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Fiat


Soltanto due settimane fa Panorama era stato costretto a incontrarli nei luoghi più improbabili. Aveva ascoltato la loro versione continuamente intervallata da appelli all’anonimato. Era stata la condizione indispensabile per raccontare una storia diversa da quella imposta dall’ortodossia vigente. Alcuni testimoni rivelavano: la notte fra il 6 e il 7 luglio 2010 alla Fiat di Melfi il sabotaggio ci fu. Una verità inconfessabile per paura di ritorsioni. Inconfessabile perfino ai magistrati. Continua

«La prossima settimana, accompagnato dal mio legale, andrò dal magistrato per chiedere di essere ascoltato»: questo annuncia Roberto Di Maulo, segretario nazionale della Fismic, il sindacato autonomo dei metalmeccanici, in un’intervista che il settimanale Panorama pubblicherà nel numero in edicola da domani, venerdi 10 settembre. Continua


Per settimane abbiamo visto tutti lo stesso film. Tre operai della Fiat di Melfi, tre duri e puri della Fiom, vengono ingiustamente licenziati dalla Fiat. Un giudice obbliga l’azienda a reintegrarli, mentre il Lingotto, dispettoso e prepotente, non li rivuole tra i piedi. I tre lavoratori si ribellano e fanno valere i propri diritti. Le televisioni li intervistano a profusione. I giornali pubblicano la loro foto con l’aria un po’ mesta e un po’ agguerrita. Di giorno in giorno l’aura che li ammanta si fa più fulgida. Stanno tutti (o quasi) dalla loro parte. Continua


L'ad Fiat, Sergio Marchionne (Ansa)
Umberto Bossi, senza fronzoli, lo aveva detto chiaramente lo scorso febbraio: “La Fiat è la tipica fabbrica che ha vissuto con gli aiuti di Stato da tanto tempo”. L’uscita del Senatùr, cinque mesi fa, era servita soprattutto a difendere Calderoli nel botta e risposta con l’allora presidente Fiat Montezemolo, cui è succeduto il ben più timido John Elkann. Continua

Spiace dirlo, ma molti miei colleghi sono élitariamente conformisti, nel senso che valutano tutto sull’onda di quanto impongono le élite.
Spiace dirlo, ma come al solito i giornali vengono pensati nei salotti buoni e non dove le cose accadono. Continua
- Tags: allegra caracciolo, andrea agnelli, Antonio-Giraudo, calciopoli, dirigenza, eredità, Exor, famiglia Agnelli, Fiat, Ifil, juventus, Margherita Agnelli, panorama in edicola
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Antonio Giraudo, che si è trasferito a Londra dopo Calciopoli
L’incontro decisivo è avvenuto alla fine del maggio scorso ad Allaman, quasi a metà strada fra Ginevra e Losanna: è nella tenuta di Margherita Agnelli che Antonio Giraudo ha suggellato l’alleanza con la figlia dell’Avvocato e suo marito, il conte Serge de Pahlen. L’ex amministratore delegato della Juventus, trasferitosi a Londra subito dopo Calciopoli, non tratta in proprio: è in Svizzera in veste di ambasciatore plenipotenziario di Andrea Agnelli e di sua madre, Allegra Caracciolo, vedova di Umberto Agnelli. Continua
Sigilli ai cancelli. In tutta Italia. E sit-in, striscioni, fischietti. Contro l’azienda torinese colpevole, secondo loro, di lasciare a casa migliaia di lavoratori. I metodi ricordano quelli classici da centri sociali di sinistra, ma questa volta i “no global” vengono da destra. Continua

Luca Cordero di Montezemolo, presidente Fiat
Certo che sono Gatto e Volpe Paolo Mieli e Luca Cordero di Montezemolo. Ne hanno pure le fattezze. Mieli fa dei rotondi miao, Montezemolo con gli occhiali da sole piacionissimi, invece, fa vanto di una coda. Ma il presidente della Rcs Libri (nonché storico) e il presidente della Fiat (nonché possibile prossimo leader del dopo Berlusconi), il ruolo di Gatto e Volpe se lo giocano al modo dei grandissimi delle scene. Pronti a fare sia l’uno che l’altro. Una sera ciascuno. A intermittenza. Continua