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La stazione di Rogoredo, Milano ANSA/MILO SCIAKY/DRN
Tornando a casa: è stato un film del 1978 (con Jane Fonda), è una trasmissione radiofonica su Radio Rai1 (ideata e condotta da Enrica Bonacorti) ed è stata per due giorni e mezzo la mia missione. Compiuta, alla fine. Sono a casa mia, l’antivigilia di Natale. E mi sembra un miracolo. 51 ore dopo la mia prevista partenza da Barcellona, a 7 ore dal mio atterraggio a Malpensa ho varcato l’ingresso della mia abitazione, a Genova. Continua

Ferrovie dello Stato in tilt a Nordest a causa del maltempo di sabato
Natale con i tuoi. Ma è meglio se per andarli a trovare, i tuoi, non devi muoverti da casa. Perché il maltempo che sta colpendo tutta l’Europa centrale ha flagellato i viaggiatori italiani per tutto il weekend e non promette niente di buono per le prossime ore. Continua

Viaggiatori bloccano una linea ferroviaria per protesta contro i disservizi | (Emmevi/Ansa)
La rabbia corre più veloce di un Frecciarossa. Non va sulla rete ferroviaria ma su quella del Web. È la rabbia di migliaia di pendolari italiani che vivono l’entrata in vigore dei nuovi orari e delle nuove tariffe di Trenitalia come l’ennesimo capitolo di una presa in giro che si perpetua da anni. Continua
- Tags: esplosione, feriti, Ferrovie, Fs, gas, incidenti, mappa, meci, morti, rotaie, sicurezza, strage, treno, Viareggio, video, vittime
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Visualizza Dopo Viareggio: i treni a rischio in una mappa di dimensioni maggioriLa strage ferroviaria di Viareggio occupa tutte le prime pagine. E dopo la cronaca arrivano le inevitabili polemiche. Il Corriere della Sera punta il dito sui nuovi pericoli. Ogni giorno ci sono 35 treni ad alto rischio. Trasportano gas, acido solforico, zolfo. Viaggiano sulla rete ordinaria, spesso di notte.
Anche Il Giornale punta l’attenzione sulla sicurezza. Sicurezza, il libro nero: tre anni di incidenti: si dà conto di motrici deragliate, vagoni di traverso, disastri sfiorati. Salta fuori un dossier elaborato dai macchinisti preposti al trasporto merci su rotaia: un elenco degli incidenti sconosciuti alla cronache e delle tratte più a rischio.
Nella sua edizione in edicola, Il Giornale pubblica anche un’infografica con le zone critiche della rete ferroviaria italiana. Ve la riproponiamo qui in una versione multimediale.
Repubblica mette l’accento sulle polemiche, i controlli mancati, le omissioni da individuare, il j’accuse del procuratore: “Un disastro non per caso”. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Ora dovrà fare luce l’inchiesta aperta dalla procura di Lucca.
Il video un minuto dopo l’esplosione
Le tragedie sfiorate a giugno
Il disastro di Viareggio è stato preceduto, nel mese di giugno, da altri due incidenti avvenuti sempre in Toscana, che hanno bloccato a lungo la linea ferroviaria, sfiorando, in alcuni casi, la tragedia.
6 giugno: un cavo della linea elettrica aerea si stacca e colpisce il locomotore di un treno Intercity partito da Milano, rompendo uno dei finestrini anteriori. Le schegge feriscono al volto, lievemente, uno dei macchinisti. L’incidente succede nella galleria Val di Sambro, tra Bologna e Firenze, in una zona tristemente famosa per le stragi dell’Italicus (1974) e della vigilia di Natale (1984). L’Intercity riesce a uscire dal tunnel e ad arrivare alla stazione di Vernio (Prato), ma un altro treno rimane bloccato in galleria per due ore circa. Pesanti ripercussioni su tutto il traffico ferroviario.
22 giugno: due vagoni di un treno merci deragliano a Vaiano (Prato) urtando un Intercity regionale, ma senza conseguenze per i passeggeri. Uno dei vagoni era una cisterna piena di acido fluoridrico. Il traffico ferroviario rimane bloccato per più di 4 ore e riprende poi su un solo binario, con ritardi enormi.
