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D’Alema e le poltrone co.co.co. Il Migliore nelle occasioni mancate

Massimo D'Alema

Massimo D'Alema

Presidente del consiglio, ministro degli esteri, segretario del principale partito di sinistra. La biografia di Massimo D’Alema è costellata di incarichi autorevoli, offici di alta responsabilità, mansioni di primissimo livello. Eppure. Continua

La Fgci non ferma il calcio femminile

[i](Foto: [url=http://www.cfbardolino.it]www.cfbardolino.it[/url])[/i]

Il calcio italiano si ferma il prossimo weekend, il 17 e il 18 novembre, per ricordare la morte del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri. Il calcio si ferma, sì. Ovviamente non può farlo la serie A, il cui campionato è già bloccato per gli impegni della Nazionale. Ma la serie B e la serie C non disputeranno partite. E… l’altra fetta di FGCI? Quella che non si trova quasi mai neanche nelle pagine eppur ampie della Gazzetta dello Sport, pur essendo rosa? Il calcio femminile gioca. Ha giocato ieri, 14 novembre, con un impegno di Uefa Women’s Cup (il corrispondente della Champions League maschile) del Bardolino Verona, squadra scudettata e prima italiana ad affrontare con successo tutto il percorso fino ai quarti di finale; gara di andata persa per 0 a 1 contro le danesi del Bronbdy IF, per dovere di cronaca. E giocherà nel weekend. Giocherà, indossando un segno di lutto, così come le altre categorie maschili di attività dilettantistica. Già, neanche la serie A femminile è considerata professionistica, nonostante diverse ragazze facciano le calciatrici di “professione” (seppur guadagnando come un operaio) e tanti sacrifici come i più blasonati uomini.
Ma questa non è la sola differenza del calcio in rosa, che non si ferma. Le minute tifoserie delle squadre femminili (in Italia sono minute, al nord Europa e negli States di certo no) non si prendono a insulti e botte se si incontrano per caso negli autogrill, anzi, magari fanno il viaggio verso lo stadio insieme. Né tirano fumogeni o scooter dagli spalti. Né si sognano di prendere a sassate agenti di polizia, anche perché non c’è bisogno di agenti di polizia a scortarle. E nelle gare di campionato rischiano addirittura di sedersi vicine e non in curve opposte.
Sarà perché il dio denaro non ingrossa le tasche delle atlete? Sarà perché si gioca ancora solo per pura passione? Sarà perché il calcio femminile è ancora figlio di un Dio minore? Per fortuna.
Bardolino Verona - Brondby 0-1<br> Gara di andata dei quarti di finale di Uefa Women's Cup, disputata il 14 novembre 2007 allo stadio Bentegodi di Verona<br> [i]([url=http://www.cfbardolino.it]www.cfbardolino.it[/url] - Foto Liborio Verona)[/i]

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