
Il vaccino contro l'influenza H1N1
L’arrivo di una pandemia era atteso da tempo. Da quando il 24 aprile 2009 è stata segnalata in Messico un’epidemia di influenza causata da un nuovo virus, la prima preoccupazione di tutto il mondo scientifico, e mia come medico oltre che come sottosegretario alla Salute, è stata di pensare al modo migliore per proteggere la salute della popolazione, sapendo che nuovi virus influenzali colpiscono sempre i soggetti più fragili e i più giovani, perché più sensibili alle nuove infezioni. Leggi l’intervento di Ferruccio Fazio

Povero Ferruccio Fazio, ce l’hanno tutti con lui. Cosa avrà fatto mai il viceministro della Salute, a parte causare un po’ di sana preoccupazione negli italiani in relazione alla (erroneamente) cosiddetta “influenza suina”?
Allertato forse dalla diffusione della pandemia del virus A-H1N1 su scala mondiale, Fazio si era spinto a “non escludere” un possibile ritardo nella riapertura delle scuole italiane, seguendo l’esempio della Gran Bretagna (dove però i nuovi casi di infezione si rincorrono). Previsioni che sono state seguite da una valanga di prevedibili smentite.
Niente allarmismi, tutto sotto controllo
Fra le prime, Maria Stella Gelmini, che come ministro dell’Istruzione avrebbe probabilmente preferito essere informata prima di rilasciare alla stampa dichiarazioni di questa entità : “Faremo tutte le verifiche necessarie, anche se al momento la situazione non preoccupa”.
Ma anche lo stesso “superiore” di Fazio, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha preso una posizione netta: “È un’influenza al di sotto di quelle che abbiamo sempre conosciuto nella stagionalità . Ogni allarmismo è quindi davvero ingiustificato”.
Posizioni chiare, quelle dei suoi colleghi, tali da spingere lo stesso Fazio - a margine di una audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali - a una rapida ritirata, sottolineando che no: “Non si è mai parlato di ritardi nella apertura delle scuole. Alla domanda specifica sulla possibilità che un rinvio si potesse escludere ho risposto che in un piano pandemico questo non si può escludere. Però nessuno ha mai parlato di una possibilità di questo genere. La risposta del governo fin dall’inizio è stata uniforme e compatta”.
Ma tutto ciò non gli è bastato per evitare i tuoni de L’Avvenire, che in un editoriale ha definito la strategia del vice ministro “discutibilissima”. Il quotidiano nei vescovi aveva affidato alla firma di Elio Maraone le critiche al governo. “È chiaro” si legge nel pezzo “che la stonatura di Fazio esige non soltanto il richiamo all’ordine del medesimo, ma una correzione di rotta generale, ossia l’adozione e il rispetto da parte dell’intero esecutivo di una strategia comunicativa all’altezza dei bisogni, che sono molti e crescenti, del Paese. Sarebbe desiderabile, anzi doveroso” ha proseguito il giornale della Cei “che l’esecutivo si rivolgesse ai cittadini con una sola voce”.
La pensa, sorprendentemente, come Avvenire anche il ministro alla semplificazione Roberto Calderoli: in casi così delicati, in cui serve comunicare una linea chiara e condivisa, dovrebbe essere solo il premier Silvio Berlusconi quello autorizzato a parlare: “Qualcuno ha bisogno di una tirata di orecchie, perché un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche o peggio ancora…”, chiosa il senatore Calderoli.
Che la carica di Fazio, che in tanti vedono come promosso a ministro, sia diventata a rischio, come insinua fra le righe il quotidiano cattolico?
Le reazioni della Rete
Allarmismo pandemico e costi sociali
“Diciamoci la verità , sul piatto della partita non c’è la salute degli italiani, perché è ben nota la lieve entità dei sintomi dell’H5N1[...]. Sul piatto della partita ci sono, tanto per cambiare, i soldi dello Stato. Se la gente si ammala di H5N1 [...] si farà visitare presso un Pronto Soccorso qualsiasi e, una volta accertata l’effettiva presenza patogena del virus, si farà ricoverare. E allora saranno cazzi di Brunetta, che dovrà pagare lo stipendio per intero e anche i compensi accessori.”
Valerio Di Stefano » Diceria dell’untore: Fazio e la Gelmini sulla chiusura dele scuole per l’H5N1
La facciamo facile?
“C’è da augurarsi che Ferruccio Fazio venga rapidamente nominato ministro della Salute, così potrà smettere di agitarsi e di elaborare contingency plan di agevole attuazione, come la chiusura delle scuole, per far vedere quanto è sul pezzo.”
Phastidio » All’erta sto
L’ottimismo non è un antivirus
“Forse il metodo Berlusconi ha una logica in campo economico: spargendo ottimismo a piene mani, anche a dispetto delle evidenze, si può sperare di incoraggiare la ripresa. Ma con i virus non funziona. Gli esperti internazionali sono ancora in disaccordo su molte cose, ma sulla filosofia di fondo il consenso è chiaro: la sottovalutazione è pericolosa quanto l’allarmismo.”