Le informazioni per chi viaggia
Sono stati attivati tue numeri verdi per rispondere agli inevitabili disagi dei treni dopo l’esplosione a Viareggio. Il numero 800.892.021 attivato dalle Ferrovie dello Stato: informazioni sul servizio dei bus sostitutivi. Il numero verde regionale 800.570.530: informazioni sui ritardi e sui blocchi del traffico ferroviario. Il numero verde 800.732.911 è stato invece attivato dal Comune di Viareggio: qui è possibile avere informazioni “relative all’incidente ferroviario, danni, vittime, interventi”.

LA GALLERY
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Quando gli agenti della Polfer li hanno prelevati da casa per portarli nei loro uffici, hanno fatto finta di niente. Poi, appena seduti in auto, di fianco al comandante della polizia giudiziaria del Compartimento di Milano Angelo Laurino, uno di loro è scoppiato in lacrime e ha confessato. La stessa reazione del suo complice, che davanti al padre incredulo ha ammesso la “bravata”. Sono stati due ragazzi di 15 anni, studenti di liceo e figli di operai di Ponte Lambro ed Erba, a far deragliare domenica scorsa il treno che collega Asso a Milano all’altezza della galleria di Ponte Lambro (Como).
Secondo la polizia solo la bassa velocità del treno, 50 chilometri orari, ha evitato che si ribaltasse provocando il peggio. I due adolescenti infatti avevano messo sui binari delle canaline per l’acqua in cemento e una rete metallica. Quest’ultima si è incastrata tra le ruote del convoglio, causando l’incidente. Che gli autori di certo non prevedevano, visto che dopo aver piazzato gli oggetti a terra sono tornati alla stazione a piedi e sono saliti sullo stesso treno, per assistere allo “spettacolo”.
Sono stati individuati ieri pomeriggio, grazie alle indagini della Squadra mobile e della Polfer di Como e della Polfer di Milano. Guidati da Laurino e dal collega comasco Michele Pensato, gli agenti hanno cominciato a fare domande con in mano i fermo immagine della telecamera della stazione di Caslino d’Erba. Non è stato difficile dare un nome a quei due ragazzini che nel filmato uscivano dalla galleria e andavano a sedersi sulla panchina. Nonostante il loro tentativo di nascondersi con un cappellino e un cappuccio e anche se avevano girato la telecamera dalla parte opposta.
I 15enni sono denunciati a piede libero per attentato alla sicurezza dei trasporti. “Per noi era un gioco”, si sono giustificati, “non credevamo di aver fatto nulla di grave. I nostri amici altre volte avevano messo dei sassi sui binari e non era mai successo nulla. Volevamo provare anche noi”. Si sono resi conto della gravità del loro gesto solo dopo che i giornali gli hanno dato spazio. Ma non per questo avevano pensato di andare spontaneamente alla polizia.
“Quando siamo andati a prenderli e gli abbiamo comunicato l’accusa si sono spaventati”, spiega l’ispettore capo Laurino. E hanno raccontato che con un gruppo di coetanei hanno l’abitudine di passare il loro tempo a veder sfrecciare i treni nella galleria di Ponte Lambro. Accucciati a pochi centimetri dai convogli in corsa. “Anche questo”, conclude il funzionario di polizia, “un gioco pericolosissimo”.
Trasporti in tilt questa mattina in tutta Italia per lo sciopero dei mezzi pubblici che, secondo le prime stime dei sindacati, ha raccolto un’adesione altissima: circa l’82% dei mezzi coinvolti, con punte del 100%.
Mattinata difficile quindi, sia per chi ha dovuto muoversi approfittando delle fasce protette che garantiscono i servizi minimi essenziali, sia per chi ha scelto di muoversi con i propri mezzi, a causa del traffico, in alcuni casi molto intenso, che il fermo dei servizi pubblici ha provocato. A Napoli sono addirittura spuntati furgoncini abusivi attrezzati per offrire ai pendolari, in attesa alle fermate, un servizio sostitutivo di trasporto.
Lo sciopero ha infatti bloccato contemporaneamente treni, bus e metro: è il secondo stop congiunto in due mesi dopo quello del 9 maggio ed è stato proclamato dai sindacati di settore a sostegno della vertenza per il contratto unico della mobilità.
