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Il killer in azione
Scelta forte e sofferta. Che però, pare abbia dato i suoi frutti: il presunto omicida di Mariano Bacioterracino, 53 anni, ucciso con 5 colpi di pistola l’11 maggio scorso in piazza Vergini, nel rione Sanità , è stato fermato dalle forze dell’ordine. Continua
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Un fermo immagine del filmato dell'agguato camorristico a Napoli
“Le modalità sono quelle di un omicidio di Camorra ma al momento non possiamo affermarlo con certezza. Il video non è certo uno spot a favore di Napoli ma speriamo che qualcuno si faccia avanti per fornire informazioni utili al riconoscimento e all’identificazione del killer e del suo correo”. Continua
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I fuorionda per la banda di Striscia la Notizia sono sempre stati il fiore all’occhiello. Sta volta è Vincenzo Visco a finire pizzicato. Nel fuorionda trasmesso dal Tg satirico di Canale 5, il viceministro dell’Economia è in sala stampa a Palazzo Chigi prima di iniziare l’incontro con i giornalisti al termine del Cdm. E, rivolto al portavoce del governo Silvio Sircana, dice: “Mastella non c’è”. “Era impegnato, aveva da fare”, risponde Sircana. E Visco: “È un crumiro e ci ha pure fregato un sacco di soldi”.
Dallo studio i conduttori, Ficarra e Picone, ironizzano sulla frase di Visco: “Che Mastella si sia fatto pagare per ogni voto alle amministrative?”.
A rispondere ai conduttori ci pensa una nota della Presidenza del consiglio: si tratta di nuove risorse per la Giustizia approvate dal Consiglio dei ministri. Ma al Guardasigilli la toppa di Palazzo Chigi non basta: è furioso e vuole una smentita proprio su Striscia. Ovviamente, con il massimo dell’ufficialità , non in un fuori onda.
Da parte sua, il viceministro afferma: “Il filmato trasmesso da Striscia la notizia è chiaramente uno spezzone di una battuta fatta mentre si parlava di alcuni provvedimenti normativi. L’uso che ne ha fatto Striscia la notizia, il momento e il modo con cui ha deciso di utilizzarlo dimostrano una chiara volontà di distorcere e di strumentalizzare la realtà ”.
La realtà è che per Visco, questo è un periodaccio: è al centro della caotica vicenda della Guardia di finanza, per la quale ha mezza maggioranza contro. A cominciare dall’Italia dei valori di Antonio di Pietro, che con un ordine del giorno chiede al governo di ritirare a Visco la delega, raccogliendo ben sei firme: i quattro senatori del gruppo e poi l’ex Sergio De Gregorio, e Fernando Rossi, l’ex del Pdci passato ai consumatori, già responsabile della caduta del primo governo Prodi. Il secondo ordine del giorno è dei dissidenti della Margherita: Willer Bordon, Roberto Manzione e Natale D’Amico che chiede a Visco di autosospendersi. E su questa linea non è esclusa la convergenza, al momento del voto, di una parte dei 12 senatori di Sinistra democratica, i fuoriusciti dai Ds guidati al Senato da Salvi. Anche la Casa delle libertà ha presentato due mozioni. Oltre a quella per il ritiro delle deleghe firmato da tutti i capigruppo, c’è anche quello della Lega, firmato da Calderoli e Castelli, che “impegna il governo a esprimere fiducia alla Gdf e in particolare a Speciale”. Una trappola per far votare l’Unione contro il vice ministro senza che se ne accorga. Come nei fuori onda…
Qui il video di Striscia
Qui il video su YouTube di Antonio Di Pietro sul caso Visco:
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Dalle vignette ai cartoni animati, il passo è breve. Soprattutto per personaggi pubblici di un certo calibro come il premier, il capo dell’opposizione e il leader della Lega Nord. Romano Prodi, lontano dall’immagine istituzionale di presidente del Consiglio, per gli italiani è in sella alla sua bicicletta e con il viso, accaldato, tondo e rosato stile mortadella. E Silvio Berlusconi? Se i birichini di Striscia la Notizia lo hanno travestito da Cavaliere Mascarato, per la gente comune, smessi i panni del politico, ha la bandana e la camicia bianca.
E Umberto Bossi? Qui lo scarto tra realtà e finzione è meno forte: si sa che il Senatùr non ama troppo le forme, preferisce andare per le spicce, anche nel vestirsi. Più o meno tutti lo ricordano durante la sua visita in Sardegna (nell’ormai lontano ‘94) a villa Berlusconi: addosso una canottiera a coste, proletaria e ascellare.
Per vedere i tre leader così agghindati bisogna attendere poco: l’uscita di un cartoon, dove Romano, Silvio e Umberto saranno i protagonisti della prima serie animata tratta dal fumetto Cattivik, uno dei tanti personaggi nati dalla matita di Bonvi ma portato al successo da Silver (l’ideatore di Lupo Alberto), che verrà trasmessa prossimamente su Italia 1.
I tre politici fanno una comparsata in una delle puntate, di cinque minuti l’una, presentate in anteprima al Telefilm festival di Milano.
Nell’episodio in 3D La porta, il ladro più pasticcione dei fumetti cerca di aprire una serratura in mille modi, passando dal “metodo zen” a quello “new age”, da quello stile “Matrix” a quello ispirato a “La guerra dei mondi”, fino a rassegnarsi al metodo “del politico”. E, ben dosando la par condicio, si camuffa secondo i cliché ironici dei tre politici, tra canottiere, bici e bandane.
Tra comicità slapstick (quella basata sulle evoluzioni del corpo) e battute in dialetto meridionale, sono state già prodotte 52 puntate delle avventure del maldestro malfattore in nero (sorta di parodia comica di Diabolik e Satanik) creato da Bonvi nel 1965, ma presto affidato alle cure di Silver che, per la versione cartoon, ha deciso di assegnargli, come ospiti speciali, i colleghi Lupo Alberto ed Enrico La Talpa.
Non è dato, ancora, sapere se i tre leader abbiano accettato di doppiare il personaggio, ma… mai dire mai.