Anna Meldolesi » Politica Pandemica
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Due scuole di Roma sono state chiuse per una settimana in via preventiva, dopo che sono stati confermati quattro casi di influenza A/H1N1. Lo ha disposto il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio - si legge in una nota del ministero del Welfare - “al fine di limitare al massimo la possibile diffusione del virus della nuova influenza umana A/H1N1″.
Il vice ministro alla salute Ferruccio Fazio ha deciso in via precauzionale la chiusura immediata e per sette giorni di due scuole romane (Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e liceo scientifico Dante Alighieri) dopo i quattro casi confermati ieri di nuova influenza a/h1n1 che hanno riguardato liceali degli istituti.
I quattro ragazzi erano rientrati da New York (insieme alle loro classi) dopo un soggiorno di studio lo scorso 19 maggio. Successivamente hanno avvertito sintomi sospetti e sono stati visitati in ospedali della capitale.
E’ la prima volta che si decide la chiusura di istituti scolastici in applicazione delle misure preventive di sicurezza decise dal ministero del Welfare in relazione all’emergenza della nuova influenza.
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La promozione a ministro di Michela Vittoria Brambilla e Ferruccio Fazio (rispettivamente al Turismo e alla Sanità ) scuote la maggioranza. Berlusconi è intenzionato a portare a termine il rimpasto di governo il più in fretta possibile, perchè nei due settori “c’è bisogno di un coordinamento centrale”. Per questo i due sottosegretari saranno fatti ministro.
Questo è l’unico cambiamento che si prospetta nella squadra di governo, “di cui sono molto contento”, dice il premier. Ma le rassicurazioni di Berlusconi non convincono le altre componenti della maggioranza. L’altolà della Lega è giunto per bocca di Roberto Calderoli che sabato aveva stoppato la proposta di Berlusconi. Inaspettatamente, però, un secondo stop alla nomina di Fazio e Brambilla, entrambi di Forza Italia, arriva dal capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri (di An) secondo cui le nomine sarebbero una manovra che “costringerebbe a riaprire il manuale Cencelli e a ridiscutere tutto. Sarebbe una lotteria. Meglio evitare”.
Marcello Dell’Utri, uno degli uomini più vicini al presidente del Consiglio, dà per certa la “promozione” di Fazio e della Brambilla: “Nella maggioranza non ci sono malumori” assicura il senatore di Forza Italia al quotidiano online Affaritaliani.it “è solo un pò di dialettica interna. Berlusconi ha annunciato da tempo che quelle due posizioni, la Sanità e il Turismo, sono molto importanti. Macché malumore della Lega… e poi non è che Alleanza Nazionale può pensare di avere una contropartita. C’è solo il Popolo della Libertà . Punto e basta. Poi una contropartita dove? Al Commercio con l’Estero… su dai. Non esiste”. Ma le certezze di Dell’Utri non convincono i leader di An che ribadiscono le loro perplessità sulla nomina di due nuovi ministri.
Nulla da dire sulle persone candidate alla promozione, Fazio e Brambilla, ma un eventuale ritocco comporterebbe un riequilibrio complessivo della squadra di palazzo Chigi, fanno sapere da via della Scrofa. Andrea Ronchi, ministro per le Politiche europee, ribadisce che “la leadership di Berlusconi non è in discussione, ma se fossero nominati due nuovi ministri, allora si dovrà tener conto dell’equilibrio complessivo del governo”. Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl, sottolinea che “per fare dei nuovi ministri ci vuole una legge. E per fare una legge, ci vuole una proposta del governo. Allo stato, non c’e niente in questo senso. Se ci sarà , allora vorrà dire che ne discuteranno in primo luogo al Consiglio dei ministri”. In quella sede, spiega, ci sono ministri che rappresentano An, e “ognuni dirà la sua. Ma, al momento, non c’è nulla”.
Anche il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ripete che l’arrivo di nuovi innesti comporterebbe necessariamente “una ridiscussione di tutto l’impianto” dell’esecutivo. “Se si vogliono nominare due nuovi ministri -precisa- non ci sono problemi, ma è evidente che non si può svincolare questo dalla discussione di un impianto generale”. L’ipotesi di allargare la squadra del governo non piace neppure alla Lega Nord. Calderoli si dice “perplesso” su nuovi ingressi al governo perchè “più ministri a Roma si traduce in meno ministri sul territorio”. In particolare, a preoccupare la Lega è la promozione di Fazio al dicastero della Salute che rappresenterebbe una “minaccia” per il federalismo fiscale. “Sanità e turismo” precisa infatti il coordinatore delle segreterie leghiste “sono materie di competenza regionale e” avverte ancora Calderoli “nel momento in cui si fa il federalismo non si possono accentrare due materie come queste”.

Dieci nuove discariche, forte accelerazione nella costruzione di nuovi termovalorizzatori, esercito in campo per la pulizia delle strade e per il trasporto delle balle. Si muove su questi binari la riposta del governo di Silvio Berlusconi per l’emergenza rifiuti in Campania.