I servizi ferroviari sono fermi da ieri sera alle 21 e lo saranno fino alla stessa ora di oggi: le Ferrovie hanno avvertito della possibilità di “pesanti ripercussioni” sul servizio, soprattutto per il trasporto regionale. Servizi minimi essenziali sono garantiti tra le 6 e le 9 e le 18 e le 21. Le Fs invitano però i passeggeri ad informarsi nelle stazioni prima di mettersi in viaggio, sul sito www.ferroviedellostato.it o contattando il numero verde 800-892021.
I mezzi pubblici del trasporto locale sono fermi da questa mattina, con modalità diverse da città a città, anche questi nel rispetto delle fasce orarie garantite. A Milano dalle 8.45 sono state chiuse tutte le stazioni della metropolitana: i mezzi dell’Atm resteranno fermi fino alle 15 e poi dalle 18 a fine servizio. Il traffico in arrivo dall’ hinterland verso la città è stato molto intenso fin dalle 6 di stamattina; i tram e bus ridotti: il traffico di superficie, secondo l’Atm, a partire dalle 10.30 si è ridotto del 45%. A Torino la metro e i bus urbani e suburbani sono rimasti fermi dalle 9 e 12 e, di nuovo, dalle 15 in poi fino al termine del servizio. A Roma e Napoli lo sciopero si svolge dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio: nella Capitale per alleggerire il traffico, intenso nelle consolari in entrata a Roma, sono state disattivate le telecamere della zona a traffico limitato.
A Napoli lo sciopero ha ricevuto un’adesione quasi totale: in strada solo pochi mezzi di Anm e Ctp, ferme del tutto le funicolari, le linee della metro, la Circumvesuviana, la Cumana. Molti i treni annullati, soprattutto i convogli regionali. E in città sono rispuntati molti furgoncini abusivi attrezzati per offrire ai pendolari, in attesa alle fermate, un servizio sostitutivo di trasporto. A Napoli lo sciopero terminerà alle 17 per poi riprendere dalle 20 a fine turno. Circolazione in affanno anche a Venezia e a Palermo.
Il VIDEO servizio:
Lunedì nero per i trasporti: nelle prossime 24 ore si fermeranno prima i treni e poi tram, bus e metro. A partire dalle 21 di domenica 6 luglio incroceranno le braccia i ferrovieri, mentre i dipendenti del trasporto pubblico locale si fermeranno per l’intera giornata di domani. Rinviato al 18 luglio, invece, lo stop del settore aereo, previsto in un primo momento sempre per domani.
Lo sciopero dei treni è stato indetto dai sindacati di categoria aderenti a Cosnil, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil, Ugl, Orsa, e dai sindacati Faisa, Fast, a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale sulla mobilità, scaduto da sette mesi, che coinvolge circa 250 mila addetti. I sindacati si aspettano “un’adesione massiccia”.
Ferrovie dello Stato avverte che saranno cancellati e limitati “numerosi convogli sia regionali sia a lunga percorrenza”, ma ricorda che sarà garantita la mobilità pendolare nelle fasce orarie comprese fra le 6 e le 9 e fra le 18 e le 21. Gli utenti possono richiedere informazioni telefonando al numero verde 800-892021 attivo fino alle 21 di domani.
Autobus, tram e metropolitane si fermeranno secondo modalità decise in sede locale: a Roma dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; a Milano dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio; a Napoli dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; a Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio; a Firenze dalle 9.15 alle 11.45 e dalle 15.15 a fine servizio; a Venezia-Mestre dalle 9 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; a Genova dalle 9,30 alle 17 e dalle 21 a fine servizio; a Bologna dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; a Bari dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 a fine servizio; a Palermo dalle 8,30 alle 17,30 e dalle 21.30 a fine servizio; a Cagliari dalle 9,30 alle 12.45, dalle 14.45 alle 18.30 e dalle 20.30 a fine servizio.

Si sta dirigendo verso settentrione e verso la costa tirrenica l’ondata di maltempo che ha colpito ieri il sud della penisola, lasciando dietro di sé comuni isolati, scuole chiuse e strade ghiacciate. Per le prossime 36 ore prevista neve in Campania, Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte. Ieri sera emergenza in Umbria, dove un centinaio di automobilisti sono rimasti bloccati per la neve sulla via Flaminia, tra Nocera e Gualdo Tadino.
