre più utilizzato per definire una qualsiasi vacanza. Sempre a breve distanza, con il 20% dei casi, c’é la telefonata diretta al gestore di una struttura ricettiva (albergo, residence, agriturismo, campeggio). Il 16% si è affidato al consiglio ed all’interessamento di parenti o amici, disimpegnandosi dall’onere dei preparativi. Ed il restante 18% non ha neppure speso una telefonata in quanto si è recato o in casa di proprietà o in quella di parenti e amici. “L’86% degli spagnoli e l’83% dei francesi, contro il 75% degli italiani, scelgono il proprio Paese per trascorrere un periodo di vacanze”, ricorda il presidente di Federalberghi e di Confturismo-Confcommercio, Bernabò Bocca.
”Non dobbiamo infatti dimenticare” prosegue Bocca “come di tutti i pernottamenti che l’Italia annualmente registra, quasi il 60% siano fatti segnare da connazionali, tanto che noi riteniamo giusto ed importante per l’economia del Paese che tale percentuale cresca. E per farlo occorre investire sull’immagine nazionale, realizzando iniziative promo-pubblicitarie che informino gli italiani sulle numerosissime località di svago o vacanza, di arte o archeologia, di tradizione etnica o eno-gastronomica, di montagna o collina, di terme o laghi e quant’altro ancora alla scoperta di un Paese che se conosciuto a fondo non potrà mai finire di stupire ed assecondare le esigenze di chiunque”. “Ecco perché occorre che l’Enit-Agenzia del Turismo” conclude “promuova l’Italia anche agli italiani, alla scoperta delle infinite bellezze che costellano la nostra Penisola”.
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I dati non fanno che confermare quello che la gente, alle prese con bollette, mutui e crisi della quarta settimana, già sapeva. Andare in vacanza costa molto, a volte troppo. Quest’anno gli italiani che resteranno a casa durante l’estate saranno il 50,6 per cento. Da giugno a settembre non andranno in ferie 23,9 milioni di persone, rispetto ai 22,4 milioni dello scorso anno: l’incremento è del 7 per cento. Si godranno mare e montagna invece in 22,4 milioni, il 4,7 in meno del 2006, quando erano stati 23,5.
La notizia ha gettato nello sconforto gli operatori del settore del turismo. Per l’estate 2007 è infatti previsto un decremento del giro d’affari del 15,5 per cento (18,5 miliardi di euro contro i 21,9 di dodici mesi fa). Per Federalberghi, che ha diffuso i dati raccolti in una ricerca, se questa estate ci sarà un milione in meno di italiani sotto l’ombrellone la colpa è del governo. “Che una improvvisa crisi stesse per abbattersi sui consumi turistici dei nostri connazionali, dovuta alle scelte di politica fiscale del governo, ne eravamo coscienti. Ma non ci saremmo mai aspettati un crollo di questa entità ”, dice Bernabò Bocca, presidente della federazione. Che chiede un intervento: “Il governo Prodi, per tentare un recupero in extremis della stagione turistica, dovrebbe concedere un bonus alle famiglie per le spese sostenute e documentate per le vacanze fatte in Italia nel 2007″.
Sempre secondo il sondaggio di Federalberghi, quest’anno gli italiani spenderanno in media per le ferie (della durata di 12 notti) 825 euro. L’estate scorsa la cifra arrivava a 935 euro, il calo è dell’11,8 per cento. In cima alle preferenze dei vacanzieri resta il mare, scelto dal 75,4 per cento, e l’Italia è ancora la meta più gettonata (nel 74,1% dei casi). Ma il 40 per cento delle persone che rimarranno a casa ha dichiarato di esserci costretto per motivi economici. E nonostante il presidente Federalberghi dichiari che questo è dovuto alla mancanza di liquidità e “non certo alle tariffe elevate delle strutture alberghiere del Bel Paese” forse dovrebbe chiedersi perché sempre più italiani scelgono le spiagge di Spagna, Grecia e Croazia piuttosto che le nostre.