Si parte con l’obiettivo più difficile, quello di individuare nuovi siti di stoccaggio, da tenere sotto assoluta riservatezza. Ecco una delle opzioni inedite, rispetto a quanto finora ipotizzato, al vaglio del governo Berlusconi, ma è probabilmente la pratica ancora meno delineata e forse anche una delle più difficile da praticare. Di certo, tenere top secret la scelta delle aree di stoccaggio e la loro successiva identificazione eviterebbe di imbattersi nelle proteste di strada della popolazione ed è una delle misure tampone che il Consiglio dei Ministri non esclude di adottare, almeno in questa prima fase di emergenza. Il premier d’altro canto è fortemente determinato a far accettare le decisioni dell’esecutivo a tutti i comuni, ricorrendo anche ad una sorta di precettazione per i “rischi-salute” che col caldo potrebbero aumentare.
Insieme con esso, va risolto però il problema dei termovalorizzatori. Ecco perché Palazzo Chigi vuole snellire e sburocratizzare le procedure: di qui nasce l’idea di individuare le ditte non più per gara pubblica ma per “chiamata diretta”. Tra le cinque opzioni al vaglio dell’esecutivo di centrodestra c’è infatti l’eliminazione, per decreto, delle procedure burocratiche per la progettazione e la costruzione di nuovi impianti di smaltimento e trasformazione dell’immondizia, compresi i termovalorizzatori. Insomma: scegliere in tempi brevi e attuare le decisioni in un lasso di tempo altrettanto ridotto. Mettendo fine all’atavica malattia italiana di tirare per le lunghe senza arrivare mai a risultati tangibili.
Anche per questo, Berlusconi potenzierà in questi giorni l’uso dei militari per alcune misure operative: da subito, daranno una mano nei servizi di logistica legati alla raccolta di rifiuti; più avanti, potrebbero tornare utili nella custodia dei siti di stoccaggio più contestati e per prevenire eventuali situazioni critiche come quelle che potrebbero crearsi dopo l’identificazione di nuove aree per lo smaltimento dei rifiuti. I militari potrebbero essere indispensabili per il trasferimento dell’immondizia nelle discariche e per garantire il suo percorso regolare anche di fronte ai posti di blocco che già nei mesi scorsi la popolazione locale ha organizzato nel tentativo di impedire il normale svolgimento delle attività di smaltimento.
Per coordinare l’emergenza, infine, in queste ore il premier starebbe pensando a nominare un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio esclusivamente impegnato sul problema. Il nome che si fa è quello di Guido Bertolaso (alla guida della Protezione Civile), che del problema rifiuti si è già occupato nei mesi scorsi come Commissario straordinario.
Quinto e ultimo punto del dossier, il “piano salute”, annunciato dal sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio. Consiste in tre punti fondamentali: 1) informazione corretta alla popolazione, 2) educazione e formazione degli operatori medici, 3) sorveglianza di quello che sta succedendo. Con un obiettivo: “Evitare inutili allarmismi”, dice il sottosegretario, precisando che il piano verrà presentato in maniera dettagliata in Consiglio dei Ministri a Napoli e che a quel punto sarà ancora più dettagliato.
Nel frattempo, è scattato il piano di raccolta straordinaria per il Consiglio dei Ministri che si terrà mercoledì prossimo proprio a Napoli. E sempre a Napoli, ieri, sono esplose le proteste per la decisione della “domenica ecologica” voluta dall’assessore al comune. Dalle 9 alle 13, nelle strade del centro, non si è potuto circolare con auto e motociclette. Polemiche di commercianti e cittadini, che non hanno fatto però arretrare l’amministrazione: “La cura giusta non è uccidere il malato. Napoli non ha solo il problema dell’immondizia, c´è anche l’inquinamento. Ci sono le polveri, i gas. In città non c’è solo spazzatura”, hanno fatto sapere dalla giunta cittadina.
Non solo spazzatura. Vero, resta alto anche il rischio di infezioni, per ora solo potenziale: da Roma fanno sapere che al momento non c’è alcun pericolo in tal senso. Ma, anche alla luce di questo allarme, è chiaro che per Silvio Berlusconi la corsa contro il tempo è comunque iniziata. E insieme con essa il primo vero, spinosissimo, banco di prova per il suo esecutivo.
Anche perché da Bruxelles è arrivata l’ennesima sferzata: l’Italia deve agire subito per risolvere la situazione, per evitare peggiori conseguenze per la salute pubblica. La sollecitazione è del commissario Ue all’ambiente Stavros Dimas, per bocca della sua portavoce Barbara Hellferich. La Commissione Ue ha deferito il 6 maggio scorso l’Italia alla Corte di giustizia europea, ma “non possiamo aspettare la sentenza della Corte: le autorità italiane” ha detto la portavoce “devono agire rapidamente per mettere fine ad una situazione che presenta alti rischi per la salute pubblica”.
Il VIDEO servizio:
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