Migliora lentamente la situazione nel Sud Italia, anche se in diverse regioni persistono i disagi, alcuni comuni sono ancora isolati e in diversi casi le scuole rimangono chiuse.
L’Italia bloccata nei giorni scorsi dallo sciopero degli autotrasportatori – e che potrebbe vivere un nuovo blocco del trasporto aereo nei giorni di Natale - ha conosciuto un week end di freddo e gelo, con pesanti disagi sulla circolazione ferroviaria (con l’incredibile odissea sull’Eurostar Lecce-Roma) e stradale.
Nella notte sono continuate le nevicate su alcuni tratti di competenza di Autostrade per l’Italia, ma sulla rete al momento non si segnalano particolari disagi.
La società autostrade in un comunicato informa che “nelle ultime 60 ore sono stati interessati oltre 2.000 km di rete e non si sono registrate particolari turbative sulla rete” e che oggi si prevede neve sulla A6 Torino Savona, sulle autostrade liguri A7 ed A26, sui tratti emiliani e toscani della A1 Milano-Napoli e , Liguria interna e sull’Appennino tosco-emiliano e sulla Campania. In tutti i casi, è consigliabile “munirsi delle catene da neve o degli pneumatici invernali” prima di mettersi in viaggio e tenersi informati in tempo reale sulla situazione della rete autostradale al numero 840.04.21.21, oppure consultare il sito internet www.autostrade.it, chiamare il numero verde CCISS 1518 oppure sintonizzandosi su Isoradio 103.3 FM, Onda Verde RAI, Viaradio RTL 102.5.
Sui passi appenninici della Romagna sono invece obbligatorie catene o pneumatici da neve. In particolare, sulla E45 è stato chiuso nelle prime ore del giorno il tratto tra Verghereto e Canili (Forlì-Cesena) per la rottura di alcuni giunti, provocata probabilmente dalle basse temperature. Il traffico è stato deviato sulla provinciale 137.
Decisamente migliorata invece la situazione della viabilità in Puglia: tutte le strade statali e provinciali sono percorribili, anche se c’è il rischio di ghiaccio soprattutto nelle prime ore del giorno. In alcuni comuni in provincia di Bari, Foggia e Brindisi le scuole rimangono comunque chiuse. Un uomo che viveva per strada a Brindisi, è però morto assiderato l’altra notte mentre dormiva su una panchina, nei pressi del lungomare. La notizia è riportata oggi sul quotidiano La Gazzetta del mezzogiorno.

Va meglio anche in Calabria, dove continua a nevicare solo in alta quota ma nel resto della regione vengono segnalate pioggia freddo. Regolare il traffico sull’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, anche se c’è l’bbligo di catene a bordo dei mezzi. Percorribili anche le statali e provinciali del crotonese e del cosentino ma nella zona rimangono isolati a causa della neve numerosi comuni che protezione civile e vigili del fuoco stanno cercando di raggiungere.
Chiuse in ogni caso le scuole, sospese le attività anche dell’Università della Calabria.
Neve su Potenza, pioggia su Matera e freddo intenso ovunque anche se le temperature sono risalite sopra lo zero dopo i valori polari del week end. La settimana in Basilicata si è dunque aperta all’insegna del maltempo, ma la circolazione automobilistica sembra abbastanza regolare. In una quarantina di comuni, Matera compresa, la scuole rimangono però chiuse. Il tratto lucano dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria è percorribile ma c’è l’obbligo di catene a bordo.
Grossi disagi invece in Sardegna, soprattutto nelle zone interne dove molte strade sono bloccate dalla neve che in molte località supera i 40 centimetri.
La situazione sta diventando critica nel Nuorese, in Gallura e in Ogliastra dove il termometro nelle ultime quarantotto ore non ha mai superato lo zero. A Nuoro scuole chiuse per due giorni e circolazione difficile in città. Bloccata la strada Nuoro-Lanusei e su molti tratti della 131, la strada che collega sud e nord dell’isola, molti Tir e altri automezzi sono bloccati e il traffico procede molto a rilento su una sola corsia.
Le difficoltà maggiori si registrano però sull’altopiano di Campeda, nella zona di Ottana e di Oniferi, dove sono intervenuti i Cacciatori di Sardegna dei carabinieri per soccorrere automobilisti bloccati dalla neve.